Gergo dell'anima (poesie di Simona Scudeller)

sabato 18 maggio 2013

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->  http://simonascudeller.wordpress.com/


anime di vita

Non ti credo vita
menti a questo gene impazzito
elargendo sogni aggrovigliati
gramigna infame su speranze maltrattate
-è solo amore il motore del tempo?-
Menzogna dei nostri avi
livido domani di sopravvivenza
Ti osservo vita
affaccendata ad ordinare il caos
fonte dinamica dell’evoluzione
Di luci e ombre
nutro il pensiero
Peccato e redenzione
margini di un equilibrio distorto
Ho memoria del tuo idillio fatuo
ambigua euforia delle emozioni
ammali cuori in erba
Ai miei occhi sei il viaggio
agognato e voluto vivere di me
appartenendo ad esistenze di anime familiari



Morte di miele


Diamantini riflessi
come porpora fluida
ricamano margini sfibrati
soggiogati al pensiero
Volontà di fede in rovina
al fluire venoso di Eros
dove uteri violati
divengon dimora d’estasi
Lo sguardo si perde
su laghi di smeraldo
tra lingue di miele
a nuova morte si concede
ed  oltre quella soglia
l’infinito è materia




Stanca follia

sacrificio immane ripetuto
specchio di monsoni imbrigilati
corre stanco il cuore
tra battiti smorzati
e volontà abbattute
regna terrore
sulle vitree esistenze
il cielo rimane lo stesso
domus di anime ferite
dove si nasconde la paura
e nella fatica di vivere
la follia diviene respiro

 

Sogno alla deriva

 

Nella luce del caos
barcollo inquieta
sotto raggi lievi d’ombra
trovo ristoro
Vacillo alla deriva
nelle notti insonni
accogliendo fendenti dal fato
Messaggio sinistro
custodito nell’anima lesa
dono ingrato dell’intelletto
Spossata
lusingo itinerari incerti
e comprimo sogni




Volontà in disuso


Scorre via questo vento
insulto alle attese
nel gorgoglio di passioni lontane
Incrocio di vite staccate dal reale
in un pensiero sfuggito all’oblio
muto andirivieni di gente persa
tra emozioni gelate e brividi sopiti
Si cela materia viva
tra le macerie dimenticate
rabbie in disuso alimentano vuoti
nei sotterranei dell’indifferenza
Fragili presenze come lava
disperdono seme di vita
e il dubbio
muovendo “il cielo e le altre stelle”
compie volontà d’infinito


Osservo il mio Tempo
e guardo rimestare quei ricordi
che il sole ha messo in ombra
Voglio dismettere i pensieri
prosciugo i silenzi mentre chiudo
a passi lenti
il sipario su scene d’illusioni
E torna luce d’esistenza
spiraglio di giorni incisi
sulla carta della vita



segreto d'esistenza

 
A piedi nudi
percorri la visione
abbraccio di un teatro
il grembo che ti accolse
Racconti aneliti di vita
vagito antico
diffuso nel tempo
- figlio del cielo
sei spirito in petto -
Ancorato in ventre
permane il tuo giaciglio
ricordo di un dolore
mai estinto
E come tua madre
persisti
vegli in segreto l'esistenza
che non hai avuto


memorie di domani



Osservo il mio Tempo
e guardo rimestare quei ricordi
che il sole ha messo in ombra
Voglio dismettere i pensieri
prosciugo i silenzi mentre chiudo
a passi lenti
il sipario su scene d’illusioni
E torna luce d’esistenza
spiraglio di giorni incisi
sulla carta della vita
E’ di pelle l’essenza
patrimonio genetico di domani
che incalza e mi conduce
a nuove storie di memoria



