DEBITI PRIMORDIALI

lunedì 31 marzo 2014




Probabilmente sarà una questione trita e ritrita, comunque vorrei fare una riflessione sul circolo vizioso del debito (morale, socio-economico, karmico) presente sin dalla notte dei tempi, sia in occidente che in oriente.

Nel Śatapatha Brāhmaṇa si dichiara esplicitamente che "Quando nasce, ogni essere è nato come un debito dovuto agli dèi, ai santi, ai padri e agli uomini".

Alcuni bramini ambiziosi dicono ai loro clienti che il sacrificio rituale, se condotto correttamente, promette una via per liberare completamente la condizione umana e raggiungere così l’eternità (dal momento che di fronte all’eternità i debiti perdono di significato)

Alcuni sutra recitano: «Il debitore è come uno schiavo, il creditore come il signore».
O ancora: «Un debitore è un fagiano e il suo creditore un falco».

La questione principale riguarda "chi" dovrebbe e potrebbe davvero saldare tali debiti ? Chi sarebbe il vero creditore?
Per quale ragione in tutte le religioni c'è questa ossessione del debito?
Da dove arriva veramente questa montagna di debiti (teoricamente infiniti)?
Che significato ha tale debito materiale ed esistenziale? Non è il solito mito inventato dal nulla per dare un senso razionale all'ignoto irrazionale...?

Far sentire un neonato (o l'umanità in generale) in obbligo verso uno strozzino in giacca e cravatta, verso antenati di 100 generazioni fa, verso un bramino oppure verso divinità che forse non conosceremo mai di persona, non fa molta differenza, giusto?!

Verrebbe spontaneo chiedersi se esiste davvero un debito da pagare hmm...
Economicamente abbiamo sulle spalle, fin dalla nascita, un debito di trilioni di dollari verso pseudo-finanziatori che dovremmo ripagare in cash, con il sudore della fronte.
Politicamente siamo in debito verso istituzioni che hanno convinto un gregge ad offrire un tributo obbligatorio (tasse) a dei leader che promettono panem et circenses.
Religiosamente la storia non sembra molto diversa, solo che al posto del debito economico abbiamo una macchia, un peccato, una colpa, un karma primordiale e al posto del benessere socio-economico si promette la salvezza dell'anima, la pace eterna, la grande liberazione... in pratica cambiano gli attori (sacerdoti, dei, spiriti intercessori) ma la sostanza rimane la stessa, il colpevole-peccatore-debitore (di solito i più deboli) paga - attraverso un sacrificio - al creditore-re-sacerdote-divinità (di solito i più potenti), come emerge dai seguenti passi:


Padre Nostro:
"... rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori"

Sūtra del Karma:
"... Rinascere cavallo o bue è il risultato dell'aver negato i propri debiti nella tua vita precedente..."

Śatapatha Brāhmaṇa, 1.7.12, 1-6 :
"Quando nasce, ogni essere è nato come un debito dovuto agli dèi, ai santi, ai padri e agli uomini.
Se uno fa un sacrificio, è a causa di un debito dovuto agli dèi fin dalla nascita.
Se uno recita un testo sacro, è a causa di un debito dovuto ai santi.
Se uno desidera una prole, è a causa di un debito dovuto ai padri dalla nascita.
E se uno offre ospitalità, è a causa di un debito dovuto agli uomini. "

Rig Veda, 8.47.1:
"Togliamoci di dosso gli effetti malefici dei cattivi sogni, come quando saldiamo i nostri debiti".

QUANTO PESA IL TUO CUORE?


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SAPETE TUTTI COME MISURAVANO IL VALORE DI UNA PERSONA NELL'ANTICO EGITTO.

NON IN BASE AL TUO REDDITO, ALLE TUE RICCHEZZE ESTERIORI, AI TUOI AVERI,

MA IN BASE ALLE TUE RICCHEZZE INTERIORI, AL TUO ESSERE, IN FUNZIONE DEL PESO DEL TUO CUORE!

EBBENE, TI SEI MAI CHIESTO QUANTO PESA IL TUO CUORE?

E' PIENO DI RANCORE, RABBIA, ODIO, GELOSIA, INVIDIA, DESIDERIO DI VENDETTA E RIVINCITA?!

OPPURE E' PIENO DI GRATITUDINE, GIOIA, COMPASSIONE?

NEL PRIMO CASO SARA' PESANTE COME UN MACIGNO, E STAI CERTO CHE PRIMA O POI SENTIRAI RICADERE SU DI TE TUTTA QUELLA PESANTEZZA, QUELLA CORAZZA CHE PER ADESSO CREDI DI POTER INSABBIARE SOTTO QUALCHE SORRISINO DI CIRCOSTANZA E QUALCHE CONSOLAZIONE MATERIALE. QUEL PESO SARA' UN'ACUTA AGONIA, UNA CROCE CHE PORTERAI FINO ALL'ULTIMO GIORNO.


NEL SECONDO CASO SARA' LEGGERO COME UNA PIUMA E ALLA FINE DEI TUOI GIORNI L'ANIMA TUA VOLERA' VIA RINGRAZIANDO FINO ALL'ULTIMO BATTITO DI VITA.

