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L'arte di non arrabbiarsi e il vangelo secondo ZeRo

- Mentre scrivo mi trovo in un ristorante sul lungomare dove si è appena fermato un tizio vestito da sannyasin (rinunciante indiano) con in mano dei libri. Mi propose "l'arte di non arrabbiarsi". Dato che l'antipasto non era ancora arrivato, e visto che mi piace provocare i discepolli, feci finta di essere interessato all'argomento. Gli chiesi se li avesse scritti lui e mi ha detto no. Si trattava di messaggi preziosi scritti dal suo maestro. Fintamente incuriosito, gli chiesi se il suo guru era vivo o morto. Lui mi ha fatto subito una correzione prevedibile: la mia domanda era mal posta perché il suo maestro non era morto ma aveva soltanto lasciato il corpo alla fine degli anni settanta. Quella correzione fu più che sufficiente per confermare il mio sospetto: si trattava effettivamente di un discepollo. Intenerito dai suoi occhioni spirituali (modo velato per dire occhi da triglia), mi venne voglia di fargli un favore e rompergli qualche incantesimo, ma date le p

Più credo in "me", più ho paura...

L'altro giorno un tizio (o una tizia) ha lasciato un commento interessante: "credo ancora in me perché ho paura". Per l'esattezza ha scritto: "So che dormo ma non riesco a svegliarmi.. credo ancora in me perché ho paura..". Poi è sparito/a e non ha lasciato ulteriori dettagli, indizi, richieste particolari, per cui non ho potuto approfondire la questione, ma quel commento era più che sufficiente per sviluppare questa riflessione che non riguarda soltanto quell'individuo ma la maggioranza dell'umanità. Di solito non prendo in considerazione i commenti e se li prendo in considerazione cerco di tagliare corto, soprattutto perché so che il commentatore di turno vuole tirare lunga una prevedibile storia personale che non ha nulla di personale e che finisce con un prevedibile non lieto fine: è sempre la solita solfa, ma lui (o lei) crede che gli stia accadendo qualcosa di "unico, speciale, straordinario" (sia in positivo che negativo). E invece n

Perché vivo di rendita?

Anche oggi, come quasi tutti i giorni, sono andato a caccia di more (non le More a due gambe, anche se le preferisco alle Bionde) ma le more che si trovano sulle piante. Avendo la fortuna di vivere in una zona piena di more e - a volte - ciliegie, prendo la bici, pedalo per qualche chilometro e raccolgo qualche frutto. Mentre raccolgo questi frutti mi sento inspiegabilmente l'uomo più ricco del mondo. Inspiegabilmente perché in realtà economicamente non sono ricco, non ho ereditato un'ingente somma di denaro, non ho fatto successo (e non ci tengo), non mi sono fatto il mazzo illudendomi di percepire una buona pensione. Eppure, anche se non sguazzo nell'oro, vivo di rendita. Mi bastano questi pochi frutti per percepire la ricchezza, l'abbondanza, la completezza. Vivo di rendita non perché vendo migliaia di libri e nemmeno perché ho letto qualche libricino sui "segreti per vivere senza lavorare", ma vivo di rendita semplicemente perché non sono fesso. Non sono f

Smettila di fidarti delle persone sbagliate, credere in un sistema fallimentare, farti illudere dal mondo delle apparenze

L’altro giorno stavo modificando un programma sul computer. Il giorno dopo ho notato che il programma era difettoso e non salvava le modifiche che venivano fatte. La stessa cosa si è verificata nei giorni successivi. In pratica stavo facendo degli sforzi inutili per cambiare qualcosa di fallimentare, inaffidabile, difettoso. La reazione immediata è stata molto semplice: chiudere quel programma e non utilizzarlo più. Questa è la reazione naturale di fronte a quel tipo di consapevolezza. Il bello è che non occorre sforzarsi di reagire così, bensì la reazione sorge spontaneamente come diretta conseguenza di quel riconoscimento. Se favorite una consapevolezza di questo tipo, cioè riconoscere ciò che è falso, difettoso, inaffidabile, fittizio, illusorio, instabile, vedrete che la reazione opportuna non tarderà a manifestarsi. E purtroppo nel 90% dei casi la mente ordinaria non è in grado di riconoscere qualcosa di falso, irreale, finto, ingannevole, instabile, inaffidabile. Eppure gli indiz

Dopo due giorni mi sono ritrovata catapultata fuori dal corpo … ero nulla vedevo un punto di attenzione e ero tutto vedevo tutto muoversi comi in un film...

