BYE BYE

lunedì 25 luglio 2016

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  • renditi conto che tutto (piacere-dispiacere) "arriva e va via" in un attimo... senza nessuna sosta.
  • Appena arriva, "bye bye" e "addio"
  • Conciliati con l'inevitabile ciclo dell'impermanenza
  • compensi la dissonanza percettiva (appare ma non c'è)


TRASPARENZA

giovedì 21 luglio 2016

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Il mondo deve passare inosservato ai tuoi occhi.
Attraversalo come fosse una realtà trasparente.
Tutto ti appaia trasparente: non ci siano più oggetti solidi e persone in carne ed ossa, ma soltanto trasparenza... ovunque ci sia esclusivamente trasparenza e leggerezza.
La trasparenza nella tua mente farà trasparire la tua vera natura: tu sei la trasparenza stessa.


ASSICURAZIONE CONTRO LA MORTE


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Mi riallaccio all'elogio dell'insicurezza (che significa "tranquillità interiore").

Le assicurazioni su cosa fanno leva?
Sulla tua mancanza di sicurezza interiore.
Come mai le assicurazioni sono così prolifiche?
Oltre all'ovvio motivo finanziario vi è l'aspetto psicologico: garantire al cittadino qualcosa che da solo non potrebbe mai avere, una copertura in caso di malasorte, una protezione dalle incertezze della vita. Una protezione ovviamente esterna e quindi di superficie, ma contro le vere incertezze non c'è assicurazione che tenga. Il cittadino medio si sente sicuro perché ha questo tipo di protezione superficiale, ma interiormente è estremamente fragile.

Allora vorrei invitarti a individuare un'assicurazione tutta tua, che non sia di questo mondo. Un'assicurazione che ti garantisca una profonda tranquillità interiore.
Fa in modo che sia personale (non legata a nessun gruppo o individuo "speciale") e poi stipula un contratto immaginario con essa: un contratto cardiaco (basato sulla fiducia, sulla purezza del sentimento e sull'esperienza della tua anima). Non importa il nome di questa assicurazione interiore, assicurati solamente che ti dia pace e calma interiore nei momenti più burrascosi, quiete durante le peggiori crisi o tempeste emotive.
Mettila alla prova di continuo e se riesce ad assolvere questo scopo vuol dire che è l'assicurazione giusta.

Deve essere qualcosa di molto particolare che ti faccia sentire a tuo agio, appagato, completo e rilassato anche in mezzo alle mille delusioni della società, alle incertezze della vita, alle trappole della mente o dell'ego, ma soprattutto di fronte alla paura della morte.

ELOGIO ALL'INSICUREZZA


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insicuro = da in [interno] + securo [tranquillo, sicuro] = sicurezza o tranquillità interiore
“se-curus”,  letteralmente è traducibile come:
 [se-]=privazione  + [cura]=preoccupazione quindi
“PRIVO DI PREOCCUPAZIONI”... "TRANQUILLO"

... come è facile finire preda di etichette sociali.
Essere sicuri è una grande risorsa!
Eppure appena ti danno dell'insicuro, tu lo vedi come una critica al tuo carattere e quindi ti demoralizzi. In realtà è proprio chi usa impropriamente il termine insicurezza (per evidenziare una debolezza altrui) ad essere poco sicuro di sé. L'insicuro (nel suo vero significato) è semplicemente così sicuro di sé da non aver bisogno di sicurezze esterne, sta bene da solo o in compagnia ma non ricerca disperatamente l'attenzione altrui. Questo, in un mondo di esibizionisti a tempo pieno, lo rende un'anomalia tacciabile di mancanza di sicurezza (nel mondo stesso).
In pratica la fiducia o sicurezza in sé è vista dal sistema come un deficit e non come un pregio, ecco allora spiegato l'uso della socializzazione sfrenata e coatta (uno mezzo per fomentare e ricercare la popolarità o successo esterno a discapito dell'individualità o successo interiore). E così il linguaggio fuorviante del sistema allarga ogni giorno il suo gregge.

