Lsd Vision

venerdì 27 febbraio 2015




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Rethink your life





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OSHO COMMENTA GURDJIEFF

domenica 22 febbraio 2015

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Gurdjieff aveva affermato che: "Tu non sei altro che il corpo, e quando il corpo muore, tu muori.  Solo una volta ogni tanto qualcuno riesce a sopravvivere - colui che ha creato l'anima nella sua vita, sopravvive alla morte - ma non tutti. Un Buddha sopravvive; un Gesù sopravvive, ma non voi! Sarà semplicemente morire, nemmeno una traccia di voi resterà."
Che cosa stava cercando di fare Gurdjieff? E' stato scioccante fin nelle più profonde radici, stava cercando di portare via tutte le consolazioni e le folli teorie che ti aiutano a rimandare qualsiasi lavoro su di te. Ora, dire alla gente: "Voi non avete anime, siete solo verdure, solo un cavolo o forse un cavolfiore" – ma un cavolfiore è un cavolo con un’istruzione da collegio, ma niente di più. Era davvero un maestro per eccellenza. Toglieva la stessa terra da sotto i vostri piedi. Vi shoccava in tal modo che dovevate riflettere su tutta l'intera situazione: ho intenzione di rimanere un cavolo per sempre? Stava creando una tale situazione intorno a voi, in cui avreste dovuto cercare e ricercare l'anima, perché, ‘chi vuole morire?’
L'idea che l'anima è immortale, ha aiutato molti nel consolarsi che non stanno morendo, che la morte è solo un aspetto, solo un lungo sonno, un sonno riposante, e nasceremo di nuovo. A questo proposito Gurdjieff dice: "Sono tutte sciocchezze. Tutto questo è una sciocchezza! Morto, sei morto per sempre - a meno che non hai prima creato l'anima .... "
Ora, guarda la differenza: ti era stato detto che eri un'anima, ma Gurdjieff cambia totalmente, e afferma: "Tu non sei un’anima, ma solo un'opportunità che puoi adoperare, ma puoi anche perdere."
Ma Gurdjieff stava solo usando uno strumento. Ma non è vero: ognuno di noi nasce con un'anima, ma il punto è, cosa fare con la gente che utilizza la verità per consolarsi? Un grande maestro talvolta deve mentire - e solo un grande maestro ha il diritto di mentire – lo fa per tirarti fuori dal sonno. 
Osho, The Dhammapada: The Way of the Buddha, vol.2 
Gurdjieff è stato molto criticato perchè era un bugiardo - e il mentire derivava dalle scuole Sufi, era un Sufi educato in monasteri e scuole Sufi. Aveva infatti introdotto il Sufismo in Occidente in una versione totalmente rinnovata. Ma con il tempo divenne impossibile per l'ordinaria mente cristiana comprenderlo, perchè la verità è un valore, e nessuno può pensare che un maestro, un maestro illuminato, possa mentire.
Potreste pensare a un Gesù che mente? E so per certo che ha mentito - ma i cristiani non riescono a pensarlo: «Gesù mentire? No, lui è l'uomo più vero " Ma allora non sai -. la richiesta della conoscenza è molto, molto pericolosa. Gesù ha mentito su molte cose - un maestro deve, se vuole aiutare. In caso contrario, può essere un santo, ma non può fornire alcun aiuto.
Senza aiutare nessuno, un santo è già morto. Se un santo non può dare una mano, a cosa serve che sia qui sulla terra? Non esistono ragioni: qualsiasi cosa poteva ottenere lo ha raggiunto, ed è qui solo per aiutare gli altri.
Gurdjieff è stato molto criticato, l'Occidente non poteva capire, la mente cristiana ordinaria non poteva comprendere. Quindi in Occidente esistono due diverse versioni sul lavoro di Gurdjieff.. Una versione afferma che fosse un uomo molto malizioso - non un saggio, bensì proprio un diavolo incarnato. Un'altra dice al contrario che fosse il più grande santo l'Occidente avesse conosciuto in questi ultimi secoli. entrambe sono vere, perchè Gurdjieff era proprio nel mezzo, aveva una personalità particolare. Su Gurdijeff non puoi dire sì o no. Si può affermare che era un santo peccatore o un peccatore santo, ma non si può dividere, non si può essere così semplice. La conoscenza che egli aveva era molto complessa.
 Osho, Journey to the Heart, Talk # 7
Gurdjieff dice: Continua a ricordare colui che osserva - il ricordo del sé. Buddha dice: Dimenticate l'osservatore guardate solamente quello che viene osservato. Se dovete scegliere tra Buddha e Gurdjieff, mi permetto di suggerire di scegliere Buddha. Con Gurdjieff  esiste il pericolo di diventare troppo consapevoli del sé - piuttosto che diventare consapevoli puoi diventare cosciente del sé, puoi anche diventare egoista. Questo l’ho sentito in molti discepoli di Gurdjieff, che sono diventati molto, molto egoisti.  Gurdjieff non era un egoista - è stato uno dei rari uomini illuminati di questa epoca, ma il metodo ha un pericolo insito, è molto difficile distinguere tra coscienza di sé e ricordo di sé, è così sottile che è quasi impossibile fare qualsiasi distinzione, per le masse ignoranti, è quasi sempre la coscienza di sé, che prenderà possesso, ma non sarà mai il ricordo di sé.
La stessa parola "sé" è pericolosa – puoi diventare sempre più fisso nell'idea del sé, e l'idea del sé ti isola dal resto dell’esistenza.
Buddha dice di dimenticare il sé, perché il sé non esiste, il sé è solo nella grammatica, nel linguaggio - non è esistenziale. Basta osservare il contenuto, via via che osservi, esso inizia a scomparire, e una volta scomparso, osserva la tua rabbia - e osservandola la vedrai scomparire - e troverai il silenzio. Non c'è alcun sé, nessun osservatore, e nulla da osservare; ma solo silenzio. Questo silenzio è portato dalla Vipassana, il metodo creato da Buddha per risvegliarsi.
Osho, This Very Body the Buddha, Talk # 4
Una donna anziana era stata così tanto impressionata da Ouspensky, che poi andò a visitare anche Gurdjieff. Nel giro di una settimana, di ritorno, disse ad Ouspensky, "Sento che Gurdjieff è grande, ma non sono certa del fatto che sia buono o cattivo, se è cattivo, diabolico, o un santo. Non sono certa di questo. So che è un grande - questo è certo. Ma si può essere un gran diavolo, o un gran santo - questo non è certo." Gurdjieff si era comportato in modo tale da creare questa impressione..
Alan Watts scrivendo su Gurdjieff lo aveva appellato un santo bricconcello - perché a volte si sarebbe comportato come un birbantello, sapeva che era tutta una finzione ed era fatto da lui deliberatamente per evitare tutti coloro che avrebbero carpito tempo utile ed energia. Per mandare indietro tutti quelli che avrebbero lavorato su se stessi solo quando erano sicuri di lui, e facilitare solo coloro che avrebbero lavorato, anche non essendo sicuri del maestro, e che comunque erano certi di se stessi.
Arrendersi ad un Gurdjieff vi trasformerà più dell’arrendersi a Ramana Maharshi, perché Ramana Maharshi è così santo, così semplice, che la resa non significa nulla. Non puoi agire in modo differente, lui è così aperto - proprio come un bambino piccolo - così puro, che la resa avverrà. Ma quest’abbandono avviene per Ramana Maharshi, non per te. Non è quello che ti interessa. Se l’abbandono succede con Gurdjieff, allora avviene per voi, perché Gurdjieff non lo sosterrà in alcun modo. Piuttosto creerà tutti i tipi di ostacoli e se ancora sei disposto ad arrenderti, questo ti trasformerà. Quindi non c'è bisogno di essere assolutamente sicuri di lui - il che è impossibile - ma devi essere sicuro di te stesso.
Osho, Vedanta: Seven Steps to Samadhi, Talk # 5

