Carisma Profetico : Una Spiegazione Psicologica del 'Fenomeno Castaneda'

sabato 8 giugno 2013



Una delle ragioni per cui questo gioco ha funzionato così bene è a causa della ben-conosciuta realtà del sognare. Se tu credi che i Voladores esistano, il tuo cervello può crearli nel sogno ed essi sembreranno totalmente reali per te. Se credi che esistano gli "esseri inorganici" che possono portarti in un altro mondo, beh....questo può facilmente accaderti per davvero. - David Worrel



 

Carisma Profetico : Una Spiegazione Psicologica del 'Fenomeno Castaneda'
Introduzione di Corey Donovan
Traduzione di Nadia Fabbri


Il libro migliore nel quale mi sia imbattuto finora sull'argomento del narcisismo, guru e sette è "Prophetic Charisma : Psicologia di Personalità Religiose Rivoluzionarie" (1977) di Len Oakes, psicologo Australiano.
Il Dr. Oakes, nei primi anni '70, fu membro di un gruppo per un triennio. Successivamente, su invito del leader carismatico, si rivolse a studiare il gruppo da vicino per un periodo di diversi anni. In seguito studiò un certo numero di capi carismatici religiosi e spirituali in Australia e in Nuova Zelanda, assieme ai loro seguaci. La sua indagine incluse piccoli controlli e analisi psicologiche standardizzate sia ai leader sia ai loro seguaci. Egli inoltre analizzò estesamente altri capi politici mondiali dotati di carisma. A mio avviso le sue intuizioni, basate sull'esperienza e sul lavoro analitico, sono formidabili, e mi hanno aiutato ad arrivare ad una nuova comprensione di ciò che ho sperimentato con Castaneda attraverso gli anni passati.
Una delle intuizioni è il "collegamento mancante" del quale sono andato in cerca attraverso la lettura di dozzine di libri sul narcisismo. Avevo percepito che esistevano elementi - che avevo osservato circa la personalità di Castaneda (e questo è stato confermato da altri osservatori) - descritti molto bene nella documentazione riguardante il disturbo narcisistico della personalità (NPD). Inoltre penso che il materiale "spieghi" abbastanza bene il comportamento di "Carol Tiggs" e "Nury Alexander" che io stesso ho notato e/o del quale sono venuto a conoscenza. Nel caso di Castaneda, tuttavia, sembrava che esistesse un elemento aggiuntivo: il modo attraverso il quale Castaneda si relazionava alle persone, causando in molti di noi un "blocco del giudizio", era qualche cosa di "soprannaturale" che non è stato pienamente spiegato dalla teoria NPD. Il Dr. Oakes sostiene che le figure carismatiche "profetiche" sono differenti, in un paio di caratteristiche fondamentali, dalla maggioranza della gente, e chiarisce in quali modi il loro narcisismo assuma sviluppi differenti rispetto ai narcisisti comuni.
Un'altra intuizione proveniente dal libro, che ho trovato mancante nella maggioranza di trattati sull'argomento, riguarda i potenziali benefici dei quali possono godere gli individui che si trovano coinvolti con tali figure carismatiche. Tra le cose suggerite dal Dr.Oakes, quella che ho maggiormente notato, è una sorta di licenza che molto spesso viene data ai seguaci, di sperimentare il proprio "dimenticato" narcisismo.
L'unico "problema" del libro del Dr. Oakes è che contiene molti spunti intuitivi, provenienti dall'osservazione olistica, in una prospettiva non accusatoria, talmente articolati, che non ho trovato il sistema di riassumerli in maniera concisa. Lo stralcio che seguirà (scelto dal Capitolo 2), comunque, spiega la natura del carisma, descrive gli sciamani come figure carismatiche e introduce alcune teorie sullo sviluppo del narcisismo :

Capitolo 2


Carisma


Il carisma - ovvero la magnetica abilità di alcune persone di ispirare e guidarne altre, è un enigma che molti di noi hanno sperimentato, senza, tuttavia, riuscire a spiegarlo. Il concetto sembra intrinsecamente misterioso e indefinibile, eppure, il potere di dominare di un Churchill o di un Hitler, è ovvio. Cos'è allora questa cosa chiamata Carisma?