RIFLETTICI BENE E SII SINCERO:
QUALI SENTIMENTI CI SONO DENTRO IL TUO CUORE?

PAGARE PER VIVERE = UNA DELLE PIU' GRANDE SCEMENZE DELL'UOMO "CIVILE"

domenica 30 marzo 2014

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INSTINCT (istinto primordiale, Film in Dvdx)

sabato 29 marzo 2014

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 LA LIBERTA' ESISTE AL DI LA' DEI RECINTI CHE CI COSTRUIAMO DA SOLI

26.03.2014 - S. Donato Mil.se, R. Bruno - Le trombe del giudizio, passa il favore!

giovedì 27 marzo 2014

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Vladimir Efremov, uno scienziato tornato dall’Aldilà


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Le sensazionali rivelazioni del fisico “Vladimir Efremov” tornato per miracolo dall’aldilà.
www.fisicaquantistica.it Scienziato-ritornato-dall'aldilà Nei suoi trattati scientifici Efremov ha descritto l’aldilà con termini matematici e fisici. In questo contesto, tuttavia, sarà evitato il linguaggio tecnico matematico a favore di una descrizione semplice, alla portata di tutti. Vladimir Efremov descrive quindi il mondo dell’aldilà, da lui sperimentato durante un’esperienza di morte improvvisa, in questi termini: “Ogni paragone sarà falso. I processi lì non sono lineari come qui da noi, non sono estesi nel tempo, e fluiscono contemporaneamente in tutte le direzioni. I soggetti nell’aldilà si presentano come dei concentrati di informazione, il cui contenuto determina il posto in cui essi si trovano e le qualità della loro esistenza.” Capo ingegnere-progettista della Sezione Progetti per “Impuls”, Vladimir Efremov morì improvvisamente, soffocandosi in casa a causa di una forte tosse. I parenti all’inizio non capirono che cosa fosse successo. Pensarono che si fosse messo un attimo a riposare. Fu la sorella Natalia, la prima ad accorgersi dell’accaduto. Natalia essendo medico e sentendo che il cuore non batteva incominciò allora a praticargli la respirazione artificiale, ma il fratello non respirava. Fece quindi un tentativo di “mettere in moto” il cuore massaggiandogli il petto. Erano trascorsi già otto minuti quando le sue mani sentirono una spinta di risposta molto debole. Il cuore riprese a battere e Vladimir Efremov ricominciò a respirare da solo. Appena si riprese disse: “La morte non esiste, anche lì c’è vita. Diversa però. Migliore… “
Vladimir descrisse poi ciò che aveva vissuto in quei minuti di morte clinica in modo molto dettagliato. Le sue testimonianze sono quindi preziose. E rappresentano un primo studio scientifico sulla vita nell’aldilà, effettuato da uno scienziato che ha vissuto la morte in prima persona. Efremov ha quindi pubblicato le sue osservazioni in un giornale scientifico dell’Università di San Pietroburgo, e successivamente ha raccontato l’intera storia a un congresso scientifico, dove la sua relazione è stata molto apprezzata dagli scienziati presenti.

Il Passaggio:

La reputazione di Vladimir Efremov in ambito scientifico è impeccabile. E’ un grande specialista nel campo dell’intelligenza artificiale e per molti anni ha lavorato per “Impuls”. Ha partecipato alla preparazione del lancio di Yuri Gagarin nel cosmo, e contribuito all’elaborazione dei sistemi missilistici super moderni. Il suo staff scientifico è stato premiato quattro volte in ambito scientifico.
“Prima della morte clinica mi consideravo assolutamente ateo” – racconta Vladimir Efremov – “mi fidavo solo dei fatti”. “Tutte le riflessioni sulla vita nell’aldilà le ritenevo oppio religioso. A dire il vero, non ho mai pensato seriamente nemmeno alla morte, anche se avevo problemi di cuore e altri acciacchi. Ma avevo tanto da fare…Poi è successo il fatto: a casa di mia sorella Natalia ho avuto un attacco di tosse. Sentivo che stavo soffocando. I polmoni non mi ubbidivano, tentavo di fare un respiro ma non ci riuscivo! Il corpo era diventato di ovatta, il cuore si era fermato. Dai polmoni è uscita l’ultima aria con un rantolo. Nel mio cervello è apparso allora un pensiero fulminante… pensavo che fosse l’ultimo secondo della mia vita. Però la coscienza inspiegabilmente non si staccava e di colpo è comparsa la sensazione di una incredibile leggerezza. Non avevo più né mal di gola, né di cuore, né di stomaco. Mi ero sentito così bene solo nell’infanzia. Non sentivo il mio corpo e neanche lo vedevo. Però con me erano rimasti tutti i miei sensi e ricordi. Inoltre volavo attraverso un tunnel gigantesco. Le sensazioni di volo mi sembravano familiari perché le avevo già sperimentate nei sogni. Mentalmente cercavo di rallentare il volo o di cambiare direzione. Non c’era alcuna paura o terrore, solo beatitudine. Cercavo di analizzare l’accaduto e le conclusioni arrivarono immediatamente: il mondo in cui ero capitato esisteva veramente. Ragionavo, quindi, esistevo. Il mio ragionamento possedeva inoltre la qualità deduttiva, visto che riuscivo a cambiare la direzione e la velocità del mio volo”.

