La Conoscenza delle acque - Introduzione alla Magia (quale scienza dell'Io) - Gruppo di Ur

giovedì 13 settembre 2012

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http://www.gruppone.cc/blog/PP-one/uploaded_images/tornado-760838.jpgPrendi la forza dentro di te ed accetta quanto ho scritto. C'è una Forza primordiale che regge la nostra vita e quella di tutti gli esseri viventi, senza eccezione alcuna. La natura di questa Forza è brama: un appetito che non ha mai fine, un abbatersi senza termine, una necessità irresistibile e cieco - selvaggio - volere.

La razza umana non conosce questa Forza, essa fortunatamente la ignora pur essendone schiava. Una legge naturale e sicuramente provvidenziale, la nasconde alla coscienza della moltitudine con il ripetersi della quotidianeità il cui unico scopo, attraverso le illusioni della vita materiale, è quello di distrarci. La stessa Legge stabilisce che il velo sia sollevato solo al punto dell'evoluzione, della crescenza interiore e della presenza di una forza sufficiente a sostenere l'individuo a tale visione.



Sembra assurdo e lo è, ma la Vita della tua vita è in Lei. Fai il possibile per divenirne consapevole e guardati, osservati e contemporaneamente spiala. In ogni momento di pericolo, Essa viene allo scoperto. Se un'auto venisse contro di te, un crepaccio si aprisse sotto i tuoi piedi od a seguito di un crollo, potresti vederLa se pronto sarai. In quel momento di pericolo la tua volontà, la tua coscienza, quello che credi il tuo "Io", arriverebbero in ritardo. Sarebbero scavalcati come se il loro tempo fosse rallentato. Qualcosa di più profondo - che non è il semplicistico spirito di conservazione - si è imposto ed ha agito prima di ogni altra cosa. Tutto il resto era assente o troppo lento ed è arrivato dopo....anche te.

Segui la strada della privazione. Portati alla fame, al terrore, alla continenza sessuale e la vedrai. Privati di ciò che desideri con passione e spia. Se tu saprai agire, la denuderai e la potrai studiare e nel contempo vedrai il fondo invisibile della tua vita di "veglia".
Dietro alle radici delle fedi, degli atavismi, del fanatismo religioso o politico, le tue abitudini, il tuo carattere, la tua personalità e tutto ciò che vive nel tuo essere come animalità, come essere biologico.....tutto questo si ricongiunge inevitabilmente con lo stesso principio. Di fronte ad esso, anche se non te ne rendi conto perché non vuoi o, sopratutto, non puoi, hai la stessa libertà di un cane incatenato. Tu non te ne accorgi e credi di essere libero...ma se provi...se oltrepassi il limite...la Soglia...sarai bloccato oppure...sicuramente deriso perché ti muoverai in tondo senza che te ne potrai rendere conto.

Anche ciò che è "sopra"...le "cose supreme" obbediscono a questo dio. A Lei non importa il colore, la forma, la ragione, il credo, il sentimento o qualsiasi giustificazione con cui ti copri. L'importante è che si affermi la sua forza. Travestita per ogni occasione, essa ribadisce in ogni modo il suo potere ed il suo vincolo.
Spiala! Spiala in ogni occasione. Durante uno spavento od un angoscia che si moltiplica più cerchi di controllarlo. Il sonno che rifugge finché cercherai di dormire, la fiamma della passione che più si infiamma, tanto più che la tua "coscienza" si sforza di soffocarla.

Ogni volta, ad ogni giro, ad ogni angolo della tua vita La troverai ferma, impassibile, pronta ad appropriarsi di quanto tu credi che sia "Tuo".

Osservati. Guardati con occhi estranei. Denudati davanti a te stesso e cerca di essere consapevole. Scava e taglia senza paura. Chiediti senza giustificazioni: di quello che faccio con il mio corpo, cosa posso veramente giustificare con la mia volontà? Voglio veramente il mio respiro? Il fuoco che brucia il mio cibo? Voglio il mio viso ed il mio aspetto, la mia carne, il mio essere, la mia felicità od infelicità? Ma se arrivi a chiederti ciò, fai il passo ulteriore. Chiediti: ma se io mi domando ciò, la mia "volontà", la mia "coscienza", il mio "Io" li voglio veramente o li sono soltanto? Dovrei essere in condizione di poter affermare che ciò che voglio, posso anche non volerlo ed essere senza di esso. Ed il tuo "Io", è tuo od è lui che ti possiede?

Devi essere forte per prendere coscienza del fatto che Tu non sei vita. Tu non esisti. Mio non lo puoi dire di nulla. La vita che credi di possedere, è essa che ti possiede e quando deciderà di andarsene tu non potrai fare nulla per fermarla. E' un miraggio che il tuo "Io" possa sussistere immortale al disfacimento del corpo come se non avessi abbastanza elementi per capire che basta una semplice malattia, per influenzarne le facoltà e ciò ti manifesta la stretta correlazione tra il tuo "Io" ovvero quello che credi di essere ed il tuo corpo.

Cerca allora di superare la Soglia, di andare oltre, di scendere dentro di te e cercare la forza delle forze per capirla ed appropriartene.
Se nel mentre che leggi, sentirai il ghiaccio mortale e l'abisso aperto e di ciò tu sarai, avrai conseguito la conoscenza delle acque.