Domanda: Ciao! Scusa se disturbo ancora  … mi succede che quando ascolto ripetutamente audiolibri di Nisargadatta o Poojia o Robert Adams … ed ora ho provato anche con il tuo dei Koan, per altro Divino, mi viene sonno come se avessi preso un sonnifero… è la mente che non vuole ascoltare ? Se si l’antidoto? La cosa mi è  successa anche nel ritiro online con Mooji e li dopo due giorni mi sono ritrovata catapultata fuori dal corpo … ero nulla vedevo un punto di attenzione e ero tutto vedevo tutto muoversi comi in un film... - ZeRo: Ciao, grazie per il contributo. Quel particolare materiale (“zen azzerato”) può aver effetto sia sotto forma di ascolto che sotto forma di lettura. Per assimilare certi messaggi conviene soffermarsi soltanto su un koan per volta (un koan ogni due o tre giorni). L’ideale è meditare su un particolare koan, poi meditare su un altro koan, etc… Per rispondere al tuo commento, il sonno può essere un buon segnale: la batteria dell’intelletto si è momentaneamente scari

USCIRE DAL LABIRINTO SPIRITUALE, ARRENDENDOSI

Illuminazione, Risveglio, Auto-Realizzazione, ecc. non possono essere acquistati - confezionati - e consegnati come prodotti commerciali, merce, gioielli dentro una confezione dorata. Anche se molti ci hanno provato, per quanto l'imballaggio fosse esteticamente allettante, quel pacco era solo un pacco. Alcuni ragionano come se l'Universo potesse essere comprato e venduto a mo' di investimento di Wall Street. Il vero 'prezzo' che paghiamo per quella comprensione profonda è la nostra vita. Quel prezzo verrà pagato mediante la resa, l'arrendersi, il cedere le nostre credenze, cedere le nostre speranze e anche le nostre paure. Cedere persino i preconcetti su Dio, la verità, l'illuminazione e così via. Tutte queste cose, se non vengono lasciate, possono diventare un'ingannevole zona di comfort personale. Diventano una fantasia personale di come la realtà dovrebbe essere, di come gli altri dovrebbero comportarsi, e così via. Sono un comodo labirinto di convinz

La Verità esiste?

Domanda: La miglior domanda che riesca a farmi è sull'esistenza della verità. Però - per quanto rifletta a lungo - non riesco a trovare una risposta soddisfacente che interrompa questa ricerca (che sta diventando estenuante). - ZeRo: Questa è solo una suggestione e non una risposta definitiva per soddisfare il tuo intelletto. Qualunque domanda può tornare utile, in qualunque momento. Però sarebbe utile avere qualche unità di misura per intuire o percepire l'utilità di una domanda/risposta. Per quanto mi riguarda le domande/risposte non servono più a me, e in generale mi servivano (o mi servono) quasi esclusivamente per comunicare con qualcuno oppure per intrattenermi con l'immaginazione. Voglio dire che a un certo punto non avrai più bisogno di quello strumento (domanda/risposta intellettuale) perché le risposte verranno date prima (e senza) che tu faccia la domanda. In tal senso la Verità può essere vista come una dispensatrice di risposte, soluzioni, chiarezza, lucidità.

Quante volte vuoi ripetere il ciclo del samsara? Quanto a lungo vuoi farti schiavizzare dal sistema?

  Supponiamo che vi venga data la possibilità di non ripetere un errore, non rivivere un incubo, non subire un torto, non risperimentare un disagio, non riprodurre un trauma. Rifiutare quella possibilità sarebbe come rifiutare il paradiso, la pace, la tranquillità, l'assenza di problemi, l'assenza di sofferenza inutile. Il samsara consiste proprio nel non accorgersi di quella possibilità e nel ripetere un loop interminabile di problemi fittizi, difficoltà inutili, conflitti, traumi, litigi, dibattiti insensati. L'autorealizzazione invece consiste nel realizzare quella possibilità - non per sentito dire ma per esperienza diretta. Nel corso della vostra esistenza vi vengono dati diversi indizi sull'esistenza di quella possibilità, la possibilità di non farsi travolgere passivamente e incessantemente dal ciclo del samsara. Alcune tradizioni la mettono in termini di rinascita, reincarnazione, metempsicosi, bardo, etc... Tuttavia chi non ha dimestichezza con quella terminolo

L’EGO HA PAURA DELLA BEATITUDINE… CIÒ CHE CREDETE DI ESSERE HA PAURA DI CIÒ CHE SIETE DAVVERO

Alcuni di voi  - per esperienza diretta - si saranno accorti dell'esistenza di una strana paura: la paura della Grazia (nel senso di beatitudine). Senz'altro ricordate di esservi misteriosamente ritrovati in uno stato di grazia caratterizzato da una leggerezza e una lucidità fuori dall'ordinario. In questo stato di grazia la percezione è stata leggermente riconfigurata, in modo quasi impercettibile. Il cervello ha registrato quel cambiamento percettivo e l'ha incasellato nella categoria degli eventi inspiegabili. Mentre quella beatitudine si espandeva, e mentre voi venivate contagiati da quella magica sensazione, avrete notato che una parte di voi si sentiva come intimorita o minacciata da ciò che stava accadendo dentro e fuori di voi. Sì perché quella beatitudine non era immaginaria ma reale, nel senso che influiva sulle reazioni del corpo, sul mondo esterno, sul rapporto con gli altri: contemporaneamente a quello stato di grazia si verificavano piccoli o grandi miraco

