IL MEGLIO DI GIUGNO 2010

venerdì 2 luglio 2010



 52 PENSIERI PER VOLERSI BENE

1. SE PROVI DISAGIO IN ALCUNE SITUAZIONI E TI DICI: "IO SONO FATTO COSÌ, NON POSSO FARCI NIENTE", RIUSCIRAI SOLTANTO PEGGIORARE. COL TEMPO È PIÙ FACILE "MARCIRE" CHE "MATURARE". 

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2. COMPETI CON TE STESSO. LA COMPETIZIONE CON GLI ALTRI NON TI FORTIFICA. RISCHI DI DIPENDERE DAL GIUDIZIO ALTRUI.

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3. NON EVITARE DI AFFRONTARE L'ANSIA. OGNI VOLTA CHE SUPERI IL TUO DISAGIO DIVENTI UN PO' PIÙ LIBERO. L'ANSIA NON DEVE MAI DECIDERE PER TE.
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4. E' TROPPO FACILE SOTTOLINEARE GLI ERRORI DEGLI ALTRI. NON ESSERE PARSIMONIOSO NELLE LODI E NEGLI APPREZZAMENTI, AIUTANO L'ALTRO A MIGLIORARSI. PIÙ CRITICHI L'ALTRO E PIÙ SI CONVINCERÀ DELLA SUA INADEGUATEZZA. NON FARLO. 
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5. PIÙ ATTRIBUISCI IMPORTANZA O NON IMPORTANZA AGLI ALTRI, PIÙ INDEBOLISCI TE STESSO. STAI DIPENDENDO DAL GIUDIZIO.
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6. NON SEMPRE È FACILE TROVARE PERSONE DA CUI È POSSIBILE IMPARARE. NON LASCIARTI SFUGGIRE L'OCCASIONE.
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7. NON CENTRARE LA TUA ATTENZIONE SUGLI ASPETTI NEGATIVI DEGLI ALTRI. TI SVILUPPA SOLO FRUSTRAZIONE E RABBIA. NON TI AIUTA A DIVENTARE PIÙ SERENO. 
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8. RIDURRE LA TUA ANSIA DIPENDA DA TE, NON DELEGARE AI FARMACI, ALL'ALCOL O AL CIBO.
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9. OSSERVA IN MODO DISTACCATO I TUOI PENSIERI NEGATIVI. NON PERMETTERE CHE LORO DIVENTINO LA TUA REALTÀ, SONO SOLO PENSIERI.
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10. NON DIRTI: "QUESTO STATO DI UMORE PASSERÀ". TU DEVI FARLO PASSARE! 
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11. NON FARE TUOI I PROBLEMI DEGLI ALTRI. SE LO FAI IMPARI SOLO A SOFFRIRE CON LORO, NON AD AIUTARLI.  
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12. NON DIRE ALL'ALTRO: "IO RIESCO MEGLIO DI TE IN QUESTA ATTIVITÀ". PENSA TE STESSO. NON AL CONFRONTO.
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13. NON AVERE PAURA DI DARE. DEVI AVERE PAURA SE VUOI SOLO PRENDERE. IL DARE TI POTRÀ RITORNARE. PRENDERE LO POTRAI FARE UNA VOLTA SOLA.
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14. AIUTARE GLI ALTRI LO SI FA SPESSO PER SE STESSI, NON PER LORO.
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15. IN OGNI ATTIVITÀ QUOTIDIANA METTI LA GIUSTA TENSIONE E NULLA PIÙ. AFFANNARSI NON SERVE A MIGLIORARE, SERVE SOLO A CONFONDERE GLI ALTRI.
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16. SE CERCHI DI DIMOSTRARE DI ESSERE SUPERIORE AD UN ALTRO, CADRAI AL PRIMO CALCIO CHE VERRÀ DATO ALLA SGABELLO SU CUI SEI SALITO.
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17. SE GLI ALTRI TI VOGLIONO VEDERE IN ALTO, SOPRA UN PIEDISTALLO, SALICI PURE. MA SII PRONTO A SCENDERE PRIMA CHE LO PRENDANO A CALCI.
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18. NON SEI SULLA GIUSTA STRADA SE DIVENTI PRESUNTUOSO E ARROGANTE CON CHI REPUTI INFERIORE. RISCHI DI PRENDERTI TROPPO SUL SERIO.
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19. NON ESISTONO PERSONE PIÙ IMPORTANTI. ESISTONO SOLO PERSONE PIÙ O MENO SIMPATICHE.
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20. NON PENSARE CHE GLI ALTRI POSSANO CAPIRE I TUOI BISOGNI. DICHIARALI. MA ACCETTA CHE GLI ALTRI NON SIANO IN GRADO DI SODDISFARLI.
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21. IL TUO STATO DI BENESSERE DEVE DIPENDERE SOLO DA TE. NON DAGLI EVENTI ESTERNI. E' FACILE STARE BENE QUANDO NON VI SONO PROBLEMI SUL LAVORO O NEGLI AFFETTI. TUTTI CI RIESCONO. SE TI DICI: "STAR BENE O MALE DIPENDE DALLE SITUAZIONI", NON RIUSCIRAI A CENTRARE L'ATTENZIONE SU TE STESSO E QUINDI A MODIFICARTI.
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22. RICORDA CHE LE PAROLE NON SONO COMPORTAMENTI. E' MOLTO FACILE FARE AFFERMAZIONI. SE CREDI ALLE PAROLE DI UNA PERSONA CHE POI TI DELUDE, TI ARRABBIERAI CON LEI. NON CON TE STESSO, CHE SEI STATO UN CREDULONE. 
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23. CI SONO SOLO DEI VANTAGGI NEL DIRSI: "DOVE HO SBAGLIATO?"
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24. NON COLPEVOLIZZARE O INFERIORIZZARE GLI ALTRI. IMPARERANNO SOLO A DIPENDERE DA TE, DIFFICILMENTE DIVENTERANNO TUOI ALLEATI.
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25. SE, NON SODDISFATTO DEL COMPORTAMENTO DELL'ALTRO, TI DIRAI: "AL SUO POSTO MI SAREI COMPORTATO IN UN ALTRO MODO", NON FARAI CHE SVILUPPARE IN TE INTOLLERANZA. SEI SULLA STRADA DI APPAGARE IL TUO BISOGNO DI ESSERE AGGRESSIVO.
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26. NON DIRTI: "IO SONO STATO SEMPRE DISPONIBILE CON LUI." NON FARE UN FAVORE CHE TI COSTA SACRIFICIO ALLA SCOPO DI SENTIRTI IN CREDITO.
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27. NON PRETENDERE CHE GLI ALTRI SIANO DIVERSI DA COME SONO. NON PUOI CAMBIARLI. PUOI SOLO STAR MALE NEL CERCARE DI FARLO.
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28. NON DARE CONSIGLI. E' TROPPO FACILE E CI RIESCONO TUTTI. E' MEGLIO TACERE, SE NON SEI IN GRADO DI TRASFERIRE ABILITÀ AGLI ALTRI.
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29. ACCETTA LE CRITICHE. NON SUBIRLE. PRENDI DA ESSE SOLO CIÒ CHE TI PUÒ SERVIRE.
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30. NON IMPORRE IL TUO VOLERE AGLI ALTRI. PRESTA ATTENZIONE AI LORO BISOGNI. NON DIMENTICARE I TUOI E CERCA UNA MEDIAZIONE TRA I TUOI E I LORO BISOGNI.
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31. NON CREARTI INUTILI ASPETTATIVE DICENDOTI: "ANDRÀ SENZ'ALTRO BENE!" IMPEGNATI PER RAGGIUNGERE IL TUO OBIETTIVO. MA NON DARE MAI NULLA PER CERTO. SE LE TUE ASPETTATIVE NON SI REALIZZANO, RISCHI DI SOFFRIRE, DI FARTI DEL MALE E DI IMPIEGARE TROPPO TEMPO A RIALZARTI.
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32. L'INVIDIA NON TI AIUTA A MIGLIORARE MA SOLO A STARE MALE.
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33. CHIEDITI SE LA CRITICA CHE MUOVI AD UN ALTRO SERVE SOLO PER DIMOSTRARE CHE TU SEI IL MIGLIORE. SE È COSÌ, TU SEI SICURAMENTE MOLTO PIÙ DEBOLE DI CHI CRITICHI.
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34. ESSERE CONTENTO DEI SUCCESSI DEGLI ALTRI TI AIUTA A CREARTI DEGLI AMICI E A ESSERE PIÙ SERENO.
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35. OGNI VOLTA CHE TI ARRABBI È UNA PICCOLA PERDITA. SI', ARRABBIANDOTI MOLTO PUOI ANCHE IMPORTI SULL'ALTRO. MA L'IMPOSIZIONE RISCHIA SOLO DI CREARE IL VUOTO INTORNO A TE.
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36. DATTI DELLE REGOLE E CERCA DI RISPETTARLE. NON AUTO-GIUSTIFICARTI SE NON CI RIESCI. TI STAI PRENDENDO IN GIRO.
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37. RIDI DI TE STESSO, NON DEGLI ALTRI.
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38. IMPEGNATI PURE PER RAGGIUNGERE LA TUA AFFERMAZIONE SUL LAVORO O PER ACQUISIRE PRESTIGIO SOCIALE. MA OSSERVATI DALL'ALTO MENTRE STAI IMPEGNANDOTI E PROVA A SORRIDERE A TE STESSO OSSERVANDOTI.
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39. PERMETTITI PURE DEI VIZI. MA NON PERMETTERE CHE DIVENTINO LORO I TUOI PADRONI.
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40. IL PRIMO DOVERE È VERSO SE STESSI. SE TU SEI SERENO CHI TI È VICINO POTRÀ BENEFICIARNE.
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41. FORSE PIÙ DEGLI ALTRI I GENITORI O GLI AMICI HANNO IL POTERE DI FARTI SOFFRIRE. MA PENSA: "SONO FATTI COSÌ, NON POSSO CAMBIARLI, POSSO SOLO CAPIRLI." LASCIA CHE LE LORO FRASI TI SCIVOLINO ADDOSSO E NON ENTRINO IN TE.
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42. VOLER BENE È ACCETTARE L'ALTRO COM'È E NON VOLERLO CAMBIARE.
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43. SE TI DICI: "STARÒ BENE SE TROVERÒ LA PERSONA GIUSTA", RISCHI, NEL FUTURO, DI CREARE NON SOLO LA TUA INFELICITÀ, MA ANCHE LA SUA.
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44. AMARE È ESSERE CONTENTI DEL BENE DELL'ALTRO. SE TI DICE: "MI ALLONTANO DA TE E VOGLIO FAR ALTRE ESPERIENZE", SARAI PRONTO A CAPIRLO E ACCETTARLO. SE PROVI DISAGIO PROFONDO È PERCHÉ DIPENDI DAL PARTNER. AMORE NON È AVERE BISOGNO DELL'ALTRO.
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45. NON FARE CHE I BISOGNI DEGLI ALTRI VENGANO PRIMA DEI TUOI. FINIRESTI COL SOFFRIRE E ATTRIBUIRE LA TUA SOFFERENZA AGLI ALTRI.
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46. SE VUOI AIUTARE UNA PERSONA, NON SODDISFARE I SUOI BISOGNI, MA INSEGNALE A SODDISFARSELI.
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47. EVITA DI LAMENTARTI: ANNOIA GLI ALTRI E NON TI È DI NESSUN AIUTO. 
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48. SE VUOI AIUTARE UNA PERSONA, NON PERMETTERE CHE SI APPOGGI A TE. POTREBBE CADERE E FARSI MALE.
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49. NON APPOGGIARTI A NESSUNO. RICORDATI CHE, SE SI SPOSTA, TU CADI.
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50. SE HAI BISOGNO DI AMORE, NON ANDARE A BRACCIA TESE VERSO UN ALTRO TENENDO IN MANO E CONSEGNANDOGLI IL PESO DEL TUO ESSERE FELICE.
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51. NELL'IMMAGINARE IL TUO FUTURO NON DIRE: "VORREI, POTREI, DOVREI". SOLO "FACCIO" DIVENTA IL TUO FUTURO.
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52. SIAMO REALMENTE IN GRADO DI FARE CIÒ CHE DICIAMO O INSEGNIAMO? FORSE, QUALCHE VOLTA, VALE LA PENA METTERSI ALLA PROVA.





