QUAL E' IL MIGLIOR INSEGNAMENTO?

martedì 23 maggio 2017
QUAL E' IL MIGLIOR METODO?
IL TUO ! (Forse)
Supponi che i metodi e i modelli siano come delle scarpe.
Il Buddha indossava un paio di scarpe che gli consentivano di camminare bene. Queste scarpe sono state chiamate "Buddhismo" e miliardi di persone stanno tuttora cercando di indossare le scarpe del Buddha sperando di sentirsi bene (raggiungere la pace dei sensi). Ovviamente i tuoi piedi non sono come quelli del Buddha, il tuo metodo - il tuo stile di vita, la tua pratica - cioè le scarpe appropriate a te sono diverse. Sembra banale eppure molti indossano le scarpe degli altri e sperano così di sentirsi meglio. E poi magari danno la colpa ad altri.
Cristo aveva un altro paio di scarpe (un altro tipo di insegnamento) e ad oggi miliardi di altri fenomeni ambulanti provano ad indossare le sue scarpe sperando nel "miracolo".
Gurdjieff, Don Juan, Krishna  o un famoso pinco pallino qualsiasi indossava altre scarpe  - le aveva create da(l) Sé - ma poi sembrerebbe che le abbia vendute ad altri o meglio altri hanno voluto replicare quelle scarpe e camminare come i loro idoli.
Pensa a tutti i libri di auto-aiuto che hai letto e a come anche tu sei caduto in questo trabocchetto.
In una parte è colpa degli autori stessi che promettono risultati strabilianti con titoli del tipo "come vivere felici e contenti in tre semplici mosse...", ma per il resto la responsabilità è di chi compra e si beve quel che legge/ascolta da questi personaggi.
In tale ottica Buddha o Cristo stessi -sempre che siano esistiti - hanno errato nella loro missione fin dall'inizio, cioè nel momento stesso in cui si sono messi a raccattare discepoli che diffondessero la loro parola o la parola di Dio. Col senno di poi - osservando imparzialmente la storia - questi "personaggi" hanno contribuito più in peggio che in meglio. Basti pensare ai conflitti  (non ancora terminati) che si portano avanti per difendere una marca di scarpe (cristianesimo) contro un altra marca (islam).
Un vero saggio si sarebbe subito accorto della condizione dell'umano medio e sicuramente avrebbe evitato di "farsi un nome" allo scopo di insegnare come vivere in pace. Già l'idea che l'amore, la consapevolezza, la compassione vadano insegnante con un "metodo preciso" la dice lunga su quanto siamo superficiali.
L'unico che forse poteva salvarsi la faccia, cioè che sembrerebbe essere stato coerente con se stesso- era (in teoria) Lao tzu. Il libro a lui attribuito era cominciato bene - "Il Tao che puoi nominare non è l'eterno Tao".  Peccato che poi si sia dilungato con 80 capitoli nel descrivere l'indescrivibile Tao. E comunque già nominare "l'innominabile" come "Tao" è un controsenso. Al di là di questo lui sembra essere l'unico che non è andato in giro a fare miracoli e soprattutto a "suggerire" le sue scarpe agli altri. Anzi la prima cosa che ha fatto è stato licenziarsi, uscire dall'ufficio e isolarsi. Sembra che abbia scritto soltanto per accontentare le richieste di un tizio. Ma sopra ogni cosa non voleva discepoli. Si era solo divertito nello scrivere qualche strofa e fine. Tra l'altro non professava sentieri, poteri taumaturgici, non imponeva regole monastiche. Era troppo consapevole del fatto che ognuno deve indossare le "proprie" scarpe per suggerire agli altri le tecniche "giuste", visualizzazioni, preghiere o mantra speciali.
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Che scarpe stai indossando?
Quelle con la marca "Steiner, Krishnamurti, Tony Robbins, Castaneda, Roberto Re, Katie Byron?"
Se sono strette, se ti danno troppo fastidio (come è ovvio e naturale che sia) sappi che stai indossando quelle sbagliate. Fossi in te non aspetterei altri 10 anni prima di togliermele. Levatele subito di dosso e sentirai un sollievo incredibile.

CHIAREZZA SULLo STATO NATURALE, IL SENSO DI ESISTERE, il non-io, falsa identità, etc.