Il Tunnel:

“Tutto era fresco, limpido e interessante” – continua Vladimir Efremov – “la mia coscienza funzionava in modo assolutamente diverso rispetto a prima. Abbracciava tutto contemporaneamente, non esistevano né tempo, né distanze.Io ammiravo il mondo circostante che sembrava essere arrotolato in un tunnel. Non ho visto il sole, ma ero immerso in una luce omogenea, senza ombre. Sulle pareti del tunnel si vedevano strane strutture somiglianti a rilievi. Non si poteva distinguere il basso e l’alto. Ho tentato di ricordare il posto sopra il quale volavo. C’erano delle montagne e ricordo il paesaggio. Il volume della mia memoria era veramente abissale. Potevo spostarmi con il pensiero. Che stupore! Era un vero teletrasporto“.

Il Televisore:

Feci un pensiero pazzesco: immaginai mentalmente il vecchio televisore rotto che si trovava a casa mia e potei vederlo da tutti i lati contemporaneamente. Sapevo tutto di lui, chissà come… persino dove era stato prodotto. Sapevo dove era stato preso il minerale usato per fondere il metallo per la costruzione del televisore. Sapevo anche chi era il proprietario della fonderia d’acciaio che lo realizzava, sapevo che aveva moglie e problemi con la suocera. Vidi tutto ciò che era legato a quel televisore, ogni suo piccolo dettaglio. E soprattutto ora sapevo esattamente quale suo pezzo era guasto“. “Quando poi mi sono ripreso, ho sostituito il transistor T-350 e il televisore ha ripreso a funzionare… Avevo una sensazione di onnipotenza del pensiero. La nostra Sezione Progetti da due anni faticava dietro un certo progetto. Di colpo, vidi tutto il problema nella sua poliedricità. E l’algoritmo della soluzione comparve da sé“.

Dio:

La consapevolezza di non essere solo a questo mondo arrivò a poco a poco. La mia interazione informatica con l’ambiente circostante perdeva il suo carattere unilaterale. Ad ogni domanda che formulavo nella mia coscienza sorgeva una luce. All’inizio tali risposte le percepivo come il risultato di riflessioni. Però l’informazione che mi perveniva esulava dalle conoscenze che io possedevo in vita. Le conoscenze ricevute in quelle circostanze superavano di parecchio il mio background scientifico! Sapevo di essere guidato da Qualcuno onnipresente che non ha i limiti. Lui possiede potenzialità illimitate, è onnipotente e pieno di Amore. Questa Entità invisibile, ma percepibile da tutto il mio essere, faceva di tutto per non spaventarmi. Ho capito che mi mostrava gli eventi e i problemi con tutta la loro catena di legami di causa-effetto. Non Lo vedevo, ma lo percepivo intensamente. Sapevo che era Dio… Di colpo notai che mi impedì qualcosa. Mi sentì allora tirato fuori come una carota dalla Terra. Non volevo tornare… tutto andava così bene. Poi ho visto mia sorella. Lei era spaventata, io invece splendevo di stupore”.

Il Paragone:

Vladimir Efremov continua la sua descrizione: “Abbiamo già detto che i processi nell’aldilà non sono lineari ed estesi nel tempo come sulla Terra, ma fluiscono contemporaneamente in tutte le direzioni. I soggetti nell’aldilà sono presentati come dei concentrati di informazione e tutto si trova in un’unica catena di legami di causa-effetto.Gli oggetti e le loro caratteristiche formano una struttura globale nella quale tutto funziona secondo le leggi di Dio. Solo Lui ha il potere di creare, cambiare o eliminare ogni oggetto, qualità o processo, compreso il corso del tempo“.
“Ma quanto è libero l’uomo nelle sue azioni, quanto sono liberi la sua coscienza e l’anima? L’Uomo, come fonte d’informazione, può influire sugli oggetti nella sfera a lui ammissibile. La mia volontà infatti poteva cambiare i rilievi del tunnel, e far nascere gli oggetti che volevo. Il tutto somigliava molto a quanto descritto nei film “Solaris” e “Matrix”. Ma entrambi i due mondi, il nostro e quello dell’aldilà sono reali. Interagiscono costantemente, pur essendo autonomi: essi formano unsistema intellettuale globale diretto dal soggetto-Dio. Il nostro mondo è più semplice da comprendere, ha delle costanti che mantengono l’integrità delle leggi della natura, e il tempo riveste un ruolo importante come principio legante”.
Nell’aldilà le costanti non esistono affatto, oppure ce ne sono molto poche rispetto al nostro mondo e possono variare. In quel mondo sono presenti i concentrati informativi che contengono tutto l’insieme delle caratteristiche conosciute e non conosciute degli oggetti materiali, ma con la totale assenza degli oggetti stessi.Inoltre ho capito che in quel contesto l’uomo vede esattamente ciò che vuole vedere. Per questo le descrizioni dell’aldilà spesso differiscono. Un giusto vede il paradiso, un peccatore vede l’inferno… Per me la morte è stata una gioia che non posso paragonare a nulla di esistente sulla Terra. Persino l’amore per una donna in confronto a ciò che ho vissuto non è nulla…”

Le Sacre Scritture:

