SOFFERENZA VOLONTARIA

lunedì 1 maggio 2017

consiglio di rileggere tutto almeno un paio di volte

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La sofferenza volontaria è moneta di scambio per la salute, l'arricchimento interiore/esteriore, la crescita personale, la pace interiore, la forza, l'intelligenza

sigilla nel cuore questo messaggio ---> le persone più felici non sono quelle che hanno sofferto di più ma quelle che hanno saputo soffrire meglio.

  • ATTRITO
    • l'ideale sarebbe agire quando e dove c’è “attrito”, questo genera una trasmutazione interiore e favorisce un'accelerazione del processo. Il trucco sta nel fare qualcosa di utile proprio in quei momenti in cui hai meno voglia di farlo. In pratica devi riuscire a costringere il corpo a mettersi all'opera malgrado le resistenze della mente. Per superare l'attrito iniziale (resistenze dell'io pigrone o falsa personalità) devi affidarti alla forza di volontà e alla fiducia nel Lavoro sul corpo sottile o corpo energetico.
    • Es. di attrito = alzarsi presto quando non ne hai voglia; astenerti dal mangiare proprio quando desideri un dolcetto; fare una doccia fredda mentre sei appena sceso dal letto; fare una passeggiata o corsetta al mattino presto.
    • In soldoni, andare “consapevolmente” contro la via di minor resistenza, evitare la scelta più comoda, agire contro tutto ciò che è meccanicizzato (abitudinario) genera attrito e quindi “sofferenza volontaria” e infine trasmutazione da piombo in oro, salto ad un'ottava superiore ovvero un piano esistenziale migliore.
  • NON IDENTIFICAZIONE
    • Non scordare mai che la sofferenza è un mezzo e non il fine.
      •  con il crescere della tua consapevolezza, essa va scemando.
    • Renditi subito conto che non sei tu a soffrire bensì sono le emozioni negative, gli schemi di pensieri dominanti, le abitudini correnti, in due parole stai sacrificando la falsa personalità, l'identità con cui ti eri erroneamente immedesimato finora. Falsa personalità è sinonimo di sofferenza inutile, sofferenza immaginaria (provocata da preoccupazioni insensate, timori concettuali).
    • Mentre pratichi rimani autoconsapevole, ricorda che tu sei solo alchimista che controlla l'andamento del processo di trasformazione interiore. I processi che avvengono nel crogiulo umano riguardano le componenti del corpo. Sensazioni dolorose, emozioni sgradevoli, impressioni, pensieri e così via rappresentano il combustibile o la materia prima sottoposta al fuoco alchemico (fuoco = tua concentrazione/consapevolezza). All'emergere di queste sensazioni fastidiose non identificarti, rimani lucido, consapevole che tu sei l'osservatore "esterno" (non toccato dai quei processi) che si prende cura della macchina biologica: la tua attenzione è necessaria alla riuscita dell'opera. Il principiante si fa del male (SOFFERENZA INUTILE) perché si identifica con il materiale che brucia. Il bravo praticante sa che non può scottarsi perché egli stesso è quel fuoco o meglio il generatore e manipolatore di quel fuoco.
    • Man mano che pratichi lucidamente acquisirai un incredibile potere personale. Carisma, autostima, capacità attrattiva, vigore, centratura, radicamento: queste sono soltanto alcune delle inevitabili benefici dello sforzo cosciente o sofferenza volontaria. Questa sofferenza "utile" si trasforma automaticamente - per una legge fisica infallibile - in nuova energia. La soff. inutile invece - per una serie di ragioni che non è il caso di analizzare - ti depriva di energia.
    • Es. di Soff. inutile =
      • dare istintivamente espressione alle emozioni negative (rabbia, gelosia, senso di colpa, senso di inferiorità, autocommiserazione, lamentarsi-criticare gli altri),
      • continuare a dubitare del lavoro interiore,
      • FANTASTICARE (evadere dalla realtà presente), desiderare di trovarsi altrove con una persona speciale, lontano da ogni difficoltà.
  • DOLORE = PROPELLENTE
    • la fatica, l'attrito, la tensione iniziale vanno visti come una molla che ci spinge ad uscire dall'indolenza: affinché questa molla funzioni è necessario esercitare una pressione verso il basso, al crescere della quale crescerà lo slancio verso l'alto. Considera questo meccanismo come un incentivo. Inoltre questo dolore consapevole ti scuote dal torpore abituale.
    • Spezza le colonne dietro cui il falso io (l'avversario, l'ego) ha edificato il suo nascondiglio
      • Più è grande è la sofferenza "utile" e maggiore sarà l“energia propulsiva” che hai a disposizione
    • eleva il tuo quoziente volitivo = sviluppi la facoltà di non arrenderti davanti a niente e nessuno
      • "la volontà è la quantità di sofferenza che siamo disposti a spendere per ottenere ciò che vogliamo"
  • Se pratichi correttamente puoi accedere alla sorgente vitale ed usufruire di una quantità inesauribile di energia