*Percezione di sé
* io = somma di sensazioni
* insime di impressioni vaghe

esempio pratico:

Immagina qualcuno che ti dica
  1. "hai un naso bruttissimo",
  2. "mi fai schifo"
  3. "hai degli occhi bellissimi"
  4. "ti amo, sei un'anima speciale".
Cosa accadrà?
Tu - il tuo presunto io  proverà particolari sensazioni (sempre diverse) e quindi continuerà a cambiare.
Emergerà un "io" irritato dalle prime due frasi e un "io" allegro grazie alle ultime lusinghe. Ma quali di questi "io" sei tu? Anzi, cosa sono questi io?
E' ovvio che si tratta di semplici impressioni, sensazioni estemporanee. Ebbene se ci fai caso la tua vita è costellata di queste impressioni. La somma di queste impressioni costituisce ciò che in questa società chiamiamo stupidamente "io sono".
L'io è una sensazione vaghissima che varia di momento in momento, in un certo senso non esiste un "io reale" cioè "stabile, immutabile", esistono solo interminabili sensazioni con cui  "qualcosa di misterioso/indefinibile - il vero io" si identifica. In seguito all'identificazione (al credere/fidarci di quelle parole) finiamo puntualmente per rimanerci male appena vediamo che esse scompaiono oppure vengono rimpiazzate in un batter d'occhio da altre imprevedibili o indesiderabili sensazioni.
Quindi tu chi sei?
Quell'anima con gli occhi bellissimi o quella schifezza con il naso bruttissimo?
Ovviamente nessuno dei due... quelle sono solo impressioni - spesso appiccicate dal mondo - con cui abbiamo ingenuamente costruito la nostra identità.

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* le percezioni sono illimate , quindi l'io non può essere una "precisa, unica" percezione, in inglese si dice che il sé è  no-thing (non una cosa "unica" e distinta)

* storia personale = luogo/periodo (spazio/tempo)
* ma qual è la 1° PERCEZIONE INIZIALE?
* come distingui una "vera, attendibile" Percezione (la mia percezione) dalla falsa (non mia, prodotta dall'immaginaz., da altri/esterno)?
* chiunque può indurre/stimolare percezione a chiunque altro
---> la mente stimola se stessa
* l'immaginazione produce impressioni
* vita è fatta di impressioni
* vita è frutto dell'immaginazione
* La Percezione è sempre impersonale (senza io -  cioè senza un costrutto secondario, es. linguistico o anche energetico)
* Falsa Personalità = identificazione con le percezioni = il famoso non-io, l'ego, cioè uno stato di coscienza sempre deludente perché si identifica con le percezioni che sorgono all'infinito e vi si aggrappa sperando che non scompaiano. Chi non comprende il meccanismo del sistema percettivo è destinato a soffrire inutilmente.

La spiritualità utilizza da sempre un presupposto ingannevole --> l'io allo stato naturale "è sat-cit-ananda, gioia/vitalità/entusiasmo incessante, pace eterna" (percez. naturale = percez. positive)
Questa affermazione - promossa da innumerevoli maestri - implica che le percez. semi-positive (imprecisabile contentezza, fioca serenità instabile, poca pazienza) oppure negative (torpore, vergogna, non beatitudine, emoticon)  siano (io) innaturali o non pienamente naturali.
In realtà un insegnante maturo dovrebbe semplicemente far notare che  lo stato naturale (che di preciso nessuno sa cosa sia) precede qualunque percezione e qualsiasi "io".
* Allo stato naturale non c'è io, non percepisci né sat-cit-ananda né irritazione.

La mente ordinaria non può cogliere questo insegnamento e per questo continua ad osannare pseudo-maestri che promuovono le percezioni spirituali/sublimi rispetto a quelle carnali/inferiori. Involontariamente, come se chi non percepisse gioia non fosse degno di entrare nel regno. Così facendo alimentano ignoranza e confusione, il che porta ai soliti conflitti interiori/esteriori.
La vera liberazione è liberazione da queste distinzioni puerili ed astratte (tra la "mia" superiore percezione e la "sua" immatura percezione), su cui però si fondano non solo le religioni ma l'intera società e forse l'intero Magico Universo di Maya.
Diffida da chi ti vuol convincere a suon di "stimolazioni sensoriali", costui non è un saggio ma un drogato di "percezioni".
Ah già, se non hai colto il punto ti riassumo il discorso:
tu non esisti - l'io a cui hai sempre creduto non c'è, è puramente immaginario... esistono solo vaghe percezioni che emergono caoticamente in un mare di possibilità.
Rilassati, non c'è niente da fare e tu non hai mai fatto nulla, il tuo passato non esiste, si sono solamente susseguite delle impressioni.
Tu sei una semplice espressione vitale - che non ha niente a che fare con le cavolate addizionali (culturali o spirituali). Le teorie, speculazioni sui sentieri metafisici, la via di mezzo, la vacuità, le iniziazioni, lo sciamanesimo etc. sono solo parole vuote sognate da un incontrollato meccanismo di pensiero frustrante.