"Il paese dei Non violenti", di Maurice Nicoll


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In un sogno vedo qualcuno che insegna o addestra alcune reclute.
Lui sorride.
Non spera in nessun risultato da ciò che sta facendo.
Sembra che non gl'importi.
Nessun segnale d'impazienza quando le reclute mostrano goffaggine.
Invulnerabile ai giudizi, non lo feriscono le burle.
Possiede uno strano potere ma lo usa appena.
Non aveva Volontà di violenza, cioè desiderio supremazia su chi era più debole di lui.
Possa questo anonimo insegnante essere un modello per tutti noi.

PREPARATI OGNI GIORNO PER L'INCONTRO PIU' IMPORTANTE DELLA TUA ESISTENZA

venerdì 20 febbraio 2015

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ti fai tanto bello per mostrarti speciale agli occhi altrui
e trascuri la preparazione per l'incontro più intenso della tua vita,
quello con la tua più intima essenza

ISTRUZIONI PER FARE UN VIAGGIO ASTRALE

lunedì 16 febbraio 2015

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fonte:   http://www.statodiobe.com/blog-di-micky

Ecco la traduzione in italiano di un buon link (http://www.wikihow.com/Perform-Astral-Projection) , dove vengono spiegate in dettaglio le prime fasi per chi vuole approcciarsi a questo fenomeno; ci sono inoltre delle bellissime illustrazioni molto esplicative. Le indicazioni sono generiche e mi sono permesso di aggiungere alcune mie considerazioni  ed approfondimenti. Spero non me ne vogliano gli autori..

Il viaggio astrale ci permette di fare un'esperienza fuori dal nostro corpo fisico (OOBE -Out of Body Experience) e, secondo alcuni, di raggiungere uno stato di consapevolezza amplificata.
Le persone possono fare esperienza di un viaggio astrale durante i loro sogni oppure durante esperienze di pre-morte. In questa guida sono indicati i passaggi utili ad aiutarti a compiere il tuo primo viaggio astrale.