ZeRo Metodo - Vol. 1 - Anteprima Cap. 2

Disponibile qui:  https://payhip.com/ZeRoVe   .... - "Francesco ti devo dire soltanto un paio di cose. Per prima cosa, questi 500 dollari sono soltanto i primi che dovrai versare per questo particolare trattamento. Ovviamente ogni versamento sarà privo di rintracciabilità". - "Benissimo", disse Francesco. Per lui il denaro sporco non era un problema. - "In secondo luogo, ovviamente, ti dovrai assumere la piena responsabilità per la partecipazione a questa iniziativa. Per poter progredire dovrai attenerti precisamente alle indicazioni che ti verranno fornite". - "Ok, capisco". - "Terzo, se credi di non potercela fare o se vuoi rivalutare la decisione ti conviene dirmelo il prima possibile. Hai una settimana per ripensarci. Se cambi idea tra tre mesi potresti pentirtene amaramente". - "Comprendo ciò che mi chiedi e dunque confermo la mia volontà di partecipare a questo progetto". ... Mentre il colloquio continuava, Francesco cer

Qual era il lavoro di Gesù e Buddha?

Nella società odierna come potremmo definire l'attività sociale di Gesù e Buddha? Potremmo definirli Influencer Spirituali. E qual era lo scopo principale del loro insegnamento? Indipendentemente dal linguaggio, dalle metafore, dalle parabole, dalle pratiche, dalle preghiere, dai miracoli, il tema centrale di Cristo e del Buddha rimaneva sempre uno, la Verità. In pratica il loro lavoro consisteva nel dirigere sistematicamente l'attenzione verso la Verità. E noi dovremmo fare lo stesso lavoro, ogni giorno, ininterrottamente, in qualunque circostanza, di fronte a chiunque, senza paura delle ripercussioni. La ricompensa sarà la Verità stessa e nient'altro. E la Verità non è poco... La Verità è come il fondale del tuo essere. Se il tuo essere appoggia su un fondale saldo, stabile, duraturo, la conseguenza sarà il benessere, la tranquillità, la sicurezza. Se ti appoggi su un fondale inconsistente, instabile, precario, debole, vivrai nel malessere, nella paura, nell'insicurez

Soul trap, trappola della reincarnazione, invito al Risveglio

FB:  https://www.facebook.com/astro.animalibera X:  ZeRo (@sognoplanetario) / X (twitter.com) - Ultimamente sto notando diversi riscontri interessanti tra i lettori.  Qualcuno mi fa notare che dopo diversi anni il senso dei miei post sta diventando più chiaro, lampante, innegabile. Da un lato è una buona notizia perché finalmente qualcosa risuona con il famoso invito al Risveglio. Dall'altro lato (per l'ego) è una brutta notizia perché - in coloro in cui c'è quel risuono - dovrà necessariamente avvenire un rapido o graduale processo di disincanto, un processo che non potrà essere ignorato: può sembrare una condanna (perché i vostri occhi vedranno qualcosa che nessuno vorrebbe vedere) ma in realtà quella visione profonda è una benedizione, o meglio è un invito alla liberazione.  I miei post servono a prepararvi e sostenervi per i probabili colpi di scena del sogno/incubo planetario: lo scopo è quello di ricordarvi di non farvi intimorire da nessuna visione (percezione). Se c

Autoliberazione dal samsara (prigione sensoriale) + Consapevolezza del non essere

  L'io (l'ego, la pseudo-identità, la persona che credete erroneamente di essere) può essere eroso, consumato, dissipato. Ci sono trucchi (stratagemmi, mezzi rapidi, tecniche efficaci ma drastiche) per erodere velocemente tutta quella roba che riempie - fino a intossicare e soffocare - il vostro sistema cognitivo e il vostro sistema nervoso. Qui non mi voglio dilungare su questi mezzi ma sul loro principio: se avete presente il principio di base, poi troverete da soli la via per erodere (o per lasciar dissipare) la prigione sensoriale. Il principio di base è la consapevolezza del non-essere. La consapevolezza di non essere ciò che viene eroso dal tempo, cioè non essere ciò che invecchia, non essere ciò che ha una particolare età, non essere ciò che avete sempre creduto di essere. Non essere nessun essere (che credete di essere). Se partite dal principio del "non essere" (ciò che credete o sentite di essere) potrete emanciparvi dal cosiddetto samsara (ciclo del divenir

Il segreto è cedere, mollare la presa, lasciar perdere...