Cronaca notturna – Mistero -


E’ nelle attese che mi sembra di toccarti, di sentirti pelle e odore, in quell’opera che la mente inscena.. nei momenti di silenzi, lo zero assoluto del rumore mi risucchia nel calore virtuale di una proiezione.
Tu non senti il mio richiamo, non ascolti il mio pensiero che giunge a te come fantasma senza dimora. Mentre in altro corpo cerco l’essenza  del ricordo di un respiro.. avvinghiata all’ombra di un abbraccio si perde il desiderio tra le note di un lamento sussurrato..
Le cronache notture del mio navigare in acque sconosciute sono l’appiglio che mi accompagna quando le nebbie della disillusione offuscano gl’intenti..
Nelle notti di bramata solitudine, quando il sonno tarda ad arrivare, il foglio accoglie paziente il racconto dei miei viaggi… di cui tu sei…sì, sei compagno impavido e feroce…
Tu Mistero, tu che ipnotizzi la mia curiosità, tu che catalizzi questa carne sensibile all’ignoto.. violenti il buio e divieni brace sulla quale ardere nel sogno…



Gergo dell’anima

Non è tristezza
ciò che opprime i miei respiri
Non è la gioia
che esplode in un sorriso
Quel velo lucido
che da mistero
ai miei silenzi

E’ malinconia degli occhi
di chi sente nel profondo
Fluido scorrere di eventi
che accrescono i sospiri
-mi appartengo-

Come ombra mi osservo
fedele al mio destino
pago il riscatto
allo straniero
che ha in ostaggio
il desiderio d’essere amata

Raccolgo in un abbraccio
tutto il sapore di parole mai ascoltate
segni invisibile agli sguardi
e resto traccia nel tempo

Il gergo dell’anima
è un codice d’onore
di antichi cavalieri
convenzione di un linguaggio
scibile agli eletti
ai sensi condannati.




anima di seta



Si schiudono i sensi
e labbra lucide di umori
come corolle all'alba
distendono i lembi
Poesia dell'anima
anelito di seta
intima implosione
Mani audaci
armate di pensiero
in lunghi affanni
traducono passione
D'Eros liquido
si tramuta la pelle
nutrimento di solitudini
arse all'ombra di un segreto
Ghirlanda di miele
al sapore di sale
penetra la mente
affonda il desiderio
Contratta Psiche
sussulta
e languida si fonde
al suo dolce morire



- pena concessa -


 
Pronta a sgranare i miei peccati
lascio al vento il peso dei sogni
sull'altare celato al divino
Mi abbandono estasiata
oltre l'orizzonte del dubbio
dove la follia prende forma
e la pelle si veste di mandorla
Raccolgo la croce
alter ego di un gene convesso
nel riflesso dell'anima indegna
unica eletta
al cospetto dei giusti
Persa nel sole d'inverno
musico storie di un Re decaduto
porto il ricordo a chiudere il conto
e sull'eco di un gemito devoto
sconto la colpa di amante cosciente
Ricamando frammenti nella memoria di oggi
assolvo l'essenza che mi rese la vita
mi concedo la pena di aver desiderato


oltre l'ultima porta

 
parola bugiarda
colpa d’inchiostro
 devoto al peccato
 [gettami via
se non mi vuoi]
vaga sbiadito il pensiero
frammento diperso
dall’anima dissolta
[riduci la pena
di quest'attesa
]
silenzio incastonato
in un brivido sospeso
[sradica il desiderio
da questo fertile grembo
]
angolo muto
di un vuoto perfetto
risucchia il destino
[lasciami fluire
nel siero del nulla
]
fuori dal tempo
sensi avvolti
dal buio incombente
[imploderò
oltre l'orizzonte
della mente
]
verso l’ultima porta



Bilico congenito


Si fonde e si confonde
la paura di morire
il  ferro arrugginisce
 le papille gustative
e vomiti scaglie di vita
su pavimenti sterili
di nosocomi anonimi
Gli occhi gonfi
implorano il sollievo
per annullare quel dolore
una via per uscire dal martirio
per smettere di annaspare
L’attesa del responso
ferisce l’orgoglio
di un cuore sofferente
che al camice bianco si affida
Deiezione d’ansia
e il lento scorrere del fiume
conduce al ristoro
Ancora vivo
in tempo per sperare
di poter concludere
il proprio ciclo vitale

malinconia che si fa ricordo


L’essenza di un vissuto appena passato rimane etereo, finisce la freschezza del momento e si disperde.. non si cancella, si fa ricordo. si annida in qualche angolo d’ombra.
E’ una morte lenta che ti eslpode dentro in un crescendo esponenziale fino a lacerarti…
Un orgasmo del tempo che lambisce nel profondo come miele denso..
Dura l’attimo di un battito, una folata di grigio, incide l’aria e la sospende sul sentiero appena battuto…
Tu percorri i tuoi passi con una strana malinconia nel cuore, stringendo in petto la promessa di eterna appartenenza con la consapevolezza che - l’eterno – è la dolce menzogna dell’anima.
Ancora qualche passo ed altri passi ancora… fino a che quellla porta si chiude e l’ultima pagina viene scritta…
Il presente diventa un fotogramma in bianco e nero di sorrisi e lacrime.
Quando accade, lo percepisci, lo sai e basta.
E la tua storia si riempie di altra memoria.




