ADDIO CORPO DI DOLORE

mercoledì 20 marzo 2019



Tratto da: “Il potere di Adesso” di Eckhart Tolle




Il corpo di dolore può essere latente per il 90 per cento del tempo; in una persona profondamente infelice, però, può essere attivo fino al 100 per cento del tempo. Alcune persone vivono quasi interamente attraverso il loro corpo di dolore, mentre altre potranno averne esperienza soltanto in certe situazioni, come in rapporti amorosi o in situazioni legate a eventi passati caratterizzati da lutto o abbandono, danni fisici o emotivi e così via. Qualunque cosa può innescarlo, in particolare se entra in risonanza con una costante di dolore proveniente dal passato. Quando è pronto per risvegliarsi dal suo stadio latente, può essere attivato perfino da un pensiero o da un commento innocente, espresso da qualcun altro che ci sta vicino.









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Il corpo di dolore può essere latente per il 90 per cento del tempo; in una persona profondamente infelice, però, può essere attivo fino al 100 per cento del tempo. Alcune persone vivono quasi interamente attraverso il loro corpo di dolore, mentre altre potranno averne esperienza soltanto in certe situazioni, come in rapporti amorosi o in situazioni legate a eventi passati caratterizzati da lutto o abbandono, danni fisici o emotivi e così via. Qualunque cosa può innescarlo, in particolare se entra in risonanza con una costante di dolore proveniente dal passato. Quando è pronto per risvegliarsi dal suo stadio latente, può essere attivato perfino da un pensiero o da un commento innocente, espresso da qualcun altro che ci sta vicino.
Il corpo di dolore vuole sopravvivere, al pari di ogni altra entità esistente, e può sopravvivere soltanto se vi induce a identificarvi inconsapevolmente con esso. Allora può risollevarsi, impadronirsi di voi, «diventare voi» e vivere attraverso voi. Deve alimentarsi tramite voi. Si nutrirà di ogni esperienza che entri in risonanza con il suo stesso tipo di energia, ogni cosa che crei ulteriore dolore sotto qualunque forma: collera, capacità distruttiva, odio, afflizione, dramma emozionale, violenza, perfino malattia. Così il corpo di dolore, quando si è impadronito di voi, crea nella vostra vita una situazione che riflette la sua frequenza energetica, in modo da trarne nutrimento.
Il dolore può alimentarsi soltanto di dolore. Il dolore non può alimentarsi di gioia, la trova indigesta. Una volta che il corpo di dolore si è impadronito di voi, necessitate di altro dolore. Diventate vittime o persecutori. Avete bisogno di infliggere dolore o di soffrire dolore o tutte due. Non vi è in realtà grande differenza fra le due cose. Voi non ne siete consapevoli, naturalmente, e affermerete con veemenza che non volete dolore. Ma se osservate più da vicino, scoprite che il vostro modo di pensare e il vostro comportamento sono costruiti in modo da perpetuare il dolore, per voi stessi e per gli altri. Se ne foste veramente consapevoli, questo schema si dissolverebbe, poiché volere altro dolore è follia, e nessuno è folle consapevolmente.
Il corpo di dolore, che è l’ombra tenebrosa proiettata dall’ego, in realtà, ha però paura della luce della consapevolezza. Ha paura di essere scoperto. La sua sopravvivenza dipende dalla vostra identificazione inconsapevole con esso, nonché dalla vostra paura inconsapevole di affrontare il dolore che vive in voi. Ma se non lo affrontate, se non portate nel dolore la luce della vostra consapevolezza, sarete costretti a riviverlo ripetutamente. Il corpo di dolore può apparirvi come un mostro pericoloso che non potete sopportare di guardare, ma vi posso assicurare che è un fantasma inconsistente, il quale non può prevalere sul potere della vostra presenza.
Alcune dottrine spirituali affermano che ogni dolore è in definitiva un’illusione, ed è vero. La domanda però rimane: è vero per voi? Il semplice fatto di crederci non lo rende vero? Volete continuare a provare dolore per il resto della vita e continuare a dire che è un’illusione? Questo vi libera forse dal dolore? Ciò che vi interessa qui, è come potete realizzare questa verità, vale a dire renderla reale nella vostra esperienza.
Allora, il corpo di dolore non vuole che lo osserviate direttamente e che lo vediate per ciò che è. Nel momento in cui lo osservate, ne avvertite in voi il campo energetico e vi rivolgete la vostra attenzione, l’identificazione è interrotta. Si è introdotta una dimensione di consapevolezza più elevata. Io la chiamo Presenza. Adesso voi siete testimoni od osservatori del corpo di dolore. Ciò significa che tale corpo non può più utilizzarvi fingendo di essere voi e non può più rifornirsi attraverso di voi. Avete trovato la vostra forza più intima. Avete raggiunto il potere di Adesso.
Alcune dottrine spirituali affermano che ogni dolore è in definitiva un’illusione, ed è vero. La domanda però rimane: è vero per voi? Il semplice fatto di crederci non lo rende vero? Volete continuare a provare dolore per il resto della vita e continuare a dire che è un’illusione? Questo vi libera forse dal dolore? Ciò che vi interessa qui, è come potete realizzare questa verità, vale a dire renderla reale nella vostra esperienza.
Allora, il corpo di dolore non vuole che lo osserviate direttamente e che lo vediate per ciò che è. Nel momento in cui lo osservate, ne avvertite in voi il campo energetico e vi rivolgete la vostra attenzione, l’identificazione è interrotta. Si è introdotta una dimensione di consapevolezza più elevata. Io la chiamo Presenza. Adesso voi siete testimoni od osservatori del corpo di dolore. Ciò significa che tale corpo non può più utilizzarvi fingendo di essere voi e non può più rifornirsi attraverso di voi. Avete trovato la vostra forza più intima. Avete raggiunto il potere di Adesso.
Ha tradito se stessa ed è diventata anti-vita, come un animale che cerchi di divorarsi la coda.
Quando cominciate a ridurre l’identificazione e diventate osservatori, il corpo di dolore continua a operare per un certo tempo e cercherà di indurvi con l’inganno a identificarvi ancora con esso. Sebbene voi non gli fornite più energia mediante l’identificazione, il corpo di dolore ha una certa inerzia, come una trottola che continua a girare per un po’ anche quando non viene più caricata. In questa fase può anche creare dolore e sofferenza fisici, in varie parti del corpo, che però non dureranno a lungo. Dovete rimanere presenti, rimanere consapevoli, essere i guardiani sempre vigili del vostro spazio interiore. Dovete essere presenti in modo da poter osservare direttamente il corpo di dolore e percepirne l’energia. Allora non potrà controllare il vostro pensiero. Nel momento in cui il vostro pensiero è allineato al campo energetico del corpo di dolore, voi vi identificate con questo e di nuovo lo alimentate con i vostri pensieri.
Quando cominciate a ridurre l’identificazione e diventate osservatori, il corpo di dolore continua a operare per un certo tempo e cercherà di indurvi con l’inganno a identificarvi ancora con esso. Sebbene voi non gli fornite più energia mediante l’identificazione, il corpo di dolore ha una certa inerzia, come una trottola che continua a girare per un po’ anche quando non viene più caricata. In questa fase può anche creare dolore e sofferenza fisici, in varie parti del corpo, che però non dureranno a lungo. Dovete rimanere presenti, rimanere consapevoli, essere i guardiani sempre vigili del vostro spazio interiore. Dovete essere presenti in modo da poter osservare direttamente il corpo di dolore e percepirne l’energia. Allora non potrà controllare il vostro pensiero. Nel momento in cui il vostro pensiero è allineato al campo energetico del corpo di dolore, voi vi identificate con questo e di nuovo lo alimentate con i vostri pensieri.
Tratto da: “Il potere di Adesso” di Eckhart Tolle

