IL SIGNIFICATO EMERGE DA SOLO... SENZA IL TUO INTELLETTO

giovedì 18 luglio 2019
Un po' tutti ci siamo posti domande del tipo:
Qual è il senso della vita?
Cosa significa questa situazione?
Perché è capitata questa cosa proprio a me?
Cosa vorrà dire questo evento?
Come dovrei comportarmi in questa circostanza?

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Ma invece di porre tali domande alla vita stessa, la gente le pone al proprio intelletto oppure si rivolge a una pseudo-autorità esterna (sia essa politica, religiosa, scientifica, spirituale, angelica).
almeno per una volta prova a fare questo: anziché chiedere al tuo limitato, ottuso e ristretto intelletto, prova a chiedere il significato di qualcosa all'esperienza stessa?
Vedrai che la realtà ti darà risposte che il tuo intelletto o il tuo Guru di riferimento non avrebbe mai potuto formulare.

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Non sforzarti di imporre il limitato significato che vuoi tu.
Lascia che il significato ti VENGA DATO dalla situazione stessa, dalla realtà, dal Flusso della vita.

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IL POTERE DELLE DOMANDE

domenica 14 luglio 2019

 

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Le domande ci fanno cambiare il focus e quindi stato d’animo.

 

Se la domanda è “perché sto così male?” (“perché sono così stupido, sfortunato, debole, solo?”  -- “Perché capitano tutte sempre esclusivamente a me?”), troverete un sacco di ragioni. E, nel pensare a tutte queste ragioni, starete ancora peggio!

Il motore di ricerca mentale andrà a cercare tutti i motivi, episodi, dettagli che rispondono alla tua domanda o che confermano i tuoi presupposti (sono stupido, sfortunato). La tua testa verrà impostata per trovare gli indizi della tua sfortuna, solitudine…

La tua testa CANCELLA tutte le altre informazioni positive, belle (ECCEZIONI, altre possibilità, episodi, persone, pregi) e vede soltanto quel lato della medaglia.

In pratica molte domande che non aiutano a migliorare la qualità della vita ma a peggiorarla.


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DOMANDE RISOLUTIVE (che dovreste imparare a porvi)

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            Cosa ti impedisce di comportarti diversamente, dire/fare questa cosa?   [fai come se l’impedimento non ci sia più, a quel punto cosa ti impedirebbe di…?]

                        [Sospendiamo l’idea che tu non possa fare” à “In questo momento cosa potrebbe essere possibile per te?”  +   “A cosa potresti pensare/dedicarti?”]

            Cosa ti manca per poter…?    [fai come se non ti mancasse, avessi quelle risorse, ti venissero fornite]

Cosa succederebbe se lo facessi/confessassi?             [immagina di farlo/dirlo… fingi che sia già fatto]

            à “In che altro modo puoi guardare a tutto questo?”

 

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            In cos’altro posso riuscire?                 [cos’altro posso apprendere?]

Dopo quel cambiamento, cos’altro può cambiare?                   [cosa può capitare di bello, incredibile?]

            Cos’è che non ho ancora considerato?   Quali altri risultati posso ottenere?          Quali alternative ci sono?

 

 

 

            Supponiamo che sei a 2 anni da oggi e da tempo hai già risolto la situazione, a quel punto cosa ti piacerebbe fare?  […a. cosa ti dedicheresti?   Cosa  vorresti conoscere, imparare?   ]

                        Cosa penserò tra 10 anni di quello che mi sta succedendo oggi?        [sicuramente ci riderò sopra…

allora perché aspettare 10 anni per riderci sopra? ]

 

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Cosa farei se fossi sicuro/a di non fallire?

            Se tutto fosse possibile, cosa chiederesti, vorresti sapere?

                        Se potessi realizzare dei desideri, quali sarebbero?

 

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Cosa hai imparato da questa esperienza?

Come ti piacerebbe rivedere o ripercepire quella situazione?   (se potessi tornare indietro, come vorresti sentirti?  )

            Se un domani dovesse ricapitare quella situazione come ti comporteresti? Cosa faresti per fare andare diversamente le cose?