ESTIRPARE L'IMPORTANZA PERSONALE


 L’importanza personale consuma più del novanta per cento della nostra energia, senz'apportare nessun risultato, tranne malattie, solitudine, debolezza e in generale cattiva qualità della vita. In effetti, utilizziamo gran parte della nostra energia in attività relative all'importanza personale, la quale è molto più della semplice vanità.
L'importanza personale è la forma particolare in cui il nostro Ego sistema e manipola la realtà, per autoaffermarsi e convincersi di essere reale. In rapporto con l' importanza personale, l’attività più estesa è la difesa dell'Ego. Consideriamo seriamente quanta energia consuma:

quanta ne spendiamo per difenderci e per curare la nostra immagine,
per tentare di influire sull'opinione che gli altri hanno di noi,
per cercare di essere accettati,
per difenderci quando veniamo criticati,
per tentare di dimostrare che siamo i migliori, o che non valiamo nulla,
che siamo i più belli, i più forti, o i più miserabili, i più incompresi, i più sensibili, o i più crudeli, o i più danneggiati, i più, i più, sempre i più di qualcosa.

Quanta importanza ci diamo!

La maggior parte della nostra energia viene consumata cercando di proiettare verso gli altri l'immagine che abbiamo costruito di noi stessi. Questo ci incatena a ciò che Castaneda chiama "il riflesso di se stessi". Per tale motivo, estirpare o almeno diminuire l'importanza personale diventa uno degli obiettivi fondamentali del guerriero. Le ragioni morali non c'entrano, perché
un guerriero non è guidato da astrazioni morali, ma dall'impeccabilità. Quindi, essendo l'importanza personale un'area fondamentale per ciò che riguarda il risparmio di energia, il combatterla e le tecniche atte a farlo rappresentano il primo dei non-fare dell' io personale.
Tutto ciò che vale per gli esseri umani rispetto al potere personale, si applica a tutti gli esseri viventi, in quanto campi di energia. Don Juan soleva riferirsi all'esistenza e all'eventuale incontro con animali "magici", la cui magia li rendeva praticamente invulnerabili: non potevano essere catturati dal cacciatore. Il loro potere speciale derivava dal fatto che, a differenza dei loro simili, non avevano abitudini fisse.
Questo li dotava di una leggerezza, di un potere e di una libertà straordinari. Possiamo dire che gli animali con "maggior fortuna" sono quelli che possiedono più energia, il che dà loro l'opportunità di vivere una vita più intensa e piena di quella dei loro simili. Lo stesso vale per le piante e per il resto degli esseri viventi.
L'energia di un albero, per esempio, può essere tanto potente che il solo riposare sotto la sua ombra o tra i suoi rami può produrre in noi un forte effetto, generalmente benefico. Ciò che succede tra gli animali, succede anche tra gli esseri umani: quelli che riescono a esistere senza abitudini ripetitive e che presentano un alto grado di energia, si convertono di diritto in esseri magici, esseri cioè che non sottostanno alle regole ordinarie dell'uomo comune, ma dirigono la propria vita e il proprio destino per mezzo di quel potere speciale che si trova al loro servizio, ma che, inesorabilmente, anche loro devono servire.


(da "Gli Insegnamenti di Don Carlos, di Victor Sanchez")





L’AMORE È LA MIGLIOR MEDICINA (la forza guaritrice del cuore)


 [Breve anteprima del 4° capitolo del libro "Agisci Ora!!!"]


 La tua medicina è in te e tu non la osservi.
La tua malattia è in te e tu non la noti.

(Hazrat Ali, Maestro Sufi)



 L’obiettivo di questo capitolo è aiutarvi – per quanto mi è possibile – a sincronizzare i battiti del
vostro cuore con le pulsazioni dell’Amore, della Vita, della Natura e quindi dell’Universo.

Secondo molte tradizioni l’Amore è la forza mediante la quale ogni elemento della Realtà si
connette a qualunque altro elemento del nostro immenso Universo
. I più importanti personaggi
della storia (filosofi, scrittori, artisti, scienziati, ecc.) hanno sempre condiviso l’idea che: «l’Amore
è la forza più potente dell’Universo; è un impulso cosmico che crea, mantiene, dirige e informa
ogni essere vivente
». Il fondatore del Centro Studi Sciamanici, Nello Ceccon, nel suo libro La
creazione sciamanica, scrive: «Metti l’Amore nel tuo corpo, cerca di sentire l’Amore dentro alle tue cellule, così le cellule potranno cambiare geneticamente, e il DNA cambierà».

La frase di Ceccon sintetizza molto bene quello che i popoli del passato hanno cercato di dirci da
millenni, ossia che l’energia dell’Amore racchiude un meraviglioso segreto per la guarigione su
molti livelli esistenziali.
L’Amore è l’unica forza in grado di trasformare, creare, sprigionare,
irradiare, liberare, espandere l’energia della Realtà.
 
L’altra forza che opera nell’Universo è la
paura. La paura è una forza che riesce a paralizzare, bloccare, devitalizzare, eliminare,
sopprimere, dominare, annientare ogni organismo vivente
. Questa energia negativa viene alimentata attraverso il perpetuo circolo vizioso di comportamenti, pensieri, azioni, gesti, parole, emozioni distruttive che vengono propagate dalla nostra società (Tv, giornali, mass media, musica, film, internet, istituzioni, governi, organizzazioni, gruppi, clan, sette, individui, ecc.). Questo si verifica
soprattutto a causa del consenso popolare, ovvero mediante l’adesione dei singoli individui che
scelgono di farsi manipolare (psicologicamente) e sottomettere (emotivamente) da una cultura
distorta. I fili che manovrano questo circolo vizioso sono le emozioni. Come ho scritto nel secondo
capitolo, la carica emotiva può rappresentare uno specchietto per le allodole: in questo caso le
allodole sono gli individui imprigionati in una rete di sentimenti lancinanti, irruenti e ossessivi. La
piramide di questa cultura è stravolta a causa del predominio di sentimenti negativi come paura,
orrore, panico, disagio, timore e smarrimento
. Solo quando l’Amore prenderà il posto della Paura
gli individui potranno rovesciare questa piramide corrotta e impossessarsi della libertà che si
meritano.