P.s.
la stessa cosa vale per termini come in-deciso, in-certo... etc.
Se ci fai caso lo si dice quando non prendi una decisione immediata, quando non rispondi prontamente (o non rispondi proprio) alle sollecitazioni esterne. In quel caso sei visto male semplicemente perché non reagisci meccanicamente a qualche stimolo/domanda/richiesta.
Ebbene, a mio avviso non devi cambiare affatto: se non a loro o al sistema non vai bene peggio per loro, tu rimani saldo nel tuo Sé perché è lì dentro che risiede la tua forza. Se proprio devi mostrarla fallo con chi lo merita autenticamente, cioè in rarissimi casi.
Per il resto lascia pure che ti etichettino come vogliono: la tua attenzione è energia, non darla in pasto agli avvoltoi sociali.

IL BELLO DEL DIMENTICARE

venerdì 15 luglio 2016

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questo fatto sull’amnesia emozionale mi fa schiattare :D

A tutti è capitato di non ricordare il nome di qualcuno o il suo num. di telefono. Per quanto ci sforzassimo non riuscivamo a rievocare alcuni dettagli. Di solito capita con persone o episodi poco rilevanti, di cui possiamo facilmente fare a meno.
Prova a immaginare se la stessa cosa accadesse con le sensazioni-ricordi-emozioni sgr
adevoli, le preoccupazioni, le ansie, le pippe mentali, i pensieri inutili. Non sarebbe una figata?
Per fortuna si può fare!
Per alcuni non è immediato, ma con qualche indicazione tutti possono riuscirci.

Senza scendere nei particolari, il meccanismo è lo stesso e già il fatto che sia fattibile dovrebbe rincuorare qualcuno
 , afflitto da chissà quale pena immaginaria .

Mi fa schiattare perché a un certo punto ti accorgi che pur tentando di farti coinvolgere dalle vecchie paure, preoccupazioni, ansie, infatuazioni, etc … non ce la fai… Non ce la fai proprio
 a preoccuparti, agitarti, innervosirti per qualcosa o qualcuno che un tempo produceva una tempesta ormonale.
Quel ricordo, quel timore, quel problema diventa talmente innocuo da non farti più un baffo. Non ricordi di cosa si tratta .
Quelle emozioni-paure-sensazioni inopportune diverrano estrenee … ti verrà spontaneo chiederti “cos’è sta roba qua?”
… “che bello, non riesco più ad arrabbiarmi-affliggermi-preoccuparmi, nemmeno sforzandomi”
… “non ricordo più il numero di telefono della rabbia, della tristezza, dell’odio, del rancore etc… ^_^”
… se ti dovesse capitare, non temere, questo tipo di amnesia è una benedizione e a differenza di quella per nomi-n° telefonici, questa è frutto di una maturazione-consapevolezza interiore grazia alla quale potrai viaggiare leggero tra le onde della vita.

Buona amnesia di paure inutili!

P.s.
Pen-siero = un siero che genera inutili pene



RISULTATI IMMEDIATI


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Come stabilizzare l'equilibrio interiore ?!
Come consolidare facilmente dei risultati immediati!?

Ci sono attimi bellissimi, attimi in cui ci sentiamo ricolmi di gioia-spensierati-eccitati-euforici, attimi favolosi ma che purtroppo sfuggono come un'anguilla epilettica .
Di solito - quando questi momenti magici finiscono - ci abbattiamo perché vorremmo che durassero di più, che non fossero solo attimi ma periodi prolungati , che non dipendessero dal caso, da una persona speciale , da un luogo o circostanza particolare... vorremmo che fossero replicabili a volontà e soprattutto che dipendessero da noi. Intuitivamente sappiamo che dipendono dal nostro equilibrio interiore ma non sappiamo come stabilizzarci in tale condizione interiore di appagamento.

Cosa fare dunque per cavalcare l'onda del benessere, vivere all'insegna del buonumore e non farsi risucchiare dalla risacca del malessere psicosomatico?

