FUTILITA', INSIGNIFICANZA E IMPERMANENZA

mercoledì 30 gennaio 2019
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Ciò che produce inutile sofferenza non è la futilità, l’insignificanza e l’impermanenza dei sogni ma il non riconoscimento o la negazione della futilità, insignificanza e impermanenza del mondo dei sogni – tra cui rientra il mondo di tutti i giorni.

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‘Futilità, insignificanza e impermanenza’ rappresentano l’insegna (invisibile) prima dell’ingresso in qualsiasi sogno e ovviamente dovrebbero rappresentare anche l’insegna di questo mondo.
Il mondo – oserei dire l’universo – è all’insegna della futilità, dell’insignificanza e dell’impermanenza.
Peccato che la mente umana, prima di fare ingresso in questo mondo, si sia dimenticata di leggere l’insegna ‘futilità, insignificanza e impermanenza’.
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Jed McKenna (Spiritual Enlightement, The Damnedest Thing)

LA PORTA SENZA PORTA

martedì 29 gennaio 2019
Immagine correlata
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Si tratta soltanto di sbloccare 'Quella' porta.
E se tu hai un milione di chiavi (libri, tecniche, terapie, Maestri, scuole, tradizioni) ma nessuna di quelle chiavi apre 'Quella' porta, allora tutte quelle chiavi sono completamente inutili!
Se invece il tuo obiettivo è startene comodamente dove ti trovi ora, di arredare, allargare, abbellire la tua prigione con gingilli spirituali, allora quelle chiavi fanno al tuo caso.


(Jed McKenna)

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La porta dell'Illuminazione, The Gateless Gate (la porta senza porta), non si apre con una chiave magica, speciale, misteriosa, divina, spirituale.

Nessuna di quelle chiavi può aprire quella porta.

Quella porta non si apre con 'qualcosa'. Quella porta si apre con 'Niente'.


(ZeRo)


INFER-net

domenica 27 gennaio 2019

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INFER-net ti sta succhiando l'anima,
secondo dopo secondo,
goccia di energia dopo goccia di energia,
pensiero dopo pensiero,
commento sterile dopo commento sterile,
selfie dopo selfie,
chat dopo chat,
emoticon dopo emoticon,
emozione dopo emozione,
desiderio (mi piace) dopo desiderio (mi piace).
 
Hai l'inferno proprio davanti ai tuoi occhi, ma sei talmente incantata dalle sue suadenti fiamme da non accorgerti che ti sta ciucciando la tua linfa proprio attraverso i tuoi occhi infantili, la tua passiva attenzione, la tua disperata passione, il tuo morboso coinvolgimento…

FATTI METTERE K.O. DAI COLPI DELLA VERITA', LASCIA CHE I SOGNI VENGANO TUTTI DISINTEGRATI DAL COLPO DEL RISVEGLIO




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Un semplice, piccolo, unico colpo della Realtà-Verità-Risveglio può sbriciolare l’intero universo in cui la mente ordinaria crede di vivere e polverizzare il corpo in cui l’io crede di risiedere.

Non si tratta di scansare i ‘duri colpi della Realtà’, ma di non opporre inutile resistenza ad una serie di colpi che stanno puntando dritto al bersaglio: il senso dell’io.

Non si tratta di scansare lo ‘spietato colpo della Verità’, ma di non controbattere ad un colpo che andrà a disintegrare tutto ciò che vi si oppone: la credenza in qualunque illusione.

Non si tratta di scansare il ‘micidiale colpo del Risveglio’, ma di non tentare di arrestare un colpo inarrestabile che farà collassare qualsiasi sogno.

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GABBIE MENTALI

sabato 26 gennaio 2019

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articolo di Paolo Marrone
tratto dal suo blog: https://www.campoquantico.it/la-regola-delle-gabbie-concentriche/

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Che ci piaccia o no, viviamo all’interno di una gabbia mentale. Ma come è fatta questa gabbia? Come la costruiamo? E come possiamo uscirne? E se ti dicessi che ce ne sono tante, di gabbie, forse infinite, una dentro l’altra?


“Ti trovi all’interno di un circolo vizioso nel quale sei
costantemente immerso. Credi di essere separato dal Tutto, e di
conseguenza crei costantemente dal nulla un mondo duale,
apparentemente separato da te, a immagine e somiglianza della tua
errata credenza. Contemporaneamente osservi la tua creazione,
dimenticando di esserne il creatore, cadendo nell’illusione che ciò
che vedi sia la realtà. La tua osservazione rafforza le tue credenze,
dandoti l’illusione di essere nel giusto nel ritenere che ciò di cui
fai esperienza esista davvero. E così via, sempre più giù, in un
circolo senza fine. Sei precipitato così in profondità nelle spire
della tua illusione che non riesci più a percepire nemmeno il
lontano riflesso del luogo di luce da cui provieni.”