Parte 1 di 3: Preparazione per la proiezione astrale

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 1 - Iniziare la mattina Invece di praticare la proiezione astrale di notte, giusto prima di andare a dormire, inizia nelle prime ore del mattino quando si è ancora assonnati.
Alcuni dicono che è più facile raggiungere lo stato necessario di rilassamento e di accresciuta consapevolezza intorno all'alba.
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2 - Creare la giusta atmosfera.
La proiezione astrale richiede uno stato di profondo rilassamento, quindi dovrebbe essere eseguita in una parte della tua casa in cui sei completamente a tuo agio. Scegli un luogo comodo e confortevole come il letto o il divano di casa tua sdraiati e rilassa il corpo.
Conoscere l'ambiente circostante aiuta, e rende più semplici, i primi passaggi. 
Assicurati che non ci siano rumori che possano distrarti e luci che influiscano sulla tua concentrazione.
  • E' più facile ottenere una proiezione astrale da soli che in presenza di qualcun altro nella stanza. Se di solito si dorme con un partner, scegli una stanza diversa dalla camera da letto per praticare.
  • Chiudere finestre e tende, spegnere le luci ed evitare rumori che possano distrarre. Qualsiasi tipo di interruzione potrebbe compromettere lo stato di rilassamento che è necessario raggiungere. 
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3 - Sdraiarsi e rilassarsi.
Posizionati sulla schiena sdraiato supino. Chiudi gli occhi e cerca di liberare la mente da qualsiasi pensiero. Concentrati sul tuo corpo e sulle sensazioni che percepisci. L'obiettivo è quello di raggiungere uno stato totale di relax corporeo e mentale.

  • Sciogli ed allenta i muscoli del corpo: puoi aiutarti immaginando una luce di color azzurro che attraversa il corpo dal basso verso l'alto, sciogliendo ogni tensione al suo passaggio. Inizia dalle dita dei piedi e risalendo fino alla testa e soffermandoti su ogni parte. Assicurati che ogni muscolo sia completamente rilassato quando la luce lo sta attraversando.
  •  Respira profondamente ed espira completamente. Lascia andare via la tensione nel tuo petto e nelle spalle.
  • Concentra la mente sul respiro. Cerca di non pensare alle preoccupazioni, al lavoro, al futuro ed al passato lascia fuori ogni pensiero, concentrati solo sul "qui ed ora". Lasciati dolcemente sprofondare in un profondo relax rivolto alla tua anima.

Parte 2 di 3: l'uscita dal corpo

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1 -  Raggiungere uno stato ipnotico.
Questo stato ipnotico è normalmente noto come lo stato "ipnagogico". Lascia che il tuo corpo si addormenti inducendo la mente al sonno ma senza perdere completamente la coscienza. Occorre raggiungere uno stato particolare di dormiveglia durante il quale ti ritrovi al margine tra la veglia ed il sonno. Affinchè la proiezione si verifichi è necessario raggiungere uno stato ipnotico. Per raggiungere questo stato potete usare il seguente metodo:

  • Tieni gli occhi chiusi e lascia che la mente si concentri in una parte del tuo corpo, come la mano, un piede o una sola punta.
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  • Concentrati su questa parte del corpo fino a quando è possibile visualizzarla perfettamente, anche con gli occhi chiusi. Continua a metterla a fuoco fino a quando tutti gli altri pensieri svaniscono.
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  • Usa la tua mente per flettere la parte del corpo, ma non devi spostarla fisicamente. Visualizza le dita dei piedi, immagina di stringerle e di riaprirle fino a quando ti sembrerà come se fossero fisicamente in movimento.
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  • Porta la tua attenzione al resto del corpo. Muovi le gambe, le braccia e la testa usando solo la mente. Manteni questa attenzione costante fino a quando non sarai in grado di muovere tutto il corpo solo con la tua mente.
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2 - Entrare in uno stato di vibrazione. Molti, nel momento in cui l'anima si prepara ad uscire dal corpo riferiscono di sentire delle vibrazioni, che vengono in onde a frequenze diverse. Non avere paura delle vibrazioni, in quanto la presenza della paura potrebbe interrompere bruscamente il tuo stato di concentrazione; lasciale andare fino a che avverrà l'uscita dal corpo.
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3 - Usa la tua mente per muovere l'anima dal corpo. Ora dovresti essere capace di muovere tutto il tuo corpo solo nella tua mente.
Visualizza nella tua mente l'immagine della stanza in cui ti trovi e muovi, solo nella mente, il tuo corpo per alzarti in piedi. Guardati intorno.
Conoscere bene l'ambiente in cui ti trovi è molto importante per questo passaggio.
Non cercare di focalizzare la tua attenzione su un qualcosa in particolare, solo usa la tua immaginazione.
Alzati dal letto, se ti risulta faticoso rotola per terra e cammina per la stanza, poi girati e guarda il tuo corpo disteso sul letto:  riesci a vederlo, oppure il letto è vuoto?
Finalmente sei uscito fuori !  il sé cosciente è ora separato dal corpo.
Ci vuole molta pratica per arrivare a questo punto. Se hai problemi a sollevare completamente l'anima dal corpo, prova a sollevare solo una mano o una gamba in un primo momento. Ripeti questa pratica fino a quando non sei in grado di muoverti per la stanza.
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4 - Rientra nel tuo corpo. La tua anima è sempre collegata al tuo corpo fisico da una forza invisibile che viene comunemente chiamata " il cordone d'argento" perchè è una energia che assume l'aspetto di una corda. Per rientrare basta volerlo, è un processo istantaneo. Muovi le dita delle mani e dei piedi - fisicamente, non solo nella tua mente - e risvegliati dolcemente in piena consapevolezza.
Naturalmente questo non è stato un viaggio astrale, ma vi si avvicina molto e, con la pratica, puoi imparare ad andare oltre e a fare maggiori esperienze del mondo in quello stato di coscienza. In futuro potrai viaggiare liberamente fuori dal tuo corpo.