ecosistema di un'anima

Ho cosparso le mie ceneri
tra le onde di un mare sconosciuto
e mi ha restituito frammenti di diamante
schegge grezze di anime perdute

Nel puzzle di una vita ancora acerba
trovo il riflesso dei miei predecessori
fantasmi inquieti di un viaggio senza fine
tra le lande illimitate della mente.

In equilibrio tra sacro e profano
procedo sul filo dell’ignoto
oltre vergini confini da violare
rinnovando fedeltà al destino mio padrone

Ipnotizzata dalla voragine del tempo
cerco immortalità negli abissi di cristallo
di un abbraccio inciso sulla pietra
e torno polvere del virtuoso ecosistema

 

 

Vergine vestale

L’alito del desiderio
soffia sul corpo inerme
della fanciulla che inebriata
ne assapora l’essenza
sognando
di una vita eterna
già trascorsa.




Demone vita


Gremiti son gli spazi di aspettattive ignote
e nel grembo dell’anima volteggia leggero
il sentore di bramose alchimie
Spettri danzanti diffondono nell’aria
inebrianti essenze di gente lontana
e avvolgono i sensi in abbracci di raso
Carezze intrusive raccolgono coppe
di miele pregiato e l’offrono in pegno
a bocche di disperati viandanti
Nel turbinio di esoteriche fragranze
annullate resistenze banchettano
allegre al sacrificio di realtà fasulle
-il demone Vita-
feconda terre nuove
di conoscenze liberate

scelte


Arranchi e vivi
su selciati umidi scopri
rifugi di avi oramai stanchi
e sussurri la promessa d’eterno
Ricevi e doni
esperienze di vita
a riempimento di vuoti primari
per non perdere il ricordo
della storia segreta
Rifletti e illudi
porti con te il mistero del verbo
ne fai pensiero
parola da creare nell’immagine
di un’anima irrequieta
Scegli e segui
la strada maestra dell’ego
quell’io profondo che racchiude
l’uomo nel sogno
Sospiri e fremi
al gemito di una passione
quando ogni resistenza è lontana
e ti lasci vivere nel morbido fluire
di corpi che si appartengono

 

tracce dissolte


Sciolgo il silenzio nel buio
che cela sentieri occulti
di anime dissolute
ma tu narra i tuoi segreti
di sangue e miele
rivelano il colore
Son lunghe  le attese
che portano alla sera
in versi liberi
nelle grinze di nere lenzuola
raccolgo racconti ignorati
infinite combinazioni
di essenze vitali
grovigli senza fissa dimora
la follia si conclude stanotte eclisso il bisogno di te
nella mente contratta
e la mano scende lenta
disegnando il sorriso della beffa
l’orgasmo si fa muto nella pelle
folate di sguardi
riverbero di un desiderio
riflesso in un’ossessione garbata
violenza gestante
tra soffici pensieri
persi nella pellicola sbiadita
di un bacio privo di senso
alle prime luci dell’alba
si dirada il delirio dell’assenza
rimane traccia di te
tra i ricordi assonnati


adagio di un assillo

Inspiri il mio tormento
travesti e filtri il desiderio
restituisci ombra di brividi
in rivoli di fluido purpureo
Porgo a te queste mani
percosse dal dubbio
unte di furtivi amplessi
Salva in un respiro
depongo questa carne
speziata di seta e sudore
sul falò di fuochi profani
Sono chiodi i sospiri tuoi
crescono in ventre
assillo ondoso di adagi
e risacca divengo
abbraccio l’incestuoso frugare
perchè da te rinasco
figlia del sacro genio lascivo