Vladimir ha trovato nelle Sacre Scritture le conferme della sua esperienza e dei suoi ragionamenti circa la sostanza informativa del mondo. Nel “Vangelo di Giovanni” è scritto che: “All’inizio era il Verbo e il Verbo era di Dio.” Tutto ha preso inizio da Lui e nulla ha iniziato l’esistenza senza di Lui. Il Verbo rappresenta proprio la sostanza informativa che contiene la significanza di ogni cosa.
Rivisto da Fisicaquantistica.it
Articolo Tradotto da: Mario Palestro
Fonte: http://vitanellaldila.altervista.org/efremov.php

MI PIEGO (YIN) MA NON MI SPEZZO (YANG)




Eros Poeta:
interessante la metafora... sono "scusabili", ovvero più o meno reversibili, solo le azioni che hanno colpito parti abbastanza duttili (yin). Qualcosa di duro (yang) è anche fragile; le azioni contro parti yang non sono "scusabili", in quanto le rompono... quindi è anche opportuno notare che non si tratta tanto delle azioni in sé (quindi appare inutile opinare sulla morale), piuttosto di:
1 - la consapevolezza, da parte di chi le compie, delle caratteristiche di chi le subisce (come ad esempio un bambino arrabbiato, o una donna inorgoglita, entrambi yang...).
2 - la scelta di chi le riceve sul modo in cui porsi (duro o duttile), scelta normalmente obbligata dalle meccaniche individuali dell'io (ad esempio, una persona complessata se criticata finisce col sentirsi sbagliata rattristandosi (yin), e così non si rompe ma si fa manipolare, mentre un superbo di fronte alla stessa critica reagisce indurendosi di collera, e se non riesce a difendersi va a pezzi...).
In ogni caso, lo Yin ha maggiori chance di sopravvivenza (TAO docet...)


GLOSSARIO , I racconti di Belzebù a suo nipote - Gurdjieff Georges


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glossario belzebù


TEST DI REALTA', RICORDO DI SE'

martedì 25 marzo 2014




L'esercizio può essere svolto in questo modo:

(Esempio -> La prossima volta che vedo il mio volto allo specchio "faccio attenzione al ricordo di me stesso".
Per chi è incuriosito dai sogni lucidi può essere anche l'occasione per fare dei Test di realtà: -> La prossima volta che prendo una penna devo fare un Test di Realtà (chiedermi se sto sognando, cercare Dream Sign e capire se ci si trova effettivamente in un sogno...).

E' utile tenere da qualche parte (stanza, calendario, agenda) un elenco come quello che segue:

Lunedì
La prossima volta che mi accorgo di star fantisticando
La prossima volta che provo un'emozione sgradevole
La prossima volta che vedo un quadro (farò il ricordo di sé o test della realtà)

Martedì
La prossima volta che vedo un semaforo,
La prossima volta che getto la spazzatura,
La prossima volta che mi metto a ridere (o piangere)

Mercoledì
La prossima volta che accendo -e spengo- il computer,
La prossima volta che vedo una pianta
La prossima volta che mi allaccio le scarpe
La prossima volta che qualcuno mi chiama per nome
La prossima volta che beve qualcosa

Giovedì
La prossima volta che guardo l'ora,
La prossima volta che ascolto una canzone,
La prossima volta che vado in bagno,

Venerdì
La prossima volta che sento il telefono squillare,
La prossima volta che guardo le stelle
La prossima volta che apro-chiudo una porta,

Sabato
La prossima volta che vedo un animale,
La prossima volta che utilizzo delle chiavi
La prossima volta che mi siedo-alzo,

Domedica
La prossima volta che mi specchio,
La prossima volta che accendo/spengo una luce,
La prossima volta che dico una parola meccanicamente (cioè, sisi, nono, tipo...)

AVADHUT GITA

domenica 23 marzo 2014

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a cura di Govinda Das Aghori (Jimmy Penzo)


L'Avadhut Gita, अवधूत गीत il Cantico dell'Asceta, del Rinunciante, è attribuito a Dattatreya il fondatore di tutte le scuole tantriche, compresa quella degli Aghori. La traduzione in inglese è di Hari Prasad Shastri (1^ edizione, 1934).
Tra i pochi averi di un sadhu è sicuramente incluso questo libretto, perfetta sintesi della filosofia non-dualistica. Dattatreya descrive minuziosamente il pensiero di un'anima liberata. L'uomo non ha bisogno di un particolare stile di vita, di una religione o tanto meno di dogmi, rituali o di una particolare moralità. La Verità si può attingere da tutto ciò che ci circonda, rispettando tutto ciò che ci circonda la Verità si rivela da sola. L'uomo può trarre da ogni cosa lo spunto per le più profonde meditazioni. Anche una cosa considerata da tutti insignificante o negativa può insegnarci molto.
Il primo capitolo si eleva dalla sfera della psiche alla constatazione  dell’identificazione del Tutto con il Brahman (l’Assoluto Impersonale). Nel secondo capitolo si affronta il compito di definire Atman e Brahman, cioè il Sé e l’Assoluto. Nei capitoli  successivi si analizza la differenza fra la vera Conoscenza e la conoscenza umana.
  



