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INTERVISTA A CARLOS CASTANEDA (Trascrizione in ita)

Castaneda intervistato da Sam Keen per Psycology Today nel 1972.

(Traduzione di Giano Bellona dal libro - Carlos Castaneda Ricapitolazione vol. 1 Fenomenologia di una “follia controllata”)



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KEEN: Quindi uno stregone, come un ipnotista, crea un mondo alternativo costruendo differenti aspettative e manipolando i segnali per produrre un consenso sociale.



CASTANEDA: Esattamente. Sono riuscito a comprendere la stregoneria nei termini dell’idea di “gloss” di Talcott Parsons. Un “gloss” è un sistema totale di percezione e di linguaggio. Ad esempio questa stanza è un “gloss”. Abbiamo raggruppato assieme una serie di percezioni isolate come il pavimento, il soffitto, la finestra, le luci e il tappeto per farne una totalità. Ma ci deve essere stato insegnato a mettere insieme il mondo in questo modo. A un bambino viene insegnato a vedere le cose in un modo che corrisponde alla descrizione su cui tutti sono d’accordo. Il mondo come lo vediamo è il frutto di un tacito un accordo. Il sistema del “glossing” sembra essere un po’ come camminare. Dobbiamo imparare a camminare, ma una volta che impariamo siamo soggetti alla sintassi del linguaggio e al modo di percepire che vi sono contenuti.



KEEN: Quindi la stregoneria, come l’arte, insegna un nuovo sistema di “glossing”. Quando ad esempio van Gogh ruppe con la tradizione artistica e dipinse “La notte stellata” stava di fatto dicendo: ecco un nuovo modo di guardare alle cose. Le stelle sono vive e roteano attorno al proprio campo di energia.



CASTANEDA: In parte. Tuttavia c’è una differenza. Un artista solitamente risistema le lenti degli occhiali sociali in un modo più appropriato per lui. L’appartenenza sociale consiste nell’essere un esperto delle allusioni di significato contenute all’interno di una cultura. Ad esempio, la mia principale appartenenza, come quella della maggior parte degli uomini occidentali istruiti è verso il mondo intellettuale europeo. Non puoi rompere un’appartenenza senza essere introdotto in un’altra. Puoi solo risistemare gli occhiali.



KEEN: Don Juan ti stava risocializzando o desocializzando? Ti stava insegnando un nuovo sistema di significati o solo un metodo di spogliarti del vecchio sistema in modo che tu potessi vedere il mondo come un bambino curioso?



CASTANEDA: Io e don Juan non siamo d’accordo su questo punto. Io dico che lui mi stava “reglossing” e lui dice che mi stava “deglossing”. Insegnandomi la stregoneria mi ha dato un nuovo sistema di glossing, una nuova lingua e un nuovo modo di vedere il mondo. Una volta ho letto a don Juan un po’ della filosofia linguistica di Ludwig Wittgenstein, lui rise e disse: “Il tuo amico Wittgenstein si è legato il cappio troppo stretto attorno al collo, così che non può andare da nessuna parte.”



KEEN: Wittgenstein è uno dei pochi filosofi che avrebbe capito don Juan. La sua idea che ci sono molti giochi di linguaggio diversi – scienza, politica, poesia, religione, metafisica, ciascuno con la propria sintassi e le proprie regole – gli avrebbe permesso di comprendere la stregoneria come un sistema di percezione e di significato alternativo.



CASTANEDA: Ma don Juan pensa che ciò che chiama vedere consiste nel comprendere/fermare il mondo senza alcuna interpretazione; è pura percezione che si stupisce. La stregoneria è un mezzo per raggiungere questo fine. Per rompere la certezza che il mondo è ciò che ti è sempre stato insegnato devi imparare una nuova descrizione del mondo – la stregoneria – e poi tenere uniti il nuovo e il vecchio. Poi ti renderai conto che nessuna descrizione è la descrizione ultima. Nel momento in cui scivoli tra le due descrizioni, fermi il mondo e vedi. Rimani con lo stupore; il vero stupore di vedere il mondo senza interpretazioni.



KEEN: Pensi sia possibile andare oltre le interpretazioni usando droghe psichedeliche?



CASTANEDA: Non penso. Su questo sono in disaccordo con persone come Timothy Leary. Penso stava improvvisando restando all’interno della sua appartenenza europea e stava semplicemente risistemando i vecchi occhiali. Non ho mai preso l’LSD ma ciò che ho dedotto dagli insegnamenti di don Juan è che le droghe psicotrope vengono usare per fermare il flusso dell’interpretazione ordinaria, per accrescere le contraddizioni all’interno degli occhiali e per mandare in frantumi le certezze. Ma le droghe da sole non ti permettono di fermare il mondo. Per far ciò hai bisogno di una descrizione del mondo alternativa. Questo è il motivo per cui don Juan mi ha dovuto insegnare la stregoneria.



KEEN: C’è una realtà ordinaria che noi occidentali siamo certi sia l’unico mondo, e poi la realtà separata della stregoneria. Qual sono le differenze essenziali tra le due?



CASTANEDA: L’appartenenza al mondo occidentale determina il fatto che il mondo perlopiù deriva da ciò che gli occhi riferiscono alla mente. Nella stregoneria il corpo intero è usato come un percettore. Come europei vediamo un mondo là fuori di cui ne parliamo a noi stessi. Noi siamo qui e il mondo è lì. I nostri occhi nutrono la nostra ragione e non abbiamo una conoscenza diretta delle cose. Secondo la stregoneria questo ruolo per gli occhi non è necessario. Conosciamo con il corpo intero.


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