Queste sono le parole con le quali il Maestro, ne “Il monaco che non aveva un passato” mi spiega in quale modo sono caduto nelle spirali profonde di un circolo senza fine, così in basso che non posso più percepire il luogo di luce da cui provengo.
Perché ho scelto di iniziare il mio articolo con queste parole? Se la analizziamo attentamente, in quella frase il Maestro ci rivela in modo straordinariamente efficace la nostra condizione di esseri ‘dormienti’, immersi in una spirale di illusioni apparentemente senza fine.

Mi spiego meglio.

Quelle spire sono di fatto delle mura mentali che ci circondano, veri e propri confini che delimitano il nostro mondo.
Ehi, aspetta Paolo, cosa diavolo intendi per “Confini che delimitano il mondo?” Tranquilli, stiamo per arrivarci.

Partiamo da un concetto abbastanza semplice: affinché qualcosa possa essere percepita, deve necessariamente essere separata o separabile dal tutto. In altre parole, qualsiasi cosa per esistere deve essere delimitata da precisi confini, al di fuori dei quali esiste tutto ciò che ‘non è‘ la cosa che stiamo osservando. Non possiamo percepire un oggetto bianco in un mondo bianco, a meno che disegniamo dei confini colorati che lo delimitano.

Questo vale per un oggetto, per il nostro corpo, ma anche di conseguenza per l’intero mondo in cui viviamo. Quando parlo di mondo parlo di tutto ciò che può esistere per noi e di conseguenza di tutto ciò che possiamo percepire, e di cui quindi possiamo fare esperienza.

Ma l’Universo non ha confini, direte voi. Potenzialmente sì, ma nel concreto le cose sono un po’ diverse da come le immaginiamo (o da come ce le hanno raccontate). Partiamo dal presupposto che, in base ai principi della fisica quantistica, esiste solo ciò di cui possiamo fare esperienza, per il semplice motivo che siamo noi a crearlo, per la regola secondo la quale nulla può esistere senza che esista un Osservatore e un’Osservazione. E’ chiaro quindi che, riprendendo ciò che ho scritto in quest’altro articolo, in ogni istante esiste solo ciò che la nostra Coscienza puo’ percepire.

Quello allora è il nostro mondo, immerso in un infinito potenziale quantico, nel quale tutto è possibile, ma nel quale accade solo ciò che siamo in grado di concepire e percepire. Le mura allora esistono, e sono composte da quello che crediamo possibile. Quello che, in altre parole, crediamo sia la Verità.

Ecco, stiamo arrivando al punto, non mollare sul più bello.

Quelle mura sono costruite nient’altro che con la nostra concezione di quello che è possibile e quello che non è possibile fare in questo mondo. Quelle mura sono fatte delle nostre credenze, o meglio, delle verità in cui crediamo.

Uhm… approfondiamo questa storia della verità. Se abbiamo il coraggio di andare fino in fondo in questo ragionamento, possiamo capire finalmente cosa intendeva il Maestro con quelle “…spire di un circolo senza fine“.
Perché senza fine? In fondo, direte voi, se faccio un lavoro di crescita abbastanza intenso e lungo, alla fine riuscirò a rompere quelle mura, e uscire finalmente da quella gabbia.

E’ proprio qui il problema. Non c’è una via di uscita, o almeno non nella direzione in cui stiamo cercando. Seguitemi bene: se quella gabbia mentale è composta dalle nostre credenze, quindi dalle verità che crediamo vere, allora non c’è modo di uscirne attraverso l’acquisizione di nuove conoscenze. Qualsiasi nuova verità che penseremo di aver scoperto non sarà altro che un ennesimo muro che tireremo su a delimitare il mondo in cui crediamo. Ecco quali sono le spire di cui parla il Maestro, ed ecco quali sono le ‘gabbie concentriche’ di cui parlo nel titolo di questo post.

La rottura della gabbia mentale non può avvenire attraverso la scoperta di nuove verità. Queste non faranno altro che ergere nuove mura intorno a noi, a delimitare un nuovo mondo in cui credere.

Lo dico in un altro modo:

Nel momento in cui accettiamo nuove credenze come vere, in quanto esseri divini le rendiamo reali nella nostra vita. A quel punto le osserviamo e diciamo ‘Vedi? Ecco la Verità”, non sapendo che ne facciamo esperienza solo perché le abbiamo create credendole vere…

E così via, sempre più giù, in un circolo senza fine…” per dirla con le parole del Maestro.

Come uscirne allora? La strada non è quella ‘verso l’esterno‘, cioè verso l’acquisizione di nuove conoscenze, perché dopo qualsiasi muro che abbatteremo troveremo sempre un altro muro che noi stessi ergeremo attraverso le nostre nuove credenze.