 Cos'hanno in comune il sonno profondo e la morte? Cosa succede quando dormite? Cosa fate quando siete ammalati? Cosa farete poco prima di morire? CEDETE, mollate la presa, lasciate perdere, non vi preoccupate, vi dimenticate di qualunque presunto problema. Cedete tutto e tutti, compresa la vostra persona, la vostra pseudo-identità quotidiana. Rinunciate (involontariamente) alla vostra volontà personale, ignorate il mondo delle apparenze (vi disinteressate dello show che chiamate vita quotidiana), vi dimenticate della temporalità e venite risucchiati nell’atemporalità. Pochi hanno la maturità, la lucidità e il disincanto sufficiente per abbandonare tempestivamente la loro pseudo-identità, la loro storia personale, le proprie illusioni. Di solito, prima di cedere, quasi tutti attendono un momento fortuito (sonno profondo) oppure un istante fatale (malattia, incidenti, tragedie, morte). L’auto-realizzato, a differenza dell’uomo comune, non ha bisogno di un promemoria; non ha bisogno

COME GUARIRE DALLA MIOPIA (E DA ALTRI DISTURBI VISIVI)

  Se vi hanno detto che siete miopi sappiate che non è vero. La miopia esiste, per carità, ma  non è ciò che vi hanno fatto credere (come quasi tutto il resto). La miopia è soltanto una momentanea tendenza disfunzionale e non va confusa con l'identità di una persona, come capita quasi sempre quando si dice (con leggerezza) "io sono miope". Per la precisione la miopia è solo un modo di "percepire" che può essere rimpiazzato da un'altra modalità percettiva. Il fatto di pensare (credere e ripetere) "io sono miope" è grave perché innanzitutto vi fa credere che la miopia sia una condizione permanente (immutabile) invece di una condizione momentanea e migliorabile. In secondo luogo il pensiero "io sono miope" vi fa credere che sia una condizione legata a voi, alla vostra identità, e non a qualcosa d'altro - di facilmente trattabile e modificabile in modo naturale. Nel mio percorso di guarigione mi sono accorto che la mente - vedendo i risul

IL SUICIDIO E' LA SOLUZIONE... MA NON VA FATTO CON (O CONTRO) IL CORPO --- IL CORPO E' LA CONTROFIGURA DI CIO' CHE SIETE DAVVERO

Una volta ho definito l'illuminazione - o il Risveglio - come un suicidio dell'io assistito da Dio. Agli occhi dell'uomo comune (coscienza addormentata) questo suicidio sembra un tentativo di distruzione del corpo ma in realtà è un drastico (e quasi sempre fallimentare) tentativo di Risveglio (autorealizzazione). Quelli che si suicidano non lo fanno necessariamente perché soffrono fisicamente ma perché soffrono interiormente (psicologicamente, emotivamente, sentimentalmente).  C'è chi lo fa perché ha scoperto che gli rimangono pochi giorni di vita oppure c'è chi lo fa perché ha scoperto che il partner (il genitore, il medico, il datore di lavoro, la banca, lo stato, la chiesa, la tv) gli ha mentito spudoratamente; in entrambi i casi si sente ferito da qualcuno o da qualcosa di cui si fidava ciecamente. Chi si fida ciecamente del mondo non è molto diverso da chi si fida ciecamente di una sceneggiata teatrale.  Questa fiducia malriposta provoca una profonda delusione,

Se vi arrendete (o abbandonate il vostro io) vi potete salvare da un mondo di problemi e dispiaceri inutili... Se non vi arrendete (se non cedete l'io) la tribolazione continuerà.

Arrendetevi.  In che senso?  In che modo?  Arrendete il vostro io, cedetelo, cedete la volontà personale, cedete ciò che credete di essere, abbandonate una volta per tutte l'idea che avete di voi stessi, abbandonatela, non vi serve, è solo d'intralcio, è la causa principale di tutte le vostre disgrazie, dei vostri problemi, delle vostre afflizioni, dei vostri fallimenti, dei vostri casini. Attenzione a questo dettaglio: Cedere l'io non significa cedere ciò che siete davvero. Il cedimento sembra impossibile soltanto quando si è identificati con qualcosa, con la cosa che si può cedere, in questo caso l'io, l'ego, la vostra persona, l'autoimmagine, l'idea che avete di voi, il vostro personaggio sociale. Quella pseudo-identità è ciò che potete cedere perché non corrisponde a ciò che siete davvero. Il 99% dell'umanità è ipnotizzata da una falsa identità, dunque non comprende questo messaggio. Non riesce a distaccarsi dall'identità abituale, non vuole cede

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