QUESTA E' GRAZIA E REDENZIONE

lunedì 18 marzo 2019



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Ogni
volta che hai rischiato di perdere la reputazione, di perdere il lavoro, di
perdere una persona cara, di perdere la vita, ma poi sei rinata più forte di
prima… questa è Grazia o Redenzione.






Ogni
volta che sei stata derisa, sfruttata, maltrattata, umiliata, ma dentro sei
rimasta integra… questa è Grazia o Redenzione.






Ogni
volta che sei caduta e ti sei rialzata… questa è Redenzione.






Ogni
vota che hai creduto all’ego, ma poi ti sei ricreduta e hai smesso di crederci…
questa è Redenzione.








Ogni
vota che hai creduto alle illusioni, ma poi ti sei ricreduta e hai smesso di
crederci… questa è Grazia.





Ogni
volta che sei stata ingannata dal tuo stesso intelletto, ma poi ti sei
disingannata… questa è Grazia.






Ogni
volta che sei stata ingannata dalle opinioni altrui, ma poi ti sei
disingannata… questa è Redenzione.






Ogni
volta che sei rimasta incantata dai sensi del corpo, ma poi ti sei
disincantata… questa è Redenzione.






Ogni
volta che sei rimasta incantata dal mondo esterno, ma poi ti sei disincantata…
questa è Grazia o Redenzione.








Alla
luce di ciò, hai mai ringraziato la Grazia?