Un modo (uno dei tanti) consiste nel l'ancorare l'ultimo attimo magico con l'attuale stato d'animo. Se un minuto fa ci siam sentiti pervasi da un'ondata di forza vitale, possiamo riportare quell' attimo magico (quell'energia) nel qui ed ora, ricanalizzarla tempestivamente nel nostro corpo e lasciare che duri più a lungo... Poi - appena svanisce, ad es. perché veniamo distratti o qualcuno ci disturba - dovremmo ripetere il più velocemente possibile l'ancoraggio di quell'attimo. La tempestività è il fattore chiave: non bisogna perdere nemmeno un secondo, occorre rievocare subito la sensazione che abbiamo appena sperimentato . Il rievocare (consecutivamente) quella piacevole sensazione stabilirà un imprinting a livello neurale e somatico. In pratica il tuo organismo verrà assuefatto da un mix di sensazioni sublimi, ne vorrà ancora di più e inconsciamente (cioè a liv. di sistema limbico) richiamerà quei momenti, secernerà quei neurotrasmettitori/ormoni (serotonina, ossitocina, endorfine, dopamina, etc.) in quantità illimitate: una stupenda cascata di estasi ti rovinerà addosso.

Il bello è che tu non dovrai fare praticamente nulla, soltanto ricordare l'attimo magico, ricordarti di quelle sensazioni, anche vagamente (cioè almeno tentarci e ritentarci).

Nella maggior parte dei casi si ottiene un risultato istantaneo già al primo o secondo tentativo: vieni come teletrasportato in quel momento gioioso e pacifico. Dopo qualche secondo o minuto potresti fuoriscire da quell'istante, venir esiliato da quell'isola di serenità . A quel punto devi perseverare - senza stress o frustrazione - e ritentare con calma e fiducia per l'ennesima volta al fine di rientrare in quell'attimo. Presto diverrà una routine involontaria, una catena ininterrotta di attimi celestiali. 
La fiducia in questo processo aumenterà, la certezza in quella sensazione sarà maggiore e questa produrrà una fede (certezza incrollabile) tale da garantire una continuità omeostatica. I periodi di stabilità interiore saranno sempre più lunghi, così persistenti da perdurare per ore... poi giorni, poi settimane, poi mesi fino a quanto la centratura ( spirito-anima-mente-cuore-corpo) sarà completa mente avvenuta e tu sarai fermamente riunito in quel centro imperturbabile.
Il dubbio, l'incertezza, la tempesta emotiva destabilizzante non si farà più avanti perché il vago presentimento si è finalmente trasformato in sentimento reale.

Ce la puoi fare... Non rassegnarti perché quasi sicuramente accadrà quando meno te lo aspetti. Soprattutto nei periodi difficili, riserba uno spiraglio a questo attimo magico. Da quello spiraglio può entrare un raggio di luce che illuminerà l'intera stanza mentale. Come quando la luce che entra in una stanza buia dissolve immediatamente l'oscurità, così quella luce dissiperà in un batter d'occhi i residui di oscurità che si trovavano dentro di te.

PRIGIONIERI DEI PROPRI SOGNI

mercoledì 13 luglio 2016

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Ciascuno è prigioniero dei propri sogni:
il paradosso esistenziale per eccellenza è notare che ogni cosa nell'universo è fatto della stessa sostanza dei sogni e tuttavia non riuscire a risvegliarsi in nessun modo ...
L'assurdità di questo misterioso e tedioso meccanismo cosmico sta nell'offrirti la possibilità di r iconoscere l'apparenza e nel farti contemporaneamente e involontariamente continuare a credere e percepire la vita come un puzzle con dei pezzi separati, solidi e quindi reali.
E' come se la 'Realtà' prima ti allettasse con la consapevolezza che puoi svegliarti e poi si prendesse gioco di te, sussurrandoti con una smorfia beffarda:
 
" Sciocco !
... hai capito che ti trovi in un sogno, ma non ti permetterò di uscirne... ti costringerò a sognare per l'eternità... senza potermi mai conoscere... Sogni d'oro, illuso !

