NON CREDERE AI TUOI OCCHI

domenica 31 marzo 2019


Con quali occhi credi di vedere il mondo, cioè il sogno diurno?
Con gli stessi occhi con cui guardi il sogno notturno!



È per questo che l’essere autorealizzato vi dice che gli occhi non possono vedere la Realtà. Gli occhi e il cervello vedono solo le illusioni, i contenuti del sogno diurno o notturno. In un certo senso sia il cervello che gli organi sensoriali servono solo a quello, a sognare giorno e notte, a vedere fantasie, a percepire tali fantasie e quindi a credere alle apparenze esterne. Sono degli strumenti strambi, volendo simpatici, che fanno vedere quel che non c’è e non fanno vedere quel che c’è.

Fanno vedere il sogno, l’apparenza (quel che appare e scompare, va e viene), ma non fanno vedere che rimane, quel che non va mai via, quel che c’è sempre.

RISVEGLIATI DALLA NASCITA

sabato 30 marzo 2019

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Il fatto di essere autorealizzati, liberati, risvegliati non dovrebbe stupire più nessuno (e non avrebbe mai dovuto stupire nessuno).
Non vergognatevi di vedervi come esseri autorealizzati, liberati, risvegliati, poiché voi siete veramente autorealizzati, liberati, risvegliati. Non a livello parziale, virtuale, teorico, astratto, spirituale ma livello totale, effettivo, fattuale, viscerale.
Fottetevene del pudore, della modestia, decenza, discrezione, riserbo, riguardo, ritegno, riservatezza, vergogna.
Fottetevene di cose pensano gli altri.
Fottetevene dell'opinione pubblica, del condizionamento sociale, delle tradizioni elitarie.
Fottetevene di chi vi accusa di megalomania, egoismo, arroganza.
Fottetevene di dovervi meritare una condizione speciale (ritenuta a sproposito speciale) con lo sviluppo di virtù, facoltà, abilità, discipline, rituali, pratiche.

In questo mondo sembra proibito mostrare la propria vera natura.
Andate contro corrente!
Abbiate la faccia tosta di non nascondere la vostra vera natura.
Sì, potreste essere criticati, derisi, svalutati, ostacolati... ma questo deve rappresentare l'ultimo dei vostri problemi.

Perché diamine gli esseri autorealizzati, sanno e vi ripetono continuamente che voi siete altrettanto autorealizzati mentre voi non ci credete affatto?
Ma soprattutto… Perché gli altri sì e voi no!?!?

Credete davvero che esista una misteriosa selezione ‘divina’, un lignaggio esoterico, un’elezione ‘occulta’ in termini di autorealizzazione?

Nei fatti vi siete soltanto proibiti l’dea dell’autorealizzazione. Non vi siete proibiti l’autorealizzazione ma soltanto l’idea.

Perché non vi siete mai davvero proibiti l’autorealizzazione?
Perché fa parte della vostra vera natura.
E l’unica cosa che potete fare è negare la vostra vera natura: non potete occultarla, nasconderla, adulterarla. Potete aver l’impressione di averla adulterata, oscurata, persa… ma potete soltanto fermarvi lì, a livello di idea, a livello di impressione, a livello di percezione superficiale.

Quando riconoscerete la vostra vera natura verrete probabilmente presi per pazzi, folli soprattutto da coloro che continuano a difendere la folle idea di non essere quel che già si sono, quelli che si fanno ostacolare dalla piccola folle idea di essere separati dalla loro vera natura.

Un tizio piuttosto conosciuto del secolo scorso, Ramana Maharshi, un liberato – cioè un vostro pari, anche se non osate ammetterlo – disse:
“L'unico ostacolo al Risveglio è L'IDEA di non esserlo già.”

Dire che l'unico ostacolo è un’idea non vuol dire che occorre sormontare l'idea così da risvegliarsi. No!
Significa che non occorre fare niente, non occorre sormontare niente poiché non ci sono veri ostacoli alla vostra vera natura.

