PERCHE' CONTINUI A SCHIAFFEGGIARTI?

mercoledì 29 giugno 2016

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l'ego-attività per eccellenza è l'auto-schiaffeggiamento: il passatempo preferito di un'inconscio immaturo è quello di auto-criticarsi, giudicarsi, paragonarsi ad altri e quindi sminuirsi, svalutarsi ogni giorno, senza sosta.

tutte queste forme di attività ti affliggono producendo sensazioni sgradevoli, emozioni intollerabili... è come se ti stessi dando uno schiaffo dopo l'altro, da mattina a sera.

quando smetti di esprimere giudizi su te stesso, misurarti socio-spiritualmente, collocarti in una categoria superiore-inferiore allora è come se finalmente smettessi di schiaffeggiare la tua guancia.
A quel punto - accettando completamente te stesso con tutti i tuoi "terribili" difetti - sentirai una profonda sensazione di sollievo.
Fregatene dello scomodo opinionista che c'è in te, rinuncia ai suoi pesanti schiaffi e ti sentirai benissimo.
Guarirai all'istante da molti mali immaginari.

SPUTA IL GROSSOLANO


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Una volta succhiata l'essenza, sputa la buccia

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        Il succo non è una proprietà peculiare di un particolare prodotto-persona-attività ma la natura sottile della pura coscienza sottilmente onnipresente
--> se la cerchi sul piano sottile - il suo habitat naturale - ne puoi fruire in qualunque luogo-momento, se la cerchi sul piano grossolano non la trovi o al massimo -se c'è- è a sprazzi.
La maniera ottimale per aver un accesso "quotidiano" diretto a quella sottile esperienza è quella di sviluppare una buona sensibilità, cioè essere consapevoli delle sensazioni più minute (quelle che di solito sono impercettibili a causa della distrazione, del caos interiore-esteriore, del multitasking, dello stress etc.). Quelle sensazioni apparentemente insignificanti e impercettibili sono un portale verso intense esperienze di beatitudine.

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Espandendo il discorso:
"When you get the message, hang up the phone" diceva Alan Watts a proposito di esperienze mistiche o psichedeliche.
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Ricevuto il messaggio, riattacca!

In genere sopportiamo contro voglia discussioni, spiegazioni, insegnamenti prolissi che ripetono continuamente lo stesso messaggio. In questi casi l'approccio migliore è quello di darci "subito" un taglio: non alimentare ulteriori discussioni, non aprire nuovi topic, evitare di cimentarsi in pedanti analisi intellettuali, smettere di  frequentare/partecipare ad un forum/gruppo in cui non si trasmettono più informazioni (per te) rilevanti.
 Quando abbiamo colto l'essenza di un discorso, un insegnamento, un rituale o un'esperienza conviene concentrarsi esclusivamente su quel messaggio e tralasciare tutto il resto.
Altrimenti - se ci soffermiamo a lungo sul superfluo - si corre il rischio di perdere l'essenza - il messaggio - e perdersi in una marea di chiacchere o istruzioni formali che mancano costantemente il bersaglio.


INTERVISTA ALL'EGO-FREDDY

martedì 28 giugno 2016


Se dovessi rappresentare l'ego direi che la miglior rappresentazione è quella di Freddy Krueger.
Quel personaggio mostra le caratteristiche principali di ciò che comunemente si definisce ego.
In questo video è come se l'ego si raccontasse a qualcuno che non sa niente di lui.
Ecco cosa dice l'ego-Freddy di se stesso:
"la tua paura mi da il potere di invadere i tuoi sogni (che tu non credi sogni ma realtà).
"venir dimenticato è il mio peggior timore (la mia fine, la mia morte)
"non posso tornare se nessuno si ricorda di me, se nessuno ha paura di me" ---> quella nuova paura sarà il mio biglietto di ritorno.
"per rivivere mi occorre il risentimento (che qualcuno ravvivi il mio ricordo), poi io lascerò che sia costui ad agire (uccidere) al mio posto, ma la gloria sarà mia.
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L'unico modo per sbarazzarsi di lui è accorgersi che non esiste o meglio che esiste solo nei sogni .
In Nightmare 3, l'ego-Freddy viene sconfitto proprio grazie alla "comprensione" della sua inesistenza: i ragazzi si accorgono che si tratta "soltanto di un sogno" e ripetendo a se stessi "è solo un sogno" vincono la paura. In assenza dell'energia prodotta dalla tua paura, quello spauracchio può solamente scomparire da dove è venuto, il nulla.
In pratica l'ego-Freddy fa leva su due debolezze (anzi ingenuità):
1) la tua inconsapevolezza di sognare = il tuo non riconoscere di trovarti in un sogno
2) l'energia che gli cedi attraverso la tua paura = lui non ha alcun potere, sei tu che lo rinforzi cedendo la tua energia. La tua soggezione lo rende più autorevole di quanto sia.-

