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Zen Azzerato - Micidiali Koan sparati da ZeRo - Breve Estratto Audiolibro

 - Ebook:  https://payhip.com/b/Nj5W9 Audio:  https://payhip.com/b/kPvyL - Tante ore di meditazione, mesi di rituali, anni di pratica e alla fine scopri che il non-pensiero non  era il punto di arrivo bensì il punto di partenza… il punto zero! ... Quante cose devi sapere prima di sapere quanto poco sai? ... Sei ciò che non sai  e ciò che sai è ciò che non sei. ... Il non-sapere (o il non-pensiero) è un bellissimo posto in cui stare. Seppellisci la tua mente lì dentro. .... Dov’è l’inizio e dov’è la fine del confine  tra me e te? ... Un cortocircuito interno impedisce alla tua mente di distaccarsi affettivamente dalle maialate di maya. ... Quattro ignobili non-verità: 1. “Là fuori” c’è davvero un là fuori, ovvero un mondo separato, oggettivo, solido, stabile. 2.Il mondo esterno è la fonte della felicità. 3. Dentro al corpo c’è un ente indipendente, l’io. 4. L’io controlla la tua vita ... È più reale il luogo che vedete ad occhi aperti o il non-luogo ad occhi chiusi? ... Penso dunque sog

Alla realtà non frega un cazzo di voi ridicoli personaggi

  La brutta notizia è che la Realtà non ti vuole bene. La bella notizia è che la Realtà non ti vuole neppure male. Il fatto che la Realtà non ti ami non vuol dire che ti odi. La Realtà non ti ama nel senso che non si preoccupa della tua persona, non è interessata alla tua reputazione, non preferisce il tuo ridicolo personaggio rispetto ad altri ridicoli personaggi. Vedila così, la Realtà ti tratta esattamente come la legge di gravità tratta il tuo corpo. La legge di gravità non è amorevole, ragionevole, sensata, semplicemente fa quel che fa. La Realtà non è amorevole, ragionevole, sensata, semplicemente è quel che è. La legge di gravità non ti considera una persona speciale, qualcuno da graziare o da privilegiare: se ti lanci da un aeroplano allora il tuo corpo precipiterà, spappolandosi in mille pezzi. La Realtà, prima o poi, farà la stessa cosa con la tua persona: azzererà ogni tua certezza, smonterà qualunque tuo costrutto mentale, smentirà qualunque tuo ragionamento,  sfigurerà il

Dentro di te non ci sei te, coglione

Stupidità, egocentrismo, inutile fatica e sofferenza inutile sono tutti sinonimi. Stupido orgoglio = inutile fatica = sofferenza inutile.... Se fai una fatica madornale a fare qualcosa che potresti fare senza fatica sei probabilmente affetto da egocentrismo cronico, oppure da stupidità cronica, e allora ti meriti quella dose cronica di sofferenza inutile. La buona notizia è che non serve alcun percorso spirituale per sbarazzarsi della sofferenza inutile: ci pensa l'esistenza a darti le bastonate giuste al momento giusto. Bastonata dopo bastonata, dovresti capire la lezione. E se non la capisci alla prima bastonata, vorrà dire che arriverà una seconda bastonata, una terza bastonata e così via. Non ti devi preoccupare dell'egocentrismo o dell'ottusità di una persona; quella persona prenderà tante di quelle bastonate e soffrirà a tal punto da correre alla ricerca di una soluzione efficace alla propria sofferenza inutile. Mi spiace amico mio, ma funziona così.  Se non ti va ben

Progresso spirituale: Quanti Maestri hai ucciso?

  Quando incontri un Buddha, uccidilo… recitava un vecchio motto Zen. Ora prova a mettere in pratica quel motto con tutti i Guru, Maestri, Guide, Santoni che conosci. Se vuoi un segnale che indica il progresso spirituale puoi porti la seguente domanda: Quanti Maestri-Guide-Guru-Santoni hai ucciso? Ucciso non fisicamente ma mentalmente, emotivamente, sentimentalmente. Quanti Maestri-Guide-Guru hai dimenticato? Oppure, da quanti Maestri-Guru dipende ancora la tua mente? Se vuoi sapere quanto sei spiritualmente indipendente, evoluto, progredito, maturo, allora ti tocca dare l’addio a tutti i tuoi Maestri, tutti i Guru, tutte le Guide Spirituali. Devi arrivare ad un punto di autorealizzazione dove il loro messaggio, le loro tradizioni, le loro parole, le loro azioni diventano scontate, ovvie, prevedibili, banali. Ma occhio: non si tratta di mancargli di rispetto, di sottovalutarli, di tradirli o disprezzarli. Non devono diventare scontati o banali intellettualmente, bensì organicamente, in

Il modus operandi della mente ordinaria è fallimentare... dimentica quel modo di pensare e passa al paradigma degli esseri autorealizzati... diventa anche tu uno di noi

