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Quante cazzate vi siete bevuti? Quante storie avete accettato senza battere ciglio?

  – La quantità di informazioni che abbiamo accettato senza battere ciglio è allarmante, e ancora più allarmante è la quantità di pensieri insulsi da cui ci facciamo continuamente influenzare. In questo preciso momento le cellule del vostro corpo sono influenzate da una caterva di condizionamenti che vi portate dietro da molti anni. I vostri neuroni stanno automaticamente seguendo dei sentieri battuti molto tempo fa; li seguono in automatico come se fosse la scelta migliore, ma quei percorsi sinaptici non portano a nulla di buono. Oppure portano alle seguenti destinazioni: frustrazione, malessere, delusione, ansia, rabbia, etc. Quelle destinazioni però non sono casuali. Sono il risultato di ciò che il vostro cervello si è bevuto in tutti questi anni. Sono frutto della vostra ingenuità, credulità, dabbenaggine, imprudenza, immaturità, avventatezza, imbecillità, ottusità, stoltezza, scemenza. Quelle afflizioni sono il risultato del vostro ingenuo beneplacito (o del vostro pene flaccido).

Se il vostro ego è ferito, state evolvendo – Ranjit Maharaj

  – La speranza tiene in vita l’ego. L’ego scompare quando non ci sono più speranze. Accogliete volentieri tutto ciò che mette a disagio l’ego. L’ego non va messo a proprio agio. L’ego va messo a disagio, Ma l’ignorante non accetta mai che il disagio arrivi, mentre chi comprende dice: “che mi arrivino tutti i disagi”, così l’ego scomparirà più rapidamente. L’ego è alla ricerca di ciò che è sempre positivo per lui: “Devo essere rispettato, amato, riconosciuto…” Quando attraverso la comprensione viene ferito, non dovreste accusare questa ferita perché l’ego è un disagio per voi; allora lasciatelo morire; se muore è meglio, è l’illusione che muore. Se l’ego si trova a disagio, siate felici, esprimete anche esteriormente la vostra gioia perché il nemico è sta scomparendo. L’ego è ciò che vi rende piccoli, miserabili, avidi, timorosi, bugiardi. Questa piccolezza si sente sempre a disagio. Basta una parola per mettere a disagio l’ego. Il suo disagio però non vi deve riguardare. Se il vostro

Wabi sabi - La via giapponese per essere felici - Selene Calloni Williams - Spunti di riflessione

 - Wabi sabi è una visione della realtà, uno stile di vita che ci aiuta a essere più coraggiosi e felici, e anche a raggiungere gli obiettivi più importanti mediante la ridefinizione di aspetti della vita, quali l’imperfezione, l’incompiutezza, la fragilità e l’evanescenza, che possono essere trasformati in forze e caratteri positivi della nostra realtà. ... Wabi può essere reso come la capacità di accettare la propria imperfezione e fragilità e addirittura farne dei principi di eleganza ed evoluzione. Molti eventi recenti, tra cui una pandemia di proporzioni sconvolgenti, ci hanno sicuramente resi più attenti all’importanza di sviluppare una simile abilità. Sabi, invece, indica la bellezza data dal trascorrere del tempo, che rende le cose e le persone cariche di vissuto, di esperienze, di emozioni, di ricordi che le nobilitano e le impreziosiscono. Wabi sabi indica anche il sentimento di una dolce solitudine, che proviene dal vivere immersi nella natura fisicamente e/o psicologicament

PNL PER LE PRESENTAZIONI AD ALTO IMPATTO - Consigli di Paolo Borzachiello

 - I PROBLEMI SONO INESISTENTI IN MANCANZA DEGLI ESSERI UMANI AI QUALI SONO COLLEGATI. NON HANNO UN’ESISTENZA PROPRIA NELL’UNIVERSO. ESISTONO SOLAMENTE NELLE NOSTRE PERCEZIONI E NEL NOSTRO DARE UN SENSO ALLE COSE. RICHARD BANDLER ... TUTTO QUELLO CHE DEVI EVITARE PRIMA E DURANTE UNA PRESENTAZIONE AD ALTO IMPATTO 1 MANCANZA DI PREPARAZIONE La mancanza di preparazione, in genere, è il più grave degli errori che puoi commettere. Dovresti prepararti al punto da poter fare la presentazione a occhi chiusi : memorizzare ogni slide e ogni passaggio così bene da fare la tua presentazione senza mai girarti a controllare lo schermo. Questo è il livello di preparazione che devi perseguire: poter svolgere la tua presentazione senza mai controllare schermo o monitor. Qualsiasi livello di preparazione inferiore rappresenta un rischio per la riuscita della tua presentazione ad alto impatto. Ricorda: speaker preparato, speaker in stato! 2 ESSERE FUORI STATO Esser fuori stato significa non avere lo stat

Esercizio di visualizzazione rilassante (Usa l'immaginazione per sentirti bene)

- ♥ ♥ CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO ♥ ♥   | ;  Impara a concentrare la tua attenzione su un'immagine interiore piacevole.  Per esempio, anche adesso, pensa a una cascata di acqua fresca in alta montagna.  L’hai immaginata? Bene. Come ti fa sentire? È piacevole? Continua a pensare a questa cascata e ora immagina di poterla muovere dove vuoi, nello spazio. Immagina questa cascata di acqua fresca dentro di te, in corrispondenza del tuo addome. Fresca, fluida, rigenerante. Immagina che stia sgorgando dall'interno all'esterno, scorrendo lungo tutto il tuo corpo. Rilassati. Senti la sensazione piacevole del flusso d'acqua.  Nel frattempo regola il tuo respiro: respira lentamente.  Ora l'acqua da fresca diventa un po' più calda. Adesso è tiepida, e molto rilassante.  Ogni volta che ti senti un po’ agitato, puoi partire da qui, da questa cascata di acqua fresca o tiepida che ti rilassa e ti fa sentire meglio. Esercitati per qualche minuto, ogni giorno. Bastano davvero pochi

L'invenzione dell'io (Christina Berndt)

 - “Sono fatto così” è un’illusione al pari di “L’ho sempre creduto” o “È sempre stato il mio obiettivo”. Eppure, non vogliamo ammetterlo: neghiamo i nostri cambiamenti e “aggiustiamo” il nostro io segretamente e spesso in modo inconscio. ... I nostri cervelli sono eccezionali narratori, bravissimi a tessere la trama di una storia convincente intrecciando fra loro contraddizioni eclatanti”, spiega David Eagleman, ricercatore del cervello e neuroscienziato a capo del Laboratory for Perception and Action del Baylor College of Medicine di Houston (Texas). Le storie che ci raccontiamo, infatti, danno un filo logico a informazioni che, di per sé, sono discordanti, e che il cervello ha il compito di riordinare. “È per questo che ci raccontiamo continuamente delle ‘favole’”, sostiene Eagleman. Anche l’io sarebbe una favola: “una storia ideata dal cervello, spinto dal pragmatismo di convenienza”. ... L’immagine del nostro io è ampiamente distorta: rispetto alla realtà ci vediamo in modo molto

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