Ashtavakra Gita


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La Ashtavakra Gita, o Ashtavakra Samhita come è talvolta chiamata, è un testo sanscrito molto antico. Nulla sembra essere noto sull'autore, anche se la tradizione lo attribuisce al saggio Ashtavakra; da qui il nome.
Non c'è dubbio che sia molto antica, probabilmente risalente ai giorni del periodo classico Vedanta. Lo stile del sanscrito e la dottrina espressa sembra giustificare questa valutazione.
Il lavoro è stato conosciuto, apprezzato e citato da Ramakrishna e dal suo discepolo Vivekananda, come pure da Ramana Maharshi, mentre Radhakrishnan fa sempre riferimento ad essa con grande rispetto. Oltre a questo il lavoro parla da sé.
Esso presenta gli insegnamenti tradizionali dell’Advaita Vedanta con una chiarezza e una potenza raramente viste.
Qui la traduzione inglese è di John Richards e viene presentata al pubblico dominio con il suo affetto. Il lavoro è stato una costante ispirazione nella sua vita per molti anni. Che possa esserlo anche per molti altri.
John Richards
Stackpole Elidor, UK
La Ashtavakra Gita riporta il dialogo fra il giovane maestro Ashtavakra e Raja Janaka, il re di Mithila.
È una raccolta di brevi versi, esposta con una semplicità disarmante, senza compromessi. Essa rivela la verità più alta e descrive la vita in completa libertà, esprime gli insegnamenti più alti delle Upaniṣad, è l'essenza del Vedanta.
Non dà un'esposizione della verità con un ragionamento logico, ma è una descrizione della beatitudine sperimentata da un santo illuminato, un divino pazzo.
Il riadattamento in italiano è a cura di Govinda Das Aghori.
 





Tripura Rahasya o Haritayana Samhita (IL MISTERO OLTRE LA TRINITÀ)


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Tripura Rahasya

o
Haritayana Samhita
(IL MISTERO OLTRE LA TRINITÀ)
Tradotto da
SWAMI SHRI RAMANANANDA SARASWATI
(Shri Munagala S. Venkataramaia)
Riadattamento in italiano a cura di Govinda Das Aghori



MAHANIRVANA TANTRA , TANTRA DELLA GRANDE LIBERAZIONE


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 Il "Tantra della Grande Liberazione" (Mahanirvana Tantra) è uno dei testi più importanti dedicati al culto del Tantra. È stato tradotto da Sir John Woodroffe sotto lo pseudonimo di Arthur Avalon. Woodroffe fu il primo studioso occidentale a tradurre in inglese i testi segreti del Tantra con l'aiuto dei pochi sapienti capaci di comprenderli a fondo.  Il Mahanirvana Tantra consiste in una serie di conversazioni tra Shiva e Parvati, la sua Shakti.  Shiva espone alla sua consorte un percorso spirituale adatto all’era di Kali. Parla delle varie tecniche di meditazione per poter andare oltre le influenze della natura e le degenerazioni del Kali Yuga e potersi così elevare ad una consapevolezza di sé più ampia, condizione base per poter vincere il ciclo di nascita e morte. Descrive minuziosamente le cerimonie sacre, i riti, gli Yantra e i Mantra ad esse connesse. Parla dell’eterna legge del Dharma, del culto al Brahman e alla Shakti Suprema.

Questo Ragazzo ha Iniziato con Nulla. Ma Quello che ha Creato 6 Settimane dopo ti Lascierà a Bocca Aperta.



Quando viene chiesta la domanda: “Descrivimi la tua casa dei sogni”, la maggior parte delle persone probabilmente descriverà una casa molto grande con gli ultimi accessori tecnologici che costi svariati migliaia di euro. Per Steve Areen invece sono bastati $9,000 per creare la sua dei sogni e soltanto poche settimane durante una vacanza in Tailandia che farebbe invidia a chiunque.
Steve ha costruito la sua casa dei sogni in sole 6 settimane. Ecco da dove ha iniziato.
Sotto la guida di un amico Thailandese, il suo cognato muratore e tanto olio di gomito la costruzione è stata veloce.
Steve ha costruito la sua casa dei sogni sulla piantagione di mango del suo amico Hajjar Gibran.
La struttura ha avuto un costo di $6,000
La Tailandia offre mano d’opera e materiali a basso costo rispetto ai nostri standard…è incredibile quanto abbia pagato poco
Altre decorazioni e rifiniture sono costate $3,000
Il costo totale è stato di circa $9,000
Dalle foto sembra ne sia valsa la pena


Sono stati utilizzati mattoni, cemento ma anche materiali naturali
Se dovesse costruire la  casa ora Steve userebbe mattoni di terra compatta
Sia che diventasse la tua prima casa o casa vacanze, di sicuro sarebbe perfetta e rilassante
Immaginati di dondolarti per ore appeso al soffitto su questa amaca…

…o di contemplare lo stagnetto di fronte al salotto
Steve ha costruito la casa in modo che sia possibile muoversi anche sul tetto grazie a una serie di scale orginali
Al suo interno, la natura è il tema che predomina


Steve orgoglioso della sua “creatura”
Ogni giorno sarebbe come una vacanza
…Tailandia arrivo!!
Hajjar Gibran, l’amico che ha aiutato Steve nella costruzione della casa, ha creato un’azienda che costruisce case simili. Visita il suo sito per ulteriori informazioni sul processo di costruzione.

