Forse, anziché parlare di Risveglio dal sogno planetario avrei dovuto parlare di Risveglio dall’incubo collettivo. Sembra che in molti casi la sofferenza, la crisi, il fallimento, siano ottimi antidoti all’ego, antidoti nel senso di strumento per ridurre l’orgoglio, l’egoismo, la vanagloria, la superbia dell’essere umano. Mi viene in mente un vecchio aneddoto. Un uomo in profonda crisi non sa più a chi rivolgersi e per la prima volta in vita sua chiede aiuto a Dio, pur non credendoci. Uomo: Dio, ho bisogno di aiuto. Dio: Cosa c’è? Uomo: Non vedi quanto soffro, perché non sei intervenuto prima? Dio: Perché prima tu non mi hai mai interpellato… infatti l’unico momento in cui mi invochi è quando soffri. – Questo aneddoto su Dio è semplicemente un modo per dire che di solito l’uomo si affida sempre a se stesso, alla volontà personale, al proprio ego, alla propria persona, al proprio ridicolo personaggio, e quasi mai a qualcosa di impersonale, imparziale o superiore al proprio limitat...
Il risvegliato non può tornare a credere ai sogni (individuali, collettivi, diurni, notturni).