L'idea di un potere o di un talento suscitato dal divino, è antica quanto il genere umano. La storia più antica sopravvissuta, il Poema di Gilgamesh, racconta di un re guerriero, in parte uomo ed in parte divinità, che va alla ricerca del segreto della vita eterna. Dopo molte avventure nelle terre degli dei, proprio nel momento in cui sta ottenendo ciò che cerca, questo gli sfugge dalle mani all'ultimo momento. Egli ritorna a casa convinto della futilità di tale ricerca, con la consapevolezza che "l'elemento centrale della mia vita è la mia morte" (Kopp 1972,31; Heidel 1968).
Il termine "carisma" deriva da Charis - una dea Greca - che personifica grazia, bellezza, purezza e altruismo. Il possesso di queste facoltà è conosciuto come carisma. [Nota a piè di pagina: il termine greco è charizesthai e significa favore o dono di origine divina. Pare che i Greci non abbiano associato tale termine ad un tipo di leadership sul quale Platone scrisse nella sua Gorgias, sebbene essi fossero ben consapevoli del rapsodico "dionisiaco" aspetto della vita; Platone fu membro dell'arcano culto del Giardino delle Delizie. Secondo Aristotele il megalopsychos era l'uomo nobile che si arrischia a vivere in solitudine nella segreta adorazione della propria anima. I Romani chiamavano facilitas il potere carismatico dell'eroe e credevano che esso derivasse dagli dei.]

Consuetudini successive derivano da San Paolo, il quale lo vide come un favore di benevolenza da parte di Dio: "A qualcuno - attraverso lo Spirito - è stato attribuito il messaggio della saggezza; a qualcun altro, sempre per mezzo dello stesso Spirito, il messaggio della conoscenza; per un altro c'è un dono di fede; ad un altro ancora è stata concesso il potere di guarire, o poteri miracolosi, a qualcun altro virtù profetiche" (1 Lettere ai Corinzi (12:8-10).
La forma di carisma maggiormente primitiva si trova nello sciamanesimo. Questa è la religione dei piccoli gruppi tribali e dello stregone. Lo sciamano - " colui che è eccitato, scatenato, elevato" (Lindholm 1990,158) - diventa maestro delle "tecniche dell'estasi" (Eliade 1964). Generalmente lui ( o lei, in quanto il 10 per cento delle donne diventano sciamane; (Lindholm 1990, 163) è identificato come uno dal "cuore oscurato." Lo sciamano non è psicotico ma in un certo senso è disturbato - la "malattia di Dio," come dicono i Koreani (La Barre 1980,58) - mostra infatti comportamenti peculiari fin dalla nascita e sperimenta possessioni da parte di spiriti, trance, e attacchi epilettici durante la giovinezza. Un tale giovane si colloca come apprendista di uno sciamano anziano il quale lo addestra alle pratiche occulte. Successivamente alla chiamata da parte di uno spirito o divinità, l'apprendista si ritira nel deserto o in una foresta per meditare in solitudine, spesso passando attraverso qualche genere di test spirituale, come ad esempio un viaggio agli inferi. L'addestramento termina in una rinascita spirituale dalla quale lo sciamano emerge con una forza interiore ed una misteriosa ed inquietante sensibilità; con un'intensità emozionale e un certo distacco. Così trasformato, il "laureato" sciamano ritorna dalla sua tribù reclamando il proprio posto come stregone (Kopp 1972, 31 - 32).
