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« Che accadrebbe se un
giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria
delle tue solitudini e ti dicesse: “Questa vita, come tu ora la vivi e
l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli
volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni
piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e
grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa
sequenza e successione [...]. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere!".
Non ti rovesceresti a terra, digrignando i denti e maledicendo il
demone che così ha parlato? Oppure hai forse vissuto una volta un attimo
immenso, in cui questa sarebbe stata la tua risposta: "Tu sei un dio e
mai intesi cosa più divina"?[6]. »
(Friedrich Wilhelm Nietzsche, La gaia scienza, aforisma 341.)