CHE SOLLIEVO!

domenica 14 maggio 2017

   * Tentare/sforzarsi di accettare questo momento è come tentare di respirare. La respirazione sta già qui, e questo momento è stato già accettato... L'accettazione (amore, silenzio, connessione) è già avvenuta... avviene da sé.

      * non "devo" imparare, perdonare i difetti, coltivare compassione.
         * Illuminazione (trasmissione/ricezione di luce) c'è già. Tutto è fatto di luce.
         * Connessione (en. sottile, campo) è stabile ovunque, non occorrono saluti, sorrisi, abbracci... per colmare distanza/separazione apparente a livello superficiale/sensoriale.
            * ogg. intessuti dello stesso filamento dorato che li collega.
         * mentire (credere di non poter accettare o ricevere luce) è una resistenza vana che produce sofferenza (non devi giudicare l'applicazione della corretta "forma" di accettazione, convenzionalmente ridotta e rappresentata come gentilezza, buona educazione).
         * il corpo carnale "accetta" in maniera spontanea molte più cose di quanto si creda...
         * il corpo di luce o la coscienza/spazio concede tutto (inclusa violenza, inquinamento)  - da la possibilità a qualsiasi manifestazione. Senza criteri esclusivi.

Tu sei questa coscienza, questa accettazione illimitata... che ti piaccia o meno, che tu pratica o meno.

Il vero amore è semplice accetazione e questa c'è sempre stata indipendentemente dai sentimentalismi con cui l'intelletto ha distorto questa verità. Non riguarda coppie, anime gemelle, etc. Accettare un oggetto insignificate è un atto di puro amore come accettare un gesto da una persona particolare. Si tratta solo e sempre di accettazione. E' facilissimo. Il tuo corpo sta già amando - cioè accettando -  tutti... il tuo intelletto invece si fissa su qualcuno di apparentemente speciale in basa a criteri fittizi... come se potesse "amare - accettare" di più la nonna rispetto all'amante. Non c'è gradazione nell'autentica accettazione. Il privilegiare (che implica l'escludere - il gradualizzare l'accettazione) provoca insensata frustrazione.

La prossima volta che dici o senti la fatidica frase "sei l'unico vero amore... la persona che amo più di tutti, quella con cui sento maggior connessione" rinsavisciti e accorgiti che hai fraintesto un mare di cose, in pratica tutto.

Istruzioni per maghi erranti: Andrea Panatta - BN PODCAST

martedì 9 maggio 2017




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PER VINCERE IL GIOCO (sesso, lavoro, relazione, sport) DEVI DIMENTICARTI IL GIOCO (sesso, lavoro, relazione, sport)

domenica 7 maggio 2017
THE GAME = SAMSARA, problemi immaginari,  menzogne, lato oscuro della Forza, Sistema fallimentare, Matrix, l’identità sociale, vita ordinaria, ego, mente, stato limitato di coscienza
THE OTHER GAME = La Forza, il Regno, essenza, io reale/spontaneo, stato espansivo di coscienza

inizi a giocare quando ti interessi, prendi sul serio THE GAME: in quell’istante perdi.


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DIVENTARE UN AGHORI

aghori = guerriero che attraversa l'inferno rimanendo intimamente immacolato

stato di coscienza di chiunque sia in grado di oltrepassare limiti e paure

facoltà di integrazione del lato terrificante con quello benevolente

superamento definitivo della dualità o distinzioni tra bene e male, lecito/legale e illecito/illegale, gentilezza e violenza

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Salvatore Brizzi - Come la pioggia prima di cadere

martedì 2 maggio 2017




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SOFFERENZA VOLONTARIA

lunedì 1 maggio 2017

consiglio di rileggere tutto almeno un paio di volte

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La sofferenza volontaria è moneta di scambio per la salute, l'arricchimento interiore/esteriore, la crescita personale, la pace interiore, la forza, l'intelligenza

sigilla nel cuore questo messaggio ---> le persone più felici non sono quelle che hanno sofferto di più ma quelle che hanno saputo soffrire meglio.