(ZeRo)

STRAPPAGLI IL CUORE

mercoledì 13 marzo 2019


Appena arriva il ridicolo personaggio, il bullo chiamato io, arrivano anche i suoi goffi scagnozzi: menzogna, finzione, frivole storie personali, non autenticità, false associazioni mentali, pensieri ossessivi, tossici dialoghi interni, presunzione, imbarazzo, arroganza, vergogna, tristezza, vittimismo, senso di colpa, pesantezza, stress, inquietudine, instabilità, frenesia, apprensione.
Di solito tu riconosci gli scagnozzi ma non il mandante.
Non ti accorgi che appena fai entrare l’io, cioè l’impostore, automaticamente entrano anche i suoi scagnozzi. Di solito ti insegnano – se te la insegnano – la via più lunga, quella più socialmente tollerabile e SPIRITUALMENTE ACCETTABILE, quella del negoziare con i suoi scagnozzi (aspettativa, ansia, stress, scontentezza, sbalzi d’umore).
La via rapida, quella più efficace ma più tosta, consiste nell’affrontare a muso duro il Boss.
Questa via diretta è quella che la gente comune evita poiché è totalmente identificata con l’impostore interiore; difende l’impostore e scende a trattative con i suoi complici.
Quelli che hanno davvero affrontato l’impostore interiore sono pochi. 

Pochi hanno il coraggio di mettere in discussione una vita completamente centrata sul loro ego; e se lo fanno, mettono in discussione soltanto alcune parti di loro stessi, quelle meno ingombranti, quelle meno visibili; affrontano gli scagnozzi interiori, e non il mandante, il loro senso dell’io.

Pochi hanno le palle di strappare il cuore della loro identità abituale.

Amore, compassione, fratellanza, umanità... tutte puttanate per evitare di strappare una volta per tutte il cuore del vostro ridicolo personaggio!

(ZeRo)

FOSSA SPIRITUALE

venerdì 8 marzo 2019




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Ora è chiaro perché gli esseri realizzati vi dicono che non c’è niente da cercare e che la ricerca è sempre fittizia, immaginaria, superflua, inutile, non necessaria?




La ricerca spirituale – come del resto qualsiasi altra attività fisica, emotiva, mentale, spirituale – non è altro che puro intrattenimento, un passatempo.

In realtà non c’è davvero niente da fare, mai!




Ignara di ciò, ignara – in apparenza – della Verità, la Pura Coscienza decide quindi di ‘fingere’ di essersi persa, di dover ricercare qualcosa (se stessa), di dover fare qualcosa, di dover arrivare da qualche parte e infine di dover ritornare al punto di partenza.




Livelli, raggiungimenti, meriti, pratiche, tecniche, soglie… E poi ‘Urrà!’. L’impressione di essere arrivati a capolinea, l’impressione di aver finito la ricerca. Ma la ricerca non ha mai avuto luogo, se non nella mente del ricercatore - anch'esso immaginario.




Questo è il Gioco Cosmico.




Uno stravagante viaggio di andata e ritorno, un trip psichedelico… un sogno.






 P.S



Quando vi trovate in quella buca avvertite l’impressione che la ricerca è necessaria, sensata, utile, benefica, evolutiva, metafisica, trascendentale.

Sentite l’impellenza di scavare ancora e ancora, cioè di ricercare ancora e ancora. Diventa quasi un’ossessione, una dipendenza, qualcosa a cui non riuscite più a rinunciare: è diventata troppo importante, quasi vitale.

Bene, non allarmatevi, ci cadono tutti.

Non tentate di reprimere quell’esigenza. Finché vi è un forte stato di identificazione non conviene resistere al bisogno di ricercare, di praticare, di comprendere.

Assecondate con prudenza la ricerca, continuate a praticare, a seguire le istruzioni e gli insegnamenti. Quando l’identificazione si allenta vedrete che le cose cambieranno gradualmente. Riceverete degli insegnamenti nuovi, adeguati al vostro livello di autoconsapevolezza.

Non abbiate fretta di concludere la ricerca (immaginaria) e di uscire a una buca (altrettanto immaginaria).






Un essere autorealizzato è semplicemente qualcuno che vi fa risparmiare tempo… il tempo passato a girare in tondo all’interno della vostra buca.