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ZERO


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Nella maggior parte dei casi, su una scala da 0 a 10 l'importanza personale che qualcuno si attribuisce (inconsciamente) ha un valore di 11.
Quando invece questo indicatore (relativo all'egocentrismo) cala, si riduce anche l'importanza che davi a molte altre cose (persone, attività, ricordi).  Non mettendola più sul personale, l'enfasi decresce, niente più ti turba, sei a tuo agio con tutto e tutti.

Nel tuo sistema cognitivo avviene una riconfigurazione.

Supponiamo che quando vedi qualcuno spunti un indicatore virtuale al suo fianco che indica l'importanza che ha per te.
Se prima il tuo fidanzato, la tua miglior amica o il tuo smartphone aveva un valore di 9, adesso vale 2. La sua presenza non è più così preziosa o indispensabile come credevi in passato.
Ti guardi intorno e indipendentemente da chi c'è lì con te, l'indicatore rasenta costantemente lo zero. Questo significa che in te non ci sono bisogni, non c'è tensione, agitazione, eccitazione, desiderio. Sei tranquillo per i fatti tuoi. Ti accorgi che non devi più metterti in mostra per ricevere l'attenzione altrui né dare importanza a qualcuno per assecondare la sua autostima.

SBARAZZARSI IN UN COLPO SOLO DI 79.900 PENSIERI INUTILI

domenica 26 giugno 2016




Supponiamo che la mente produca davvero 80.000 pensieri/immagini al giorno.
Di questi, soltanto un centinaio sono utili al nostro benessere, gli altri 79.900 non hanno alcuna utilità pratica: la loro unica finalità è alimentare l'egocentrismo.
A parte gonfiare l'importanza personale, questi 79.900 pensieri/emozioni non servono praticamente a nulla, quindi in una mente sana non dovrebbero esserci.
Cento pensieri-emozioni dovrebbero essere più che sufficienti per far fronte alle vicessitudini quotidiane e anche per godersi tranquillamente buona parte della giornata.
L'ideale sarebbe sbarazzarsi una volta per tutte dei pensieri suplerflui, ma questo non è semplice da fare e può richiedere molto tempo (disciplina, sforzi, metodi, ritiri, rituali, meditazioni, visualizzazioni etc.).

Più semplice, rapido e alla portata di tutti è invece il riconoscimento della futilità di quei 79.900 pensieri (praticamente tutte le proiezioni mentali).
Il riconoscimento è un atto che possiamo fare tutti, è facilissimo e veramente istantaneo (non richiede tempo). E' una cosa banalissima e proprio per questo viene sottovalutato: si tratta solamente di accorgersi, notare o vedere chiaramente la presenza di qualcosa.
In questo caso si tratta di notare il contenuto della nostra mente: notare che ciò che frulla nella tua testa rientra quasi sicuramente nella categoria di quei 79.900 pensieri inutili.
Questo riconoscimento è semplice perché ci sono solo due categorie: quella delle idee funzionali (100 al giorno) e la categoria delle ideee insignificanti (79.900 al giorno).
Le idee funzionali le riconosci al volo perché sono risolutive, hanno un risvolto pratico quasi immediato, e anche se non puoi applicarle subito ti donano un senso di sollievo (non intendo fantasie ma reali sensazioni di benessere, magari ti fanno ridere di cuore e ti alleggeriscono dalla tensione).
Le idee insignificanti sono invece infruttuose, sterili e soprattutto dannose (inducono un senso di pesantezza, disagio, cupezza).

