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Jeff Foster: Come aprire il tuo cuore.

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Non provare ad aprire il tuo cuore ora. Sarebbe un sottile movimento aggressivo verso la tua esperienza immediata e corporea.


Mai dire ad un cuore chiuso che deve essere più aperto, perchè si chiuderà ancora più fermamente proteggendosi, sentendo la tua resistenza. Un cuore si schiude solo quando le condizioni sono giuste; la tua richiesta di apertura invita ad una maggiore chiusura. Questa è la suprema intelligenza del cuore.


Invece, inchinati al cuore nello stato in cui è. Se è chiuso, lascialo essere chiuso; santificane la chiusura. Rendilo sicuro; sicuro anche se insicuro. Fidati che quando il cuore è pronto, e non un minuto prima, si aprirà, come un fiore con il calore del sole. Non c’è fretta per il cuore.


Fidati della chiusura e dell’apertura allo stesso modo; l’espansione e la contrazione; questo è il modo di respirare del cuore; sicuro, non sicuro, sicuro, non sicuro; la bellissima fragilità di essere umani; e di saper accogliere tutto nel più perfetto degli amori.


Jeff Foster

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2° articolo.


Una volta ho visto un noto insegnante di non dualità (“Advaita”) avvicinato da una donna coraggiosa che stava attraversando un passaggio di vita molto profondo.

Lei disse: "Ho un'ansia profonda nella pancia. Puoi aiutarmi? ”

Lui rispose, senza cuore, senza compassione: "Sei ancora attaccata al tuo corpo, ancora identificata con il sé separato. Semplicemente prendi la posizione della Consapevolezza! "

Nella sua spinta ad essere un esperto, un "insegnante", le aveva mancato il cuore - e la pancia - completamente.

E gli era mancata la sua e aveva dimenticato la sua profonda umanità.

La donna era ancora più oppressa dopo questa interazione, più ansiosa e disconnessa di prima.

Quando l'ho incontrata le ho dato un forte caloroso abbraccio e le ho fatto provare i suoi sentimenti e raccontato la sua storia. Ha pianto, la sua ansia è diminuita, si è sentita di nuovo intera.

La nostra vulnerabilità, la nostra tenerezza, la nostra imperfezione non sono vergognose - possono anzi guarirci. E la nondualità non è nulla se non è un abbraccio sacro e una celebrazione selvaggia della nostra profonda umanità.

Ho visto il terribile dogma di Advaita. Il vilipendio del "io separato". La negazione e la vergogna del dolore e dei traumi umani. Ho visto come gli insegnamenti di Consapevolezza possono essere usati - dalla più brillante delle menti - per schiacciare la nostra umanità, anestetizzare la nostra vulnerabilità, mettere a tacere il nostro dolce dubbio e annientare la nostra squisita paura. E spingerci più profondamente nella vergogna e nella repressione.

Ecco perché ho smesso da "insegnante di nondualità" tanti anni fa. La verità non può essere trovata in NESSUN dogma e, purtroppo, la nondualità per molti è diventata solo un altro dogma, un altro culto, un altro modo per separarsi. Che ironia.

La verità non conosce dogmi. È viva, profondamente calda e umana, risponde al momento presente... ed è piena di caldi abbracci. 😀

- Jeff Foster


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3° Articolo.


IL BUDDHA SELVAGGIO
Puoi buttare via l'ideale di "calmo, fermo e razionale" in questo momento, amico. Puoi lasciare bruciare sul fuoco l'immagine del "Buddha di pietra perfettamente pacifico". È una terribile bugia. È salutare singhiozzare, urlare, gemere, sospirare, ridere istericamente, tremare, provare paura, rabbia, dolore profondo, gioia estatica, desideri profondi e potenti.
C'è un Buddha selvaggio in tutti noi e non sarà domato. Più cerchi di sopprimerlo, più diventa forte. Più cerchi di farlo vergognare, di farlo sentire pazza, "irrazionale" o "troppo emotivo", più diventa arrabbiato e potente. Più scappi da lui, più lui ti corre dietro. Non sarà sconfitto con parole intelligenti e filosofie sofisticate. Lui non sarà messa a tacere; tu non potrai sfuggirgli, perché stai solo cercando di sfuggire a te stesso.
Alla fine tutti dobbiamo rivolgerci ad affrontare il selvaggio che ci abita dentro, incuriosirci dei nostri sentimenti, pulsioni e impulsi naturali, sia piacevoli che dolorosi, sia gentili che intensi, dare loro il dono della nostra attenzione e del nostro respiro consapevole, dare loro il nostro amore e comprensione, dategli una dimora fissa in noi stessi, un posto dove vagare liberamente. Quando facciamo amicizia con la nostra sregolatezza, possiamo essere amici degli altri. Quando non temiamo più i nostri sentimenti, non cercheremo più - e invano - di controllare i sentimenti degli altri, e avremo molta compassione per i nostri compagni di battaglie. Singhiozzeremo, urleremo, gemeremo, sospireremo, rideremo istericamente, tremeremo, sentiremo paura, rabbia, dolore profondo, gioia estatica, desideri profondi e potenti e desideri insieme, e celebreremo tutti questi come espressioni divine.
Il Buddha singhiozzava come un bambino a volte, provava una giusta rabbia per l'ingiustizia e gli abusi nel mondo, temeva la morte ma stava senza paura nel cuore di quella paura. Qui era la fonte del potere del Buddha - un amore infinito e indissolubile per la selvaggezza che c'era dentro.

- Jeff Foster

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