RILASSATI... IL RISULTATO FINALE NON CAMBIA

martedì 12 luglio 2016

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Il risultato finale è sempre lo stesso, non cambia mai - indipendentemente da quello che hai fatto o non fatto.

Hai agito in un modo ma avresti voluto agire diversamente?
Non preoccuparti, il risultato finale è comunque identico.

Ti eri espresso male e avresti preferito dire altro o tacere?
Rilassati, il risultato finale non cambia.

Ti senti in colpa perché ti sembra di aver rovinato un lieto fine?
Tranquillo, il risultato finale sarà sempre un lieto fine.

In poche parole l'intoppo non sta nell'incapacità di agire correttamente ma nel persistere a fissare un risultato parziale anziché considerare il risultato finale.

Sicuramente la "visione" o "percezione" del risultato finale non è alla portata dei sensi fisici, non può essere elaborata dal nostro processore cerebrale e di conseguenza sfugge alla coscienza ordinaria. Per la coscienza ordinaria - che vede soltanto una fettina di realtà dopo l'altra - i risultati non sono mai pienamente soddisfacenti. Magari vanno bene ma ci lasciano uno strano retrogusto, un cattivo sapore.

Durante le fasi intermedie [vita quotidiana] si avrà sempre l'impressione di perdere qualcuno/qualcosa e gua dagnare qualcos'altro, di salire verso la vetta e poi sprofondare, di subire sconfitte e poi ottenere vittorie, ma queste sono appunto 'impressioni' parziali di un processo molto più vasto.
Siamo impulsivamente portati a credere che il risultato attuale sia frutto di qualche nostra azione o inazione, decisione o indecisione, per cui ci struggiamo ogni giorno nel tentativo di 'ottenere' un diverso risultato, mantenere una buona prestazione. Da un lato è logico puntare continuamente al successo (buona salute, relazioni positive, etc.) dall'altro è sconveniente credere che non si possa aver successo... In senso lato non si può mai fallire, ergo il risultato finale è sempre un successo. E' il successo per eccellenza nel senso che raccoglie in sé tutto ciò che è già 'successo' e che succederà.

Puoi sbatterti come un dannato o non fare una mazza ma il risultato finale rimarrà invariato.
Immagina di dormire per 100 anni e di svegliarti all'improvviso come uscito da un coma interminabile : ebbene, non ci crederai ma non è cambiato niente. All'apparenza le manifestazioni mondane saranno diverse, le mode saranno cambiate, le persone che conoscevi non ci saranno più... ma se scruti più a fondo gli strati della realtà ti accorgerai di come fondamentalmente niente sia cambiato , le leggi fondamentali -quelle che muovono i fili della realtà - sono sempre quelle:
il mondo continua a girare come prima, la gente replicherà esattamente le stesse strutture , gli animali e i vegetali (se non saranno estinti) seguirann o i medesmi cicli.

Al fine di mantenere costantemente una condizione di calma interiore - in qualsiasi frazione spazio-temporale - tieni semplicemente a portata questa consapevolezza: il risultato finale non cambia.
Rilassati in questo riconoscimento e nella dolce sensazione che esso ti dona.



INTIMO

domenica 10 luglio 2016

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L'intimo ti vuole bene, ti desidera, ti adora profondamente e vuole prendersi cura del suo amato (di te)... lasciati stringere e baciare dall'amante interiore , fatti viziare e coccolare, ringrazialo per le sue attenzioni.
L'intimo ha una quantità inesauribile di energia e desidera donartela ogni giorno, senza mai chiederti nulla in cambio.
Questa è la sua unica volontà: condividere la sua ricchezza.
Non ha mai smesso - e mai smetterà - di bussare alla porta del tuo cuore. Egli può permettersi questo ed altro.
Per accettarlo e farlo entrare è sufficiente un semplice 'Sì' oppure un sincero 'Grazie'.