In tal modo lo sciamano è un "guaritore ferito": ha conquistato una malattia ed ha imparato ad usarla come veicolo per il beneficio di altri. Lui o lei è in grado di esplorare regni sacri e di fare da mediatore con lo spirito del mondo a favore della tribù (Ellwood and Partin 1988,12). In aggiunta, poi, ci sono abilità farmacologiche, di guarigione e il dominio degli stati di trance. Lo sciamano presiede le cerimonie, rituali religiosi, e crisi della tribù.
Lo sciamano è imprevedibile e impavido, incaricato in virtù di personali ottenimenti spirituali - suoi "psicologici voltaggi" (La Barre 1980,52) - possiede poteri misteriosi, soprannaturali, pericolosi. Il turbamento peculiare dello sciamano e l'allenamento gli permettono di "perforare la vanità della formale saggezza del gruppo" (Kopp 1972,5) e diagnosticarne le avversità e prescrivere cure sociali per i membri. L'antropologo Weston La Barre descrive "l'inquietante, soprannaturale onniscienza e il grande potere del carisma che fluisce dallo sciamano come un'irresistibile forza soprannaturale, e dice che essa deriva dall'abilità di scorgere i desideri/fantasie inconsce dei suoi protetti, aggiungendo inoltre che lo sciamano "è così profondamente giusto in quanto egli localizza con esattezza quei desideri" (La Barre 1980,275). E' questo il potere che lo sciamano si procura da se stesso, ed è per questo che egli è così temuto anziché amato.
L'uso moderno del termine "carisma" deriva da Max Weber (1864-1920), uno dei fondatori della sociologia. [nota a piè di pagina omessa] Weber utilizzò entrambi i fattori, economico e sociale, per spiegare la società. Egli vide la civilizzazione occidentale avanzare sempre più verso la razionalizzazione di tutti gli aspetti della vita. Egli pensò che tale razionalizzazione, faceva della vita moderna una "gabbia di ferro", convertendo l'esistenza quotidiana in una meccanica, alienata, insignificante routine. Weber credeva anche che le idee - specialmente quelle religiose - potessero influenzare profondamente la società, e pertanto non potevano essere semplicemente congedate come funzioni che sottostanno ai processi sociali (Jones and Anservitz 1975,1908). Una fonte di idee nuove, è la periodica comparsa di profeti carismatici.
Weber definisce il carisma come "una certa qualità della personalità di un singolo personaggio, dotato di una virtù, per la quale egli è considerato straordinario e dotato di eccezionali poteri soprannaturali, sovrumani...[che] sono ritenuti di origine divina." Weber aggiunge, inoltre, che i discepoli del leader - coloro che lo vedono come un essere divino - rappresentano una fonte per il suo potere e per il suo talento personale, dal momento che senza di loro il leader sarebbe una nullità (Weber 1968a,241-42).
Descrivendo le molteplici esperienze carismatiche, Weber parlò di flusso ininterrotto dal "puro" carisma a quello "abituale" (di routine N.d.T.). il puro carisma è raro (Weber 1968a,1002) e solitamente è reputato tale solo all'inizio del movimento sociale, quando una "comunità carismatica" si coalizza attorno al leader. Questa comunità è caratterizzata dalla fiducia nei talenti del suo leader, da un intenso legame emozionale dei seguaci verso il proprio leader, dal supporto finanziario da parte di simpatizzanti, dal rigetto delle normali attività lavorative e dall'allontanamento dal mondo nel suo complesso (Schweitzer 1984,18; Weber 1968a,33). Il puro carisma perciò è personale ed è basato sul contatto faccia a faccia e su un sentimento di fiducia, dovere ed amore da parte dei seguaci (Schweitzer 1964,364). Dall'altra parte del flusso, il carisma "routinizzato" descrive quello che accade quando succede che il carisma del leader è finemente dissipato fra tutti i seguaci che agiscono in sua vece, generalmente dopo la morte del leader stesso. Il carisma può sopravvivere per molte generazioni ed essere la base di uno stabile ordine sociale, ed essendo conservativo, non può essere una forza per cambiamenti sociali (Miyahara 1983,370).