Parte 3 di 3: Esplorazione del Piano Astrale

1 - Ripeti gli stessi passaggi.  Per poterti spostare fuori dalla tua stanza devi programmare questa intenzione già dal momento in cui sei sveglio e ti accingi al rilassamento. Quando sei fuori dal corpo, questa volta invece di girarti a guardare te stesso immagina di essere proiettato nella stanza accanto. Lascia la stanza e cammina in un'altra stanza della casa.
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  • Guardati intorno una volta là ed esamina i dettagli, prendi nota nella tua mente di qualcosa che non avevi mai notato prima: colore, forma e dimensione, presta attenzione a quanti più dettagli possibili.
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  • Una volta rientrato nel tuo corpo vai fisicamente nella stanza che hai visitato in precedenza durante la proiezione astrale. Vedrai che quell' oggetto che hai memorizzato esiste, e questo ti aiuterà ad acquisire fiducia nelle tue capacità di viaggiatore astrale! Osserva l'oggetto che hai esaminato. Puoi confermarne tutti i dettagli? Ci sono delle differenze?
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2 - Esplora ulteriormente. Nelle sessioni future ripeti la proiezione astrale e osserva altri dettagli. Ad ogni sessione raggiungi luoghi che ti sono meno familiari e, a sessione terminata, vai a controllare con il tuo corpo fisico. Con l'esperienza potrai proiettarti in luoghi di cui non ti sarà possibile andare a verificare i dettagli. Avrai comunque la conferma di aver compiuto un viaggio astrale.
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3 - Consigli
  • Cerca di non essere stanco mentalmente o fisicamente quando affronti un viaggio astrale, la tua concentrazione potrebbe risentirne negativamente. Prova dopo aver fatto un bagno caldo e rilassante e scegli un momento in cui non hai preoccupazioni o impegni che ti distraggano.
  • Ricordati sempre che sei tu ad avere il controllo e che, se vuoi interrompere l'esperienza, ti basterà muoverti per richiamare la tua mente nel tuo corpo fisico.
  • Fai pratica stando completamente fermo e disteso, come se fossi paralizzato. Trova una posizione comoda e non muovere NESSUNA parte del corpo (chiudi gli occhi). Inizia con una pratica di 15 minuti.
  •  Ricordati di non emozionarti troppo o tornerai nel tuo corpo fisico.
  • Alcuni dicono che la proiezione astrale è pericolosa, soprattutto quando si ha abbastanza pratica per esplorare luoghi sconosciuti. Da quello che si è potuto constatare non c'è alcun pericolo se non quello attratto dalle nostre paure,  ma se può aiutarci ad essere tranquilli:  prima di tentare una uscita è utile immaginare se stessi immersi in una luce bianca protettiva incandescente. Immaginate come una nuvola intorno a voi, questo vi proteggerà da altre forme di pensiero associando una richiesta di protezione alla proprio "Angelo Custode" o altra figura religiosa, per chi è credente.



..allora che dire...BUON VIAGGIO!

RIPASSO GURDJIEFF

venerdì 13 febbraio 2015



FONTE:  http://www.italianseduction.it/forum/t-46250-luomo-gurdjieff/

L'uomo Gurdjieff, chi è costui? Temo che cercare di "etichettarlo" sia impossibile, era l'uomo dai mille volti, ancora oggi si ignora chi fosse in realtà, per alcuni era un mercante di tappeti, per altri un mistico, altri ancora sono morti nella convinzione che fosse in realtà un maestro di danze, ma era anche imprenditore, un artigiano, un ingegnere, è stato una spia russa ed ha lavorato (si dice) persino nel controspionaggio per il dalai lama. Era l'uomo mascherato, ma soprattutto l'ideatore di un metodo che chiamava "lavoro" e che era un insegnamento basato sulla fusione di più scienze.

Gurdjieff diceva che gli uomini non sono uomini, ma sono esseri meccanici che funzionano in maniera involontaria, mossi da diversi centri, in un numero da due a sette. Il suo "lavoro" consisteva in un riequilibrio di ognuno di questi centri, per permettere a ciascuno di loro di lavorare correttamente e permettere il collegamento con i due centri "superiori", intellettivo ed emozionale, identici a quelli inferiori, se non fosse per il fatto che nei superiori manca la dualità, è assente la differenza bene-male o l'opposizione si-no.
Il corretto funzionamento dei centri permette inoltre la costruzione di "corpi sottili", che nonostante abbiano gli stessi nomi delle buddanate occultiste e teosofiche, altro non sono che delle proiezioni della volontà realizzata attraverso l'utilizzo dei centri superiori.
 