 Colui che non sa niente, non ama niente.
Colui che non fa niente, non capisce niente.
(Paracelso) 


Una società del genere, cioè che fa leva sulla politica della Paura, è una società già morta, il cui
unico scopo è la continua proliferazione di odio e violenza. Al contrario, una società fondata
sull’Amore è in grado di rianimare i nostri cuori, generando un clima di pace e rispetto reciproco.
Visto che l’ambiente circostante è sommerso da un esorbitante flusso d’energia negativa, ciascuno di noi dovrebbe trovare il modo di rinascere attraverso l’Amore. 


CARATTERISTICHE DELL’AMORE


CARATTERISTICHE DELLA PAURA


 [...]



[...]
LA PAURA NASCE DAL MODO IN CUI VI RELAZIONATE AGLI EVENTI, ALLE PERSONE O ALLE VOSTRE STESSE SENSAZIONI.

Immaginate che al mondo esistano dei campi energetici (o elettromagnetici) caratterizzati da
frequenze positive (vibrazioni dell’Amore) o negative (vibrazioni della Paura). Secondo l’ambiente  in cui ci troviamo, possiamo avvertire una vasta gamma di frequenze che dipendono dai  comportamenti, dalle emozioni e dai pensieri dei singoli individui.
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 Quando gli individui interagiscono costruttivamente, creando vibrazioni ad alta frequenza (come la consapevolezza, la sensibilità, la pace, il rispetto, la compassione...), danno luogo ad incredibili campi energetici positivi, che si espandono grazie alla forza dell’Amore. 
Quando invece gli individui entrano in conflitto, innescando vibrazioni a bassa frequenza (odio,
aggressività, violenza, insensibilità, oppressione), alimentano campi energetici negativi che bloccano, rallentano e reprimono le nostre risorse interne o esterne. Sfortunatamente molte persone si sentono ingabbiate in un clima di costante insoddisfazione, esasperato dalle ingiustizie, dagli abusi, dai pregiudizi, dalle angherie e dalle altre vessazioni che primeggiano in questo mondo.
Molti individui sono abituati a credere che non sia possibile uscire dalle avversità della vita, poiché vivono nell’occhio del ciclone della paura
In altre parole, molta gente non riesce a vedere le altre gamme della Realtà, cioè non è in grado di percepire le vibrazioni dell’Amore, poiché queste ultime vengono oscurate da emozioni, parole, ricordi, atteggiamenti e azioni pesantemente dannose, ossessive, remissive e controproducenti. 


Non aver paura che la tua vita finirà: piuttosto abbi paura che la tua vita non comincerà mai.
(Grace Hansen) 


Per oltrepassare la gamma di frequenze negative è necessario fare un profondo lavoro interiore.
L’unica soluzione per uscire dal tunnel della paura è andare alla scoperta dell’unica vera fonte d’energia vitale: l’Amore.
A proposito di frequenze, potrebbe interessarvi sapere che il campo elettromagnetico del cuore è il più potente tra quelli prodotti dal nostro corpo. Doc Childre, fondatore dell’Heartmath Institute, sostiene che: «Il Cuore ha una forza quasi 5mila volte maggiore del campo prodotto dal cervello.
Il campo del cuore non solo permea ogni cellula del corpo, ma s’irradia anche all’esterno; può essere misurato fino a circa tre metri di distanza con delicati strumenti detti magnetometri
». 

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ENTRARE IN RISONANZA CON LE FREQUENZE DELL’AMORE SIGNIFICA ENTRARE IN ARMONIA CON LA NATURA CIRCOSTANTE, MUOVERSI IN SINTONIA CON IL FLUSSO ENERGETICO DELLA VITA, COLMARE IL PROPRIO CUORE DI BUONI SENTIMENTI E FONDERSI CON LA BELLEZZA DELL’UNIVERSO.

 [....]





... Anteprima di alcune Perle di Saggezza sull’Amore

 
L’Amore vince ogni cosa!
(Leonardo da Vinci)
L’Amore è la nostra vera essenza.
L’Amore non ha limitazioni di
casta, di religione, di razza o di
nazionalità. Noi siamo tutti perle
infilate insieme nello stesso filo di
Amore.

(Amma)


 
Temere l’Amore è temere la
vita, e chi teme la vita è già
morto per tre quarti.

(Bertrand Russel)
Nel vero Amore è l’Anima che
abbraccia il corpo.

(F. Nietzsche)



Mi hanno chiesto cosa so
dell’Amore. L’Amore e’ tutto,
ho risposto. Questa e’ l’unica
cosa che so dell’Amore.

(Ada Merini) 
Quando il potere dell’Amore
supererà l’Amore per il potere
si avrà la pace.

(Jimi Hendrix)




 
Noi siamo circondati da gioia,
felicità, Amore. Ma la
maggior parte della gente non
ne ha la più pallida idea.

(A. de Mello) 
L’odio non cessa con l’odio, in
nessun tempo; l’odio cessa con
l’Amore: questa è la legge eterna.

(Buddha)



 
Come il sole fornisce la gravità
per mantenere
temporaneamente i pianeti in
un gruppo attorno a sé, allo
stesso modo il cuore è il centro
del sistema solare del corpo e
tiene unite le nostre cellule per
un breve istante prima
d’immergerci di nuovo nel
paradiso quantistico, il campo
di energia infinita non
localizzata che è tutto nel suo
esistere.

(Paul Pearsall)
Noi siamo circondati da gioia,
felicità, Amore. Ma la
maggior parte della gente non
ne ha la più pallida idea.

(A. de Mello)


 
L’Amore è il motore della vita
universale. L’uomo è il fiore
nella pianta dell’Amore, e
deve dare frutti di Amore.
Quando la fiamma
dell’Amore arde nel cuore
dell’uomo, egli è in armonia
con la grande fiamma di vita
che fa muovere i mondi, che
illumina e riscalda ogni cosa.

(Amadeus Voldben)
L’Amore può superare ogni
difficoltà, guarire ogni malattia,
aprire ogni porta, unire le opposte
sponde di un golfo, abbattere
qualsiasi barriera, redimere ogni
peccato... Non importa quanto sia
radicato il problema, quanto sia
grande la disperazione, quanta sia
la confusione, né quanto sia grave
l’errore. L’Amore farà sparire ogni
cosa. Se imparerai ad amare
diventerai l’essere più felice e
potente dell’Universo.

(Emmet Fox)






etc....





 [....]

... ricordatevi sempre che:
OGNI ENTITÀ DELL’UNIVERSO, QUALUNQUE FORMA ESSA ASSUMA, È UN MIRACOLO VIVENTE CHE MERITA DI PROVARE AMORE ♥ DI AMARSI E DI AMARE GLI ALTRI ESSERI VIVENTI CON TUTTA LA SUA ANIMA!
perciò
AMATE! NON STANCATEVI MAI DI AMARE!! L’AMORE È LA FORZA CHE DÀ EQUILIBRIO E SERENITÀ ALLA VITA!
...
♥ IO CONFIDO NEL VOSTRO AMORE ♥ E SO CHE CON ESSO TRIONFERETE SULLA PAURA ♥

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 CIAK.... 
    ...   AZIONE!
Sforzatevi di pensare – almeno una volta al giorno – all’energia dell’Amore.
Pensate semplicemente ai benefici di questa forza creatrice, esprimendo mentalmente degli auspici
di questo tipo:

Che io possa entrare in sincronia con i ritmi della natura.


 Che io possa esprimere gentilezza amorevole.
 
Che io possa aver cura di me stesso.
 
Che le persone a me care possano essere Amate e rispettate.
 
Che i miei amici possano essere sani, felici e liberi da ogni sofferenza.
 
Che tutte le persone possano vivere più serenamente.
 
Che tutti gli esseri viventi possano vivere in pace, liberi dalle minacce del male.
Ecc. (adattate questi messaggi a vostro piacimento)
 [....]

Poi cercate di rispondere a queste domande:
Qual è la vostra visione dell’Amore?  
[...]
Quali sono gli oggetti (dipinti, canzoni, film, libri, ricordi, ecc.) del vostro Amore?
 
Quali sono i soggetti (persone, animali, vegetali) che Amate?
 
Manifestate un Amore nevrotico?
 
Utilizzate spesso il verbo Amare?
 
Qual è la parola più frequente del vostro vocabolario: Amore o Paura?


[...]

[....]

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Sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene.
(S. Agostino)






INTUIRE I FEEDBACK POSITIVI E NEGATIVI DELLA VITA...