Steve ha avuto la fortuna di viaggiare in tutto il mondo, guarda le sue foto sul suo sito personale.

Fonte: Steve Areen

Anche se non hai intenzione di costruire una casa simile, condividi la notizia cliccando qui sotto. La casa è fantastica!

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La Legge di Risonanza

venerdì 21 marzo 2014

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La morte: uno sguardo oltre il velo


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UN MONDO ARTIFICIALE FONDATO SUL LAVORO VIRTUALE E SFONDATO DA UN DEBITO INESISTENTE

giovedì 20 marzo 2014

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IMPARA A PERDONARE

martedì 18 marzo 2014



- 1) Prendi un foglio e una penna. 

 2) Ripensa a tutte quelle situazioni che ti fanno davvero imbestialire, a quelle persone che ti fanno ribollire il sangue appena vengono nominate, a quegli episodi (non solo personali) che riusciresti difficilmente a perdonare. 

3) Adesso scrivi di fianco alla parola PERDONO tutti quei brutti ricordi, quelle circostanze fastidiose, quei fatti imperdonabili in cui ti sei sentito vittima o carnefice. 
(Es. PERDONO la tal persona per avermi insultato pesantemente PERDONO me stessa per aver reagito male, aggredito,  ferito sentimentalmente una persona cara... 
PERDONO e lascio andare quell'episodio doloroso del mio passato Etc....) 

Terminato l'elenco puoi buttarlo, o se invece ti ha dato un senso di sollievo puoi conservarlo e rileggerlo la sera per essere certo di aver lasciato andare tali residui psico-emotivi, oppure puoi servirti di un quadernino del perdono, dove ogni settimana ti levi dalle spalle quelle pesanti zavorre e quella rabbia che ti sei scordato di lasciar gentilmente andare...


P.s.
Versione più tosta:

1) Hai appena letto o sentito una notizia scandalosa, un'ingiustizia intollerabile che non riesci proprio a digerire, ti hanno appena insultato

 
2) Prova a perdonare IMMEDIATAMENTE i colpevoli di quei soprusi
2a) Se proprio non riesci a perdonare immediatamente, asseconda per un attimo la tua prima reazione, eventualmente sfogati, e successivamente immagina di emanare misericordia verso i soggetti di quell'episodio, come se li avvolgessi in un campo energetico di compassione

LODE ALLA STUPIDITA' - dal libro di Giovanni Soriano


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Ci si è mai chiesti cos’è che vivifica e rende cosí rigogliose le società umane piú avanzate? L’ambizione? la creatività? il desiderio? l’ingegno? Ognuno di questi fattori – come altri che potrebbero essere citati – ha senza dubbio la sua importanza, ma la vera inesauribile fonte di energia psichica, senza la quale le nostre società, cosí come le conosciamo, neppure esisterebbero, e quelle esistenti imploderebbero in breve tempo, è la comunissima genuina stupidità.

Non è uno scherzo.
Se, per assurdo, dovesse verificarsi un improvviso e planetario blackout della stupidità, le conseguenze sarebbero davvero catastrofiche.
Milioni di operai, tanto per cominciare, non sprecherebbero piú la loro esistenza per mandare avanti una deprimente catena di montaggio, e migliaia di fabbriche in tutto il mondo andrebbero presto in malora.
Le chiese si svuoterebbero, e senza fedeli né sovvenzioni economiche, chiuderebbero i battenti. Tutte le religioni, senza distinzione alcuna, sarebbero relegate a mera superstizione, e insieme a monaci e sacerdoti scomparirebbero anche maghi, taumaturghi, pranoterapeuti, astrologi, santi, santoni e compagnia bella.
Migliaia di giovani, poi, non sarebbero piú disposti ad arruolarsi nell’esercito per ammazzare – o farsi ammazzare – in paesi sperduti, tra l’altro, per motivi che neppure conoscono o che non li riguardano affatto; disertare diventerebbe un onore e il disertore una specie di eroe.
Riuscire a trovare anche un solo candidato per le elezioni politiche diverrebbe un’impresa, e il mondo rischierebbe di finire nell’anarchia. Milioni di libri, tra cui molti bestseller, finirebbero al macero per improvvisa mancanza di lettori; l’incasso al botteghino di tantissimi film sarebbe pari allo zero, mentre la maggior parte dei programmi televisivi perderebbero i loro piú affezionati spettatori.
Nessuno darebbe piú retta alla pubblicità, e una miriade di prodotti inutili, se non dannosi – a cominciare da quelli alimentari –, resterebbe pressoché invenduta, generando una crisi economica di portata epocale. In breve tempo, sparirebbero le sfilate di moda, i concorsi di bellezza, i festival di musica leggera, e pochi continuerebbero ad ascoltare le tante canzonette che allietano i nostri giorni senza arrossire dalla vergogna.
Gli stadi di calcio resterebbero semivuoti, sicuramente privi delle simpatiche orde di scalmanati che caratterizzano da sempre gli spalti; e semivuoti resterebbero anche i circuiti delle gare automobilistiche e motociclistiche – questi spassosissimi modi di sprecare petrolio –, per non parlare degli ippodromi e dei campi da baseball.
Finirebbero di esistere i circhi equestri, chiuderebbero i giardini zoologici, sarebbero abolite per sempre le corride e i combattimenti tra animali. La caccia, da sempre innocente hobby per amanti della natura, sarebbe presto catalogata come reato.
C’è da supporre che anche i matrimoni diminuirebbero sensibilmente, e fare figli diventerebbe un evento sempre piú raro; affidata a pochi saggi, l’umanità, nel giro di qualche secolo, rischierebbe persino l’estinzione.