In base al centro maggiormente attivo, Gurdjieff (e anche la cultura indiana) diceva che gli uomini si dividono in tre categorie:
uomini di primo tipo o "fachiri", dediti unicamente alle azioni, agli impulsi motori, istintivi e sessuali, cioè uomini che funzionano a "sensazioni";
uomini di secondo tipo o "monaci", dediti unicamente alle emozioni, mossi dai sentimenti
uomini di terzo tipo o "yogi", uomini razionali, che lui chiamava i "filosofi", cioè gli uomini teorici, dediti ai pensieri ed ai ragionamenti

Oltre a questi, parlava anche di "tipi d'uomo superiori", facendo ovvi riferimenti ai centri superiori.

Quello dei centri era solo un piccolo ma fondamentale punto del "lavoro", che Gurdjieff spiegava sottoforma di metafore ed esempi schematici non sempre chiari, come nel suo "Belzebù", la sua magnum opus.

Una tra le metafore che usava spesso era quella della luna. Diceva sempre che gli uomini sono schiavi della luna e che tutto quanto fanno, guerre comprese, non è colpa loro, ma colpa della luna.
Nel "Belzebù", la luna veniva sostituita dal misterioso organo kundabuffer e nonostante anche qui ci siano state le classiche speculazioni degli spiritati ehm spiritualisti, è evidente che sia l'organo che la "luna" siano molto più semplicmente la mente umana, intesa sia come centri individuali, sia come DNA.

Un'altro colosso del suo sistema è la spiegazione dell'essenza e della personalità.
Gurdjieff diceva che l'uomo alla nascita è un essere composto da un'essenza, ma che a causa delle "influenze planetarie" dell'educazione, sviluppa una certa personalità.
Gurdjieff diceva che la personalità è la maschera dell'essenza, e che noi in realtà non ne abbiamo una sola, ma ne abbiamo migliaia se non milioni. Egli diceva che queste personalità multiple si chiamano tutte "io", nel senso che ogni volta che diciamo "io", stiamo inscenando una personalità, che una volta terminato il compito scompare facendone apparire una nuova.
Quando dico:
io mangio, l'io che ne esce fuori "comanda" l'organismo finchè non termina il compito, e poi scompare.
Fin qui nulla di che, ma se ad uscire fuori è "io sono un completo incapace" questo io comanda l'organismo di essere un completo incapace. Attenzione alla parola essere. Non è messa a caso, significa proprio che questo io, comanda l'essenza. L'essenza è pressapoco quella definita come "l'inconscio" ed è la vera natura dell'uomo. Natura camuffata e mascherata dalla personalità, dall'io, la quale invia i suoi infidi comandi nascosti sottoforma di convinzioni, per dirla in maniera pnlista.
Gurdjieff diceva che ogni "io" si presenta come un re, e distribuisce frustate a destra e a sinistra, e quando lascia il trono, saranno altri a pagarne le conseguenze. Quante volte vi sarà capitato di trovarvi immischiati in qualcosa che non ricordate, il motivo è questo, un io sostituto che ha fatto qualcosa al vostro posto.