Dire che l'unico (l'unico!!!) ostacolo è l'IDEA significa dire che NON ESISTONO OSTACOLI!!!
Gli ostacoli alla vostra autorealizzazione sono tutti immaginari!


Ramana è un vostro pari!
Nisargadatta è un vostro pari!
Lao tzu è un vostro pari!
Cristo è un vostro pari!
Buddha è un vostro pari!
Brahman è un vostro pari!
Dio è un vostro pari!
L’infinito è un vostro pari!
L’ignoto è un vostro pari!
L’Assoluto è un vostro pari!
La Realtà più elevata, perfetta, completa, immensa che esista è un vostro pari!


Voi non siete nati per autorealizzarvi. Siete nati autorealizzati.
Voi non siete nati per auto-liberarvi. Voi siete nati auto-liberati.
Voi non siete nati per Risvegliarvi. Voi siete nati Risvegliati.


Se avete un Maestro, andate dal vostro Maestro di turno e ditegli in faccia:
'Non sei più il mio Maestro. Non posso avere Maestri poiché sono autorealizzato dalla nascita.'
'Sono Risvegliato dalla nascita!'
'Sono Auto-Liberata dalla nascita!'

Se non avete un Maestro ma seguite una tradizione fate la stessa cosa nei confronti della vostra tradizione.

Se non seguite né un Maestro né una tradizione, fate la stessa cosa ma nei confronti del mondo intero, della società, del vostro intelletto:
'Sono risvegliato dalla nascita!'
'Sono auto-liberata dalla nascita!'

Scrivetelo su un post it, memorizzalo su un file, fatevi un tatuaggio... Non mi interessa.
L'importante è che vi rendiate conto, tutti i giorni, che voi siete realizzati, liberati, Risvegliati.

Fate sinceramente questo atto di auto ammissione...
E Bam!
I ruoli si invertono.
Vi siete reintegrati al vostro stato naturale.
In realtà non è avvenuto niente poiché non vi siete mai distanziati e differenziati dal vostro stato naturale, ma ora come ora, per voi c’è l'impressione che debba 'cambiare qualcosa'.
In verità non si deve cambiare niente per autorealizzarsi.

Con questo autentico atto di riconoscimento potete fare uno scacco matto al vostro intelletto.
A quel punto per il sistema è finita!
Per il sistema cognitivo è finita!
Per la finta identità è finita!
Per la vostra storia personale è finita!

Questo riconoscimento è una lapide alla pseudo-identità che per anni avete chiamato 'io'.

È finita.
Siete risvegliati dalla nascita e il castello di sabbia spirituale crolla con questa semplice, diretta, autentica, spontanea constatazione.

La storia infinita è finita!
La storia personale è finita... anzi non è mai cominciata.
Il viaggio infinito è finito!

Ben ritrovati a casa, cari Risvegliati!

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(ZeRo)

COLLISIONE CON IL RISVEGLIO

mercoledì 27 marzo 2019





Suzanne Segal, nel suo libro ‘Collisione con l’infinito’, ha descritto l’accadimento del suo Risveglio.
In pochissime parole si è trattata di una vera e propria ‘collisione con il vuoto’ le cui profonde ripercussioni sono durate per circa 14 anni. Non parliamo di una persona qualunque ma di una donna che praticava da anni la meditazione trascendentale di Maharishi Mahesh. Nonostante le sue esperienze da praticante l’impatto con l’Assoluto è stato talmente devastante da spingerla a rivolgersi a diversi psicoterapeuti, oltre che ovviamente a vari Maestri Spirituali.
Sebbene sapesse che il Risveglio non sarebbe stato una passeggiata, non si aspettava quel che è accaduto. Un totale annientamento del senso dell’io, un'implosione del suo sistema cognitivo e un’esplosione del suo abituale sistema percettivo… il tutto accompagnato da un crollo totale dei suoi punti di riferimento psicologici, emotivi, sensoriali, sociali.