e ti vengo a cercare


Si..
Torno a cercarti, a frugare tra le grinze di questo tempo che nasconde la fatica e lascia poco margine al sogno..
Ti penso rannicchiata negli angoli bui dei miei sentieri e cullo il desiderio di sfiorare la seta dei tuoi profili così lievi e fragili, quasi da sembrare arcobaleno di lacrime…
Mi manca il renderti materia e farti lievitare fin sulle vette della passione, dove, fremente, sapevo di viverti nell’intimo.
Tanto tempo è trascorso, ondate di nebbie si sono alzate, a volte mi sono persa nei grovigli del dubbio e della rassegnazione, ma la tua luce, seppur fioca e dolorante, l’aura che mi appartiene, si è palesata tra gli abissi
-iridescenza di vita
essenza di me-
Perdonami Anima, sento il pianto nell’oscura prigione in cui ti relego… vedo il suono dei silenzi riflesso in ogni pensiero liberato
La mia dedica è a te, che sempre hai resistito all’incuranza del Tempo, ai maltrattamenti dell’abbandono, a me, fuggitiva e riluttante al calore dell’incontro.
Perdonami Anima, coscienza della mia sostanza, nucleo pulsante in questo involucro d’intelletto.
E torno a cercarti, ti trovo, mi avvolgo nelle tue ali di fenice che dalle mie ceneri risorgi
Siamo, in eterno, noi.



Sensi di carta


Seduce il silenzio
narra desideri
dichiarati al vizio
Enigma perverso
di sguardi storditi
al frastuono di muti cantori
 
Sensi nei sensi
su cartacea pelle
pagine intinte
nell’umido respiro
 
Oblio delle parole
attraente segreto
nell’anima del suono
 
Vibra l’intima materia
in ascolto sospesa
ansima la mente



Anima di sangue

 Viscoso respiro tra i seni turgidi di lei
idrata e nutre tenebre lascive
di un pensiero affidato all’oblio della ragione
Pudica si nasconde nel gioco di mani curiose
e veemente si presta al peccato che non ha vergogna
Si fonde nel sapore di mandorle e miele
il siero che travaglia il ventre
sulla propria ossessione.

Al sottile inganno di un’alchimia naturale
si schiudono le labbra dell’umida dimora
che accoglie e concede riparo
allo spasmo di fremiti animali
e l’anima tremante
al ricordo di un’età che vive dentro
-di nuovo in essa si espande-
nella morsa avvolgente di sanguigne pulsioni
come brace mai sopita
sotto le ceneri del tempo trascorso.


Si consuma lenta l’attesa
sul filo di un adagio ipnotizzante
al crescente affanno di corpi che si fondono
l’invocazione si dilata
tra le note di un orgasmo
omesso alle intenzioni..
ancora…
per cadere disfatti
in balia di una visione..



Il tempo del pudore

 
Non è reale il mistero bronzino-allegoria
che avvolge il cammino
attraverso i sensi risvegliati
perchè le anime non mentono
nella brama di possesso
ometton solo di svelare
gli abissi dell’intimo tormento.


Passi barcollanti di ombre familiari
che nei pensieri si avviluppano fiere
come rovi di ginepro

Fuggendo ogni vergogna
affrontano l’adultero segreto
scemando  il peso delle scelte
tra merletti di seta e porpora
dove liquido il desiderio
si adagia nell’inganno della mente
che si libra perdendosi
in un amplesso rubato alla ragione

-fuori dal tempo del pudore-

Specchio dell’anima


A veglia ritorno sulle reliquie di pensieri
alla deriva del tempo
dove riposi i sensi ad acquietare il respiro
Tra ninnoli di sogni e sommessi gemiti di pudore
ritrovo te che, senza illusioni,
attendi di ricongiungerti a questo corpo
Nell’abbraccio sussurrato
anima dell’anima
immagine speculare ti accolgo
e dalle polveri di un’indolenza usurata,
a nuova vita riemergo


Deserti di vetro


Su tracce d’impotenza
che graffiano l’orgoglio
il vuoto del silenzio
incatena smanie di giustizia
 