Di seguito sintetizzo il 3° capitolo del mio libro "Agisci Ora!!!". [Questo riassunto comprende soltanto la parte teorica...]
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I feedback sono le reazioni che ricaviamo dalla nostra interazione con la Realtà; sono il risultato della nostra comunicazione con il sistema in cui viviamo. Tutta la nostra comunicazione è costituita da feedback positivi o negativi. È impossibile non dare o ricevere feedback; significherebbe non decidere ed essere completamente neutrali. Non è possibile non reagire agli stimoli dell’ambiente, perché – volenti o nolenti – veniamo continuamente influenzati da innumerevoli stimoli esterni ed interni.

Per semplificare la vita di tutti i giorni ed ottenere dei buoni risultati è importante dare e ricevere i giusti feedback. La gestione dei feedback è un argomento un po’ delicato, perché va a toccare tutti i livelli della nostra relazione con l’ambiente circostante (oggetti, persone, pensieri, emozioni, eventi, ecc.).
Per riconoscere e selezionare i feedback corretti dobbiamo imparare a distinguere chiaramente i segnali rilevanti da quelli irrilevanti (gesti, modi di fare, parole, sentimenti, situazioni, avvenimenti, indizi, apparenti coincidenze, ecc.).

Per rendere l’idea ancora più lampante supponete che i feedback siano come le luci di un semaforo:

- Luce rossa = feedback negativo (pericolo).
- Luce gialla = feedback neutro (cautela).
- Luce verde = feedback positivo (sicurezza e fiducia).



Immaginate che le strade della vostra vita siano costellate da milioni di semafori (metafora per indicare i feedback o i microsegnali dell’ambiente circostante), ai quali dovete prestare continuamente attenzione se desiderate raggiungere i vostri obiettivi, senza incappare in qualche incidente di percorso, andare fuori pista o cadere nelle insidie che trovate nel vostro territorio.





OGNI COSA AL MONDO HA UN SIGNIFICATO NASCOSTO: UOMINI, ANIMALI, ALBERI, STELLE, TUTTI SONO GEROGLIFICI.
(Nikos Kazantzakis, Zorba il greco)


La natura c’invia continuamente dei messaggi sotto forma di feedback positivi o negativi ed è nostro dovere individuarne i segnali più importanti. Per riconoscere gli impercettibili messaggi subliminali dell’ambiente circostante dobbiamo espandere la nostra consapevolezza, acuire la nostra sensibilità percettiva e sviluppare le nostre intuizioni.

Solo in questo modo riusciremo a destreggiarci meglio nella giungla della vita.



I feedback negativi sono quelli che destabilizzano il nostro equilibrio; sono quei segnali (avvertimenti) che suscitano un leggero senso d’inquietudine, avvilimento, delusione, sfiducia, tristezza, depressione, dispiacere, apatia, demotivazione. I feedback positivi sono invece quelli che contribuiscono a portare armonia nella nostra vita: questi feedback si riferiscono a segni (indizi) che innescano sensazioni di benessere, gioia, soddisfazione, serenità, felicità, entusiasmo, amore e pace interiore.


Il vostro compito è di decifrare il significato dei feedback (segni, indizi) che emergono durante le numerose esperienze della vostra vita.



Dovete sapere che le cellule dell’uomo (e di tutti gli altri organismi viventi) comunicano fra loro e con l’ambiente circostante attraverso dei messaggeri d’energia chiamati biofotoni, i quali contribuiscono al corretto funzionamento del nostro organismo. L’inquinamento elettromagnetico della nostra società interferisce sul nostro benessere e destabilizza la corretta emissione (e ricezione) energetica delle nostre cellule (e dei rispettivi biofotoni). Al contrario, quando siamo immersi nella natura e il campo elettromagnetico non viene disturbato da fonti nocive e dannose per il nostro organismo, possiamo assorbire molta più energia.


Vi ho spiegato brevemente questa caratteristica della comunicazione intracellulare per farvi capire che tutte le forme di vita comunicano utilizzando segnali, messaggi e richiami incredibilmente potenti, che gli consentono di percepire anche gli impulsi naturali più microscopici. Questo accade perché ogni organismo vivente possiede dei recettori, delle specie di microantenne (amminoacidi direttamente connessi al DNA), che possono ricevere sia le frequenze del corpo, sia quelle dell’ambiente. Inoltre l’uomo può utilizzare un potentissimo strumento: la sua mente intuitiva. Secondo Gary Klein, capo ricercatore scientifico della Klein Associates di Columbus Ohio (USA), “l’intuito è esperienza tradotta in azione”.



La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono.
(Albert Einstein)



Le emozioni servono soprattutto per identificare i macrosegnali (parole, gesti, azioni, comportamenti, atteggiamenti, ecc.). L’intuizione è utile, in particolar modo, per riconoscere i microsegnali (comportamento non verbale, pensieri, piccoli segni della natura, sottili scambi energetici, minuscoli cambiamenti del campo elettromagnetico, particolari suoni o rumori e altri mutamenti che normalmente sono impercettibili). L’intuizione e le emozioni ci aiutano semplicemente ad interpretare la Realtà. Una persona inconsapevole, che non riesce ad interpretare la Realtà, è come un automobilista che a causa del fitto manto nebbioso non vede più la strada, si perde in un batter d’occhio e rischia addirittura di schiantarsi contro un Tir. Al contrario, una persona consapevole è in grado di interpretare correttamente la Realtà, perché sa utilizzare adeguatamente i propri fendinebbia (emozioni, pensieri, intuizioni e azioni) e riesce a evitare i Tir (metafora dei problemi della vita) che incontra nel suo percorso.



Cominciate subito a distinguere i feedback, le sensazioni e i segnali che ricevete dall’ambiente, dal corpo, dalla mente, dal cuore e dall’Anima. Questa pratica richiede uno sforzo piccolissimo. Potete esercitarvi ovunque: per strada, al lavoro, a casa, in palestra, al parco, ecc. Imparate a riconoscere le situazioni giuste e ad agire di conseguenza. Siate abili nel capire se un’esperienza è utile o meno alla vostra crescita interiore. Quando percepite qualcosa di significativo (una sensazione, un’idea, un colpo di genio, un’immagine mentale, un suono improvviso, una visione, una premonizione, un’ispirazione, ecc.) afferratela senza esitazione, tenetela a mente e scrivetela velocemente su un pezzo di carta. Se intuite, immaginate, vedete, ricordate o sognate qualcosa (una persona, un animale, un oggetto, un vestito, un libro, ecc.) che il giorno successivo si ripresenta sotto forma di piccoli dettagli e indizi particolari – come una frase che coincide con il titolo del libro visto il giorno prima, un simbolo analogo all’animale sognato, un colore affine al vestito che avevate immaginato, alcune parole pronunciate dalla persona incontrata il giorno prima, ecc. – allora cercate
immediatamente dei nessi, dei significati, delle informazioni che avvalorino la vostra intuizione.
Provate a dare rapidamente delle interpretazioni intuitive a quell’episodio. Evitate di snobbare questi eventi “apparentemente” bizzarri e insignificanti. Le intuizioni spesso si manifestano sotto forma di fenomeni inconsueti (le sincronicità di Jung), che non sono correlati agli usuali concetti di spazio-tempo della mente logica e razionale. Invece di sprecare preziose energie, con domande inquisitorie sul “perché” state facendo queste esperienze o “come mai” esistono certi fenomeni, lasciatevi guidare dai sottili sentori della vostra mente intuitiva.

Per sviluppare l’intuizione abituatevi a trascorrere del tempo in mezzo alla natura o in ambienti (spazi al chiuso o all’aperto) in cui potete ricevere piacevoli ispirazioni. Ogni tanto cercate un luogo tranquillo in cui poter coltivare la dovuta pace interiore, l’introspezione, la quiete e l’armonia che vi meritate. Siate presenti, consapevoli delle vostre sensazioni; sintonizzatevi con i gradevoli suoni della natura; ammirate la bellezza di questi stupendi paesaggi e cercate di percepire l’energia positiva di questi elementi. Concentratevi per qualche secondo su un oggetto, su un suono o su un’immagine particolarmente suggestiva. Provate a percepire cosa vi trasmette, quali sensazioni vi suscita. Ripetete spesso questi esercizi d’introspezione.



Grazie all’intuizione potrete:
♦ Leggere tutti i messaggi della Realtà.
♦ Riconoscere i messaggi del vostro corpo.
♦ Vivere pienamente ogni istante della vostra vita.
♦ Pianificare in anticipo le migliori azioni e volgere il vostro pensiero (la vostra attenzione) verso la
giusta direzione, anziché verso canali che non apportano alcun possibile tornaconto.
♦ “Fiutare” immediatamente i pericoli.
♦ Intuire le cose che mettono a repentaglio la vostra salute e la vostra felicità.
♦ Prendere le decisioni giuste al momento giusto.
♦ Capire al volo le altre persone, migliorando le proprie relazioni (intime e socio-lavorative).
♦ Comprendere voi stessi; sviluppare le vostre potenzialità; accorgervi di cosa volete realmente
ottenere; esprimere serenamente il vostro punto di vista; avere fiducia in voi stessi.
♦ Trovare sempre nuove soluzioni.
♦ Avvertire attrazioni o repulsioni fisiche, emozionali, energetiche.
♦ Sentirvi connessi con tutte le altre creature dell’Universo.