Fatta questa distinzione, il tuo unico compito è quello di testimoniare questo flusso di concetti/sensazioni, osservarlo senza intervenire. Se l'osservazione è consapevole - cioè se hai compreso che si tratta di concetti superflui e quindi non gli presti più attenzione, non gli dai energia, li guardi in maniera indifferente - essi passeranno all'istante.
Pian piano il loro numero si ridurrà (perderanno la forza attrattiva che esercitavano in passato) e alla fine rimarrà solo quel centinaio di idee/sensazioni/emozioni indispensabili alla tua salute fisica e mentale.


SEI UN CLEPTOMANE... MA NON LO AMMETTERAI MAI

sabato 25 giugno 2016



Siamo dei cleptomani, dei ladri di idee, di relazioni, di informazioni, di energia (libera e impersonale!!!).
Ci riteniamo i proprietari di avvenimenti che accadono impersonalmente (un po' a tutti).
Abbiamo il vizio di attribuire a noi stessi ciò che non è nostro. Inoltre escludiamo a priori (dall'esperienza) chiunque altro.
Usiamo criteri insensati e contraddittori per distinguere il "mio" dal "tuo, suo, loro...".
Non vogliamo percepire l'impersonalità dell'energia vitale che scorre per i caxxi suoi, dove le pare e piace.
No!
Da bravi e cocciuti ego-maniaci dobbiamo mettere il marchio "mio" anche nell'infinito flusso dell'esistenza.
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Rubiamo e ri-vendiamo idee come fossero "nostra" proprietà, ogni giorno.
 Il linguaggio che tutti inconsciamente usiamo ne è una chiara dimostrazione

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Accade qualcosa e il ladro-ego (che c'è in noi) sigilla in un'istante il copyright (marchio "mio" - "a me").
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Qualcuno dal volto familiare (che "io" conosco, es. il mio vicino) "mi" fa una critica o si lamenta ed io "me" la prendo, reagisco subito male, diventa un "MIO problema", "mi" preoccupo, "mi" arrabbio e inizio una lunga discussione.

Qualcuno che "io" non conosco (uno straniero, un immigrato, un vagabondo) mi fa la stessa critica però non mi fa né caldo né freddo, non mi arrabbio, faccio spallucce e non ci discuto nemmeno. Sono fatti suoi, non mi riguarda, non è più un "mio" problema.



Qualcuno ti guarda storto oppure ti spinge involontariamente istintivamente pensi ---> come si permette di urtare il "mio" corpo
 


Vedi l'assurdità del meccanismo autoreferenziale? 
Ti accorgi di quanto è bastarda questa forma di attaccamento mentale? Di come produce una tempesta emotiva dal niente (cioè fondata sul fatuo senso dell'io-mio)?

La maggior parte delle tue sensazioni (irritazioni, paure, aspettative) sono fondate su qualcosa di infondato.

Non sottovalutare questo meccanismo perché è la sorgente di tutti i tuoi casini.

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Vai da qualche parte e all'improvviso piove --> è colpa "MIA!!!!" che non mi sono informato sulle previsioni meteo.
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Frequento da poco un ragazzo e (intimamente, anche se non lo ammetto) lo considero il "mio" ragazzo.
Mi sposo e lei diventa la "mia" donna. Per una regola  implicita e malsana, lei "mi" appartiene e io appartego "solamente" a lei. Lei deve provare amore solo per "me", non può innamorarsi di altri, guai a lei. Come se l'amore fosse qualcosa che scegli "volontariamente".
In quest'ottica, l'amore sembrerebbe unidirezionale e ovviamente la direzione l'avrebbe stabilita l'io e l'avrebbe sigillata nel momento del fatidico "sì".
Ma ovviamente l'amore segue altre direzioni :) , che l'io non può pre-stabilire e marchiare con un anello.

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Vedete quanto è sciocca e insidiosa questa vocina che riferisce tutto a "me".
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C'è stata un'esperienza collettiva ma l'ego la fa diventare una "mia" "esperienza" ----> mia significa "riservata" solo ed esclusivamente a me
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Sei stato graziato ed ecco una vocina che dice ---> questo miracolo è accaduto "a me".
---> ne consegue indirettamente (crede l'ego) che "io" sono speciale (non fortunato ma "prescelto", il fico di turno!).
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E' avvenuta una disgrazia lì vicino (oppure qualcosa/qualcuno mi ha colpito) ed ecco che una vocina nella testa ti sussurra --> "io" ho fatto qualcosa di male per meritarmi questa punizione !
oppure --> "sto scontando karma negativo del passato"
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Se invece avviene la medesima disgrazia lontano (dal me o dall'io), la vocina dice  --> "io" non me lo meritavo, gli altri sì.
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Hai avuto una botta di culo e ladro-ego in te pensa ----> è una "mia" "sincronicità". "Io sono speciale!"
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Una coppia ha avuto un'esperienza e subito sostengono --> è stata una "nostra" esperienza (riservata solamente a noi due).
--->  E' "mia" sorella, non "tua" sorella.