Creare qualcosa di fermo, di impassibile, di immortale, tratto in salvo dalle acque, capace di imbrigliare un cavallo imbizzarrito, che possa resistere e lentamente riesca a piegarlo e domarlo sotto di se. Questo è il segreto della nostra Arte. Arte del Sole e del Potere, della "Forza, forte di ogni "forza". Preparati. Fissa lo scopo e la lotta e non cambiarlo mai. Fatti impassibile di fronte al bene ed al male, giusto senza credo, assoluto, essenziale, nudo. Impara a volere senza essere schiavo del desiderio, crea una potenza capace di fare senza stancarsi, agisci, infrangi ogni necessità, liberati dai vincoli dell'ebbrezza e della passione, agisci sopratutto senza desiderare. Fatti signore e padrone assoluto della tua anima. Crea una resistenza. Il mobile obbedisce all'immobile e la forza al potere. Se nulla desidererai e nulla avrai da temere, saranno poche le cose delle quali non potrai divenire Signore.

La Forza non si dona. Prendila, osa.

Tranquillo, libero, pulito, calmo e puro avendo eliminato il desiderio, di semplicemente: voglio.

Ora sei pronto. Che la Soglia ti possa essere schiusa e la Forza sia in te.

Rector

-->  http://www.compaquila.com/php/acque.php

Sintesi della Conoscenza delle acque

Introduzione alla Magia quale scienza dell'Io
Gruppo di Ur
Ediz. Mediterranee  


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Nella vita di alcuni uomini vi sono momenti, in cui essi sentono vacillare tutte le loro certezze, venir meno tutte le loro luci, tacere le voci delle passioni e degli affetti e di quanto altro animava e muoveva la loro esistenza. Ricondotto al proprio centro, l'individuo avverte allora a nudo il problema di ogni problema: Che sono io?

Sorge allora, quasi sempre, anche il senso che tutto ciò che si fa non solo nella vita ordinaria, ma altresì nel campo della cultura, in fondo serve solo per distrarsi, per crearsi la parvenza di uno scopo, per aver qualcosa che permetta di non pensare profondamente, per velare a sé stessi l'oscurità centrale e per sottrarsi all'angoscia esistenziale.
In alcuni casi una crisi del genere può avere un esito catastrofico. In altri si reagisce. L'impulso di una forza animale che non vuol morire si riafferma, inibisce ciò che è balenato attraverso esperienze siffatte, fa credere che si tratti solo di un incubo, di un momento di febbre della mente e di squilibrio nervoso. E ci si va a creare qualche nuovo accomodamento, per tornare alla "realtà".

Vi è poi chi scarta. Il problema esistenziale, che egli ha sentito, per lui - imponente ad assumerlo per intero - diviene "problema filosofico". E il gioco ricomincia. Con un qualche sistema di speculazione, si finge luce nell'oscurità e si dà nuova esca alla volontà di continuare. Un'altra soluzione equivalente è il passivo rimettersi a strutture tradizionalistiche, a forme dogmatiche svuotate di un contenuto vivente e presentatesi come semplici complessi dogmatici e devozionali.

Altri, però, tengono fermo. Qualcosa di nuovo e di irrevocabile si è determinato nella loro vita. Il circolo chiusosi intorno a loro intendono spezzarlo. Essi si staccano dalle fedi, si staccano dalle speranze. Vogliono dissipare la nebbia, aprirsi una via. Conoscenza di sé e, in sé, dell'Essere - ciò essi cercano. E un tornare indietro per essi non c'è.
Questo è uno dei modi con i quali, soprattutto nell'epoca moderna, alcuni posso avvicinarsi alle discipline che, in genere, sono designate come iniziatiche. Altri, invece, sono condotti allo stesso punto da una specie di ricordo e di naturale dignità, suscitante la sensazione netta che questo mondo non è il vero mondo, che esiste qualcosa di più alto di questa percezione dei sensi e di quanto trae origine dall'umano. La visione diretta della realtà, come in un completo risveglio, è ciò a cui essi aspirano.

Nell'uno come nell'altro, ad un tratto ci si accorgerà di non essere soli. Si sentiranno, vicini, degli altri, giunti per un'altra via - o che forse sempre erano là. E si apprenderà la loro verità:
Di là dall'intelletto raziocinante, di là dalle credenza, di là dai sentimenti, di là da ciò che oggi vale in genere come cultura e come scienza, esiste un sapere superiore. In esso cessa l'angoscia dell'individuo, in esso si dissipa l'oscurità e la contingenza dello stato umano di esistenza, in esso si risolve il problema dell'essere. Questa conoscenza è trascendente anche nel senso che essa presuppone un cambiamento di stato. Non la si consegue che trasformando un modo di essere in un altro modo di essere, mutando la propria coscienza. Trasformarsi - questa è la premessa delle conoscenza superiore. La quale non sa di "problemi", ma solo di compiti e realizzazioni. Tali realizzazioni vanno intese come qualcosa di positivo. Come presupposto qui vale uno sguardo capace di considerare solo il concreto, reale, denudato rapporto di sé con sé e col mondo. Per l'uomo moderno in specie, tale rapporto è quello condizionato, estrinseco e contingente proprio allo stato fisico di esistenza. Quanto alle varietà di ciò che da tempo viene chiamato "spirito", esse troppo spesso sono una semplice controparte dell'esistenza fisica, tale che con tutti i suoi valori- bene e male, vero e falso, superiore ed inferiore . non muta quel che l'Io è, come uomo, nella gerarchia degli esseri. Ecco perché occorrono una crisi e un brusco rivolgimento.

Ecco perché è necessaria la forza di mettere da parte tutto, di staccarsi da tutto. La mutazione della propria struttura più profonda è ciò che solo conta ai fini della conoscenza superiore. Questa conoscenza - la quale è ad un tempo sapienza e potenza - è essenzialmente "non-umana" e ad essa si perviene per una via presupponente il superamento attivo ed effettivo, ontologico, della condizione umana.


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