Germogli lungo il baratro
son gli appigli
per non scomparire
 
Mentre scaglie di vetro scorrono
nei deserti dell’anima ferita
morfina
è il miraggio di una luna amica
nell’oscurità interiore
accarezza argentea
cicatrici mai rimarginate
procurando bramato sollievo
 
Su note di cornamuse antiche
l’animo rinasce dalle rovine
di esistenze dissolute
per non voltarsi
per guardare la morte in faccia
e fare l’ultima mossa

Pergamena del Tempo

Negli occhi di un mare diverso
splende luce di un sapere nuovo
Fluiscono lievi i residui privi di nutrimento
nei cunicoli senza fondo dell’anima
e lì si perdono come ceneri sottili 

-E’ l'età dell’inganno e della verità-
Dalla stasi al lento progredire d’emozioni
miele fresco lambisce sensi dimenticati
arcobaleni iridescenti di pensieri
al filtrare di raggi di abissi lontani
rivelano la vergine realtà
-Stenosi di un riflesso in movimento-

Tra effigi di echi purpurei
fragranze speziate di seta
sfiorano forme morbide di un corpo sopito
rinnovando  promesse consacrate sulla pelle
come antica pergamena consegnata al "Tempo"



oltre l'inganno


PROFUMO CALDO DI SGUARDI
SU PROFILI DI CODICI SACRI
SILENTE PULSARE DI SANGUE

AL DI LA' DEL BUIO
ECO PERPETUO

AL RITMO DENSO DI CORPI AVVINGHIATI

PELLE ADORNA DI SAPORI
NELL'ARIA UMIDA DI SOSPIRI
D'AMBRA FLUIDA SI VESTE

SPIRITI CARNALI AL LIMITE DELL'IGNOTO
NELL'ATTIMO D'INFITO
SUSSULTO DI MAGMA LATENTE

PAROLE AFFIDATE AL RESPIRO
TRA PROMESSE DI ESSENZE PROFANE

OLTRE IL CONFINE DELL'INGANNO


infinito di luce


Compagno fedele di ogni dolore
il tempo scorre sulle rive della mente
in solitudine approda alle mani
di chi piange il viaggio
e nel silenzio si nutre.

Resiste l’amore senza raziocinio
come edera si aggrappa per non lasciare
al cielo, l’abbraccio  di chi è andato via
pensieri abbandonati alla corsa d’emozioni
cadute esanimi nel grembo di spiriti fecondi.

Anche quando la morte si fa buia
e senza tregua si rifiuta
l’istante eterno è lì

nella luce del domani
col sogno di un viaggio.

Ricordati di te……


Non c’è ragione alcuna perchè rivolga a te questo mio pensiero
Ricordati di te….
Mi nasce dal cuore, sgorga dall’anima…
Ricordati di te…..
Non ha senso… non conosco persona al mondo più consapevole e determinata….
Ti guardo e ti abbraccio sussurrandoti…
Ricordati…. di te…
Sei il mio specchio e quelle parole, forse, sono destinate a me
Figura essenziale, sei importante, mi piace il riflesso di me che trovo nei tuoi occhi…
ma anche questo non mi convince…
Allora, perchè?
C’è alla base un rispetto ed un affetto incondizionato che va oltre la frequentazione,
supera distanze e vuoti di esistenza comune…
Allora credo al mio istinto di protezione e condivisione empatica…
Faccio leva e mi appoggio ad una sensazione nata per caso, tra le maglie di silenzi in cui spesso mi avvolgo e vago….
Non c’è ragione mio caro amico per queste mie ansie…. lo so…
“Tu pensami ed io sono con te” da te, questo l’abbraccio…
e tu…. oltre il pensiero…
<< ricordati di te >>
nel mio abbraccio….
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incanto d'appartenenza

 
Guado di sorgenti velate
  nuda pelle su pelle

osmosi di sguardi rivolti
all’oltre che non ha sorte
Da coscienza di brame condivise
  pervasa è l’essenza
nel sottile volteggio dei sensi
In comunione d’intenti
  danza di anime brade

sedotte da ignota sete
mai sazie nell’eterna fame
Permea il pensiero umido
  tarlo di lucidi deliri
oscura nota di fondo
nelle fibre persiste celato
Nel destino ritrova il suo fato
  tra reale e rivelazione
l’incanto d’appartenenza


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