Non è può essere fratello o sorella di tutti, deve essere "mio" e "suo" ma non "tuo".
Prima era un orfano e non apparteneva a nessuno, ma adesso che lo abbiamo adottato appartiene soltanto a noi, è "nostro" figlio. Prima non lo era e non ce ne fregava niente. Ora è la persona più importante.
Adesso abbiamo il timbro dell'ego, l'approvazione di un'istituzione egomaniacale che ha stabilito ciò che è "mio" e "non mio".
Gli esempi quotidiani sono infiniti.
Vi rendete conto della moltitudine di implicazioni disumane nascoste in questi atteggiamenti così comuni e "normali"?
Educhiamo l'umano al disumano e poi siamo così ipocriti da stupirci e biasimare le azioni dei nostri figli.
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Questo voler accaparrarsi tutto, questa abitudine a impossessarsi di ogni oggetto o persona, questa vocina  che dice "io-mio" è il peggior parassita che ci sia, e si nasconde nel  posto migliore che poteva trovare, nella tua testa.
La sua strategia è superba (bisogna ammetterlo):
farti credere di essere lui e fare leva sulla tua cieca fede in un "io" speciale e pseudo-padrone di ogni situazione.

Il 90% della tua sofferenza deriva dal fidarti di questa vocina malsana (ed eseguire i suoi comandi).
Lo hai fatto ciecamente e involontariamente per anni.
Sei stato un soldatino ubbidiente, ne sono certo!
Rari sono gli individui che mettono in dubbio questa vocina. Si fa la figura del pazzo quindi meglio tacere, ubbidire e insabbiare.
E se i pazzi fossero coloro che insabbiano questi insani atteggiamenti che per giunta devastano se stessi?
Fossero almeno funzionali e salutari, capirei... ma sono inutili e insani fino al midollo.
Non credi sia ora di indagare su questo meccanismo ego-centrico, su questa entità possessiva che dice costantemente "io-me-mio..."?


GODITI LA CADUTA LIBERA


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la brutta notizia è che stai precipitando,
la buona è che non ti schianterai mai perché non c'è alcun suolo contro cui urtare, è una voragine senza fine.

    Non puoi farti male, quindi lasciati cadere senza dare ascolto alla mente timorosa dell'immensità dello spazio.

    E comunque si tratta di una caduta libera in un abisso senza fine, per cui a cosa serve aggrapparsi freneticamente a maniglie inesistenti (sicurezze o garanzie immaginarie), come invece tenta di fare la tua mente?
Molla la (finta) presa e goditi semplicemente la brezza!
 


CIO' CHE TI SOSTIENE E' IL SE', NON L'ALTRO


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quando smetti di saltare da un ramo all'altro come una scimmia impazzita (aggrappandoti ad ogni pensiero, oggetto o persona) scopri che ciò che ti sosteneva erano le tue ali e non gli appigli (rapporti occasionali, sostegni/appoggi provvisori, zone di comfort, relazioni passeggere)

LA TUA VITA, IN BREVE...


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la tua situazione è questa:
sei un individuo immerso nel fiume (acqua gratis ovunque), ma compri "stupidamente" acqua da uno che te la rivende a caro prezzo, là fuori, su un'arida sponda.

Acqua è qui sinonimo di energia, verità, benessere, risposte, soluzioni, risorse, salute.

Trasponi la scenetta tragicomica in ogni settore della tua vita e avrai uno spaccato pressoché impeccabile della tua esistenza.
Nel lavoro, nelle relazioni sentimentali, nella politica, nell'economia, nella società, nella ricerca spirituale... Ovunque si ripresenta questa ridicola situazione.
Quando ti accorgi del raggiro e smetti di tollerare l'assurdità di tutto ciò, smetti anche di farti abbindolare dai venditori di acqua calda.
La fai finita con questa messinscena e cominci a nuotare liberamente, t'immergi e ti lasci trasportare dal flusso.