Lungo questo flusso si configurano varianti di magico profetico carisma. Il carisma magico è legato allo sciamano o allo stregone il quale è "permanentemente nutrito con carisma (Weber 1968a,401). Tale carisma è più che altro conservativo e supporta le usanze della tribù. Il carisma profetico si presenta in società più complesse e aderisce al profeta che manifesta una missione o una dottrina politica radicale. Questa forma di carisma conduce a rivoluzioni e cambiamenti sociali. Weber considera il profeta come un prototipo per altre specie di capi carismatici. (Schweitzer 1984,32).
Weber aggiunge a questo due componenti cruciali. Primo, il carisma è fondamentalmente un concetto religioso e, anche se il suo uso non necessita della nozione del coinvolgimento con il divino, nondimeno rimane una forma di energia dello spirito orientata verso ideali spirituali. Secondo, il processo carismatico è un eccitamento emozionale intenso e di grande pathos: la dottrina carismatica rivoluziona le persone dal loro interno. Quindi, il carisma è un potere spirituale rivoluzionario.
Il profeta carismatico sostiene la sua autorità per mezzo della forza pura della propria personalità. Egli punta ad una qualche missione fuori o al di là del proprio se che egli personifica. La sua missione riguarda il cambiamento radicale dei valori correnti. Prima di ricevere la sua chiamata, il leader deve avere in se stesso i germi del carisma (Weber 1968a, 400), ma successivamente egli mantiene il potere esclusivamente mettendo alla prova la sua potenza nella vita. Per essere un profeta egli deve compiere miracoli (Weber 1946,248-49).
Weber si chiese se il carisma potesse sorgere da qualche forma di malattia mentale, ma eliminò tale nozione (Weber 1968a,499). Egli parlò invece di un "grippaggio emozionale" originato nell'inconscio del leader e che conduce a tre "straordinarie" emozioni: estasi, euforia e passione politica. Tali passioni suscitano sentimenti simili anche in altre persone le quali diventano seguaci (Weber 1968b, 273, 274); più grande è l'intensità delle emozioni e della fede nella chiamata, maggiore sarà il fascino del leader e più deciso il suo seguito (Weber 1968a, 539). Weber, inoltre, associò una specifica vocazione per ogni emozione straordinaria. La prima comprende due tipi di leader - lo sciamano e il profeta "esemplare" - i quali usano l'estasi come strumento di salvezza e di auto deificazione. Per produrre l'estasi essi possono usare alcool e altre droghe, musica e danze, sessualità o alcune combinazioni di queste: orge, insomma (Weber 1968b, 273). Essi possono anche provocare attacchi isterici o epilettici (Weber 1968b,273). Questo può sembrare un disturbo mentale o possessione.
La seconda vocazione è quella che Weber chiama profeta "etico". Questo genere di leader usa forme di euforia più blande, come una fantastica mistica illuminazione e conversione religiosa, in modo da creare un reame di perfetta beatitudine attorno al globo terrestre, depurato così dall'odio, dalla paura e dalle necessità (Schweitzer 1984, 35; Weber 1968a, 527; 1968b, 274). Tale profeta possiede una missione etica divina ed un così formidabile rilascio orgiastico che effettivamente impedisce la sistematica ristrutturazione etica della vita che egli richiede (Weber 1968a, 274). Per lui, la meta della santificazione è un comportamento etico orientato al di là del mondo e la sua mira non è diventare Dio bensì esserne lo strumento ed in tal modo "inondarsi" di essenza divina. (Weber 1968b, 275).
La terza vocazione è quella del politico, associata alla passione politica. Gli esempi comprendono Churchill, Gandhi e Hitler. Un personaggio politico carismatico è in grado di suscitare le passioni dei seguaci e dirigerle verso fini sia divini che diabolici.