Gli esempi potrebbero continuare a lungo, ma dovrebbe essere già evidente quanta parte abbia la stoltezza nel far girare il mondo. Sia lode, dunque, all’umana stupidità, e non temano filantropi e progressisti che un giorno possa verificarsi davvero lo scenario catastrofico sopra tratteggiato, perché se è vero che finché c’è stupidità c’è vita, è altrettanto vero che finché c’è vita ci sarà sempre stupidità.






Preghiera della Gestalt

domenica 16 marzo 2014

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"Io sono io. Tu sei tu.
Io non sono al mondo per soddisfare le tue aspettative.
Tu non sei al mondo per soddisfare le mie aspettative.

Io faccio la mia cosa. Tu fai la tua cosa.
Se ci incontreremo sarà bellissimo;
altrimenti non ci sarà stato niente da fare."


"se ti assumi la responsabilità di quello che stai facendo,
del modo in cui produci i tuoi sintomi,
del modo in cui produci la tua malattia,
del modo in cui produci la tua esistenza
- al momento stesso in cui entri in contatto con te stesso -
allora ha inizio la crescita, ha inizio l'integrazione"

"assumersi responsabilità per un altro,
interferire con la sua vita e sentirsi onnipotenti sono la stessa cosa"

"sarò con te. Sarò con te con il mio interesse,
la mia noia, la mia pazienza, la mia rabbia, la mia disponibilità.
Sarò con te [...] ma non ti posso aiutare.
Sarò con te. Tu farai quello che riterrai necessario"

"La consapevolezza di per sé può essere curativa.
Dato che con una piena consapevolezza si diventa autoconsapevoli
dell’autoregolazione dell’organismo,
si può lasciare che l’organismo prenda in mano la situazione senza interferire,
senza interrompere: della saggezza dell’organismo ci si può fidare.
Di contro a questo atteggiamento troviamo l’intera patologia
dell’automanipolazione, del controllo ambientale e via dicendo,
che interferisce con i sottili meccanismi dell’autoregolazione dell’organismo”

Friedrich Salomon Perls

IN QUALE LIVELLO STAI VIBRANDO?






   I Dieci mondi o Dieci regni dell'esistenza è una dottrina buddhista mahāyāna di origine cinese (scuola Tiāntái). Essi corrispondono a dieci stati di coscienza o condizioni vitali che si manifestano in tutti gli aspetti dell’esistenza. Ogni persona li possiede potenzialmente tutti e dieci, e in ogni momento passiamo dall’uno all’altro. In ogni momento uno dei dieci mondi viene manifestato, mentre gli altri nove rimangono latenti.  La dottrina dei "Dieci mondi", elaborata inizialmente in Cina, si diffuse presso tutti quei paesi buddhisti che furono influenzati dal Canone buddhista cinese: Giappone, Corea e Vietnam.

I sei mondi inferiori
I primi sei stati, che vanno dall’inferno alla felicità parziale, sono definiti i sei sentieri o i sei mondi inferiori. Tutti hanno in comune il fatto che qualunque felicità o soddisfazione ottenuta in questi stati dipende totalmente dalle circostanze esterne ed è quindi effimera e soggetta al mutamento.


Inferno: sofferenza, disperazione, non libertà, dove la tendenza è quella di far del male sia a sé stessi che agli altri. La distruttività domina la nostra vita.

Avidità: condizione di brama e insaziabile desiderio di amore, affetto, riconoscimento, denaro, potere, posizione sociale o di qualunque altra cosa.

Animalità: governati dall’istinto, si agisce secondo la legge della giungla, senza esitare ad approfittare di quelli più deboli di noi e ad adulare quelli più forti. E’ il regno della predazione, della rapina, dove normalmente abitano gli uomini che ci governano e le istituzioni da loro formate.

Collera: c’è consapevolezza dell’io, ma è un io egoista e avido, spinto a sopraffare gli altri, a sfruttarli ai propri fini, o a considerarli come una potenziale minaccia. Un io che, sentendosi superiore, tende a svalutare e disprezzare gli altri, non tollerando o ammettendo la loro superiorità in nessun caso. Non mostrando apprezzamento e gratitudine per ciò che ricevono, ma solo disprezzo, lamentele, pretese, accuse.

Umanità: c’è la calma che deriva dalla pace della mente non più in preda delle emozioni dei quattro mondi precedenti. C’è la tendenza a comportarsi in modo più umano. Ma è ancora uno stadio in cui si rimane molto vulnerabili alle influenze esterne. La danza del potere dominio è sempre pronta ad attivarsi, nella posizione di arroganza o di sottomissione. E’ ancora molto facile regredire nei quattro mondi più bassi.

