ALCUNI MIEI APPUNTI SUL TRANTRISMO SHIVAITA KASHMIRO

domenica 30 aprile 2017


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la conoscenza (liberatrice) non si conquista  negando/fuggendo/andando oltre le apparenze ma prestandovi attenzione da vicino (tramite una profonda contemplazione della natura)

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I PENSIERI SONO ESATTAMENTE DEGLI SCIAMI DI MOSCERINI ETERICI:
ogni tanto entrano nelle cavità eteriche, neurali... non darti pena per la loro presenza, non credere di averli generati, sono volati lì o inseguono per un po' la bio-macchina (corpo). Transita altrove e  lasceranno in pace la psiche (apparato corpo-mente).
NON OCCORRE FERMARE I PENSIERI [sciame moscerini] ma semplicemente riconoscerli come ogg. esterni a te (che sei consapevolezza) e attraversali... "Sposta l'attenzione" altrove.
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Come esiste un sistema immunitario fisico (costituito da un insieme di anticorci, micro-organismi, di cui non sei consapevole) così esiste un sistema immunitario psichico che può proteggerti da attacchi energetici di vario tipo. Questo sist. immunitario è formato dalle linee guida che puoi rintracciare in tutti gli insegnamenti. Affinché il sist. imm. psichico sia robusto è necessario che la tua attenzione sia posta su questi insegnamenti, occorre che in te si sviluppino i dovuti anticorpi (pensieri creativi, intenzioni, scopi, ideali, aspirazioni, setimenti pacifici).
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La perdita di un qualcosa di inutile non è mai una perdita bensì sempre un guadagno.
Questa perdita viene percepita come un sacrificio a causa della tua ignoranza o dell'identificazione con ciò a cui rinunci. Se ti rendessi conto che non stai perdendo una parte di te, un oggetto o una persona di valore ma qualcosa che non ti è mai appartenuto o che ti può solo danneggiare allora ti rallegreresti di tale perdita e saresti ben lieto di lasciarlo perdere il prima possibile.
La perdita a cui mi riferisco è il senso di "io sono" (questo corpo, questa mente, questi pensieri, queste sensazioni, quest'anima che si è reincarnata, etc).  Da questa sensazione esistenziale di essere un individuo limitato nel tempo-spazio derivano tutte le altre sgradevoli e ingannevoli sensazioni che hanno accompagnato il tuo viaggio. Il senso di scarsità, il vuoto interiore, la sensazione che manchi sempre qualcosa, il bisogno di qualcuno di speciale che possa riempire questo apparente vuoto sensoriale: questi sono tutti sintomi che indicano che sei prigioniero del senso di "io sono" qualcuno di particolare separato da qualcun altro. Essendo identificato con il tuo stesso aguzzino è praticamente impossibile trovare l'agognata libertà. Il problema non è che non puoi perdere questo io-fittizio, il problema è che "non vuoi" perché ne sei assuefatto. Sei assuefatto agli organi sensoriali, ai piaceri carnali, alle fantasie mentali, alle preoccupazioni dell'io-sociale. Sai che è così.
La perdita di tutto ciò è una goduria che al momento non puoi immaginare.
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il liberato lo è dalle qualificazioni (tra Sé e natura) = si ritira nello stato originario non-manifesto
     per egli i movimenti di ascesa/discesa rappresentano l'attività spontanea della coscienza
     porre fine all'infruttuosa ricerca, liberi dalla falsa nozione che il corpo sia impuro



la conoscenza (liberatrice) non si conquista negando/fuggendo/andando oltre le apparenze ma prestandovi attenzione da vicino (profonda contemplazione della natura)




viravrata (voto dell'eroe) = vedere ogni cosa - per quanto disgustosa o attraente - con occhi equanime/lucido (sapendo che sono tutte manifestaz. della coscienza)



tuffandosi ripetutamente dentro di sé, anche quando esce dalla meditazione, vibrando [interiormente], ebbro per i postumi della contemplazione/comprensione, vede tutto dissolversi nello spazio della propria coscienza.

Anche quando riemerge dall'assorbimento, è una cosa sola con l'esperienza dell'assorbimento. Congiunge gli stati inferiori e superiori. Non necessita più di mezzi liberatori.

Tutto ciò che dice o fa genera istantaneamente in lui il più alto liv. di coscienza.

In che modo può colui che - sbalordito dalla propria natura e testimone di una coscienza che sostiene l'esistenza di tutto - rimanere soggetto alle afflittive opinioni dell'intelletto?

Si sorprende nello scoprire che l'individuo che si credeva - invischiato nelle pastoie dei pensieri, impigliato nella ragnatela dello spazio-tempo, non esiste affatto.