E adesso arriviamo alla parte più interessante. Il ricordo di sè. Gurdjieff diceva che le persone vivono i nove decimi della vita nel sonno, vivono come degli addormentati. Diceva che oltre ai sogni notturni, noi facciamo anche sogni diurni, che definiva delle immaginazioni, quante volte vi sarà capitato di fare sogni a occhi aperti, desideri irrealizzabili. Ebbene queste fantasie, tolgono spazio alla realtà. Sono anche questi derivati dagli "io", e sono anche abbastanza pericolosi, specie a livelli di relazioni sociali. Pensate, secondo gli studi di Cialdini sulla persuasione noi siamo indotti (o indottrinati fin dall'infanzia) ad agire coerentemente con quanto dichiarato. Questo meccanismo però funziona solamente se l'azione è registrata da qualcuno, o scritta su un foglio, con una di queste "testimonianze", noi siamo spinti dalla coerenza a muoverci nella direzione del desiderio dell'io, anche se questo se n'è andato. Così il venditore lusinga un io affinchè firmi il contratto, ma poi l'io se ne va, il desiderio cessa, e noi ci ritroviamo della mercanzia inutile a casa!
Ma torniamo a Gurdjieff, ho aperto questa parentesi perchè Gurdjieff a proposito di questi io diceva che è possibile controllarli, sorvegliarli, in modo da impedir loro di fare disastri. Ciò significa che parte del lavoro è osservazione, o meglio ricordo. Diceva che noi non ci ricordiamo di noi, delle nostre azioni quotidiane.
In effetti, che cosa ho mangiato oggi? Che cosa ho fatto oggi? Boh!!!!
Non ce ne ricordiamo perchè nessuno ci fa mai caso. E intanto che facciamo? Semplice, fantastichiamo, sognamo, dormiamo! Un sonno, ipnotico! Infatti chiunque di voi conosca un minimo di ipnosi saprà che la maggior parte delle tecniche, quelle più infide, hanno un effetto visivo interno, tradotto in emozione, o meglio, l'emozione neuro-associata ad un immagine mentale.
Contro questo sonno ipnotico Gurdjieff suggeriva una semplice tecnica, che chiamava "ricordo di sè".
Semplicemente consiste nel domandarsi cosa si sta facendo nel mentre in cui lo si fa. Per esempio se lavo i piatti pongo attenzione sull'azione del lavaggio dei piatti invece che pensare a cosa dire l'indomani al mio datore di lavoro perchè invece di andare in fabbrica o forse in ufficio preferisco andarmene a pescare.
Quello sarà infatti un problema di domani, e non di adesso!
Oltre al ricordarsi di sè, Gurdjieff suggeriva anche di scattare delle "fotografie mentali di sè stesso", cioè di memorizzare che cosa si fa, che postura abbiamo in quel momento, quali erano i nostri pensieri, che tipo di emozioni avevamo, e via discorrendo. Gurdjieff diceva che ad ogni postura corrisponde un particolare pensiero ed una determinata serie di emozioni e sensazioni. Osservandosi in queste maniere si ottiene lo stesso effetto che si otterrebbe a mettersi a studiare i manuali di comunicazione non verbale, con la differenza che si ottengono risultati migliori, provare per credere. Inoltre in questo modo si ha la possibilità di osservare gli "io" o personalità differenti all'opera. Con il tempo e la pazienza si ottengono sufficienti dati per potersi analizzare. L'osservazione deve essere imparziale, priva di giudizi, come se steste guardando la televisione, mi raccomando, altrimenti risulta falsata!
Secondo Gurdjieff tutte queste osservazioni tengono sveglio il padrone della carrozza, con l'effetto di far crescere la propria essenza, che altrimenti rimane un bambino (è per questo che più o meno tutti gli uomini, e soprattutto le donne, tendono ad assumere comportamenti sempre infantili, anche a 50 o 90 anni!).