Puoi farlo subito oppure puoi continuare a mettere alla prova la tua pazienza subendo altri subdoli imbrogli.


SMETTILA DI FIDARTI DI TE STESSO

venerdì 24 giugno 2016

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Considerati uno sconosciuto.
Guarda te stesso da fuori.
Quel che credevi essere il tuo "io" è ora un estraneo.
Estranei sono anche i suoi pensieri-emozioni-ricordi e soprattutto i suoi problemi. I suoi problemi, quelli della tua vecchia identificazione, non sono più tuoi.
Estraneo sarà il lavoro, i colleghi, la casa, la famiglia, i parenti, gli amici, gli ex-fidanzati.
Estranei saranno tutte le relazioni instaurate da questo pseudo-io.
Estranea sarà la storia personale con cui avevi definito la tua vita.
Estranei saranno tutti i tuoi attaccamenti.
Estraneo sarà il falso.
L'effetto collaterale di estraneità indotta sarà l'intimità con il vero.
Familiare ti sarà tutto il resto.
Familiare sarà il senso di pace, libertà, quiete, riposo, gioia.
Familiare sarà la bellezza, la vita, la natura, l'universo.
Familiare saranno i tuoi veri sentimenti, le intuizioni, le soluzioni.
Familiare saranno le relazioni autentiche, le persone sincere, i leali compagni di viaggio.

.....

E' necessario cominciare dall'estraneità a causa del condizionamento a cui sei (stato) sottomesso.
Nelle condizioni in cui ti trovi non sei in grado di familiarizzare con la verità, l'essenza e l'autenticità.
E' come voler familiarizzare con la verità continuando a raccontare menzogne. Prima smetti di credere e alimentare il falso e dopo potrai scoprire il vero.



Libertà e agio (Lama Ghendun Rimpoche)

mercoledì 22 giugno 2016



   * Volendo afferrare l'inafferrabile ti stanchi inutilmente.


Non appena apri e rilassa la presa ecco uno spazio aperto, invitante e confortante. 

Usa questa spaziosità, questa libertà e agio naturale.

Non andare nella fitta giungla in cerca del grande elefante che è già quietamente a casa. 

Non c'è nulla da fare,  niente da forzare, niente da volere, ogni cosa accade da sé



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SGUARDO ORIDINALE

martedì 21 giugno 2016



il guardare tutto e tutti "come se" fosse la prima volta:

- dona una sensazione di freschezza -> rimani estasiato anche dal dettaglio più minuscolo... è tutto un  "Wow!!!",  una continua esclamazione di meraviglia -> lo stupore e il sorriso saranno le tue espressioni predominanti

- aiuta a resettare la mole di impressioni che ristagnano nel tuo sistema cognitivo -> ti libera da un sacco di pesanti attività intellettive (inutili giudizi)

-  tutto ti appare innovativo -> fai sempre nuove esperienze -> introduci novità all'interno della monotona routine

- utilizzi "correttamente" il tuo organo visivo e sviluppi al meglio gli altri sensi

- rinasci ad ogni istante -> non è più la vecchia identità (con i vecchi filtri e le ancestrali impressioni) a guardare il mondo, ma è un osservatore impersonale che testimonia tranquillamente l'esuberante sbocciare della vita

--> ti muovi sulla soglia di innumerevoli realtà, mondi, dimensioni fisiche e meta-fisiche e lo fai con la padronanza e la scioltezza di un funambolo infallibile

... impara a guardare in modo spensierato, senza pretese. Guarda il mondo adottando gli occhi di un'esteta, come se fossi immerso in a una gigantesca opera d'arte. Pian piano, da un semplice sguardo dopo l'altro, arriverai a sperimentare una indescrivibile visione a 360°


