Passa ai contenuti principali

Post

SE AMI LA FINZIONE UMANA PIÙ DELLA VERITÀ SOVRUMANA ALLORA TI MERITI TUTTA LA TRAGEDIA UMANA.

  Non solo è facile cadere nelle illusioni, ma addirittura ci piace! Ci piace troppo sognare, illuderci, sperare, fantasticare. Ci piace fingere e poi credere alle nostre finzioni. Quel che invece detestiamo è il Risveglio. Detestiamo smettere di sognare, smettere di illuderci, smettere di sperare, smettere di fantasticare. Siamo talmente infatuati delle finzioni da non riuscire più a smettere di fingere. Siamo infatuati del ridicolo personaggio umano che crediamo erroneamente di essere. Ma se ami la finzione umana più della Verità sovrumana allora ti meriti tutta la tragedia umana. Se preferisci la storia personale rispetto alla Realtà impersonale, ti meriti tutta la miseria del ridicolo personaggio con cui sei identificato. (ZeRo)

LA POSIZIONE DELLA NON-OPPOSIZIONE

  Estratto da “Mente Vuota a Cuor Leggero” Vol. Uno – La miglior posizione è la non posizione. Non posizione significa non-opposizione. Non opposizione a questo o quello, a lei o lui, al più o al meno, al legale o illegale, al lecito o illecito, al consentito o al proibito. In poche parole, non-opposizione alla dualità. Nella posizione di non-opposizione tutto fila liscio, tutto scorre, tutto fluisce, tutto viene e va nel migliore dei modi. Questa non-posizione è la posizione dell’autorealizzato, del liberato, del Risvegliato. Ora ti invito a fare un esercizio per comprendere questa non-posizione di non-opposizione. – Ripensa o elenca tutte le cose che non ti piacciono, le scelte che disapprovi, le situazioni che non gradisci, le relazioni che non apprezzi, le difficoltà che ti spaventano, i problemi che ti ostacolano, le persone che detesti, le ingiustizie che non accetti. In quale posizione ti trovi rispetto a quelle cose? Le accetti oppure ti opponi? Sei in posizione di non-opposizi

Sono nato in Utopia (Conversazioni con ZeRo)

  CHIACCHIERATA DI IERI IN PISCINA   -   Sconosciuto: Ciao, come ti chiami? - ZeRo: Zero - Sconosciuto: No, sul serio… - ZeRo: Si, sul serio, mi faccio chiamare Zero - Sconosciuto: Ma non è un vero nome - ZeRo: Nessun nome è vero. Quello che credi il tuo nome non è il tuo vero nome - Sconosciuto: Vabbè, di dove sei? - ZeRo: Mantova - Sconosciuto: Intendevo dove sei nato. - ZeRo: Non lo so. - Sconosciuto: Come non lo sai? Forse non vuoi dirmelo, comunque secondo me sei sudamericano. - ZeRo: Vorrei dirtelo ma non lo so davvero e anche volendo identificare la presunta posizione geografica risponderei che non so dove sono nato. - Sconosciuto: Io invece lo so, sono nato in provincia di Verona. - ZeRo: Sei sicuro? - Sconosciuto: Certamente. Me lo hanno detto i miei genitori. - ZeRo: Se sei sicuro non perché lo hai constatato con la tua consapevolezza ma soltanto perché te lo hanno detto gli altri allora non mi sembra un dato

NON PREOCCUPARTI DELLE TUE REAZIONI (Non sei tu ma è l'ego a reagire alle apparenze esterne)

  Ciò che sei davvero non reagisce a ciò che non sei. Ciò che reagisce a ciò che non sei è ciò che non sei. In altre parole,  ciò che reagisce a ciò che non sei è l’ego. È l’ego a reagire alle apparenze esterne. Quando ti identifichi con le reazioni psicosomatiche ti identifichi con l’ego, cioè ti identifichi con ciò che non sei. E allora cosa bisognerebbe fare? Smettere di reagire? No, anche lo smettere di reagire sarebbe una reazione. Tu non devi fare niente in termini di reattività. Le reazioni del corpo o le reazioni della mente non sono un tuo problema. Il guaio - apparente - è l’identificazione con tali reazioni; il guaio sorge con il credersi colui o colei che reagisce. Il problema sembra sorgere quando ti attribuisci la responsabilità di ogni reazione e quando prendi sul personale un processo impersonale. Può qualcosa di impersonale appartenere a una persona? No, ovviamente. Dunque non preoccuparti delle tue reazioni. Quelle che consideri le tue buone o cattive azioni non sono

Mente Adamantina

  Supera i confini psicologici, oltrepassa i limiti servendoti della tua immaginazione. Trascorri qualche minuto (per i prossimi giorni) immaginando tutte le situazioni peggiori (più imbarazzanti, assurde) e i dolori più intensi (malattie, torture, lutti, disgrazie). Concludi ogni visualizzazione evocando un senso di tranquillità come se quel trauma o quella situazione umiliante non ti avesse nemmeno scalfito: vediti rinato, rigenerato, dieci volte più forte e intraprendente. Non si tratta di masochismo ma di un atto di potenziamento interiore. Con questo allenamento interiore la tua coscienza sarà praticamente immune agli scherzi del fato, anzi si farà beffe delle beffe del destino. Possibilmente mantieni questa profonda consapevolezza durante il resto della giornata, richiama la tua forza interiore ogni volta che lo ritieni necessario finché questo nuovo atteggiamento si radicherà definitivamente a livello inconscio, facendo risplendere la tua mente di diamante. – tratto da  “Mente V

Jed McKenna - The Navigator Series (2* audio)

   

L'OBLIO DELL'IO E' CIO' CHE SEI

  L' oblio è il nostro stato naturale. Nell'oblio di sé, c'è il presentimento di ciò che sei veramente. Non cercare di ricordare chi sei. Non pensare a te. Non puoi pensare a te stesso. Puoi solo dimenticare te stesso. Vivi con calma nell'oblio di te stesso. Vivi senza autocoscienza. Vivi nella "consapevolezza dell'oblio". Dimentica la tua storia personale. Lascia perdere tutte le invenzioni spirituali. Disimpara tutti i dogmi umani. Lascia tutti i dubbi alle spalle. Abbandona tutte le aspettative. Resta nell'oblio... l'oblio è lo stato naturale. Non temere l'oblio. L'oblio è il non-luogo atemporale che stai veramente cercando. (ZeRo)

NON ESSERE LÌ

  tratto da “ Mente Vuota a Cuor Leggero ” –   Hai mai visto un grande pugile? Uno dei trucchi di ogni buon combattente è di non essere lì dove viene sferrato l’attacco. Non facendosi trovare in quel punto riesce a schivare i poderosi colpi dell’avversario. Questo è ciò che dovresti fare anche tu. Questa è l’attitudine più saggia che tu possa coltivare nella tua vita quotidiana. Anziché non essere li fisicamente – come fa il pugile – tu non dovrai essere lì psico-emotivamente, cioè non dovrai farti catturare l’attenzione. Dovrai diventare un guerriero della psiche in grado di padroneggiare al meglio la tua mente. Anziché scansare gli attacchi corporei dovrai imparare a scansare gli attacchi astrali, psichici, energetici. A differenza di quelli corporei, gli attacchi astrali e psichici sono molto più insidiosi e potenzialmente devastanti: essendo invisibili agli occhi fisici – ma non invisibili alla consapevolezza – possono passare facilmente inosservati, insidiarsi ovunque, protrarsi m

ALTRI ARTICOLI (clicca qui per aprire o richiudere il menù a discesa))

Mostra di più
  • I MIEI LIBRI