E con padrone e carrozza, oltre che cavallo e cocchiere, Gurdjieff delineava un'altra metafora dell'essere, dell'essenza, cioè il corretto funzionamento dei centri. Adesso spero abbiate capito che tutta la storia del ricordo e della personalità servono unicamente a far funzionare correttamente i centri. I centri, sempre secondo Gurdjieff, dispongono di differenti energie, dotate di diverse "frequenze di vibrazione": Secondo il suo sistema lungo e complicato da spiegare nel dettaglio, ogni centro lavora con degli "idrogeni" diversi, composti da "azoti", "carboni" e "ossigeni" combinati. L'ovvio riferimento alla chimica organica e al sistema biologico spero sia noto, nel caso non lo fosse guardatevi wikipedia e sarete illuminati. Gurdjieff parlava di diverse sostanze prodotte, paragonava l'organismo ad una fabbrica e diceva che ogni centro ha un accumulatore (o pila) da cui pescare l'energia per funzionare. Questi accumulatori (3 in tutto, uno per pensieri, il secondo per emozioni, il terzo per sensazioni, motorie, istintive e sessuali), vengono ricaricati da un grande accumulatore, una sorta di magazzino energetico, da cui i centri pescano energia quando i loro accumulatori si esauriscono.
Ebbene Gurdjieff diceva che normalmente la fabbrica dovrebbe lavorare al massimo, tuttavia sosteneva che i centri invece di utilizzare la loro propria energia, rubavano quella degli altri. Diceva che il centro emozionale ruba energia al centro sessuale, e compie il proprio lavoro nel centro intellettivo. L'esempio lampante di questo cattivo funzionamento è l'immaginazione mentale. Gurdjieff diceva che ogni volta che in una nostra azione, emozione, o pensiero, vi è un ardore eccessivo, questo deriva dal centro sessuale. Gurdjieff lo chiamava l'abuso del sesso, non perchè si violenti una donna, o ci si masturbi (attività che Gurdjieff chiamava la necessaria espulsione della seconda merda), ma perchè si "violenta" il centro sessuale, privandolo delle sue proprie energie. Questa privazione impedisce alle persone di compiere una regolare attività sessuale, che invece viene investita in altre attività, a seconda del centro che utilizza l'energia del sesso. Se è il centro motore, si vedrà la persona impegnarsi eccessivamente nello sport, compiere scalate, maratone, allenamenti senza sosta, il tutto fatto con un vigore insolito per il centro motore, che solitamente si occupa di movimenti e basta, e anzi, tende ad impigrirsi.
Il centri intellettivo invece elabora teorie, o filosofie, la famosa leggenda del filosofo che non tromba è vera per questo, perchè impiega il sesso per ragionare (F. Nietzsche ne è l'esempio lampante, con il noto aforisma "se vai in cerca di donne, non scordarti la frusta", quando l'unica donna che ha mai visto era la sorella), il centro emozionale con l'energia del sesso non ci fa solo le seghe (attività perfettamente naturale, il cui scopo è quello di eliminare sostanze che altrimenti danneggiano l'organismo) ma crea complotti, rivolte, mette ferocia, depreda, uccide, oppure predica l'astinenza, l'ascetismo, la paura, infine il centro istintivo con l'energia del sesso produce sensazioni sgradevoli.
Gurdjieff diceva che l'energia del sesso è la più sottile che il nostro organismo è normalmente in grado di produrre, cioè è quella di qualità migliore, di frequenza più elevata. Diceva che l'energia del sesso aveva la stessa frequenza, la stessa qualità, dell'energia del centro emozionale superiore, cioè significa che l'energia di questo centro poteva permettere al centro emozionale superiore di funzionare. Abbiamo già detto che questo centro superiore corrisponde al centro emozionale, la sola cosa che non ha è la polarità negativa-positiva, così come nel sesso. C'è eccitazione, o non c'è nulla. Ecco spiegato l'effetto dell'arcinoto sexual tantra, ed ecco spiegato perchè il cosiddetto massaggio tantrico risulta così benefico all'organismo, come del resto lo è il normale orgasmo. In quei momenti l'organismo produce una sostanza chiamata dopamina, che viene rilasciata nel sistema nervoso e genera quella sensazione di piacere intensa ed estatica che normalmente non c'è.
Ora, perchè mi sono soffermato così tanto sul sesso? Semplice, perchè ho visto numerose persone affermare che non scopano perchè non hanno tempo (troppo lavoro, troppo studio, troppo sport, spero almeno non troppa chiesa però :D ), così sfruttando il sapere di Gurdjieff mi sono soffermato a spiegar loro qual'è il motivo del "tempo", che non è una scusa, una giustificazione, ma è proprio un cattivo lavoro dell'organismo, è l'intera fabbrica che va rivista, perchè se un centro usa l'energia di un altro centro, significa che spreca la sua di energia, altrimenti non userebbe quella dell'altro! Prima di fare il pieno di benzina alla macchina, devi svuotare il serbatoio, altrimenti la benzina viene espulsa dal troppo pieno, se non hai capito la metafora significa che verrebbe cagata fuori, o masturbata fuori!
Il centro intellettivo spreca la sua propria energia in pensieri inutili, e quando dico inutili parlo di tutto quel chiacchiericcio che facciamo a noi stessi, oppure il parlar male degli altri, i pettegolezzi, insomma tutti i discorsi e le parole che potrebbero essere risparmiate, siano, letti, scritti, parlati o solo pensati. Tutta energia bruciata!
Il centro emozionale spreca la sua energia in emozioni negative, si deprime, s'intristisce, si arrabbia, che spreco! I centri motore e istintivo invece sperperano l'energia in movimenti inutili. Il centro motore è responsabile dei movimenti dei muscoli "volontari"; mentre il centro istintivo muove quelli "involontari". Per capire i movimenti "involontari" prova a pensare intensamente alle Haway, desiderando di andare là, sentirai qualcosa che al tuo interno produrrà una sorta di tensione, ecco i muscoli involontari. Chiamo involontari i muscoli responsabili di tutti i movimenti ideosensori. Questa opposizione fa si che per sollevare un ago da terra si impieghi la stessa quantità di forza necessaria a sollevare un oggetto molto più pesante.
In questo caso il centro sessuale funge da stabilizzatore, nel senso che tende a riequilibrare naturalmente lo squilibrio generato dai due centri. I tre centri, tutti insieme costituiscono un centro, che chiamo centro delle sensazioni. AL centro delle sensazioni è collegato il terzo accumulatore (ricordate? Gli altri due sono collegati al'intellettivo e all'emozionale.)