Una volta capito ciò da cui puoi trarre beneficio e ciò che non è di alcun valore e anzi ostacola (questa realizzazione), puoi iniziare a progredire verso la meta.



non può esserci relazione tra sogg. eterno e ogg.



il saggio fissa l'attenzione sulla fonte del piacere (liberando così la mente/attenzione da tutti i fenomeni che la seducono/disturbano). Si prepara in tal modo alla transizione verso una condizione in cui le preoccupaz. son trascese nell'esperienza pervasiva del sommo piacere. Non è un edonista che brama i piaceri sensoriali, sebbene li usi come trampolino per lanciarsi oltre i regni della transitoria oggettività fisica.

Al piacere sublime si accede tramite la rimozione di ostacoli come l'aspettativa di un vantaggio personale... Liberata da questi impedimenti, l'esperienza è quella di un assaporamento  e un riposo incessante.

risveglio vitalità = Canzoni, profumi, carezze sono mezzi che possono ridestare da uno stato di torpore/distrazione, stimolando il cuore (coscienza) a pulsare più intensamente.

intenzione disciplinata mirante all'innalzamento del liv. di sensibilità ci avvicina alla prolungata meravigliosa pulsazione. Il sapiente riconosce questa pulsazione dentro sé anche di fronte a difficoltà dolorose, ogg. disgustosi. I sensi interni, divini, potenziati o superiori (sono le divinità) rendono l'intero universo una sola cosa con la coscienza.

Muore a se stesso in un atto di adorazione, pieno di devozione per questa realtà che si dispiega al suo interno. Padrone della vitalità che rinvigorisce mente-corpo, può rafforzarsi direttamente senza bisogno di cibi o abbandonandolo a piacimento per animare il corpo di un altro.

ogni piacere è essenzialmente spirituale/energetico = il piacere è stato interno esperito dal sogg. non una proprietà dell'ogg.

colui che desidera il piacere dei sensi percepisce l'apparenza estetica/formale/carnale/rajas-tamas

colui che desidera la quiete, beatitudine percepisce luminosità energetica senza forma





non devi far nient'altro che comprendere (accettare totalmente) il sempre rinnovato flusso/eruzione di coscienza sotto forma di apparizioni che si affaccia a te (consapevolezza)



deporre la molteplicità accumulata = scaricare il fardello "non-mio"



espansione incontrastata dei ridestati

     salsi nel Supremo, si stabiliscono sul piano della beatitudine assaporando qualsiasi ogg. sensoriali che appaiono spontaneamente

     ogni fase è ora luminosa: avendo consumato il senso di diversità, conserva l'auto-consapevolezza in ogni istante (sonno, veglia)...

          riconosce la potenza pulsante della sua vera natura: lo scarto apparente  tra coscienza immanifesta e ogg. manifesto - si ricompone



il desiderio giocoso è la causa della differenziazione (tra sogg. percepiente, atto percepire e percettibile)

     quando il d. giocoso è finito, quella differenza sparisce

          Maya = potere/libertà creativa di apparire in forme incalcolabili - dare la "sensazione" di separazione tra sogg./ogg



distolto lo sguardo (dall'Unità della visione consapevole), ignori il tutto e rimani ossessionato dalla parti



l'anima danzatrice sebbene libera di lasciare la sala di ballo (il corpo, il mondo manifesto), si ritiene prigioniera perché si lascia in-trattenere dal guardiano (il pensiero) e così viene rigettata sul palco di Maya



nulla di nuovo viene conseguito, né si rivela (l'immanifesto), è soltanto sradicata l'idea che l'essere luminoso non splenda



il saggio percepisce direttamente lo sfolgorio del reale in quel luogo in cui non sorgono pensieri dicotomizzanti (nello spazio tra un pensiero o una percezione e il seguente). Viene all'istante assorbito nel vuoto vibrante e poi catapultato nell'attualità. In quell'attimo si libera dalla tirannia dello scorrere del tempo, rimane pienamente soddisfatto del presente (eterno): in quanto conquistatore del tempo, gode nel piacere di divorarlo. Ha capito che è l'eternità.



Rimani per ore - senza interruzione - nel tuo stato naturale e percepirai la libertà (assenza di contaminazioni limitanti)



il dubbio (circa lo stato naturale) è fonte di indisposizione (ostacolo al cammino)

coloro che dicotomizzano cadono ai liv. inferi e devono ricorrere alle pratiche.

Tutte le pratiche dipendono dalla coscienza e non possono servire come mezzo per realizzarla. In quanto coscienza, non puoi praticare per diventare cosciente o espander coscienza.



tutte le cose sono coscienza, quindi tutt'altro che irreali







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