Usando il carisma per spiegare sia cambiamenti sociali che i leader eroici, Weber non intendeva meramente inventare un termine accademico. Egli, piuttosto, vide il carisma come il simbolo della forza della vita, incarnata nel carisma stesso, "la spinta della linfa dell'albero e del sangue nelle vene, " un potere elementare o demoniaco (Dow 1978). Attraverso l'unione dell'estasi con il carisma - essendo al di là della ragione e dell'auto controllo - Weber enfatizzò lo sganciamento dalle limitazioni sociali, psicologiche ed economiche. Il leader è un modello di liberazione e di potere divino che rende possibile la libertà. I discepoli non si arrendono alla persona del leader ma al potere da lui manifestato, perciò se il potere abbandona il leader, i discepoli abbandoneranno lui.
Arrendendosi al leader, i seguaci ottengono la libertà dalla routine, dalle consuetudini e - sempre attraverso di lui - dalle loro sofferenze emotive. Egli è il loro Dio, non nel senso etico o convenzionale, ma in un modo istintivo e primordiale. L'estasi deriva dalla distruzione delle inibizioni, dal potere libero dalle preoccupazioni e dall'abbandono della morale convenzionale. Il carisma è l'emozionante forza della vita opposta alla legge, alla conformità, alla repressione e alla desolazione di una vita ordinaria.
Weber perciò si avvicina alla teoria di Freud sulla società (Freud 1930) nella quale la repressione è reputata necessaria per la vita civilizzata. Allo schema base di Freud, Weber aggiunge l'elemento Dionisiaco del carisma, generalmente attraverso un leader che attrae i seguaci verso una nuova vita, una nuova visione e una nuova libertà nel momento in cui la società crolla, oppure diventa troppo repressiva da tollerarsi. La tensione fra liberazione e restrizione, fra il grido della più intima natura di un individuo e la domanda del gruppo sociale, è il nocciolo della teoria di Weber. Il carisma "rifiuta ordini esterni," "trasforma ogni valore," e impone "l'abbandono del fedele allo straordinario e all'incredibile; a ciò che è alieno alle regole e alla tradizione e che, pertanto, è visto come divino " (Weber 1968a, 1115-17). Il fremito della passione per la libertà, per l'abbandono delle restrizioni - incluse le limitazioni della propria coscienza - può essere latente in ognuno di noi. Weber, tuttavia, non esaltò il carisma come soluzione al vuoto emozionale del conformismo. Egli vide il suo valore (del carisma N.d.T.) come strumento utile ai progressi sociali anche se pensava che esso fosse troppo selvaggio, irrazionale e pericoloso, affinché potesse guidare un leader responsabile e condurre ad un ordine sociale stabile. Il carisma può solamente essere la scintilla rivoluzionaria - "il processo originario" - e niente più. Valutando il carisma, Weber cercò un sistema per combinare la grazia del carisma con l'etica della responsabilità. Egli concluse invitando i suoi studenti a testare e a esplorare da soli i valori fondamentali dell'impegno con esso (Down 1978).
Malgrado il lavoro di Weber, il carisma rimase un concetto misterioso, perfino mistico, finché Heinz Kohut ed altri teorici psicoanalitici iniziarono a studiarlo in una serie di articoli e libri pubblicati durante gli anni '70 - descritti da uno scrittore come "sbalorditivamente indecifrabili,"- [ Nota a piè di pagina : "Malcom 1980, 136. Vedi Kohut 1959, 1960, 1966, 1971, 1972, 1976, 1977, 1980, 1985. Esistono dei problemi con la teoria di Kohut , specialmente nel contesto di questo studio. Ad esempio, egli usava il termine "vera religione"- termine che ben pochi teologici potevano accettare - e che egli non definisce pienamente. Inoltre, la metapsicologia di Kohut si riferisce più che altro alla ricostruzione di ipotetici stati primitivi dell'ego (Hanty e Masson 1976). In ogni caso, le osservazioni fatte da Kohut, sono accurate. Attraverso i suoi voluminosi scritti sul narcisismo, egli descrisse così tanti comportamenti tipici della guida carismatica che la connessione è potenzialmente inconfutabile."] Kohut emerse come leader dell'avanguardia psicoanalitica la quale riorganizzò la moderna psicoanalisi (Sass 1988). E' stato detto - con le parole di Sartre e Beckett che il contributo di Kohut "rappresenta il coinvolgimento della psicoanalisi con l' "essere e il non essere; con la moderna emotività e la 'crisi dell'autorità' (Little 1980, 15).