Pur conoscendo la testimonianza di saggi come Ramana Maharshi si accorse che è impossibile cogliere la portata di quell’evento per via ‘intellettuale, letteraria, psicologica’: per comprendere ‘Quello’ occorre ‘subire’ l’impatto con ‘Quello’.
Forse alcuni di voi hanno avuto un assaggio di quell’impatto; magari si è trattato di un momento di lieve disorientamento oppure una brusca interruzione della percezione abituale; un brivido lungo la schiena, vertigini, il cervello che inizia ad attivarsi in maniera anomala producendo una specie di misterioso ronzio, un inquietante senso di vuoto o di perdita della propria identità. E in quel frangente potreste esservi resi conto che se aveste mantenuto a lungo il focus dell’attenzione su quell’anomalo processo interiore avreste potuto letteralmente perdere la cognizione di voi stessi, degli altri, del mondo. In quell’istante il senso dell’io – che solitamente pilota letteralmente ogni dettaglio della vostra vita – stava per dissolversi e proprio per evitare quel cataclisma interiore, il cervello stesso – in reazione alla paura indotta dal senso dell’io – produce tutta una serie di meccanismi di difesa che spostano l’attenzione lontano da quel processo.
Nel caso di Suzanne l’attenzione non si spostò ma rimase focalizzata sul cataclisma interiore; volle sperimentare la propria morte in vita o meglio la morte dell’io in piena consapevolezza.
Quel tipo di collisione è sempre devastante. Diffidate da chi vi parla di esperienza mistica, di estasi, di beatitudine e amore cosmico.
La dissoluzione del senso dell’io è logico che produca una paura fottuta perché si tratta della dissoluzione di una parte (seppur fittizia) di se stessi; si tratta della morte di ciò che si crede di essere… e posso dirvi tranquillamente che non è piacevole.
Quel che forse possiamo definire bizzarro e curioso (ma non di certo estatico e neppure piacevole) sono gli effetti della collisione interiore.
Per Suzanne gli effetti furono pesantissimi; vuoi perché non se lo aspettava nonostante fosse una ricercatrice spirituale; vuoi perché l’impatto ha avuto pesanti e inspiegabili ripercussioni neurologiche o vuoi perché non era pronta, sta comunque di fatto che sono serviti parecchi anni per riassestarsi bene a livello psicofisico.
Quel che posso dirvi è che gli effetti non devono essere così traumatici come sono stati per Suzanne. Tuttavia non possono essere neppure così entusiasmanti come alcuni individui pseudo-realizzati raccontano.
Nel caso del mio apparato psicofisico gli effetti iniziali della collisione sono stati ovviamente alquanto inquietanti, ma a differenza dell’apparato di Suzanne questa macchina biologica ha retto bene l’impatto, si è riassestata abbastanza velocemente – e si sta tuttora riassestando. Forse questo diverso riassestamento è dovuto al fatto che avevo già preso consapevolezza di cosa poteva trattarsi: di una morte in vita. Al contempo avevo già preso consapevolezza della mia autentica identità e soprattutto mi trovavo in un discreto stato di pace interiore; questi due ultimi elementi credo siano quelli che fanno davvero la differenza nel momento in cui si verifica la collisione.


La collisione è inevitabile.
Gli sgradevoli o comunque bizzarri effetti collaterali iniziali sono altrettanto inevitabili.
Il riassestamento invece è neutrale: può essere lieve o poderoso, breve o lungo; richiedere qualche anno o parecchi anni – tenete conto che si tratta del riassestamento del sistema cognitivo e nervoso quindi è naturale che servano minimo un paio di anni di riassestamento); il riassestamento varia anche a seconda del contesto familiare e socioculturale, a seconda del vostro grado di identificazione, dell’intensità della vostra paura, del vostro livello di consapevolezza e così via.
Se posso darvi un consiglio cercate già da ora di coltivare quanta più pace interiore possibile perché quando arriverà la collisione, e state certi che arriverà anche per voi, la pace interiore e la pura consapevolezza attutiranno ottimamente gli effetti collaterali.