  • ATTRITO
    • l'ideale sarebbe agire quando e dove c’è “attrito”, questo genera una trasmutazione interiore e favorisce un'accelerazione del processo. Il trucco sta nel fare qualcosa di utile proprio in quei momenti in cui hai meno voglia di farlo. In pratica devi riuscire a costringere il corpo a mettersi all'opera malgrado le resistenze della mente. Per superare l'attrito iniziale (resistenze dell'io pigrone o falsa personalità) devi affidarti alla forza di volontà e alla fiducia nel Lavoro sul corpo sottile o corpo energetico.
    • Es. di attrito = alzarsi presto quando non ne hai voglia; astenerti dal mangiare proprio quando desideri un dolcetto; fare una doccia fredda mentre sei appena sceso dal letto; fare una passeggiata o corsetta al mattino presto.
    • In soldoni, andare “consapevolmente” contro la via di minor resistenza, evitare la scelta più comoda, agire contro tutto ciò che è meccanicizzato (abitudinario) genera attrito e quindi “sofferenza volontaria” e infine trasmutazione da piombo in oro, salto ad un'ottava superiore ovvero un piano esistenziale migliore.
  • NON IDENTIFICAZIONE
    • Non scordare mai che la sofferenza è un mezzo e non il fine.
      •  con il crescere della tua consapevolezza, essa va scemando.
    • Renditi subito conto che non sei tu a soffrire bensì sono le emozioni negative, gli schemi di pensieri dominanti, le abitudini correnti, in due parole stai sacrificando la falsa personalità, l'identità con cui ti eri erroneamente immedesimato finora. Falsa personalità è sinonimo di sofferenza inutile, sofferenza immaginaria (provocata da preoccupazioni insensate, timori concettuali).
    • Mentre pratichi rimani autoconsapevole, ricorda che tu sei solo alchimista che controlla l'andamento del processo di trasformazione interiore. I processi che avvengono nel crogiulo umano riguardano le componenti del corpo. Sensazioni dolorose, emozioni sgradevoli, impressioni, pensieri e così via rappresentano il combustibile o la materia prima sottoposta al fuoco alchemico (fuoco = tua concentrazione/consapevolezza). All'emergere di queste sensazioni fastidiose non identificarti, rimani lucido, consapevole che tu sei l'osservatore "esterno" (non toccato dai quei processi) che si prende cura della macchina biologica: la tua attenzione è necessaria alla riuscita dell'opera. Il principiante si fa del male (SOFFERENZA INUTILE) perché si identifica con il materiale che brucia. Il bravo praticante sa che non può scottarsi perché egli stesso è quel fuoco o meglio il generatore e manipolatore di quel fuoco.
    • Man mano che pratichi lucidamente acquisirai un incredibile potere personale. Carisma, autostima, capacità attrattiva, vigore, centratura, radicamento: queste sono soltanto alcune delle inevitabili benefici dello sforzo cosciente o sofferenza volontaria. Questa sofferenza "utile" si trasforma automaticamente - per una legge fisica infallibile - in nuova energia. La soff. inutile invece - per una serie di ragioni che non è il caso di analizzare - ti depriva di energia.
    • Es. di Soff. inutile =
      • dare istintivamente espressione alle emozioni negative (rabbia, gelosia, senso di colpa, senso di inferiorità, autocommiserazione, lamentarsi-criticare gli altri),
      • continuare a dubitare del lavoro interiore,
      • FANTASTICARE (evadere dalla realtà presente), desiderare di trovarsi altrove con una persona speciale, lontano da ogni difficoltà.
  • DOLORE = PROPELLENTE
    • la fatica, l'attrito, la tensione iniziale vanno visti come una molla che ci spinge ad uscire dall'indolenza: affinché questa molla funzioni è necessario esercitare una pressione verso il basso, al crescere della quale crescerà lo slancio verso l'alto. Considera questo meccanismo come un incentivo. Inoltre questo dolore consapevole ti scuote dal torpore abituale.
    • Spezza le colonne dietro cui il falso io (l'avversario, l'ego) ha edificato il suo nascondiglio
      • Più è grande è la sofferenza "utile" e maggiore sarà l“energia propulsiva” che hai a disposizione
    • eleva il tuo quoziente volitivo = sviluppi la facoltà di non arrenderti davanti a niente e nessuno
      • "la volontà è la quantità di sofferenza che siamo disposti a spendere per ottenere ciò che vogliamo"
  • Se pratichi correttamente puoi accedere alla sorgente vitale ed usufruire di una quantità inesauribile di energia