Se dovessi tradurre concretamente l'annosa e affannosa spinta interiore che spinge l'essere umano a domandare/rispondere senza sosta potremmo attenerci alla seguente conversione: Domanda = andare fisicamente da qualche parte per cercare qualcosa Risposta = trovare materialmente qualcosa nel luogo in cui ci si è spostati - Questi due movimenti (interiori ed esteriori) sono come input, comandi o programmi psicofisici che definiscono il modus operandi del 99% dell'umanità: nella mente avviene un costante movimento interiore (pensieri, dilemmi, questioni) che poi si traduce esteriormente, fisicamente, materialmente sotto forma di sforzi, tensioni, fastidi, disagi. C'è però un 1% che non si attiene a quel modus operandi, cioè non si sforza di ottenere, non ha bisogno di trattenere e non teme di perdere: si tratta dei cosiddetti esseri autorealizzati, liberati, morti in vita. Per questi esseri vale il seguente paradigma: Realizzazione = stato trascendentale la cui peculiarità

Cari Robottini umani, come vi comportate quando non venite osservati?

Il mese di mare sta finendo e anche in questi ultimi giorni ho notato qualche interessante fenomeno. Mentre ero sugli scogli ho visto un ragazzo che si avvicinava e - con fare leggermente sospetto - si mise a toccare uno scoglio: non si era semplicemente appoggiato ma lo aveva toccato con delicatezza, quasi come se si trattasse di un oggetto sacro. Dopo 10 minuti passò un'altra persona, una ragazza solitaria dal fare ancora più sospetto perché si guardò intorno un paio di volte - come se si sentisse osservata - prima di ripetere il medesimo atto compiuto in precedenza da quel ragazzo (ormai allontanatosi). La ragazza però non si limitò a sfiorare uno scoglio a caso, bensì toccò lo stesso scoglio, nello stesso punto, non una volta, non due, non tre ma quattro volte. Tra un tocco e l'altro lasciò passare una decina di secondi, si guardò intorno, fece un giro attorno a se stessa e appoggiò la mano precisamente nello stesso punto. All'inizio pensai che si trattasse di un rito s

Impossibile? ... Se lo dice la mente é falso

Passeggiando lungo la pineta del lungomare ho notato un paio di illusioni ottiche. Si tratta del classico coniglio \ anatra e la testa \ coda di un volatile. La descrizione di ciascuna illusione ottica riporta una frase interessante: è impossibile cogliere le due versioni contemporaneamente quando l'informazione è ambigua; il cervello privilegia solo una forma (un senso). In pratica per la mente ordinaria (mente condizionata) sembra impossibile cogliere entrambe le sagome in un colpo solo (sia il profilo del coniglio sia dell'anatra); oppure sembra impossibile cogliere allo stesso tempo sia la coda che la testa dell'uccello (o sembra andare da una parte o sembra andare dall'altra parte). Questa "impossibilità" (come molte altre impossibilità, limitazioni, paradossi) vale solo per la mente condizionata (o la coscienza incantata)  dell'uomo comune. Alcuni di voi, se aprono un pochino la mente e provano a spingersi oltre il senso (i significati, le credenze,

L'arte di non arrabbiarsi e il vangelo secondo ZeRo

- Mentre scrivo mi trovo in un ristorante sul lungomare dove si è appena fermato un tizio vestito da sannyasin (rinunciante indiano) con in mano dei libri. Mi propose "l'arte di non arrabbiarsi". Dato che l'antipasto non era ancora arrivato, e visto che mi piace provocare i discepolli, feci finta di essere interessato all'argomento. Gli chiesi se li avesse scritti lui e mi ha detto no. Si trattava di messaggi preziosi scritti dal suo maestro. Fintamente incuriosito, gli chiesi se il suo guru era vivo o morto. Lui mi ha fatto subito una correzione prevedibile: la mia domanda era mal posta perché il suo maestro non era morto ma aveva soltanto lasciato il corpo alla fine degli anni settanta. Quella correzione fu più che sufficiente per confermare il mio sospetto: si trattava effettivamente di un discepollo. Intenerito dai suoi occhioni spirituali (modo velato per dire occhi da triglia), mi venne voglia di fargli un favore e rompergli qualche incantesimo, ma date le p

Più credo in "me", più ho paura...

L'altro giorno un tizio (o una tizia) ha lasciato un commento interessante: "credo ancora in me perché ho paura". Per l'esattezza ha scritto: "So che dormo ma non riesco a svegliarmi.. credo ancora in me perché ho paura..". Poi è sparito/a e non ha lasciato ulteriori dettagli, indizi, richieste particolari, per cui non ho potuto approfondire la questione, ma quel commento era più che sufficiente per sviluppare questa riflessione che non riguarda soltanto quell'individuo ma la maggioranza dell'umanità. Di solito non prendo in considerazione i commenti e se li prendo in considerazione cerco di tagliare corto, soprattutto perché so che il commentatore di turno vuole tirare lunga una prevedibile storia personale che non ha nulla di personale e che finisce con un prevedibile non lieto fine: è sempre la solita solfa, ma lui (o lei) crede che gli stia accadendo qualcosa di "unico, speciale, straordinario" (sia in positivo che negativo). E invece n
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