LA FINZIONE RICHIEDE UNO SFORZO INCESSANTE

lunedì 10 dicembre 2018
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Quanti sforzi sono richiesti ad una rosa per essere una rosa?
Quanti sforzi deve fare per mantenere il suo aspetto e la sua fragranza?
Nessuno sforzo!



E tu invece quanti sforzi fai per essere chi sei, anzi per fingerti ciò che non sei?
Quanti sforzi fai per mantenere un buon profilo sociale, per eccellere, per renderti sempre più attraente, simpatico, visibile, riconosciuto?
Ma soprattutto quanti sforzi dovrai ancora sostenere prima di accettarti per quel che sei?
Tutti i tuoi sforzi derivano in primo luogo dall’aver negato o dimenticato la tua autentica identità.
In secondo luogo i tuoi sforzi derivano dal voler mantenere in piedi una falsa identità.
La tua vera identità è come la rosa: non richiede sforzi per essere ciò che è.
La tua identità fittizia invece richiede costanti sforzi per apparire diversamente da ciò che è.
E ovviamente questi sforzi inutili porteranno solo ad un unico risultato: la sofferenza.
Non tanto una sofferenza fisica o sentimentale, bensì una sofferenza più profonda, una sofferenza esistenziale che ti accompagnerà fino a quando continuerai a fingere di essere ciò che non sei.



Tra l’altro un conto è fingere di tanto in tanto, rimanendo consapevoli della finzione; un altro conto è fingere dimenticandosi della finzione e scambiandola per realtà.



La brutta notizia è che la finzione incessante richiede uno sforzo estenuante!
La buona notizia è che alla fine anche tu ti stancherai della finzione…




(Ze Ro, Senza io si vive da Dio… libro in fase di stesura)


Marco Baston - Sguardo continuativo (video con trascrizione)

domenica 9 dicembre 2018


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TRASCRIZIONE:







E di solito in noi ci sono alcuni tratti caratteristici nel modo in cui usiamo gli occhi: uno è quello che noi saltiamo da un punto all'altro, guardiamo solo alcuni dettagli di quello che ci sta intorno e muoviamo gli occhi da uno all'altro di questi dettagli; questo lo facciamo perché il dialogo interno ci dice che so, ad esempio, che è importante guardare questo fiore poi quella piantina e poi la paglia davanti a me… quindi saltano da qui a lì e tutto lo registro affatto; ci potrebbe essere qualunque cosa ma per me non esiste percettivamente, il dialogo interno mi sta dicendo che la cosa importante è quel dettaglio li, quell'altro dettaglio…  sono sotto una dittatura , la dittatura della descrizione del mondo e del dialogo interno. Uno dei primi modi per a sottrarsi a questo dominio assurdo è modificare in modo in cui usiamo la percezione a partire dagli occhi dato che noi siamo prettamente visivi e quindi è fondamentale sganciare gli occhi dal dominio del dialogo interno e agganciarle all'area della volontà .





 anche ad alzarvi e riuscire a fare questa cosa in movimento perchè poi quello che ci interessa non è che viviamo seduti su un seggiolino quindi quello che ci interessa è poter fare questa cosa qualunque cosa noi stiamo facendo in quel momento, mentre laviamo i piatti, mentre siamo al lavoro, mentre interagiamo con qualcunotenete presente altre due punti importanti: gli occhi devono essere mantenuti sempre molto morbidi per lasciare che il silenzio del mondo entri dagli occhi e raggiunga la volontà… questo è un modo di ottenere il silenzio vero… ottenerlo da ciò che ci sta intorno, che non ha dialogo interno e un'altra cosa possibilmente quando riusciamo a fare questa cosa di guardare con continuità è anche mantenere la percezione, la visione periferica, mentre usiamo lo sguardo in questo modo; questo semplice cambio nel modo in cui usiamo agli occhi porta con sé una rivoluzione totale nell'uso che facciamo dell'attenzione ed è un colpo ferale per il dominio del suggeritore.