Parziale felicità: è uno stato di felicità intensa derivante ad esempio dalla realizzazione di un desiderio, da una sensazione di benessere fisico, o da una intima soddisfazione. La gioia sperimentata in questo stato ha vita breve perché dipende ancora dalle circostanze esterne.

  I quattro stati successivi, dal mondo dello studio alla buddhità vengono definiti i quattro mondi nobili. 
A differenza dei sei sentieri, che sono reazioni passive all’ambiente, questi quattro stati più elevati vengono ottenuti attraverso uno sforzo intenzionale.  I primi due, studio e illuminazione parziale, emergono quando ci rendiamo conto che tutto ciò che sperimentiamo nei sei sentieri è fugace, e iniziamo a cercare una verità duratura. Studio e illuminazione parziale sono chiamati i due veicoli.

Avendo compreso la fugacità delle cose, le persone in questi stati hanno conquistato un livello di indipendenza e non sono più prigionieri delle proprie reazioni, come invece nei sei sentieri. Spesso, però, tendono a sentirsi superiori alle persone legate ai sei sentieri che non hanno ancora raggiunto questo livello di comprensione. In più, la loro ricerca della verità è principalmente orientata verso se stessi, quindi c’è un grande potenziale di egoismo in questi due stati, e le persone possono raggiungere una soddisfazione con i loro progressi senza scoprire il potenziale più alto della vita umana nel nono e decimo mondo.

Studio: in questo stato, cerchiamo la verità attraverso gli insegnamenti o le esperienze degli altri. Abbiamo bisogno di leggere, studiare, riflettere, meditare, frequentare gli insegnamenti dei maestri. Dedicarci molto tempo. Ne abbiamo veramente bisogno per cominciare a scrostare i muri dell’ignoranza, fatta di credenze culturalmente condivise, che ci tengono prigionieri. Occorre disciplina e dedizione, retto sforzo. La pigrizia è il principale ostacolo.

Illuminazione Parziale: questo stato è simile allo Studio, tranne per il fatto che cerchiamo la verità non solo attraverso gli insegnamenti di altri, ma attraverso la nostra stessa percezione diretta del mondo. La meditazione in questo stadio è una pratica indispensabile.

Bodhisattva: i Bodhisattva sono coloro che aspirano a ottenere l’illuminazione e nello stesso tempo sono altrettanto determinate a mettere tutti gli altri esseri in grado di fare la stessa cosa. Consapevoli dei legami che ci uniscono a tutti gli altri, in questo stato ci rendiamo conto che qualunque felicità proviamo da soli è incompleta, e ci dedichiamo ad alleviare le sofferenze degli altri. Chi si trova in questo stato trova la maggiore soddisfazione in un comportamento altruistico.
Gli stati dall’Inferno al Bodhisattva sono complessivamente chiamati “i nove mondi”. Questa espressione viene spesso usata in contrapposizione al decimo mondo, lo stato illuminato di Buddità.

Buddhità. La Buddhità è uno stato dinamico difficile da descrivere. Possiamo parzialmente descriverlo come uno stato di libertà perfetta, in cui siamo illuminati alla verità ultima della vita. È caratterizzato da una compassione infinita e da una saggezza sconfinata. In questo stato, possiamo trasformare armoniosamente ciò che dal punto di vista dei nove mondi appare come una contraddizione insolubile. Un sutra buddista descrive gli attributi della vita del Budda: un vero io, una libertà perfetta dai legami karmici per tutta l’eternità, una vita purificata dall’illusione, e una felicità assoluta. Inoltre, la condizione di Buddità viene fisicamente espresso nella Via del Bodhisattva o azioni di un Bodhisattva.

NEL GIOCO COSMICO L'ESSERE FINGE DI NON ESSERE






... supponiamo tu sia in grado ogni notte di fare qualsiasi sogno tu voglia.  E che, ad esempio, potessi avere il potere  di sognare in una notte un tempo di settantacinque anni.  Oppure qualsiasi durata di tempo volessi.  E che naturalmente, avendo iniziato quest'avventura di sogni,  potessi soddisfare tutti i tuoi desideri.  Potresti avere ogni tipo di piacere.  E dopo parecchie notti  di settantacinque anni di piacere totale ciascuna,  diresti "Be', è stato proprio magnifico!" 
"Ma adesso. . . Sorprendiamoci". 
"Facciamo un sogno che non sia sotto controllo". 
"Dove qualcosa sta per accadermi  ma io non so cosa sarà."  E te lo godresti [.]  E uscitone diresti : "Caspita, ce la siamo cavata per un pelo, vero?". 
Poi diventeresti sempre più intraprendente  e faresti sempre più scommesse  su quello che sogneresti. 
Alla fine  faresti il sogno di vivere la vita  che in realtà stai vivendo oggi.  Ciò rientrerebbe nell'infinita molteplicità  di scelte che avresti.  Di non interpretare la parte di Dio.  Perché l'intera forza vitale del Dio in te,  secondo quest'idea, è di fingere che non lo sia.  Quindi in quest'idea tutti sono fondamentalmente  la realtà ultima, non Dio in un senso politicamente esaltante  ma Dio nel senso di essere l'io.  In principi essenziali, qualsiasi cosa ci sia. 
E tu sei tutto questo sebbene tu finga di non esserlo.
(Alan Watts)

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