LA VERITA' FA MALE MA GUARISCE, LA MENZOGNA FA MOLTO PIU' MALE E TI UCCIDE

domenica 19 giugno 2016





la stupidità, la negatività, la sofferenza aumenta ogni volta che cerchi di nasconderla:
se noti qualcosa che non va non fingere che stia andando bene ma dichiara immediatamente la tua idea o la sensazione a proposito di ciò che sta accadendo.
Insabbiare la verità è la peggiore delle strategie: che si tratti di relazioni inter-personali o di attività private, non conviene mai occultare le informazioni e le sensazioni.
Prima o poi gli altarini verranno a galla e lo faranno nel modo e nel momento meno opportuno, creando danni ormai irreparabili.
Se devi dire qualcosa a qualcuno dillo in faccia apertamente, appena ne hai l'occasione.
Se devi ammettere un tuo limite ammettilo una volta per tutte (prima a te stesso e poi agli altri).
Se devi sbrigare una faccenda spinosa, falla appena puoi.
Non rimandare, non posticipare, non fare lo gnorri, non fare lo struzzo.
Un giorno ti pentirai di aver occultato qualcosa che riguardava te stesso (perché ti imbarazzava) o che riguardava gli altri (perché li avresti umiliati).
La verità fa male ma guarisce, mentre la menzogna è molto più dolorosa ed è assai velenosa (alla lunga ti uccide).

P.s.
Una via rapida e risolutiva alla gestione della realtà consiste nel dichiarare ad alta voce i messaggi dell'inconscio, ovvero tutto ciò che stai percependo tramite il corpo ( i sensi ):

Una cosa, un pensiero, 'un'emozione o una persona ti infastidisce?
Dichiara a te stesso (o se puoi ad altri) il fastidio che stai provando.

Qualcosa ti attrae, ti piace, ti incuriosisce, ti appassiona?
Dichiarala la tua sensazione di piacere.

In altre parole abituati ad esternare ciò che avverti a livello corporeo, emotivo e psicologico.
Comunicando il tuo stato d'animo ottieni un duplice beneficio:
- sacrichi all'esterno ciò che è inutile o sgradevole e quindi rilasci ciò che ti nuoce.
- produci nella realtà esterna ciò che è utile e piacevole, cioè rendi esplicito e manifesti efficacemente ciò ti aggrada.


SE HAI FATTO DEL TUO MEGLIO, PUOI MORIRE IN PACE

sabato 18 giugno 2016

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l'unica e l'ultima domanda "sensata" che puoi farti a fine giornata è questa: "ho fatto del mio meglio?"
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le altre domande del tipo "ho raggiunto il mio obiettivo?" - "ho agito bene con...?" - "sarò stato convincente?" - "avrà fatto bella figura con...?"  - "sarò piaciuta a...?" etc. - sono soltanto una fuorviante riformulazione della domanda fondamentale, la quale è appunto:
"ho fatto del mio meglio?"
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Se la risposta è affermativa non c'è nulla da temere, non devi recriminare o rimpiangere niente.
Se la risposta è negativa non hai comunque niente di cui preoccuparti, prendi semplicemente atto del tuo potenziale inespresso e la prossima volta applicati maggiormente.
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Se dai il massimo, ricevi necessariamente il massimo che in quella circostanza potevi ottenere. Magari non è il "Massimo" che ti eri aspettato, resta comunque il massimo che nella realtà potevi ottenere. Spesso le aspettative generate dalla tua mente frenetica e impaziente non rispecchiano la realtà dei fatti, bensì deformano l'effetto prodotto dalle tue azioni.
Se dai il massimo non azzardarti mai a lamentarti: ogni volta che ti lamenti o ti auto-accusi, stai indebolendo e avvelenando te stesso con le tue stesse emozioni e pensieri scoraggianti.
Se avessi un briciolo di pazienza in più noteresti che persino il minimo contributo può dare dei frutti imprevedibili.
Lascia perdere le aspettative (le tue o quelle degli altri), limitati a fare del tuo meglio e vedrai che i risultati arriveranno prestissimo, è garantito. Arriveranno sicuramente in modo inaspettato, ma arriveranno.
Anzi, immagina (ed è veramente così) che la realizzazione di ciò che ti eri prefissato, il compimento di un'attività qualsiasi (sportiva, lavorativa, ricreativa...) che ti sta appassionando (e sottolineo l'importanza della passione) è già di per sé il miglior risultato che potevi ottenere.
Se dopo quella faticaccia, se dopo quel sacrificio o quel lavoro sporco ti senti appagato e pienamente soddisfatto, allora sei al top della condizione fisica e mentale... magari non ti reggi più in piedi, però ti senti beato, puoi andare a letto con la serenità di chi ha condiviso ogni fibra del proprio essere.
Hai superato te stesso, e nel superare te stesso ti sei rafforzato in modo incredibile.
Non potresti chiedere niente di meglio a te stesso.
Soprattutto il mondo non può chiederti più niente perché tu hai dato tutto te stesso. Hai dato l'anima, hai donato il cuore.
Questa è la vera auto-realizzazione.
Quando ti senti così profondamente realizzato, puoi letteralmente dormire (e diciamo pure morire) in pace.