DIPLOMA DEL RISVEGLIO

sabato 8 dicembre 2018
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Il Risveglio non è come il diploma delle superiori che serve per iniziare l’università, e neanche come la laurea universitaria utile soltanto per entrare nel mondo del lavoro.
Il Risveglio è il diploma finale!
Tutti gli altri diplomi (meditazioni profonde, espansioni di coscienza, siddhi, poteri spirituali, esperienze mistiche) sono esamini intermedi, tra l’altro neppure indispensabili per ottenere il diploma finale.
Dopo di quello niente più esami, niente più inseguimenti, niente più battaglie pro ‘Luce’ e contro ‘Oscurità’.
Con quel diploma puoi andare nel mondo e fare qualsiasi cosa tu voglia pur sapendo che ciò che fai non ti serve a niente.
Questo diploma non ti abilita a fare di più bensì ti abilita a non fare più niente nel mondo dei sogni, cioè nel mondo di tutti giorni.
Dal punto di vista della gente comune questo diploma è disabilitante.
Dal punto di vista del saggio questo diploma è strabiliante!

(Jed McKenna)
P.S. di ZeRo
Ovviamente non c’è nessun ‘individuo’ a ritirare tale diploma….
L’io può sventolare tutti i diplomi tranne questo, quello più importante.


Sbattersi o SBATTERSENE?

venerdì 7 dicembre 2018


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Sbattersi o SBATTERSENE?

Perché sbatterti tanto quando puoi tranquillamente sbattertene il caxxo…

Smettila di perdere tempo
Facendo cose che non hai voglia di fare
Dicendo cose che non vuoi dire
Ascoltando discorsi che non vuoi sentire
Stando con persone con cui non vuoi stare.

(by Ze Ro)

PANTOMIMA UMANA

lunedì 3 dicembre 2018


Quando vedi lucidamente la pantomima umana e ne riconosci i meccanismi sottostanti, ti rendi conto che non devi più essere il padre perfetto, la madre premurosa, il figlio educato, lo studente modello, il lavoratore instancabile, l’amante passionale, l’amico simpatico, l’opinionista di facebook, il terapeuta miracoloso, il praticante disciplinato, il discepolo devoto, il maestro compassionevole.


Lascerai lentamente andare il copione che ti hanno insegnato a recitare, poi passerai un po’ di tempo improvvisando qualche altro ruolo marginale che ancora non hai recitato, infine smetterai di fingerti ciò che non sei e ti defilerai in punta di piedi dal teatrino umano, osservando con leggero distacco e un pizzico di stupore l’intera sceneggiatura in cui prima eri completamente coinvolto.



(ZeRo)

SILENZIO INTERIORE: Pratiche di sciamanesimo tolteco con Marco Baston

mercoledì 28 novembre 2018


L'EGO AMA FARE IL MAESTRO

martedì 27 novembre 2018
All’ego piace essere il maestro di tutti.
Il maestro del proprio partner, di proprio figlio, dei propri colleghi, della propria compagnia, delle proprie relazioni, della propria Vita… e ovviamente all’ego piace essere il maestro di se stesso.
Quelli che ti incoraggiano ad essere il maestro di te stesso potrebbero – involontariamente – inneggiare al tuo ego.
All’ego piace recitare la parte del mentore o del maestro perché così riesce a rafforzare la propria identità personale. Questo è naturalmente valido anche e soprattutto per i cosiddetti Guru o Maestri Spirituali.
Al giorno d’oggi questa dinamica è molto sottile ma comunque è piuttosto evidente sui social media, dove con la scusa di aiutare gli altri ci si improvvisa insegnati o Maestri di Vita.
C’è chi giustifica i propri interventi credendo di placare il dolore altrui, chi vuole portare sostegno, chi porta la luce della Verità, chi commenta per lenire la sofferenza di un perfetto sconosciuto, chi si batte (verbalmente) per esporre le contraddizioni altrui, chi dispensa una dopo l’altra tutte le Verità occulte: insomma c’è sempre una giustificazione per mettere in mostra la propria sapienza o la propria compassione.
Non c’è nulla di male in questo atteggiamento e in fondo ci siamo passati. tutti.. l’importante è accorgersi che si può approcciare il prossimo con zero ego, cioè con zero desiderio di insegnare qualcosa di speciale, zero bisogno di considerazione, zero aspettative, zero desiderio di approvazione, ma soprattutto con zero pretesa di cambiare il mondo, di salvare qualcuno o di aiutare gli altri. Magari quella è la volta buona che riusciamo a fare o a trasmettere qualcosa di buono senza neppure volerlo.
(ZeRo)