La vita è quella cosa che ci accade mentre siamo impegnati a fare altri progetti.
(Anthony de Mello)






Come mettere in pratica il potere di Adesso (26° ed ultima Lezione) - LA SAGGEZZA DELL'ARRENDERSI


---> Qui <--potete leggere un ebook con tutte le 26 lezioni di "Come mettere in pratica il potere di Adesso"






È la qualità della vostra consapevolezza di questo momento a costituire il principale fattore determinante del tipo di futuro che vi aspetta, per cui l'arrendersi è la cosa più importante che potete fare per portare un cambiamento positivo. Qualunque azione intraprendiate è secondaria. Nessuna reazione realmente positiva può nascere da uno stato di consapevolezza privo di abbandono

Per alcune persone l'abbandono può avere connotazioni negative, che implicano la sconfitta, la ri nuncia, il non essere all'altezza delle sfide della vita, l'apatia e così via. Ma invece il vero abbandono è qualcosa di profondamente diverso

Non significa sopportare passivamente la situazione in cui ci si trova e non fare niente in proposito. Né significa smettere di fare progetti o di dare inizio ad azioni positive. 
 
L'ABBANDONO È LA SAGGEZZA SEMPLICE ma profonda di lasciarsi andare invece di opporsi al flusso della vita. 

L'unico luogo in cui potete sperimentare il flusso della vita è l'Adesso, così abbandono è accettazione incondizionata e senza riserve del momento presente.
È abbandonare la resistenza interiore a ciò che è.

La resistenza interiore è dire di «no» a ciò che è, con il giudizio mentale e la negatività emozionale. Diventa particolarmente evidente quando le cose "vanno storte", vale a dire quando vi è un divario fra le richieste o le rigide aspettative della vostra mente e ciò che è. Questo è il divario del dolore. 

Se avete vissuto abbastanza a lungo, saprete che le cose «vanno storte» piuttosto spesso. Ed è proprio in quei momenti che è necessario praticare l'abbandono se volete eliminare la sofferenza ed il dolore dalla vostra vita. L'accettazione di ciò che è, vi libera immediatamente dall’identificazione con la mente e così vi ricollega all'Essere. 
La resistenza è la mente.

L'abbandono è un fenomeno puramente interiore. 
Non significa che non possiamo, sul piano esterno, intraprendere azioni e modificare situazioni.
Infatti non è la situazione complessiva che bisogna accettare quando vi arrendete, ma soltanto quel piccolo segmento chiamato l'Adesso.

NON È NECESSARIO ACCETTARE UNA SITUAZIONE DI VITA SPIACEVOLE O INDESIDERABILE. Non è necessario neppure ingannare voi stessi dicendovi che non vi è nulla di sbagliato in quella situazione
Riconoscete veramente che volete venirne fuori. E poi limitate la vostra attenzione al momento presente senza etichettarla mentalmente in alcun modo.
Questo significa che non vi è giudizio dell'Adesso. E non vi è neppure resistenza e neppure negatività emozionale. Accettate  l'essenza di questo momento.
E poi intraprendete un' azione e fate di tutto per venir fuori dalla situazione. 

SE TROVATE INSODDISFACENTE O PERFINO INTOLLERABILE LA VOSTRA SITUAZIONE DI VITA, è solamente arrendendovi come prima cosa, che potete spezzare lo schema di resistenza inconsapevole che perpetua quella situazione.
 

Abbandonarsi è perfettamente compatibile con l'agire, con l'iniziare un cambiamento o raggiungere un obiettivo
Ma nello stato di abbandono, una energia completamente diversa, una qualità differente, fluisce nel vostro fare.
 L'abbandono vi riunisce alla fonte energetica dell'Essere, se il vostro fare è imbevuto dall'Essere, divenendo una celebrazione gioiosa di energia vitale che vi porta ancora più profondamente nell'Adesso.
 
Non resistendo, la qualità della vostra consapevolezza e comunque la qualità di qualunque cosa state facendo o creando, aumenta senza limiti. I risultati si mostreranno da sé, riflettendone la qualità. 
Potremmo chiamarla "l'azione dell'abbandono".

NELLO STATO DELL'ABBANDONO vedete molto chiaramente ciò che va fatto e lo fate, facendo una cosa per volta e focalizzandovi su una cosa per volta.
 
Imparate dalla natura: osservate come ogni cosa viene completata e come si svolge il miracolo della natura senza insoddisfazioni o infelicità.

Quando entrate in questa dimensione senza tempo del presente, spesso il cambiamento arriva in strani modi senza che vi sia da parte vostra la necessità di fare chissà che cosa.
La vita vi viene in aiuto e coopera con voi.

Se fattori interiori come paura, colpa o inerzia vi impediscono di intraprendere un'azione, si dissolveranno alla luce della vostra presenza consapevole. 
 
Non confondete l'abbandono con un' attitudine di «nulla può più infastidirmi » o «non m'importa più niente», se la osservate attentamente, noterete che una attitudine come questa è tinta di negatività sotto forma di risentimento nascosto e quindi non è affatto abbandono ma invece è resistenza malcelata.
 
Quando vi abbandonate, dirigete la vostra attenzione interiormente per controllare se è rimasta dentro una qualche traccia di resistenza. Siate allerta quando lo fate, altrimenti una sacca di resistenza può continuare a nascondersi in qualche angolo oscuro, sotto forma di pensiero o di emozione non riconosciuta.


DALL'ENERGIA DELLA MENTE ALL'ENERGIA SPIRITUALE COMINCIATE RICONOSCENDO CHE VI È RESISTENZA

Siate lì quando accade, quando la resistenza sorge. Osservate come la vostra mente la crea, come questa etichetti la situazione, voi stessi o gli altri. Osservate il processo mentale che vi si accompagna. Sentite l'energia dell'emozione. 

Essendo testimone della resistenza, vedrete che non ha scopo. Focalizzando tutta la vostra attenzione nell'Adesso, la resistenza inconsapevole diventa consapevole, e quella è la sua fine.

Non resistere non significa necessariamente non fare nulla. Tutto ciò che significa è che ogni fare diventa non reattivo....Nella resa, il superamento. 

 



LA VOSTRA PRIMA OPPORTUNITÀ PER L'ABBANDONO è di arrendersi ogni momento alla realtà del momento. 

Sapendo che ciò che è non può essere disfatto - perché è già - dite sì a ciò che è oppure accettate ciò che non è. Quindi fate tutto quello che dovete fare, qualsiasi cosa richieda la situazione.

Se dimorate in questo stato di accettazione, non create più negatività, né sofferenza, né infelicità. E quindi vivete in uno stato di non resistenza, uno stato di grazia e di leggerezza, privo di lotta... Ogniqualvolta siete incapaci di fare ciò, ogniqualvolta perdete quella opportunità (o perché non state generando abbastanza presenza consapevole da impedire che sorga qualche schema abituale ed inconsapevole di resistenza, oppure perché la condizione è così estrema da essere assolutamente inaccettabile) in questo caso state creando qualche forma di dolore, di sofferenza.  


Può sembrare che sia la situazione a creare la sofferenza, ma in realtà non è così, è invece la vostra resistenza a crearla.



ORA AVETE LA VOSTRA SECONDA OPPORTUNITÀ DI ABBANDONO. 
Se non potete accettare quello che vi è all'esterno, accettate quello che vi è all'interno. Se non potete accettare le condizioni esterne, accettate quelle interne. Questo vuol dire: non resistete al dolore. Permettetegli di essere. Arrendetevi alla pena, alla disperazione, alla paura, alla solitudine, a qualsiasi forma del soffrire. Siatene testimoni senza etichettare nulla mentalmente.
Accoglietelo....E poi guardate come il miracolo dell' arrendersi trasmuta la profonda sofferenza in profonda pace. Questa è la vostra crocifissione.

Lasciate che diventi la vostra resurrezione e la vostra ascensione.

Quando il vostro dolore è profondo, parlare di abbandono può sembrare futile e senza senso. Quando il vostro dolore è profondo, avrete probabilmente un forte impulso a fuggire piuttosto che ad arrendervi. Non volete sentire ciò che sentite. Cosa potrebbe essere più normale? Ma non c'è scappatoia, non c'è via di scampo. 
 
Vi sono molte pseudo vie di fuga, lavoro, alcool, droghe, rabbia,. proiezione, soppressione e così via, ma che non vi liberano dal dolore. La sofferenza non diminuisce di intensità quando la spingete nell'inconsapevolezza. 

Quando negate il dolore emozionale, tutto ciò che fate o che pensate, e perfino le vostre relazioni, si contaminano.
La trasmettete, per così dire, come energia che emanate e che gli altri raccoglieranno a livello subliminale.
Se sono inconsapevoli, possono perfino sentirsi spinti ad attaccarvi o a ferirvi in qualche modo, o voi potete ferire loro, proiettando inconsapevolmente il vostro dolore.
 