 

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Cosa voglio, davvero?

Cosa è importante per me?

Quali ostacoli posso incontrare?  (disperazione, rassegnazione, perdizione, apatia)

Come posso superare gli ostacoli?  (preparazione, disciplina, pratica, concentrazione, Costanza, fiducia)

Quali sono le azioni che mi faranno stare meglio, ora?

Cosa posso fare per sentirmi meglio in questa situazione? Come posso utilizzare il mio tempo al meglio adesso?

Cos’altro posso fare?

Cosa farebbe un genio, guerriero, un Maestro, Cristo, Dio in questa situazione?

 

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Se la fobia dei colori è sorta con niente, può anche sparire con niente?   (domattina potresti svegliarti senza fobia dei colori?  Potrebbe accadere?)

Se alcune tendenze evitanti sono sorte all’improvviso, potrebbero andar via altrettanto all’improvviso?  (Così come sono comparse, possono anche scomparire, giusto?  … non importa come e quando, almeno sai che possono andar via, ne sei consapevole, giusto? Come qualcosa può accadere senza che tu sappia come sia accaduto, cosi qualcosa può finire senza che tu sappia in che modo è finito?… ti rendi conto che questa è una gran notizia, vero?)

Concentrarsi sul come mai ti sia accaduto, ti aiuta a stare meglio? No, ti fa solo rivivere l’accaduto.

 

Tanto per provare, ora potresti fare come se quella cosa non ci fosse più?  … o come se non ti desse più fastidio?   Solo per gioco… fai come se non esistesse più.

 


JED MCKENNA in italiano - 1° parte

domenica 30 giugno 2019

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JED MCKENNA - 1° RACCOLTA

 

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UN CORSO IN MIRACOLI - Suggerimenti pratici di ZeRo - Secondo Volume

martedì 25 giugno 2019





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MENTE VUOTA IN CORPO PIENO, Seconda Trilogia di ZeRo

lunedì 10 giugno 2019


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E' uscito il primo volume della mia seconda trilogia.
In questo volume (teorico) vengono gettale le basi per una vita all'insegna della leggerezza, della spensieratezza e della pace interiore: in questi 50 capitoli troverete semplici indicazioni per svuotare la vostra testa da inutili contenuti mentali e alleggerire il vostro cuore da pesanti fardelli emotivi e sentimentali.
Scoprirete come vivere con una Mente Vuota da preoccupazioni e un Corpo Pieno di preziose sensazioni.


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MAI AVUTE ALLUCINAZIONI? QUESTA È LA VOLTA BUONA...

venerdì 24 maggio 2019

LA TUA STORIA PERSONALE (cioè la tua vita) È SOLO UNA STORIA



Ciò che sei non ha niente a che fare con ciò che credi di essere.

Se la comprendi davvero, questa è una notizia che puoi cambiarti la vita.

In un certo senso, più che cambiarti la vita questa realizzazione dà il colpo di grazia alla tua vita, è l’atto che fa calare il tuo sipario, il sipario del tuo personaggio, il sipario della tua vita, anzi della vita che credi – o hai creduto – di vivere.

La tua storia personale, che tu ne sia cosciente o meno, è fondata sulle impressioni della mente, su credenze biologiche, sociali, spirituali, consce, inconsce.

Cosa rimane di una storia se si rimuovono le credenze che ne sostengono il copione?

Rimane un racconto privo di importanza, cioè non rimane niente di ché.

Questo è stata la tua vita: un racconto privo della benché minima importanza.



Di nuovo, questa è un’ottima notizia, se sai coglierla con lo spirito giusto, con la mente lucida, aperta, disincantata, cioè libera da qualsiasi credenza-giudizio-pensiero-aspettativa.-impressione-fantasia-desiderio.

Per caso si trova in queste condizioni la tua mente?

Mhm… per saperlo basta che osservi la tua reazione a questa affermazione:

Ciò che credi essere la tua vita non vale niente!

La tua storia personale vale zero!



Come ha reagito la tua mente?

Ha fatto la permalosa, vero?

Tranquilla sei in buona compagnia: non sei l’unica a credere nella preziosità della propria storia personale.