  • NON RIMANDARE LE PRIORITA'
    • "Fallo subito, non domani mattina"
      • [che si tratti di lavare i piatti, fare la doccia, fare ginnastica, meditare, etc.]
    • Concentrati su un'attività per volta
      • "Lascia perdere il multitasking"
  • SACRIFICA LE ATTIVITA' SECONDARIE, INUTILI
    • mentre ti dedichi all'attività principale, non pensare ad altro [chiudi f.b., whatsapp, istangram]
    • stai alla larga dai vizi, dalle sigarette, dal caffè, dallo zucchero, dall'alcol, etc.
    • Es. di Soff. volontaria = stanare le inclinazioni insensate, i meccanismi sconvenienti che tendezialmente eseguiamo senza rendercene conto: una volta “stanato” uno di questi meccanismi, continuando ad osservarlo senza volerlo cambiare… prima o poi svanisce: da solo!
      • se cerchi di cambiarne anche solo una virgola, c’è la possibilità che lo stesso meccanismo si travesta, cambiando un dettaglio o spostandosi altrove, per ripresentarsi sotto mentite spoglie.
      • Il che equivale a non cambiare una beata fava: è come cambiare una camicia pensando di andare in giro a torso nudo.
      • Occorre porsi una specie di “sveglia” interna che ci porta a riconoscere il comportamento in questione sul nascere, ovvero dalla reazione emotiva che lo produce e stroncarlo letteralmente all’istante.
      • Se non cerchi di cambiare quello che osservi, ma continui a guardarlo senza cercare di giudicarlo (anche solo dare un nome ad una cosa significa de facto emettere un giudizio), è possibile che parta una catena di osservazioni che ti portano a capire molte altre cose interessanti sul tuo funzionamento.
  • IL POTERE DEI DOVERI ESSERICI
    • il leggero SFORZO COSCIENTE compiuto quotidianamente contrasta il torpore ("SONNO" o "IPNOSI" a cui viene abitualmente sottoposta la bio-macchina - il tuo corpo]
      • nel fare quella piccola attività stai rimandando qualcos'altro, l'attività deleteria [il dormire, il cazzeggiare, il disperdere energia vitale]
      • Dai sempre la precedenza a tutte le attività che stimolano attivamente la tua attenzione, innalzano il liv. energetico. Sacrifica le comodità. Il tuo Essere si espande fuori dalla zona di comfort
      • All'inizio evita i SUPER-SFORZI. Essi sono estremamente utili e potenti ma richiedono una padronanza enorme.
  • COMINCIA DAL MICRO
    • Non lancirati in attività eroiche. Parti con piccoli atti, di breve durata e lieve intensità, poi aumenta gradualmente la portata del lavoro. Inizia per pochi minuti, cronometra 5 minuti e non demordere fino alla fine. Dopo un paio di settimane prolunga di 5 min., poi 10 min., 15 min. etc.
  • ILLUSORIETA'
    • la sofferenza, per quanto lancinante, proviene sempre da una percezione soggettiva, è un fattore variabile, modulabile e in alcuni casi annullabile. In poche parole la radice della sofferenza è irreale. Fa leva su una serie ingannevole di meccanismi biologici, psicologici e sensoriali. Per ritrovare il benessere non è necessario intervenire cavillosamente su questi meccanismi... è sufficiente comprendere cosa significa il termine "percezione".
      • La sofferenza è uno dei legami più interessanti e diretti che abbiamo con l’illusione. Non va scacciata ma studiata a fondo. Il saggio giunge al risveglio proprio grazie alla lucida analisi della sofferenza: in tal modo ottiene la chiara visione della sua radice percettiva.
      • Sofferenza volontaria = non sfuggire da un dispiacere (una scomodità) frapponendo barriere tra noi e la sua percezione. Immergiti completamente! Riemergerai in un mare di GODURIA.
        • il dolore può sconfinare nel piacere, come viceversa. Piacere e dolore sono due facce della stessa medaglia: l'illusoria percezione soggettiva.

In conclusione la sofferenza è inevitabile, non c'è via di scampo. L'unica decisione sensata riguarda il tipo di sofferenza: puoi scegliere quella utile oppure quella inutile.

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Nello scrivere l'articolo ho preso spunto da vari blog tra cui:
http://www.francescoamato.com
http://www.sviluppocoscienza.it/ouspensky.htm

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