RIMANI CON L'INTIMO E MANDA TUTTO IL RESTO A QUEL PAESE

sabato 9 luglio 2016

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in termini di utilità al sistema sociale sono un disastro e lo dico con fierezza: in quanto a personalità sono un disadattato all'ennesima potenza, aborro la massa e ogni forma di gruppo organizzato (anche quelli più filantropici)... ma in quanto a individualità mi sento uno spirito libero, la mia natura più profonda è indomabile e - per fortuna - disobbedisce a qualsiasi diktat o restrizione superficiale.
Questa disobbedienza al superficiale è una conseguenza di una sublime ubbidienza alle dolci disposizioni dell'intimo.
A differenza dei chiassosi dettami e delle vistose intimazioni mondane, gli input dell'intimo sono sussurri lievi e delicati, vibrazioni sottilissime che solleticano dolcemente la tua anima: le indicano con certezza matematica dove andare e cosa fare.
In ultima analisi è soltanto a Lui, all'intimo, che posso arrendermi gioiosamente e affidarmi completamente.
Tutto il resto può andare a farsi benedire...


HOLY SHIT HAPPENS...

martedì 5 luglio 2016

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'Shit happens' è un'espressione americana per indicare in modo colorito l'aspetto beffardo-imprevedibile-sadico della realtà. Lo si dice per consolare chi è stato vittima del fato, chi ha subito una sfortunata serie di eventi. E' come dire 'Non farci caso, così va la vita...'.
In fondo siamo tutti circondati da "shit happening", è tutto un pacco dopo l'altro:  ricevi una sopresa dal destino, poi scopri che il pacco dorato conteneva un altro pacco farraginoso [di guai camufatti confusamente da splendido regalo].

Se qualcosa oggi vale 1000 €, domani (tra qualche anno) vale già la metà e in pochissimo tempo ha perso qualsiasi valore (o finisce direttamente in discarica). Questo vale in ogni ambito (sociale-cultura- politico-relazionale-sentimentale), non solo in quello economico.
All'inizio non ci fai caso, ma quando sei immerso in questo mercatino di patacche non riesci più a fingere e a nascondere il disgusto nel vedere la quantità incalcolabile di spacciatori di patacche, resti schifato dal numero di umanoidi che disquisiscono quotidianamente sulla loro paccoltiglia, di quanta gente si sofferma esclusivamente sulla patina, sul 'velo', sull'etichetta (e mai sul contenuto), ed è intenta soltanto a barattare una patacca con un'altra patacca, come se una fregatura fosse migliore dell'altra. Non gli entra in testa il fatto che una fregatura rimarrà sempre tale, indipendentemente dalle sue decorazioni.

Un proverbio recita: 'Con molta gente si fa prima a ficcarlo nel culo che in testa'...    E qui il marketing (medicinale o spirituale) docet.

Stendendo un velo pietoso, un buon rimedio a questo lavaggio del cervello è prendere atto 'in anticipo' dello status quo collettivo e smetterla (una volta per tutte) di raccontarsela:
Al prossimo pacco che ti verrà recapitato dal prossimo umanoide (o dalla vita) prevedine in largo anticipo l'insignificanza ... Non attendere la delusione post-dissonanza cognitiva (cioè la frustrazione per una fregatura che sapevi essere tale ma che non potevi evitare): adotta l'atteggiamento scanzonato di chi accetta con ironia e disinteresse i giochi del sistema. Prendi le cose con sereno e ironico distacco o addirittura con allegria, senza tuttavia venir meno al tuo senso di responsabilità e dignità.
Ricordati: non importa quanto appaia 'carnalmente allettante' o 'spiritualmente elevata' una patacca (la famosa 'Holy Shit'), si tratta esclusivamente di un patacca quindi trattala come tale!

DORMIGLIONI CRONICI...