Attraete e manifestate quello che corrisponde al vostro stato interiore.



VOLETE UNA MORTE FACILE? 
Vorreste morire senza dolore e senza agonia? 
Allora morite ad ogni istante, lasciando il passato e permettendo che la luce della vostra presenza spazzi via il pesante sé temporale che avete creduto essere voi stessi. 




IL POTERE DI SCEGLIERE
 
La scelta implica consapevolezza, un elevato grado di consapevolezza. Senza questa non vi è scelta. La scelta comincia nel momento in cui vi disidentificate dalla mente e dai suoi schemi condizionati, nel momento in cui diventate presenti.
 
Fino a che non raggiungete questo punto, siete inconsapevoli dal punto di vista spirituale.
Ciò significa che siete obbligati a pensare, sentire ed agire in certi modi a seconda del condizionamento della vostra mente.

 Fino a che la vostra mente, con i suoi schemi condizionati, guida la vostra vita, fino a che siete la vostra mente, che scelta avete? Nessuna. 
Non ci siete neppure. Lo stato di identificazione con la mente è gravemente disfunzionale. È una forma di follia...
Quasi tutti stanno soffrendo di questa malattia a vari stadi. Nel momento in cui vi rendete conto di questo, non vi può più essere risentimento. Come si può essere risentiti della malattia di qualcuno. 

La sola risposta appropriata è la compassione. 
 
Se siete guidati dalla mente, non avete scelta, soffrirete le conseguenze della vostra inconsapevolezza, e creerete ulteriore sofferenza. Porterete il peso della paura, del conflitto, dei problemi e del dolore.


NON POTETE VERAMENTE PERDONARE VOI STESSI, o gli altri fino a che traete il senso di chi siete, dal passato.

Solamente avendo accesso al potere di Adesso, che è il vostro proprio potere, vi può essere un vero perdono. 

Questo toglie potere al passato, e così realizzate veramente che niente. di quello che avete fatto o che vi è stato fatto può toccare, anche minimamente, l'essenza radiante di chi siete.
Quando vi arrendete a quello che è diventando completamente presenti, il passato smette di avere alcun potere. Non ne avete più bisogno. 

La Presenza è la chiave. L'Adesso è la chiave.

Poiché la resistenza è inseparabile dalla mente, la rinuncia alla resistenza, l'abbandono, è la fine del ruolo di maestra della mente, l'impostore che finge di essere voi, il falso dio.
 
Ogni giudizio, ogni negatività si dissolvono.
Il regno dell'Essere, che era stato oscurato dalla mente, allora si schiude. 
E d'improvviso una gran quiete si fa spazio in te, un senso di pace al di là della comprensione.
E in quella pace, vi è una gran gioia.
E in quella gioia vi è amore.


Nel più profondo nucleo vi è il sacro, l’incommensurabile, quello che non può essere nominato.






RIPRENDERE LA CORSA DELLA VITA CON GLI SHOCK ADDIZIONALI...



Secondo Gurdjieff l’uomo dorme e dormendo non riesce ne a vedere e ne a capire le cose e continua a vivere in questa situazione di sonno. Questo stato di sonno deve essere fermato attraverso quelli che lui chiamerà shock addizionali. Gli shock addizionali sono molto strani... il concetto parte dalla scala musicale, dalle ottave.
Secondo Gurdjieff esiste nell’universo come nella musica, una situazione di toni e semitoni, che si ripetono sequenzialmente tranne che tra il Mi ed il Fa, e tranne che tra il Si ed il Do. Due semitoni che vengono a mancare.

In qualche modo anche l’universo si comporta in maniera analoga. 
L’energia si espande in maniera totale, fin quando non trova ostacoli esterni: pensiamo ad esempio all’energia solare che devia di fronte alla massa dei pianeti, perdendo forza. Questa dinamica avviene anche nell’opera umana.
Facciamo un esempio: 
quando voi cominciate un’attività, siete molto entusiasti e quello sarebbe il Do di petto direbbe Gurdjieff, è una situazione di forza. 
Poi pian piano tutta questa situazione va a scemare, tutto ciò che era in moto diviene insormontabile. E’ come se fosse la mente stessa ad opporsi a questo Do di petto. Ed abbiamo così il Re, dove le cose si fermano. 
Dopo un grande inizio, si comincia a pensare il contrario della partenza stessa. 
Solitamente c’è una terza fase che è quella del Mi, dove solitamente l’iniziativa muore del tutto. Soltanto alcune cose per abitudine arrivano al Fa, poiché magari per abitudine vengono portate avanti. 

Secondo Gurdjieff, nella musica, per passare dal Mi al Fa si necessita di quello che lui chiama shock addizionale, ovvero dare un impulso affinché si riprenda la corsa.
Il rischio è di far terminare tutto nel sonno. 
Le stesse dinamiche che avvengono tra il Fa ed il Sol, avvengono anche al Si, il quale necessita di un ulteriore shock per giungere sino al Do.
Ma cosa vuol dire shock addizionale?
 Dal punto di vista musicale vuol dire dare alla musica una impressione più forte, dare maggiore tono ed aggressività li dove manca, cosi come nella vita delle persone. 
Quando la vita di un uomo sta scemando, occorre che tutta quella situazione sia aggredita, occorre che lui stesso aggredisca o si faccia aggredire. 
Generalmente l’uomo tende a dormire, si annoia e va avanti per inerzia, perché non riesce ad avere questi shock.

Nei sui corsi Gurdjieff insegnava a risvegliarsi. Famoso rimane l’aneddoto secondo il quale Gurdjieff, mentre con un suo gruppo si accingeva ad attraversare un fiume che stava andando in piena, lui ordinò lo stop, ovvero diede l’ordine al gruppo di fermarsi immobile nel punto preciso in cui i singoli individui si trovavano. Ci troviamo di fronte ad un fiume in piena, significava che l’acqua saliva rapidamente. Nessuno però doveva muoversi fino a quando lui non avesse ordinato di muoversi. Gurdjieff non andava per il sottile, avrebbe anche potuto non dare il via.
Nella sua indifferenza al genere umano, le persone potevano anche morire!!!
La sua vita è piena di gruppi di lavoro che lui costruiva e sfasciava, poiché si accorgeva che forse non tutti erano in grado di comprendere il suo insegnamento. Tanto è vero che morì solo.
Gurdjieff stentò molto a dare il via, l’acqua continuò a salire, fino a sommergere quasi totalmente i traversanti.
A quel punto Gurdjieff diede il comando, il gruppo ripartì ma molti decisero di abbandonarlo.
Queste persone lui disse, non sanno affrontare quello che è l’ineluttabile. Se tu riesci ad affrontare l’ineluttabile, la stessa morte se volete, voi diventate uomini diversi, uomini straordinari.  

Gurdjieff sembra che si sia dato il compito di cercare uomini straordinari, addirittura li cercò nel deserto dei Gobi, ricercò comunità di persone, persone che in segreto comunicavano poche cose, gente che aveva superato in silenzio prove di vita e di morte.
Se tu superi queste prove sei degno di sapere e di vedere, come direbbe don Juan, altrimenti sei solo uno che dorme.
Un discorso estremamente brutale ma vero.


( dal sito http://www.centroetadellacquario.it/html/dispense/gurdjieff.html)

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[Ps: lo Shock addizionale può secondo me essere inteso anche come Agguato (alla Castaneda), Profondo Lavoro interiore, Deviazione dalla linea della vita corrente, Sforzo/Tensione autoindotta, Cambiamenti Consapevoli a brevi intervalli di tempo, ecc...]

In altre parole Gurdjieff  sosteneva che indurre volontariamente dei piccoli shock addizionali rende possibile alle linee di forze di raggiungere lo scopo prefisso. Ciò serviva anche per attivare la nostra consapevolezza e disincantarci dagli abbagli dovuti alla condizione predominante di sonno inconscio e abitudinario.

Lo shock favorisce un'opportuno cambiamento di direzione.

Uno shock addizionale può depotenziare temporaneamente le abituali strutture mentali di un individuo, consentendo una ristrutturazione spontanea della propria percezione.


Per inciso, si possono distinguere diversi livelli di shock addizionali:

- un primo shock volontario, cioè un'azione leggera che intacca leggermente la nostra percezione [ridefinire le proprie convinzioni], come una semplice meditazione, la contemplazione di uno scenario, l'auto-osservazione con ricordo di sé, etc..

- e un secondo shock cosciente, che rappresenta un atto più intenso e profondo [per alcuni può essere anche doloroso]. 
Alcuni esempi di secondo shock addizionale sono quegli sforzi coscienti che causano la rottura di tutti quegli schemi ripetitivi e caratteristici della vita quotidiana.
Per fare un esempio banale, il fatto di provocare (volontariamente) dolore e sofferenza al proprio corpo, è una forma di secondo shock intenzionale. Oppure, un importante shock addizionale di secondo livello è quello che ci porta a trasformare le nostre emozioni negative in emozioni positive. In psicologia parlerebbero di "Sublimazione" della propria energia.

