Risveglio dal sogno planetario - estratto primo volume

mercoledì 28 agosto 2019

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Ho passato i successivi anni cercando di dare un senso a questo risveglio nel sogno; vedevo un non-mondo nel quale un non-io sembrava risiedere.

Era come se il mondo fosse cambiato da dura solidità a miraggio scintillante. Potevo ancora vedere il mondo che avevo sempre conosciuto, ma non potevo più trovare la sua sostanza. Su qualsiasi cosa allungassi la mano per toccare, la mia mano l’attraversava. Qualsiasi cosa pensassi si dissolveva nella mia mente. Chiunque guardassi, gli vedevo attraverso come un vapore, incluso me stesso. Ho guardato il mio ridicolo personaggio ed era come la faccia che vedi in una nuvola prima che scompaia.

La mia realtà attuale è una condizione di risveglio dallo stato di assuefazione dal sogno quotidiano, e questa è inesorabilmente la stessa condizione di chiunque sia arrivato a questa realizzazione.

Non ci sono maestri o allievi qui.

Non ci sono insegnamenti o credenze; no Hindu, Buddisti, Jnani o Advaitin, né Yogi, né Shanti né Ananda.

Nessuna entità incorporea, alti livelli di energie o esseri superiori.

Il Risveglio è il Risveglio.

Tutto il resto è tutto il resto, anzi tutto il resto appare ma non è...

 

(ZeRo - Risveglio dal sogno planetario)

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1° TRILOGIA DI ZERO

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2° TRILOGIA DI ZERO


AUTO-REALIZZAZIONE = SCOPERTA ACQUA CALDA

mercoledì 7 agosto 2019


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Il tipico ricercatore spirituale è come un ricercatore di petrolio che inaspettatamente scopre l'acqua calda... e solitamente il ricercatore abituale non si rende conto che quell'acqua calda scoperta in profondità vale più del petrolio cercato in superfice.

In pratica, Auto-realizzarsi è come Ri-scoprire l'acqua calda e Ri-conoscerne il profondo valore.

(ZeRo - Mente Vuota in Corpo Pieno - Volume Teorico)

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DAI IL BENVENUTO ALLA MORTE

venerdì 2 agosto 2019
Se desideriamo svegliarci – e questo è un grosso “se” – allora dobbiamo dare il bentornato nella nostra vita alla morte.
La morte è il nostro personale Maestro Zen, la nostra fonte di potere, il nostro percorso per la lucidità, ma dobbiamo smetterla di scappare da essa nel panico più cieco. Abbiamo solo bisogno di fermarci, girarci ed eccola lì, a pochi centimetri di distanza, che ci fissa con sguardo imperturbabile, col dito pronto, in ogni secondo delle nostre vite…
Non puoi uccidere il pensiero della morte, non puoi nasconderti e neppure scappare da essa, puoi solo girarti verso di lei. Se ti giri verso di lei, fai amicizia con lei, la abbracci pienamente, non superficialmente, come una parte essenziale della vita, allora la morte diventerà l’angelo che potrai cavalcare in ogni battaglia quotidiana.
 
Fai della morte un tuo amico, un partner della vita, la tua compagna quotidiana. Dalle il benvenuto, accettala, abbracciala, apprezzala. Comprendila, aspettala pazientemente e soprattutto smetti di giudicarla e resisterle.
 
La contemplazione della morte, della propria mortalità, è una meditazione molto potente. La consapevolezza della morte è vero zazen, è una pratica spirituale universale, l’unica che tutti necessitano e l’unica che tutti dovrebbero eseguire. Puoi fare qualsiasi cosa per portare questa consapevolezza nella tua esistenza. Prendi l’abitudine di pensare alla morte ogni volta che guardi l’ora, ogni volta che ti siedi a tavola, ogni volta che vai in bagno. Fai una passeggiata da solo tutti i giorni e pensa a cosa significhi essere vivo, camminare, vedere, sentire, respirare. Non è un esercizio, non è qualcosa che stai tentando di credere come un’affermazione. Questa consapevolezza dovrebbe essere qualcosa di fondamentale e determinante in ogni pensiero e azione.
Se sapessi che domani morirai, cosa faresti oggi?
E perché diamine non lo stai facendo?”
 
 
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