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Realizzare non 'un' sogno ma 'il' grande Sogno significa svegliarsi

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chi realizza un sogno personale sta in realtà dormendo, vorrà realizzarne un altro e un altro ancora, uno più bello di quello precedente, poi un altro ancora più speciale, e di nuovo un altro più appagante per riscattarsi dalla delusione dell'ultima esperienza... e così via, rincorre senza sosta dei sogni che vengono ingenuamente proiettati dalla sua stessa coscienza.
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Proietta un mondo, ci cammina dentro e poi si scorda di trovarsi all'interno di una sua proiezione. Interagisce con tutto e tutti senza accorgersi che tratta di una sua proiezione. Quando è insoddisfatto di una situazione cerca subito qualcosa che lo possa soddisfare, ma non si accorge che non potrà mai ottenere una soddisfazione ultima. Si trastulla visualizzando nuovi obiettivi, bramando nuove conquiste, un lavoro migliore, un guadagno maggiore, una compagna speciale, una famiglia, etc... Se è una persona spirituale ambirà alla redenzione, all'illuminazione, all'istruzione di qualche discepollo, all'evoluzione repentina dell'umanità.
Intanto ronfa e dorme di gusto... quella in realtà sarà la sua unica attività.
Solo chi realizza che non c'è niente da realizzare (poiché ogni realizzazione onirica/impermanente è puramente immaginaria) si è svegliato dal grande Sogno.

BUON PARTO

lunedì 4 luglio 2016

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quando il potere e la luce che hai dentro viene fuori, ogni cosa viene attratta dalla tua luminosa magnificenza, tutto ritorna facilmente a te.
Dentro hai un potere che non puoi immaginare, non puoi contenerlo, controllarlo, razionalizzarlo, misurarlo: è troppo grande, è immenso!!
Ti auguro di esprimerlo quanto prima e nel migliore dei modi.
Quel giorno sarà il giorno in cui nascerai.
Prima di allora c'è solo un lungo travaglio che precede il tuo vero parto, la nascita del tuo potentissimo Essere.


BEATITUDINE


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il corpo è uno strumento per la Bliss (Beatitudine)…
* lo Spirito – Corpo di Luce è (continuamente in quella) Bliss
* la vicinanza fisica, il contatto/bacio/rapporto/calore/passione e la conseguente intimità/Agni/orgasmo-sommo piacere sono meccanismi sequenziali ideati dal Cosmo per farti ri-vivere la tua vera natura, vibrare come lei, per sperimentare l’Uno (in modalità/forme diverse) … per entrare in quello spazio di comunione-estasi universale (dove c’è solo un senso di gioia impersonale – dimentichi l’io, chi eri e con chi ti trovavi)

* Puoi accedere anche senza il movimento/contatto fisico = immobilità = quiete

* E’ riproducibile e ri-sperimentabile in svariati modi (ciò le conferisce una realtà innegabile, sebbene non sia misurabile-quantificabile in quanto illimitata).

* Non è una prerogativa di pochi ‘speciali’ individui o di rare esperienze mistiche-sciamaniche–yogiche-iniziatiche-misteriche, di rituali esoterici, del sesso tantrico, dell’amore Platonico… E’ alla portata di tutti coloro che si aprono ad essa. E’ imperitura (non ha scadenza – limiti temporali). Ne puoi fare esperienza in qualunque momento.

Divine Laughter

domenica 3 luglio 2016




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Che cos'è la non-dualità? • Paul Smit [ITA]





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Who are you? Nonduality

sabato 2 luglio 2016


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ESERCIZI PER CASA (caldamente consigliati... da ripetere con frequenza)


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Premessa: il tuo linguaggio (modo di pensare/parlare) influisce sui tuoi processi interiori e sul modo di percepire l'ambiente esterno.
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Prova a fare questi due esperimenti linguistico-percettivi. Se dedicherai un po' di tempo ogni giorno  percepirai te stesso e il mondo in modo differente. Non ti garantisco niente di eccezionale ma sicuramente qualcosa si sbloccherà.