Kohut studiò una serie di pazienti con turbe complicate conosciute con il nome di disordini narcisistici. Mentre li studiava, notò similitudini fra i suoi pazienti e i leader carismatici. Kohut preferì usare il termine 'personalità' - carismatiche - anziché 'leader'. Molti suoi pazienti, pur non essendo dei leader carismatici - alcuni di loro erano a mala pena in grado di gestirsi - ne possedevano molte delle caratteristiche.
Che cosa notò fra i suoi pazienti da indurlo a vederli come leader carismatici? Inizialmente egli osservò che quando essi si presentavano in terapia, mostravano una notevole auto fiducia in se stessi e una straordinaria mancanza di incertezze. Spesso erano parecchio intelligenti e percettivi. Kohut racconta di come un paziente diagnosticò una sua ( di Kohut) deficienza mentre erano in terapia. Inoltre essi potevano essere molto persuasivi e 'accusativi'. Tali sforzi evidenti, li rendevano un gruppo abbastanza peculiare. Essi non si presentavano in terapia demoralizzati o ansiosi come la maggioranza dei pazienti.
Col tempo, però, questa facciata di competenza diventava instabile. La loro fiducia iniziava ad assumere un carattere di vanità presuntuosa ed un senso di invincibilità sempliciotta. Durante le loro conversazioni si manifestavano fantasie grandiose e non realistiche attraversate da lampi di esibizionismo. La loro auto fiducia e le certezze erano così precarie che essi difficilmente erano in grado di ammettere l'esistenza di una lacuna nella loro conoscenza; il bisogno di apparire forti non permetteva loro di chiedere aiuto, assistenza o consigli. Erano riluttanti alla terapia, ma erano stati forzati a farlo a causa di qualche azione fraudolenta o di alcuni comportamenti sessuali perversi.
Con il progredire della terapia, questi pazienti diventavano sempre più ipocondriaci, non realisti e auto commiseranti. Più Kohut si avvicinava al centro dei loro disturbi, più le loro reazioni diventavano catastrofiche. Essi rivelavano inoltre pochissima coscienza e la quasi totale mancanza del senso di colpa. Le loro relazioni interpersonali erano caratterizzate dal senso che gli altri erano mere estensioni dei loro propri ego (dei pazienti). Talvolta queste relazioni erano ridotte all'ascendente di un individuo, che era tutto ciò che era rimasto in una realtà altrimenti vacua.
In conclusione, questi pazienti sembravano essere sia felici sia in buona salute ma, quando l'indagine su di loro veniva approfondita, essi rivelavano un vuoto profondo, un vuoto che coesisteva funzionalmente alla superficialità della loro salute e saggezza. Essi sembravano essere in grado di conciliare questo paradosso - e altre contraddizioni - a causa di una qualità "tutto o niente" della loro personalità. Tale caratteristica era così impegnata nello sforzo di apparire forte tanto da rovesciare fuori tutta la consapevolezza del loro vuoto più profondo. Il loro auto controllo e auto assorbimento, assieme a un comportamento sociale sicuro di sé, li rendeva affascinanti agli occhi degli altri i quali sembravano interessarsi ad alcune parti di se stessi che riconoscevano in queste figure.
Fu proprio questo processo "riflettente" - nel quale una figura potente vede gli altri come parti di se stesso, mentre gli altri vedono loro stessi in lei - che condusse Kohut a spiegare il carisma come una forma di narcisismo.

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