In sintesi, il primo shock modifica il centro intellettuale mentre il secondo induce forti cambiamenti nel centro emozionale/motorio.






IL CUORE DELL'ANIMA (Oltre la sopravvivenza)

Osservate la vostra vita per capire perché fate certe cose e perché possedete certe cose. Osservate con molta attenzione. Prendetevi un po' di tempo per starvene tranquilli. Considerate perché mangiate, vi allenate, possedete una certa automobile, avete un certo partner, abitate in una certa casa. Domandatevi: "Lo faccio per sopravvivere? Per sentirmi meglio con me stesso? Per sentirmi più sicuro?"


Ora fate un inventario
Considerate una per una tutte le attività che svolgete ogni giorno. Esaminate la vostra giornata, incominciando dal risveglio, e fate un inventario delle vostre attività e delle cose che vi appartengono. Rivolgetevi queste domande per tutto ciò che fate o avete:

"Farlo o averlo mi serve per sopravvivere?"
"Farlo o averlo mi fa sentire più tranquillo?"
"Farlo o averlo mi serve per stare meglio con me stesso?"
"Farlo o averlo mi fa sentire migliore degli altri?"
"Farlo o averlo mi fa sentire più sicuro?"


Per ciascun Sì, domandatevi: "In quale altro modo potrei considerare le cose che faccio o che ho?"
Per esempio: "Invece di mangiare per procurarmi un piacere o per sentirmi più tranquillo, mangerò per prendermi cura del mio corpo". "Invece di usare mio marito o mia moglie per sentirmi meglio con me stesso, o più sicuro, starò con mio marito o mia moglie per vivere una relazione vera".
Prendete la seguente abitudine: prima di fare qualcosa, domandatevi: "Con quale intenzione lo faccio?"



La scuola della Terra
Chiudete gli occhi. Immaginate di essere nell'aula più grande che abbiate mai visto. Non ci sono né pareti né porte che possano contenerla. Include tutto ciò che possiamo vedere, udire, assaporare, annusare e toccare. Tutto ciò che fate qui è materia di apprendimento. Non c'è luogo che non sia ricco di opportunità di apprendimento.


Imparare a considerare le nostre esperienze interiori come primarie, e le circostanze esteriori come secondarie, è la nuova frontiera dell'umanità.... che crea sicurezza guardando dentro di sé per scoprire le cause di insicurezza e sanarle. Questa è la via verso il potere autentico.






Del come non farsi le seghe mentali: LA PRESENZA MENTALE


 La presenza mentale è il segreto per smettere di farsi le seghe mentali.
Quindi la presenza mentale nella realtà è il segreto per godersi la vita. 
Infatti, se tu sei presente alle cose che stai facendo e che ti circondano, te le godi.
Naturalmente, anche questa cosa, come purtroppo tante altre nella nostra vita, anche se è semplice a dirsi, è difficile a farsi.

Vi sono tre fasi pratiche che devi attuare, per realizzare la presenza mentale.
La prima fase da attuare, nel processo di realizzazione della presenza mentale, consiste nel concentrare la tua attenzione sul mondo materiale che ti circonda.
Ossia sulla realtà.
Se concentri la tua attenzione su un fatto o su un oggetto, essi per te diventano reali, come ha detto il Buddha.
Non solo, ma assumono un rilievo particolare, li vedi chiaramente in tutta la loro unicità e la loro bellezza: li assapori e li godi.
Se tu passeggi per la strada e una persona ti sorride e questo fatto ti scivola attraverso la coscienza come l'acqua sull'ala di un gabbiano senza essere realmente osservato da te, quella persona non esiste per te.
E come lei non esiste per te, così tu non esisti per lei.

E se così trascorre la tua vita, tu corri verso la morte senza vedere realmente nulla, senza vivere realmente nulla, senza godere realmente nulla... Non sei esistito/a.

Ma se ti fermi a osservare, a vivere con consapevolezza, con presenza mentale, ogni istante, ogni persona, ogni oggetto, ogni situazione della tua vita, potrai dire di avere realmente vissuto, di essere stato/a realmente presente nel tuo mondo, nel tuo tempo, di essere realmente esistito/a e non essere stato/a soltanto un fantasma che ha attraversato la vita senza lasciare traccia.
Se rivolgerai la tua attenzione al mondo che ti circonda, scoprirai che ci sono in esso mille meraviglie che non avevi mai notato, assorto/a com'eri nelle tue seghe mentali.
Comincia da questo preciso istante.
Osserva il mondo che hai intorno.
Osserva gli oggetti, le persone, uno per uno, attentamente, con calma.
Non avere nessuna premura, non devi ottenere assolutamente nulla, non devi cercare assolutamente nulla.
Osserva soltanto.
Nient'altro.
Diventa completamente passivo/a.
Sei un/a osservatore/rice.

Sei soltanto una coscienza che registra ciò che vede.

Ma ti accorgi presto che diventi partecipe della realtà, che diventi gli stessi oggetti che stai osservando.
Cominci a vederli per quello che essi sono, senza alterarli con le interpretazioni della tua mente.
Perché?
Perché quando osservi, quando osservi veramente, con attenzione, con partecipazione, smetti di pensare.
Smetti di farti le seghe mentali.
Il nostro cervello agisce normalmente come il microprocessore di un computer: può anche andare veloce (mai come un computer, però), ma proprio come quello non può ricevere normalmente più di una « rappresentazione » (concetto, immagine, emozione, sensazione) per volta.

Probabilmente nel nostro armadietto-cervello si attivano normalmente soltanto alcuni circuiti per volta.
Siamo in grado, sì, di attivarne anche molti contemporaneamente, ma soltanto in casi eccezionali: è quella che chiamiamo « intuizione », ma di essa ti parlerò più avanti.
Per adesso lasciamola da parte.
Se dunque ti concentri sul mondo che ti circonda, non attivi più i tuoi pensieri.
Prova, se non ci credi.
Certo non riuscirai a mantenere molto a lungo questo stato di vuoto mentale, di partecipazione alla realtà. 

 Il pensiero automatico nel tentativo di scaricare la tensione interiore riprenderà il suo flusso e il suo turbinio ti riporterà in una condizione di incoscienza, di inconsapevolezza della realtà, perché quando sei avvinto/a dal flusso del pensiero sei come trascinato/a dalla corrente di un fiume: non riesci più a goderti il panorama che ti circonda; esso ti scivola via, veloce, sfocato, appena intravisto.

Ma ogni volta che lo vorrai potrai ritornare a osservare.
Ormai sai come fare, ormai hai imparato.
Sarà sufficiente che tu rivolga la tua attenzione al mondo che ti circonda smettendo di cercare, smettendo di volere, smettendo di fare qualcosa.

Osservare e basta.

Diventare le cose, le persone, le situazioni, il mondo, la realtà.

E come uscire dalla corrente impetuosa del fiume e sedersi sulla riva a osservare con calma, con attenzione, con amoroso interesse, il panorama che ti circonda e lo stesso fiume che scorre via, impetuoso ma inconsapevole.
L'esistenza si coglie soltanto quando il flusso del pensiero si arresta, quando il pensiero tace, quando dentro di noi si fa il silenzio, il silenzio nel quale noi finalmente vediamo la realtà, finalmente diventiamo realtà, perché usciamo dal mondo blindato della nostra fantasia e del nostro isolamento mentale.

Quando realizziamo dentro di noi il silenzio interiore.
Questo in Oriente è detto tradizionalmente meditazione.





Reality Transurfing ,Vol. 1 - GLOSSARIO DEI TERMINI




--->  QUI <--- Ho raccolto tutti gli estratti significati del 1° volume

CORRENTE DELLE VARIANTI


Le informazioni si trovano nello spazio delle varianti in modo stazionario, in forma di matrice. La struttura delle informazioni è organizzata in catene, legate le une con le altre. I rapporti causa-effetto generano la corrente delle varianti.
La ragione agitata prova continuamente su di sé le spinte dei pendoli e si lancia a risolvere tutti i problemi, nel tentativo di tenere la situazione sotto controllo. Le decisioni volitive della ragione equivalgono, nella maggior parte dei casi, a delle manate insensate contro la superficie dell'acqua. La maggior parte dei problemi, soprattutto quelli di piccola entità, si risolve da sola, se non si ostacola la corrente delle varianti.
La causa principale per cui non conviene contrapporsi attivamente alla corrente è da vedere nel fatto che, facendo opposizione, si consuma una gran massa di energia inutilmente o addirittura a proprio detrimento. La corrente scorre lungo il percorso della minor resistenza, e perciò contiene  le soluzioni più efficaci e razionali dei problemi. La resistenza alla corrente, al contrario, genera una massa di nuovi problemi.

Un intelletto potente non serve a nulla, se la soluzione esiste già nello spazio delle varianti. Se non ci si inoltra nei meandri del problema e non si ostacola la corrente delle varianti, la soluzione arriva da sola, e per di più quella ottimale. Il carattere ottimale è già incluso nella struttura del campo d'informazione.