1° - Esperimento "PROCESSO IMPERSONALE" anziché "VOLONTA' PERSONALE"

Prenditi 5 min. liberi.
Ripensa a ciò che stai facendo, che hai appena fatto o a ciò che dovrai fare (tra poco o domani).
Se stai per mangiare, anziché pensare "ho fame" formula lo stesso processo (aver fame) in maniera impersonale, cioè pronuncia mentalmente: "c'è la fame"... o più semplicemente "Fame" (come dire che il corpo ha fame, l'impulso innesca altri impulsi/meccanismi etc).
"Sto bevendo l'acqua" --> diventa --> "c'è il bere..." o meglio ancora "sete"
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[  Quel che accade è che stai riconfigurando la mappa neurale. Una volta che comprendi la processualità del tuo organismo non è necessario parlare o pensare in modo impersonale. Serve all'inizio, giusto per ampliare la tua coscienza, contrita nel dogma "faccio tutto io"  ]
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Continua l'esercizio con qualsiasi attività.
Vedi qualcuno o qualcosa che ti piace, non pensare "io ho voglia di..."  ma "è sorta la voglia di... con..."
Non "sto leggendo", ma "c'è il leggere"  (ovvero il cervello sta interpretando dei simboli e gli attribuisce automaticamente un significato soggettivo, non necessariamente corretto).
Se stai camminando, non pensare "sto camminando" bensì "c'è il camminare"... (sottintendi naturalmente che l'attività del camminare sta avvenendo mediante un mezzo di trasporto, il tuo corpo).
"vado a dormire" oppure "sto dormendo" diventa ---> "Sonno".  (pensando solamente "sonno" risvegli la consapevolezza che qualcosa sta riposando mentre qualcos'altro rimane costantemente consapevole).
Al mattino il "Mi sono svegliato" - "apro gli occhi" diventa ---> "Risveglio" - "gli occhi si sono aperti"... (se ci rifletti con sincerità devi ammettere di non aver "deciso" di svegliarti a quell'orario, piuttosto gli occhi si sono "improvvisamente" aperti -tutti i sensi desti- e tu hai definito quell'atto fisiologico "risveglio". Magari chiediti - chi o cosa ha deciso di svegliarsi?... Non sarebbe più corretto affermare che il "risveglio" (biologico o spirituale) non esiste, c'è solo uno spostamento della coscienza - ad es. dal mondo onirico a quello corporeo dei 5 sensi? Lei - la coscienza - rimane invariata, non cambia - è sempre identica, quel che sembra diverso è il luogo in cui si colloca e la percezione che sorge).
Quando ti arrabbi, ti impaurisci, ti blocchi-paralizzi etc. ricordati che  non c'è la rabbia come entità negativa e indipendente (un io rabbioso che vive per i fatti suoi) ma "c'è un impulso nervoso" , una pulsione (chiamala pure forza vitale) che purtroppo viene solitamente sminuito con termini come "rabbia, paura, imbarazzo-timidezza etc.". Molte volte si tratta di un sintomo indispensabile o un messaggio fisiologico affinché tu non rimanga in quel luogo, in presenza di quelle persone, in mezzo a quel "clima emotivo", sottomesso ad un livello di lo stress intollerabile etc..  Magari ti trovi in un ambiente energeticamente "inquinato" da pessime vibrazioni - un posto dove la gente grida e litiga continuamente - e l'unico modo che ha il corpo/cervello/mente o l'anima/spirito per farti capire che conviene "cambiare aria" è quello di innescare reazioni chimiche (emozioni) di quel tipo. Non è che ti senti agitato/emozionato perché hai poco auto-controllo, poca disciplina. E' l'organismo che reagisce (cioè vibra) così poiché si accorge che non c'è omeostasi e ti vorrebbe far capire che per raggiungere il giusto equlibrio (omeostasi) dovresti comportarti-comunicare diversamente, muoverti fisicamente, etc.
La stessa cosa accade per i sentimenti positivi. Se avverti qualcosa di piacevole non attribuire il merito a te (o all'altra persona "speciale") ma riconosci immediatamente che c'è un processo in cui sei stato coinvolto (involontariamente - o per ragioni che ancora non puoi capire). Lascia perdere l'eccessivo pathos e vai al nocciolo: in questo momento devi passare attraverso questa esperienza e in passato hai dovuto attraversare altre situazioni perché questo era richiesto dal grande "Processo". Non c'è alcun merito o de-merito, è solo un processo che si manifesta in infiniti modi attraverso ognuno di noi, nessuno escluso. Nessuno è speciale, eletto oppure sfigato, condannato, colpevole.