SMETTILA DI RACCONTARE LA TUA STORIA PERSONALE

mercoledì 6 marzo 2019


Recentemente, mi è stato chiesto ancora una volta di condividere la mia storia ... e ancora una volta ho declinato l’invito.
Buone ragioni: vedi, è proprio questa costante creazione e mantenimento, narrazione e ri-narrazione, lucidatura e levigatura della storia personale che mantiene vivo il senso dell’io.
L'ego si mantiene vivo con la storia personale che ci raccontiamo o che raccontiamo agli altri.
Parlare costantemente di sé, delle proprie esperienze e delle difficoltà che hai avuto, del percorso che ha seguito, le ferite che hai subito e così via, non fa altro che rafforzare il senso dell’io.
L'invito qui è proprio quello di smettere di raccontare la tua storia personale.
Non importa chi sei, cosa hai fatto, quanto hai sofferto, quali imprese hai compiuto, quanto sei premuroso, quanto sei altruista, quanto sei speciale, quanto sei spirituale.
Tutta quella roba è la merda dell'ego!
Tutta quella roba è il carburante della tua vanitosa storia personale. Sì, anche il capitolo ‘esperienze spirituali’ fa parte della vanitosa storia dell’ego.
Quando il senso dell’io scompare, allora questa storia intensamente emozionante e profondamente amata, questa finzione che ci rende chi pensiamo di essere, viene davvero vista come un racconto molto superficiale e mal raccontato, ed è abbandonato senza titubanza.
Quando il senso dell’io svanisce, la storia si interrompe, finisce e al contempo si realizza che non è mai cominciata.
A quel punto la storia personale comincia automaticamente a sgretolarsi nell’etere, nell'aria sottile da cui proveniva.
Questo è l'invito al Risveglio: lasciar sgretolare la tua storia personale; lasciar sfumare la tua avventura spirituale; lasciare cadere questo costante sostenimento della credenza in te stesso come un sé individuale separato.
E così facendo, lasciando sfumare la storia personale e la storia collettiva che ti interconnette agli altri 'io', ciò che sei veramente emergerà dall’oscurità in cui hai vissuto finora e brillerà in tutto il suo splendore.
(David Carse - Perfect, Brilliant, Stillness)

SAI PER CHI STAI LAVORANDO?


Sai per chi stai davvero lavorando?
Non per la tua azienda, non per il tuo datore di lavoro, non per la società, non per la tua famiglia, non per il tuo bene, non per il bene degli altri, non per la tua vita, non per la tua evoluzione spirituale.
Stai lavorando per l’io!
Sei un dannato dipendente dell’ego.
Sei un suo miserevole impiegato.
Sei un fottuto agente del suo Sistema.
Hai quasi sempre lavorato per lui e non te ne sei mai accorto.
Che ne dici di darci un taglio?!
Che ne dici di licenziarti?! - Immagine correlata
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Occhio che se smetti di lavorare con lui, verrai automaticamente tagliato fuori dal suo ridicolo circolo (sociale, spirituale), verrai mal visto dai suoi affezionati dipendenti, che sarebbe a dire il 90% dell'umanità.
Sei disposto a correre il rischio?
In tal caso ti servirà un'incalcolabile quantità di forza interiore, lucidità, disincanto.

FOTOFINISH






Finché vi identificate con le apparenze impermanenti del mondo non troverete mai pace.
L'identificarvi con qualcosa di impermanente è la prima causa di frustrazione. La seconda causa è il ricercare altri oggetti impermanenti (eventi fugaci, esperienze effimere, sensazioni frivole, partner, lavoro ideale, circostanza perfetta, etc).
La vera pace la si ritrova nel RICONOSCIMENTO dello spazio immutabile, impermanente. Dovete accorgervi che siete già arrivati, SENTIRVI VERAMENTE ARRIVATI; solo allora troverete pace, serenità, felicità.
Non ci devono essere dubbi sull'arrivo!
Non deve esserci l'impressione di dover fare neppure un passo in più, un millimetro in più, un'azione in più, dire una parola in più, provare un'emozione in più, raggiungere un obiettivo in più, sperimentare un'esperienza in più, salvare un'anima in più, aiutare una creatura in più, amare una persona in più, evolvere di un grado in più, salire di un livello spirituale in più.
Questo significa davvero essere arrivati!
Questo è ciò che provano gli auto-realizzati: nessun desiderio!
Nessun bisogno di fare, dire, dimostrare, avere, sentire!
Sono davvero liberi da qualsiasi desiderio!!
Il desiderio del mondo (e dei suoi oggetti di attrazione) è desiderio di impermanenza, che a sua volta si traduce in desiderio di fugacità, desiderio di futilità, cioè vanità.
Una mente vuota da tale desiderio è una mente arrivata, realizzata, illuminata.

(ZeRo)

MENTE NUDA

sabato 2 marzo 2019





La mente è come un 'Re Nudo'.
Viene investito tanto sforzo (inutile) nel vestire l'Imperatore (la mente).
Tanti vestiti (pensieri, parole, discorsi, dialoghi, ragionamenti, desideri, sogni) per ricoprire la sua vera natura.
Pensa di avere sostanza ma in verità i suoi veli non hanno sostanza.
Crede di avere la forma dei costumi che indossa, ma sotto sotto è senza forma.
Crede di essere i suoi abiti e si identifica con le sue abitudini.
Crede nell'abito chiamato 'io'.
Ma in realtà lei è nuda, vuota, senza-io.

(Ze Ro)
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