Sarebbe a dire che non sei l’unica a credere che ciò che sei coincide con ciò che credi di essere.

E probabilmente non sai neppure che ciò che credi essere la tua vita è soltanto una storiella.

Amen.

Forse lo realizzerai o forse no. Ad ogni modo quel che credi non ha assolutamente importanza.

Quel che conta davvero non dipende da nessuna credenza, da nessuna storia personale-familiare-collettiva, pertanto è fuori dalla tua portata, fuori dalla portata della tua mente che crede a certe storie piuttosto che ad altre e non si accorge che una storia è sempre solo e soltanto una storia. Anche quando si tratta della storia di Alice nel paese delle meraviglie, della storia di Gesù, della storia di Atlantide, della storia di tua madre, della storia dell’umanità.

È solo una storia, che tu ci creda o meno.


NON ATTACARE

martedì 14 maggio 2019
Se vedi l’ego (il mondo, l’altro, il prossimo, gli altri) come un’entità esterna, solida, indipendente allora ti sentirai sotto attacco… questa mal percezione è ciò che ti fa sentire (erroneamente) sempre sotto pressione, in asia, a disagio, malato, col mal di testa, preoccupato, allarmato, etc.
Tutto parte da questa PRIMA FALSA E FOLLE IDEA.
Il tuo sistema o apparato psicofisico risponde automaticamente a questa proiezione (quella di un'ente esterno minaccioso) con un attacco immediato.
E chi attacca?
Se stesso!
Il tuo sistema mobilita gli anticorpi per attaccare se stesso producendo il 99% delle malattie.

L'EGO E' SOLTANTO UN ECO NEL VUOTO...

lunedì 29 aprile 2019








L’ego risuona come un eco e questo “ecoooo” sembra un’entità longeva propria a causa del lungo “ecooooooooooooo”.

La tua attenzione viene semplicemente catturata da un ipnotico eco mentale: l’identificazione con quell’eco ipnotico fa sorgere il senso dell’io, l'impressione di essere imprigionati in un’entità immaginaria chiamata ego.

Le sbarre dell’ego sono dei semplici onde sonore!

L’ego è un eco innocuo.






Ricorda:

L'ego non è niente…

L’ego non è nient’altro che un suono nel VUOTO!



NON SONO UN BRAVO ESSERE UMANO… PER FORTUNA!

sabato 27 aprile 2019

Immagine correlata
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Non sono un ‘cittadino esemplare’, una ‘brava persona’, un ‘buon essere umano’.
Per fortuna!

Quando vedo le persone che adempiono i loro ruoli e si comportano come  "se stessi " tendo a dimenticarmi che quel ‘comportarsi come se stessi’ è un ‘recitare se stessi’, un atteggiarsi come la società, il sistema, il contesto o il mondo esterno richiede (esige) di volta in volta; tendo a dimenticare che quelle brave persone – quei buoni esseri umani – in realtà si identificano con il loro personaggio o con la situazione in cui si trova il loro personaggio.

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Non sono davvero un tipo socievole.
Non capisco la gente, non comprendo il loro buffo copione, non riesco più ad identificarmi con loro.
Non mi identifico neppure con il mio status di uomo o di persona o di essere umano.
Trovo che le scenette del teatrino sociale siano tutte estremamente tragicomiche.
Guardo quei personaggi con distacco, a volte divertito, a volte sorpreso, altre volte annoiato dalla loro ottusa immedesimazione.
La differenza tra me e loro è che a me piace atteggiarmi (recitare) nel teatro umano per il puro gusto della recita; il mio livello di immedesimazione con il personaggio umano è pari a zero.
Posso fare questo o quello - cioè adempiere qualsiasi ruolo – ma al contempo è come se non avessi fatto niente; è come se avessi il rarissimo privilegio di poter agire da ‘attore’ e contemporaneamente guardare tutto da ‘spettatore’.
Sembra che quei bravi ‘attori umani’ non siano al corrente dell’opzione ‘spettatore’ e sembra che essi conoscano soltanto l’opzione ‘attore sociale’, ‘attore pubblico’, ‘attore privato’, ‘attore spirituale’.
Essere uno spettatore o un osservatore distaccato oramai fa parte della mia natura, proprio come credersi il personaggio o l’attore umano fa parte della natura di quasi tutta l’umanità.