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In pratica fai come fanno i bimbi: quando hanno un bisogno non dicono "Mia Mamma" -  "ho sete" "mi scappa la pipì" - "mi sono fatto la bua" "la mia macchinina" etc..., dicono piuttosto "Mamma" - "sete" ... "pipì!" - "macchinina" etc..
Non essendo completamente ipnotizzati dal linguaggio e dal senso dell'io evitano di anticipare ogni frase con l'egocentrico pronome personale "io". Certo, sappiamo che serve a distinguerci a vicenda, però a volte perde la sua funzione e metaforicamente "prende vita", si impossessa di noi o meglio siamo noi che distorciamo la realtà attribuendo un'importanza eccessiva al suono "io" e stravolgendo il significato di molte altre parole. Dovremmo dare la giusta importanza al linguaggio, e riconoscerlo come puro mezzo convenzionale. Al contriario siamo soliti esaltare il nostro linguaggio ponendolo prima e al di sopra della realtà stessa.
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2° esperimento: "SEMBRARE" invece di "ESSERE"

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Sarò più sintetico: sostituisci il verbo "essere" con "sembrare".
Così facendo ti accorgerai all'istante che  si tratta soltanto di un'apparenza, un'impressione personale (un punto di vista parziale, limitato e forse distorto) e non una caratteristica oggettiva-reale-universale (punto di vista assolutamente vero e indiscutibile).
"la odio/amo" --->  "mi sembra di odiarla/amarla"
"ho aiutato..." --->  Mi sembra di aver aiutato
"è difficile / inutile" ---> "sembra difficile / inutile"
"Sono diverso-peggiore-migliore" --->  "sembro diverso-peggiore-migliore"
ho paura ---> mi sembra di aver paura
"Mi piace" ---> "sembra piacevole"
"Non ce la farò" ---> "Mi sembra di non farcela"
"è antipatico/piacevole/bello/costoso/" ----> "sembra antipatico/bello/costoso/"
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Adottando questo nuovo linguaggio - indipendentemente da ciò che stai percependo (dal luogo, dai sentimenti, dalle persone) diverrai subito consapevole del bias fondamentale (distorsione cognitiva-percettiva) che finora si era innescato a tua insaputa. E' il bias mentale per eccellenza. A dire il vero non è nemmeno un bias (errore di defaut) perché in fin dei conti l'immedesimazione consente di percepire intensamente qualunque esperienza. Il problema sorge - e quindi è corretto parlare di bias - quando va contro-natura e produce comportamenti disfunzionali... Ad es. se confondo una corda o un pupazzo per un serpente. Generalmente (praticamente sempre) confondiamo le nostre impressioni per la realtà e quindi è utile ricordarsi che ciò che percepiamo non è effettivamente così.



NON METTERTI AL SERVIZIO DEI TUOI PENSIERI. TU SEI IL PADRONE, ESSI SONO I TUOI SERVI

venerdì 1 luglio 2016

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Non fissare il dito del pensatore, altrimenti ti perdi la celestiale beatitudine.
Il pensiero è un mezzo di trasporto che punta allo spazio spensierato, privo di limiti quindi senza pensieri.
Quando hai raggiunto la spensieratezza non hai più bisogno di nuovo ai pensieri.  Rimani in questa quiete mentale, senza perderti in triviali attività o analisi intellettuali: non commettere l'ingenuità di  rivolgerti, fare affidamento, invocare o metterti al servizio dell'intelletto.
E' il pensiero che deve mettersi al tuo servizio, non viceversa.


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