FORZE EQUILIBRATRICI

Ovunque ci sia un potenziale superfluo sorgono delle forze equilibratrici finalizzate ad eliminarlo. Il potenziale superfluo è il risultato dell'energia mentale di una persona, quando essa attribuisce un significato eccessivamente grande a un oggetto o a un evento. Confrontiamo ad esempio due situazioni: nella prima voi siete sul pavimento di casa, nella seconda siete in piedi sull'orlo del precipizio.
Nel primo caso, la situazione non vi agita minimamente; nel secondo, invece, la situazione ha un forte significato; un minimo movimento superfluo e potrebbe succedere l'irreparabile.
Sul piano energetico, il fatto che siate in piedi ha uguale significato sia nel primo che nel secondo caso. Ma, stando in piedi sull'orlo di un precipizio, siete invasi dal panico che aumenta la tensione e crea una disomogeneità nel campo energetico. Il risultato è che compaiono le forze equilibratrici, finalizzate ad eliminare tale disomogeneità. Potete anche sentire realmente il loro effetto:  da una parte una forza inspiegabile vi attira in giù, dall'altra tende ad allontanarvi dall'orlo. Il fatto è che per eliminare il potenziale superfluo del vostro panico, le forze equilibratrici  devono o trascinarvi via dall'orlo o buttarvi giù e finirla una volta per tutte. Proprio questo loro effetto vi sentite addosso.
Le azioni delle forze equilibratrici finalizzate ad eliminare i potenziali superflui creano la maggior parte dei problemi. La perfidia sta nel fatto che l'uomo spesso ottiene il risultato esattamente opposto alla sua intenzione.



IMPORTANZA

L'importanza nasce quando a qualcosa viene attribuito un significato eccessivamente grande. Si tratta di potenziale superfluo allo stato puro, e per eliminarlo, le forze equilibratrici creano problemi alla fonte che tale potenziale ha generato. esistono due tipi di importanza: quella esterna e quella interna.
L'importanza interna, o importanza di sé, si manifesta in forma di sopravvalutazione dei propri difetti. La formula dell'importanza interna suona in questo modo: "sono una persona importante... svolgo un lavoro importante". Quando la lancetta dell'importanza s'impenna, ecco che arrivano ad occuparsi della situazione le forze equilibratrici, e "il pavone" si becca una bella botta sul naso.
L'altro lato della medaglia è dato dalla sottovalutazione dei propri meriti, dall'autodenigrazione.
Anche l'importanza esterna viene creata artificialmente dall'uomo, quando viene attribuito un significato troppo grande a un oggetto o a un evento esterno. In questi casi si crea un potenziale superfluo e tutto va a rotoli. Immaginate di dover camminare su un tronco che giace a terra. Niente di più semplice. E ora immaginate di dover camminare sopra lo stesso tronco, sospeso tra i tetti di due palazzoni. Per voi questo fatto è di estrema importanza e non riuscirete a convincervi del contrario.




LINEE DELLA VITA

La vita dell'uomo, come un qualsiasi altro movimento di materia, appare come una catena di cause ed effetti. L'effetto, nello spazio delle varianti, è sempre collocato vicino alla sua causa. Come uno scaturisce dall'altro, così i settori vicini dello spazio si dispongono in linee della vita. Gli scenari e le decorazioni dei settori che si trovano su una stessa linea della vita sono più o meno omogenei per qualità. La vita di un uomo scorre ritmicamente lungo una linea fino a che non compare un evento che cambia significativamente lo scenario e le decorazioni. Allora il destino fa una svolta e passa su un'altra linea. Vi trovate sempre sulle linee i cui parametri sono soddisfatti dalla vostra energia mentale. Cambiando il vostro modo di rapportarvi al mondo, cioè il vostro pensiero-forma, passate su un'altra linea della vita, contenente altre varianti di sviluppo degli eventi.



ONDA DELLA FORTUNA

L'onda della fortuna si forma come ammasso di linee particolarmente favorevoli per voi personalmente. Nello spazio delle varianti c'è tutto, comprese queste vene d'oro. Se siete capitati sulla linea estrema di una tale formazione e avete afferrato la fortuna, potete scivolare per inerzia sulle altre linee dell'ammasso dove vi attenderanno nuove circostanze fortunate. Ma se al primo successo è seguita di nuovo una banda nera significa che un pendolo distruttivo vi ha agganciato e vi ha allontanato dall'onda della fortuna.


PASSAGGIO INDOTTO

Le catastrofi, i cataclismi, i conflitti armati, le crisi economiche si evolvono a spirale. Prima la genesi, poi lo sviluppo vorticoso, che aggrava la tensione, poi il culmine, quando le emozioni sono al massimo della loro intensità, infine lo scioglimento:  tutta l'energia si dissolve nello spazio e s'instaura una tregua temporanea. Più o meno con la stessa dinamica si muove un vortice.
L'attenzione di un gruppo di persone viene presa al gancio del pendolo, che incomincia a oscillare sempre più velocemente, trascinandosi dietro, sulle linee della vite disgraziate, queste persone. Succede che una persona reagisce alla prima spinta del pendolo, per esempio rimane colpita da un evento negativo; in seguito prende parte agli sviluppi della situazione e per finire si ritrova nella zona d'azione della spirale, che avviluppa e la risucchia a mo' d'imbuto.
Il fenomeno di risucchio dell'imbuto viene definito passaggio indotto sulla linea della vita dove una persona finisce per diventare vittima. Il suo riscontro alle spinte del pendolo e il conseguente scambio reciproco di energia d'oscillazione su una linea della vita, vicina per frequenza alle oscillazioni del pendolo. Il risultato è che l'evento negativo s'inserisce nello strato di mondo della data persona.



PENDOLO

Quando dei gruppi di persone cominciano a pensare in una stessa direzione, le loro "onde mentali" si sovrappongono e nell'oceano di energia si creano delle strutture energetiche invisibili ma reali: i pendoli. Queste strutture cominciano a svilupparsi in modo autonomo e a sottomettere le persone alle loro leggi. Il pendolo "oscilla" con tanto più vigore quanto maggiore è il numero di persone  - sostenitori -che lo nutre della sua energia. Per esempio, ci si può spingere in altalena applicando delle spinte di una determinata frequenza. Questa frequenza si chiama risonanza.
Se la quantità di sostenitori diminuisce, le sue oscillazioni si smorzano. Quando non rimangono più sostenitori, il pendolo si ferma e come entità muore.
Per estrarre da una persona la sua energia, i pendoli si afferrano ai suoi sentimenti e alle sue reazioni: insoddisfazione, indignazione, odio, irritazione, ansia, agitazione, abbattimento, sgomento, disperazione, panico, compassione, attaccamento, ammirazione, commozione, idealizzazione, venerazione, entusiasmo, delusione,orgoglio, boria, disprezzo, ripugnanza, offesa, senso del dovere, senso di colpa, ecc...
Il pericolo maggiore per una persona che si è lasciata influenzare da un pendolo distruttivo sta nel fatto che quest'ultimo allontana la sua vittima dalle linee della vita dove essa può trovare la sua fortuna.




POTENZIALI SUPERFLUI

Il potenziale superfluo è una tensione, una perturbazione locale in un campo energetico omogeneo. Un tale tipo di disomogeneità viene creato dall'energia mentale quando a un determinato oggetto viene attribuito un significato eccessivo. Il desiderio, per es, è un potenziale superfluo, poiché aspira ad attirare l'oggetto bramato lì dove esso è assente. Il desiderio ansioso di avere quello che non si ha crea uno "sbalzo di pressione" che genera il vento delle forze equilibratrici. altri esempi di potenziali superflui: venerazione, idealizzazione, sopravvalutazione, disprezzo, vanagloria, senso di superiorità, senso di colta e di inferiorità.




SEGNI

I segni conduttori sono quelli che indicano una svolta imminente della corrente delle varianti. Se incombe qualcosa in grado di esercitare un'influenza sostanziale sul corso degli eventi, compare un segno che lo indica. Quando la corrente delle varianti fa una svolta, passate su un'altra linea della vita. Ogni linea della vita è più o meno omogenea per qualità. Un flusso nella corrente delle varianti può attraversare varie linee. Le linee della vita si differenziano per i loro parametri. I cambiamenti possono essere insignificanti, ma la differenza si sente comunque. Proprio questa differenza qualitativa viene da voi percepita coscientemente o inconsciamente, è come se qualcosa non andasse come prima.
I segni conduttori compaiono solo quando incomincia il passaggio sulle altre linee della vita.



SCELTA

Il transurfing propone un approccio fondamentalmente nuovo al tema del raggiungimento dei fini. Una persona fa una scelta, come se facesse un ordine al ristorante, senza preoccuparsi dei mezzi per il suo raggiungimento. In conclusione, il fine si realizza in gran parte da solo, indipendentemente dalle azioni dirette del cliente.



SPAZIO DELLE VARIANTI

E' una struttura d'informazione. Si tratta di un campo d'informazioni infinito, contenente tutte le varianti di tutti i possibili eventi. Si può dire che nello spazio delle varianti c'è tutto quello che è stato, c'è e ci sarà. Il sogno è il viaggio dell'anima nello spazio delle varianti.







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