È curioso vedere per quanto tempo i ridicoli personaggi umani riescono a rimanere nella parte; si sono immedesimati così bene da credere che tutta la loro vita giri intorno a quel ridicolo personaggio.

Risultati immagini per social puppet

A volte mi vien voglia di afferrarli per le spalle, scuoterli oppure prenderli a schiaffi in modo che escano almeno momentaneamente da quella parte, da quel ruolo, da quella finzione, da quell’assurdo personaggio.

Ma temo che non possa funzionare. C’è troppa serietà, passione, convinzione, coinvolgimento… c’è troppa fede, troppa fiducia in quel loro ridicolo personaggio.
C'è troppa fede e fiducia nell'io.
A volte vedo una scenetta umana e dico tra me e me “Non posso credere che ci credano davvero”.
Mentre la scenetta prosegue rimango a guardarli come se fossero i personaggi di un film, come se stessi sgranocchiando dei popcorn in attesa del colpo di scena. Dopo pochi minuti si conclude la scenetta e mi accorgo che finisce sempre allo stesso modo: ci credono davvero!
Mannaggia, niente colpo di scena… anche questa volta nessun disincanto.
Sarà per la prossima volta, ma il giorno dopo rivedo la scenetta di altri due personaggi, mi ridico la solita frase “non posso credere che ci credano davvero” e poi patatrac: ci credevano davvero anche loro.
Credono nel loro personaggio.
Credono in quella situazione tragicomica.
Credono in qualunque illusione ottica.
Credono in qualsiasi apparenza esterna.
Credono dannatamente in tutte le loro storie.
E tutto sommato è un bene, altrimenti chi potrebbe intrattenermi così bene come fanno quei ‘bravi esseri umani’?
Grazie a voi, cari ridicoli personaggi, i miei occhi da spettatore annoiato hanno a disposizione ‘dal vivo!’ tutti i generi cinematografici: drammatico, thriller, commedia, romantico-sentimentale, erotico, documentario, fantascientifico, horror.
E tutto gratuitamente: mi basta guardarmi attorno, uscire di casa, andare in piazza o semplicemente accedere ai social.
Quasi quasi mi vien voglia di intrufolarmi in qualche comunità spirituale per guardarmi nuovamente il genere ‘mistico-metafisico’… Anzi meglio di no. Quella gente, quella spirituale, è troppo maniacale per i miei gusti. Il circo spirituale è come una soap-opera che ripete sempre lo stesso copione: karma negativo-positivo, amore incondizionato, ‘sentirsi Uno’, apertura cuore, recitazione mantra impronunciabili, accumulo di meriti come si accumulano i bollini del supermercato.
Chissà cosa li spinge a promuovere quella soap-opera:
Saranno i meriti accumulati per il personaggio che andranno a recitare nella prossima vita?
Sarà l’ammirazione per un Maestro di cui sanno a malapena il significato del suo nome?
Sarà la devozione per una tradizione che non si sa quando, come, perché sia sorta?
Sarà la curiosità per un insegnamento di 20mila anni fa tradotto dall’Enochiano al napoletano?
Sarà perché si sono stancati di parlare con gli umani e vogliono comprendere la lingua degli angeli?
Sarà perché ormai è diventato ‘chic’ atteggiarsi da ricercatori spirituali, da conferenzieri esoterici, da pranoterapeuti, da esperti non-duali?
Mah… valli a capire i ridicoli personaggi umani.

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COME PUOI ESSERE COSI FESSO DA CREDERE ANCORA AI TUOI OCCHI???

mercoledì 24 aprile 2019
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La domanda non è com'è possibile che ci siano le illusioni ottiche, ma com'è possibile che tu creda ancora ai tuoi occhi!


Se credi ancora ai tuoi occhi vuol dire che vuoi rimanere a livello di coscienza incantata, immatura, addormentata.



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