VIVI IN UN MONDO FANTASMA

venerdì 17 giugno 2016

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trattare gli eventi o le persone come fossero dei fantasmi può suonare un po' lugubre, però se sei un praticante o un semplce conoscitore di discipline esoteriche saprai che questo atteggiamento - all'apparenza dissacrante- non ha nulla di patologico o disumano. Anzi è un approccio che viene promosso in molti ambienti proprio perché ti porta a sviluppare una visione più consapevole, nitida e distaccata della realtà (o meglio dell'illusione) che ti sta attorno.
Prova a fare questo esperimento...
Con chi hai a che fare in questo momento? Con dovrai interagire domani?
Chiunque esso sia, fingi che si tratti di uno spettro, immagina che sia una semplice apparizione che si trova casualmente vicino a te.
E' un fantasmino che fluttua nei tuoi paraggi.
Se riesci a percepirlo in questo modo avvertirai delle sensazioni e dei cambiamenti interessanti:  ciò che prima poteva metterti in soggezione o semplicemente irritarti, adesso diviene innocuo. Addirittura ti farà tenerezza vedere un'entità inconsistente che si da tanto da fare per complicare o modificare la sua o la tua vita.

Sicuramente hai presente il film "il sesto senso".
Allora fingi di essere il protagonista di quel film. Hai la facoltà di vedere i defunti che camminano al tuo fianco.
Ok... ora spingiti più in là!
Fingi che anche le persone a te più care - genitori, figli, amici - siano dei defunti che hanno l'inspiegabile fortuna (o sfortuna) di essere ancora lì con te.
Se lo consideri in quest'ottica, devi ammettere che questo non è un atteggiamento poi così lugubre. A me sembra un approccio divertente e risolutivo all'incapacità di affrontare serenamente questo sogno solido che chiamiamo impropriamente realtà.
Perché non ci provi?




ESSERE SEMPRE IN VACANZA... E' POSSIBILE!

giovedì 16 giugno 2016

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Vacanza (luogo vacante, cioè libero, disponibile, non-occupato), dal latino vacuum cioè spazio vuoto.


La  vacanza è quel periodo in cui puoi rilassarti e goderti la vita, staccando completamente (o quasi) la mente dai soliti travagli diurni
Questo spazio vuoto (libero da tensioni, attività, oggetti, persone o pensieri ingombranti) non è un luogo fisico ma un non-luogo, cioè una dimensione atemporale in cui il tempo sembra fermarsi o altre volte sembra volare via troppo velocemente.
La vacanza è una condizione mentale.
Quando riconosci che la vacanza non dipende dalla località in cui ti trovi ma dalla tua condizione interiore, ti accorgi che puoi rimanere in vacanza anche nel bel mezzo di una noiosa attività lavorativa. 
Puoi portare la vacanza con te, e non più essere tu a dover girare il mondo per trovare lei, l'ambita meta dei tuoi sogni.
Non sarà più una breve sosta di pochi giorni all'anno, ma sarà un'esperienza lunga tutta una vita.
Il mare o la montagna sono soltanto dei portali che ti avvicinano a questa dimensione pacifica ma non vanno confusi con la reale residenza della vera vacanza intesa come spazio di beatitudine
La sede della vera vacanza non è un luogo ricreativo o turistico ma è quella parte più profonda del tuo Essere.
Se arrivi a sperimentare quello che sto intendendgiungerai a realizzare un totale capovolgimento della tua esistenza.
Ciò che cercavi inizierà a cercarti: tu diventerai il premio, l'oggetto desiderato da tutti. 
Tu sarai la vacanza in carne ed ossa: incarnerai quel mix di gioia, relax, tranquillità che soltanto in vacanza puoi vivere.
Gli altri percepiranno queste vibrazioni e ne saranno irresistibilmente attratti.
Tuttavia la cosa più importante sarà il fatto che tu sarai costantemente appagato, sempre a tuo agio sia in compagnia sia in solitudine.
La tua vita sarà una continua vacanza.
Se vuoi puoi accedere già da subito a questa nuova modalità di esistenza. Non richiede sforzi svorannaturali poiché è qualcosa di  assolutamente naturale, è insito in te, devi solo scovarlo nel modo che ti è più congeniale.
 