INFINET… il gioco dove un Sé illimitato può sperimentare la propria limitatezza

lunedì 26 novembre 2018
Immagine correlata
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Storiella di Jed McKenna circa due Esseri illimitati (Sé Infiniti) che inventano uno stratagemma per sperimentare la limitatezza di un corpo finito.
La parte centrale e finale del racconto è stata riadattata da ZeRo (autore di questo blog).

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Un giorno una coppia di Sé Infiniti iniziano una curiosa conversazione…

“Sai, stavo pensando…”

“Per piacere non farmi preoccupare. Sai cosa ha detto il capo l’ultima volta dell’inutilità del pensare o del preoccuparsi…”

“Non preoccuparti. Questo è diverso.”

“Ok.”

“Stavo pensando che voglio andare a GLP stanotte.”

“Dove?”

“Al Gran Luna Park.”

“Tutto qui? Ci sei su! Tutti i diversi giochi e le attrazioni…”

“Si, ma stanotte voglio limitarmi per bene; voglio legarmi una mano dietro la schiena mentre gioco a freccette.”

“Cosa?”

“Non sono stato chiaro? Ho detto che voglio legarmi una mano dietro la schiena mentre gioco a dardi.”

“Ti ho sentito perfettamente; ma non ha senso. Perché vorresti fare questo?”

“Beh, continuo a far scoppiare tutti i palloncini ogni volta portandomi a casa l’ennesimo pupazzo. Ora il mio armadio ne è pieno.”

Cos’altro puoi aspettarti quando hai poteri infiniti, saggezza infinita, abbondanza infinita…”

“Ma voglio sperimentare qualcosa di un po’ diverso – più stimolante forse. Un gioco dove vinci tutte le volte può essere un po’ noioso.”

“Così lancerai le frecce con una mano legata dietro la schiena?”

“Si, ho pensato almeno di provarci.”

“Questo lo devo vedere…”
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Il giorno dopo…
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“Sai, stavo pensando…”

“Oh, no, ci risiamo con i pensieri.”

“Lanciare i dardi con una mano legata alla schiena non è un granché. Continuo a far scoppiare ogni palloncino, e ora ho un secondo armadio pieno di pupazzi.
Così stanotte mi legherò entrambe le mani dietro la schiena.”

“Come lancerai le frecce con entrambe le mani legate dietro la schiena?”

“Non lo so ancora; come hai detto ho potere infinito e infinita saggezza, così, risolverò.”

“Questa cosa non funzionerà, lo sai… non ci sono limiti!”

“Si, lo so. Ma ci dovrà essere un modo per autolimitarsi…”

“Un modo per far cosa?”

Un modo per sperimentare come sarebbe a non essere così… infiniti, perfetti… sempre.”

“Non ti seguo…”

“Intendo, eccoci qui, con gioia infinita, potere infinito, saggezza infinita, abbondanza infinita, ed infinito e incondizionato amore… Siamo proprio così… così perfetti. Bene, forse voglio provare come sarebbe mancare un palloncino o due una volta ogni tanto – per sperimentare come sarebbe non essere così infiniti, solo per divertirsi.
Vorrei sperimentare la frustrazione, l’insoddisfazione, la scontentezza.
Sai, forse apprezzerò ancora più la mia natura infinita, quando conoscerò come si sente l’opposto.

“Ma non è possibile.”

“Cosa non è possibile?”

Non essere infinito, intendo, non è possibile perché questo è chi siamo…. Esseri infiniti. Non è possibile essere non infinito.”

Forse no. Almeno per noi, non direttamente. Ma cosa accadrebbe se creassimo un nuovo gioco, e creassimo un giocatore che lo gioca per noi?”

“Continuo a non seguirti…”

“Conosci il Tunnel dei Sogni, dove al Luna Park sperimentiamo quelle fantastiche immagini da tutti i bellissimi universi immaginari?”
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