Ora che ho spiegato l'idea di Gurdjieff sulla funzione dei centri, posso tornare alla metafora iniziale, della carrozza.
Gurdjieff diceva che noi siamo come una carrozza trainata da un cavallo, controllato dal cocchiere e guidato da un padrone, che dimora nella carrozza. Tuttavia abbiamo visto che questo padrone dorme. E' addormentato, e pertanto non guida il cocchiere nella direzione voluta. Ecco perchè Gurdjieff diceva che non c'è volontà; la volontà c'è solo dove il padrone è sveglio e guida verso una direzione, verso un obiettivo!
Il cocchiere non sapendo dove andare, si sostituisce al padrone a va dove vuole lui, o meglio, dove desidera lui. In questo modo si vengono a creare gli "io" della personalità. La personalità non è solo "io, la personalità è la persona, la carrozza, è l'estetica, la parte esteriore dell'essere, che è interno, o meglio, è il padrone che dimora all'interno della carrozza. Quello è l'essenza!
Il cocchiere non è la personalità, ma è colui che fabbrica gli "io", aiutandosi con il cavallo. Il cocchiere sono i pensieri, mentre il cavallo sono le emozioni. Il cocchiere normalmente non è istruito a controllare il cavallo, perchè istruirlo, formarlo, è compito del padrone.Secondo Gurdjieff il padrone non è soltanto l'essenza, ma è anche l'apparato formatore, colui che ha il compito di formare il cocchiere.
Il cocchiere vive quindi assorto nei suoi pensieri, pensa di sapere, magari si istruisce anche, e tanto, può andare persino nelle più prestigiose università, e tuttavia non sa gestire il cavallo. Solo il padrone sa come nutrirlo, sa quando frustarlo e quando accarezzarlo, sa come tirare le redini affinchè obbedisca, e via dicendo. Nessun altro può istruire il nostro cocchiere, solo il nostro padrone conosce il nostro cavallo, perchè è lui che lo ha accudito, almeno nei primi anni di vita, prima che si addormentasse!
In questo modo il cavallo è senza controllo. Accade che il cocchiere lo frusta quando dovrebbe accarezzarlo, oppure che tiri le redini quando invece dovrebbe lasciarlo correre. Il cavallo si imbizzarrisce, e a questo punto si mette a galoppare all'impazzata. Va specificato che il cavallo ha anche il paraocchi, perciò ignora totalmente quel che gli sta di fianco, vede solo davanti e basta, inoltre ignora la carrozza che deve trainare, non sa se la strada che percorre è larga sufficientemente affinchè anche la carrozza passi oppure no. Questi sono calcoli che il cocchiere dovrebbe fare, ma essendo pigro e ignorante non fa. Il cocchiere preferisce leggere il giornale o bersi il grappino, lasciando tutto nelle mani del cavallo.
Ma il cavallo è incontrollabile, impazzisce, corre come un forsennato, e questo danneggia la carrozza. la strada è dissestata, le ruote si usurano, inoltre i sassi rigano i lati della carrozza, e ancor peggio i sobbalzi fanno perdere le redini, a questo punto anche le stanghe che uniscono cavallo alla carrozza si spezzano, ma è troppo tardi, e il cavallo ... finisce dritto dritto nel burrone, con tanto di carrozza, cocchiere e padrone!
Questo è il tragico destino degli uomini! Gurdjieff li definisce delle macchine appunto perchè funzionano come una macchina, e questo perchè il padrone dorme!
Il primo compito è risvegliarlo, ed è un compito assai arduo! Le persone sono abitudinarie, tendono a far sempre le stesse cose, questa è anche la spiegazione del perchè le donne perdono attrazione per noi, a tutti piace il tipo imprevedibile, quello che non sai mai cosa fa, indipendentemente che sia alfa, beta, gamma o omega! E chiamiamo individui simili "amici simpatici", o nel caso delle donne "il mio uomo ideale"! Il motivo è la pigrizia del cocchiere, che non vuole lavorare, e del padrone, che si addormenta e lascia al cocchiere il suo ruolo. Ma il cocchiere non essendo controllato, fa come gli pare e gli piace, si mette alla ricerca dei suoi desideri, produce "io", e poi li distrugge sostituendoli ad altri "io".

Che situazione, come fare dunque, dato che il padrone siamo noi stessi?
Gurdjieff diceva che è necessario un gruppo, capeggiato da un maestro sveglio (e lui non era solo sveglio, ma era anche furbissimo :D ). Tuttavia noi oggi abbiamo un vantaggio. Il gruppo lo possiamo sostituire ai suoi libri, e alle spiegazioni che ivi si trovano. Ciò che ci manca è solo qualcuno che tenga sveglio il padrone, ma abbiamo anche questo, l'esercizio sul ricordo di sè, ricordi?
Se non ricordi, significa che non hai capito un tubo di quello che è scritto, torna all'inizio e rileggi con pazienza, mica ti corre dietro nessuno ;)
Quell'ingegnoso esercizio di concentrazione ci permette di tenere sveglio il padrone e di permettergli di formare il cocchiere adeguatamente. Inoltre ha anche un vantaggio in più.
Il padrone rimanendo sveglio e vigile, ha la possibilità non solo di osservare quel che succede nella sua carrozza, ma è anche in grado di osservare quella degli altri. Così, se è furbo, anzichè fuggire subito, può rimanere fermo ad osservare con estrema attenzione il cavallo degli altri padroni. Ogni cavallo è diverso, nel senso che nella struttura è simile, le emozioni sono uguali per tutti, ma persone diverse nella stessa situazione usano emozioni diverse, quello col coltello facile si arrabbia più facilmente del monaco buddhista punzecchiato in stato di meditazione! Per ciò che riguarda noi di IS, i cavalli che dobbiamo osservare sono quelli femminili.
Dopo un numero sufficiente di osservazioni, di fotografie mentali, ecco che il cocchiere è pronto e istruito.
Abbiamo istruito il cocchiere a domare il nostro cavallo, e anche quello degli altri. Ciò è un compito estremamente difficile, basta anche solo una mossa sbagliata, e il cavallo si imbizzarrisce, e anzichè controllarlo finisce che perde le staffe ... di collegamento alla carrozza, e la carrozza si ferma.
Se invece cerchiamo di domare altri cavalli, c'è il pericolo che la sua carrozza ci venga addosso. Questo significa che nel caso siano uomini ci picchino, nel caso siano donne, ci lascino. Quando veniamo lasciati il motivo è sempre quello, il nostro cocchiere non è in grado di domare il cavallo, il perchè è semplice, perchè il nostro padrone si è addormentato e a sua volta non doma il cocchiere!

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