Monaci Urbani - incontro10-6-2016 seconda parte

domenica 12 giugno 2016




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Conferenza su Alexander Lowen e la bioenergetica (di Gianfranco Bertagni)





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IL BELLO DEL ""NON TRARRE CONCLUSIONI"




La conclusione è la parte più effimera del processo conoscitivo, eppure la maggior parte delle nostre esperienze partono da un pre-giudizio che preclude di fatto l'esperienza stessa.
Ancora prima di incontrare qualcuno abbiamo già tratto una conclusione lapidale: questo o quello è sicuramente fatto così!
Siamo frenetici con tutto e tutti: ci manca persino la curiosità di verificare la nostra prematura valutazione.
Una volta messa l'etichetta non vediamo più l'oggetto o la persona in sé, ma solo ed esclusivamente l'etichetta che vi abbiamo appiccicato sopra e la tratteremo non per quello che è ma per come è stata etichettata - naturalmente lei reagirà di conseguenza confermando involontariamente la nostra frettolosa valutazione.
La realtà si comporta allo stesso modo, conferma le nostre frettolose considerazioni.

"La vita fa schifo... questo non mi piace" --> ed ecco una sfilza di situazioni che convalidano la tua caustica osservazione.
"La vita è bella... questo mi piace" --> ed ecco una sfilza di situazioni che convalidano la tua felice osservazione.

In entrambi i casi non abbiamo fatto esperienza della vita - che in sé è neutra - ma della nostra "idea" di vita.
Per fare davvero esperienza dovremmo imparare a trattenerci dalle conclusioni affrettate, dovremmo fare meno i critici d'arte e più gli osservatori imparziali, essere meno opinionisti e più turisti per caso che sperimentano ogni cosa come fosse apparsa dal nulla.

Mettiamo così: la conclusione è la tomba dell'esperienza.

Pre-giudicando hai inconsciamente interrotto il viaggio esplorativo, hai arrestato il processo conoscitivo: che si tratti del sapore di una pietanza mai mangiata prima o di una persona bizzarra, quando la inquadri in un tuo schema l'hai già fatta fuori.
La tua prematura valutazione (per quanto possa sembrarti legittima) ti impedirà di entrare realmente in contatto con gli altri e soprattutto con te stesso.
Se vuoi crescere, apprendere, evolvere, goderti la "vera" vita devi sbarazzarti delle conclusioni a cui sei giunto fino ad oggi.
Fingi che tutte le informazioni che hai accumulato sul mondo e su di te siano fasulle e ingannevoli.
Fai tabula rasa!
Ricomincia ad esplorare la tua vita con una mente completamente aperta e appena fai esperienza non etichettarla subito ma aspetta che si sviluppi, attendi la comparsa di nuovi scenari, cogli le diverse sfumature che nessuna tua vecchia conclusione avrebbe potuto comprendere.

Da "La montagna del punto" di Meister Eckhart

venerdì 10 giugno 2016




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NO MIND, NO WORRY

giovedì 9 giugno 2016

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Quando scopri che non c'è nessuna mente, scopri anche di aver sprecato i tuoi anni ad osservare qualcosa che non esiste.
A quel punto - con quella consapevolezza - non devi neppure osservare i fenomeni mentali, smetti soltanto di fornire energia a quel niente che sembrava tutto, lo ignori completamente... 
Ora che sei al corrente della sua natura appariscente, effimera, precaria, fittizia perché mai dovresti portare avanti l'abitudine di enfatizzare la tua mente
Perché sprecare altri anni?
Come può qualcosa di così finto, labile, fragile, debole, immaginario condizionarti ancora?
Può condizionarti soltanto finché rimani inconsapevole della realtà.

Stai semplicemente seduto: la più alta meditazione

mercoledì 1 giugno 2016




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Una certa spiritualità della poesia: tra abbandono e presenza (Gianfranc...





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