E allora, cosa fare?
E se ti dicessi che l’unica strada è quella di rimettere in discussione tutto ciò che credi di sapere? Ce l’hai il coraggio di farlo? Perché ci vuole davvero coraggio, ma è l’unica via per abbattere le mura che ci tengono prigionieri. Dobbiamo smantellare le false credenze che tengono oscurata la nostra vera natura, per scoprire Chi Siamo veramente.

L’unica via di uscita quindi è quella ‘verso l’interno‘, seguendo la strada che ci porterà a cercare la verità nell’unico posto in cui può essere, e cioè dentro di noi. Anzi, come mi disse il Maestro, l’unica via d’uscita è comprendere che noi siamo la Verità. Non c’è nessuna verità da raggiungere là fuori, se non la consapevolezza di essere immensi, gli unici e soli creatori dell’intero mondo che percepiamo, mura comprese.

Paolo Marrone

NON CONFONDERE L'AUTOREALIZZAZONE CON IL MAKYO (TRAPPOLE SENSORIALI)

mercoledì 23 gennaio 2019
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Nello Zen la parola ‘makyo’ è molto importante perché indica un fenomeno assai diffuso tra i ricercatori spirituali. Makyo significa ‘illusione, inganno, allucinazione, fantasia, trappola sensoriale’.
Questo termine è riferito a tutte quelle allettanti esperienze che i praticanti spirituali scambiano per ‘realizzazione, illuminazione, risveglio’. Quando raccontano le loro straordinarie esperienze – quasi sempre vissute in stati di meditazione profonda – il Maestro di turno non fa altro che attendere che il praticante finisca il suo racconto e per poi gridargli in faccia: ‘Makyo!’, ovvero ‘illusione, inganno, allucinazione, trappola sensoriale!’.

Risultati immagini per makyo zen

Il Maestro gli sta semplicemente dicendo che qualsiasi cosa abbia vissuto – o abbia creduto di vivere – non è il satori, non è l’illuminazione o il risveglio.
Makyo riguarda sostanzialmente tutte quelle esperienze estatiche, mistiche, speciali che agli occhi di un praticante sembrano il massimo raggiungimento spirituale.
Il Realizzato fa invece notare che ciò che agli occhi del praticante sembra una perla non è altro che sporcizia da buttare nella toilet. Non importa quanto intensa, profonda o superlativa possa apparire un’esperienza, essa non sarà mai il segno di una vera realizzazione poiché la realizzazione, l’illuminazione o il risveglio non riguarda nessun ‘effetto speciale’, non riguarda gli ‘effetti speciali’ che i praticanti si aspettano di sperimentare e che magari vanno davvero a sperimentare.
Qualsiasi ‘effetto speciale’ che caratterizza una qualunque straordinaria epserienza è makyo.
Gli effetti speciali, come i poteri raggiunti in qualsivoglia maniera, non dimostrano un’autentica realizzazione.
Il makyo, gli effetti speciali,, le straordinarie esperienze spirituali vanno bene per mettersi in mostra in questa dimensione, per stupire qualche giovane praticante, per giocare con le esperienze. E non c'è nulla di male in questo, tra l'altro, volendo, tutti lo possono fare. Tutti possono fare i giochetti di prestigio con la propria energia.
Il punto è non confondere tutta quella roba con l’illuminazione.
Nel contesto del Risveglio quella roba (quelle eccezionali esperienze) non hanno alcun valore.
Nel contesto di tutti i giorni, nel contesto della spiritualità di massa, quei fenomeni (spesso fenomeni da baraccone) vengono confusi per il non plus ultra.
Ripeto che non c’è nulla di male in quelle manifestazioni, purché vengano inserite nel giusto contesto. Al contrario, purtroppo, spesso è sufficiente sperimentare qualche effetto speciale in meditazione profonda per credersi automaticamente auto-realizzato.
In conclusione, qualsiasi cosa tu andrai a sperimentare - anche in buona fede o con pochissime aspettative - sarà makyo, sarà una trappola sensoriale infarcita di sensazioni estremamente piacevoli, euforiche, entusiasmanti.
A volte questo mix di sensazioni entusiasmanti vengono fatte passare per illuminazione, realizzazione, etc.
Il risveglio non riguarda questo miscuglio di sensazioni forti, neppure se vengono sperimentate in meditazione profonda.
Se ci tieni al Risveglio non farti distrarre o allettare da nessun makyo, da nessun effetto speciale, sia esso nella vita di tutti i giorni, in meditazione profonda, durante un rituale, durante la pratica, durante un’esperienza spirituale.
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testo di ZeRo
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