Comunque vi ho raccontato la storia di Suzanne per darvi un’idea di cosa può comportare il vero, brusco, diretto, autentico Risveglio.


(ZeRo)

ADDIO CORPO DI DOLORE

mercoledì 20 marzo 2019



Tratto da: “Il potere di Adesso” di Eckhart Tolle




Il corpo di dolore può essere latente per il 90 per cento del tempo; in una persona profondamente infelice, però, può essere attivo fino al 100 per cento del tempo. Alcune persone vivono quasi interamente attraverso il loro corpo di dolore, mentre altre potranno averne esperienza soltanto in certe situazioni, come in rapporti amorosi o in situazioni legate a eventi passati caratterizzati da lutto o abbandono, danni fisici o emotivi e così via. Qualunque cosa può innescarlo, in particolare se entra in risonanza con una costante di dolore proveniente dal passato. Quando è pronto per risvegliarsi dal suo stadio latente, può essere attivato perfino da un pensiero o da un commento innocente, espresso da qualcun altro che ci sta vicino.









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Il corpo di dolore può essere latente per il 90 per cento del tempo; in una persona profondamente infelice, però, può essere attivo fino al 100 per cento del tempo. Alcune persone vivono quasi interamente attraverso il loro corpo di dolore, mentre altre potranno averne esperienza soltanto in certe situazioni, come in rapporti amorosi o in situazioni legate a eventi passati caratterizzati da lutto o abbandono, danni fisici o emotivi e così via. Qualunque cosa può innescarlo, in particolare se entra in risonanza con una costante di dolore proveniente dal passato. Quando è pronto per risvegliarsi dal suo stadio latente, può essere attivato perfino da un pensiero o da un commento innocente, espresso da qualcun altro che ci sta vicino.
Il corpo di dolore vuole sopravvivere, al pari di ogni altra entità esistente, e può sopravvivere soltanto se vi induce a identificarvi inconsapevolmente con esso. Allora può risollevarsi, impadronirsi di voi, «diventare voi» e vivere attraverso voi. Deve alimentarsi tramite voi. Si nutrirà di ogni esperienza che entri in risonanza con il suo stesso tipo di energia, ogni cosa che crei ulteriore dolore sotto qualunque forma: collera, capacità distruttiva, odio, afflizione, dramma emozionale, violenza, perfino malattia. Così il corpo di dolore, quando si è impadronito di voi, crea nella vostra vita una situazione che riflette la sua frequenza energetica, in modo da trarne nutrimento.
Il dolore può alimentarsi soltanto di dolore. Il dolore non può alimentarsi di gioia, la trova indigesta. Una volta che il corpo di dolore si è impadronito di voi, necessitate di altro dolore. Diventate vittime o persecutori. Avete bisogno di infliggere dolore o di soffrire dolore o tutte due. Non vi è in realtà grande differenza fra le due cose. Voi non ne siete consapevoli, naturalmente, e affermerete con veemenza che non volete dolore. Ma se osservate più da vicino, scoprite che il vostro modo di pensare e il vostro comportamento sono costruiti in modo da perpetuare il dolore, per voi stessi e per gli altri. Se ne foste veramente consapevoli, questo schema si dissolverebbe, poiché volere altro dolore è follia, e nessuno è folle consapevolmente.
Il corpo di dolore, che è l’ombra tenebrosa proiettata dall’ego, in realtà, ha però paura della luce della consapevolezza. Ha paura di essere scoperto. La sua sopravvivenza dipende dalla vostra identificazione inconsapevole con esso, nonché dalla vostra paura inconsapevole di affrontare il dolore che vive in voi. Ma se non lo affrontate, se non portate nel dolore la luce della vostra consapevolezza, sarete costretti a riviverlo ripetutamente. Il corpo di dolore può apparirvi come un mostro pericoloso che non potete sopportare di guardare, ma vi posso assicurare che è un fantasma inconsistente, il quale non può prevalere sul potere della vostra presenza.
Alcune dottrine spirituali affermano che ogni dolore è in definitiva un’illusione, ed è vero. La domanda però rimane: è vero per voi? Il semplice fatto di crederci non lo rende vero? Volete continuare a provare dolore per il resto della vita e continuare a dire che è un’illusione? Questo vi libera forse dal dolore? Ciò che vi interessa qui, è come potete realizzare questa verità, vale a dire renderla reale nella vostra esperienza.
Allora, il corpo di dolore non vuole che lo osserviate direttamente e che lo vediate per ciò che è. Nel momento in cui lo osservate, ne avvertite in voi il campo energetico e vi rivolgete la vostra attenzione, l’identificazione è interrotta. Si è introdotta una dimensione di consapevolezza più elevata. Io la chiamo Presenza. Adesso voi siete testimoni od osservatori del corpo di dolore. Ciò significa che tale corpo non può più utilizzarvi fingendo di essere voi e non può più rifornirsi attraverso di voi. Avete trovato la vostra forza più intima. Avete raggiunto il potere di Adesso.
Alcune dottrine spirituali affermano che ogni dolore è in definitiva un’illusione, ed è vero. La domanda però rimane: è vero per voi? Il semplice fatto di crederci non lo rende vero? Volete continuare a provare dolore per il resto della vita e continuare a dire che è un’illusione? Questo vi libera forse dal dolore? Ciò che vi interessa qui, è come potete realizzare questa verità, vale a dire renderla reale nella vostra esperienza.
Allora, il corpo di dolore non vuole che lo osserviate direttamente e che lo vediate per ciò che è. Nel momento in cui lo osservate, ne avvertite in voi il campo energetico e vi rivolgete la vostra attenzione, l’identificazione è interrotta. Si è introdotta una dimensione di consapevolezza più elevata. Io la chiamo Presenza. Adesso voi siete testimoni od osservatori del corpo di dolore. Ciò significa che tale corpo non può più utilizzarvi fingendo di essere voi e non può più rifornirsi attraverso di voi. Avete trovato la vostra forza più intima. Avete raggiunto il potere di Adesso.
Ha tradito se stessa ed è diventata anti-vita, come un animale che cerchi di divorarsi la coda.
Quando cominciate a ridurre l’identificazione e diventate osservatori, il corpo di dolore continua a operare per un certo tempo e cercherà di indurvi con l’inganno a identificarvi ancora con esso. Sebbene voi non gli fornite più energia mediante l’identificazione, il corpo di dolore ha una certa inerzia, come una trottola che continua a girare per un po’ anche quando non viene più caricata. In questa fase può anche creare dolore e sofferenza fisici, in varie parti del corpo, che però non dureranno a lungo. Dovete rimanere presenti, rimanere consapevoli, essere i guardiani sempre vigili del vostro spazio interiore. Dovete essere presenti in modo da poter osservare direttamente il corpo di dolore e percepirne l’energia. Allora non potrà controllare il vostro pensiero. Nel momento in cui il vostro pensiero è allineato al campo energetico del corpo di dolore, voi vi identificate con questo e di nuovo lo alimentate con i vostri pensieri.
Quando cominciate a ridurre l’identificazione e diventate osservatori, il corpo di dolore continua a operare per un certo tempo e cercherà di indurvi con l’inganno a identificarvi ancora con esso. Sebbene voi non gli fornite più energia mediante l’identificazione, il corpo di dolore ha una certa inerzia, come una trottola che continua a girare per un po’ anche quando non viene più caricata. In questa fase può anche creare dolore e sofferenza fisici, in varie parti del corpo, che però non dureranno a lungo. Dovete rimanere presenti, rimanere consapevoli, essere i guardiani sempre vigili del vostro spazio interiore. Dovete essere presenti in modo da poter osservare direttamente il corpo di dolore e percepirne l’energia. Allora non potrà controllare il vostro pensiero. Nel momento in cui il vostro pensiero è allineato al campo energetico del corpo di dolore, voi vi identificate con questo e di nuovo lo alimentate con i vostri pensieri.
Tratto da: “Il potere di Adesso” di Eckhart Tolle

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