  • NON RIMANDARE LE PRIORITA'
    • "Fallo subito, non domani mattina"
      • [che si tratti di lavare i piatti, fare la doccia, fare ginnastica, meditare, etc.]
    • Concentrati su un'attività per volta
      • "Lascia perdere il multitasking"
  • SACRIFICA LE ATTIVITA' SECONDARIE, INUTILI
    • mentre ti dedichi all'attività principale, non pensare ad altro [chiudi f.b., whatsapp, istangram]
    • stai alla larga dai vizi, dalle sigarette, dal caffè, dallo zucchero, dall'alcol, etc.
    • Es. di Soff. volontaria = stanare le inclinazioni insensate, i meccanismi sconvenienti che tendezialmente eseguiamo senza rendercene conto: una volta “stanato” uno di questi meccanismi, continuando ad osservarlo senza volerlo cambiare… prima o poi svanisce: da solo!
      • se cerchi di cambiarne anche solo una virgola, c’è la possibilità che lo stesso meccanismo si travesta, cambiando un dettaglio o spostandosi altrove, per ripresentarsi sotto mentite spoglie.
      • Il che equivale a non cambiare una beata fava: è come cambiare una camicia pensando di andare in giro a torso nudo.
      • Occorre porsi una specie di “sveglia” interna che ci porta a riconoscere il comportamento in questione sul nascere, ovvero dalla reazione emotiva che lo produce e stroncarlo letteralmente all’istante.
      • Se non cerchi di cambiare quello che osservi, ma continui a guardarlo senza cercare di giudicarlo (anche solo dare un nome ad una cosa significa de facto emettere un giudizio), è possibile che parta una catena di osservazioni che ti portano a capire molte altre cose interessanti sul tuo funzionamento.
  • IL POTERE DEI DOVERI ESSERICI
    • il leggero SFORZO COSCIENTE compiuto quotidianamente contrasta il torpore ("SONNO" o "IPNOSI" a cui viene abitualmente sottoposta la bio-macchina - il tuo corpo]
      • nel fare quella piccola attività stai rimandando qualcos'altro, l'attività deleteria [il dormire, il cazzeggiare, il disperdere energia vitale]
      • Dai sempre la precedenza a tutte le attività che stimolano attivamente la tua attenzione, innalzano il liv. energetico. Sacrifica le comodità. Il tuo Essere si espande fuori dalla zona di comfort
      • All'inizio evita i SUPER-SFORZI. Essi sono estremamente utili e potenti ma richiedono una padronanza enorme.
  • COMINCIA DAL MICRO
    • Non lancirati in attività eroiche. Parti con piccoli atti, di breve durata e lieve intensità, poi aumenta gradualmente la portata del lavoro. Inizia per pochi minuti, cronometra 5 minuti e non demordere fino alla fine. Dopo un paio di settimane prolunga di 5 min., poi 10 min., 15 min. etc.
  • ILLUSORIETA'
    • la sofferenza, per quanto lancinante, proviene sempre da una percezione soggettiva, è un fattore variabile, modulabile e in alcuni casi annullabile. In poche parole la radice della sofferenza è irreale. Fa leva su una serie ingannevole di meccanismi biologici, psicologici e sensoriali. Per ritrovare il benessere non è necessario intervenire cavillosamente su questi meccanismi... è sufficiente comprendere cosa significa il termine "percezione".
      • La sofferenza è uno dei legami più interessanti e diretti che abbiamo con l’illusione. Non va scacciata ma studiata a fondo. Il saggio giunge al risveglio proprio grazie alla lucida analisi della sofferenza: in tal modo ottiene la chiara visione della sua radice percettiva.
      • Sofferenza volontaria = non sfuggire da un dispiacere (una scomodità) frapponendo barriere tra noi e la sua percezione. Immergiti completamente! Riemergerai in un mare di GODURIA.
        • il dolore può sconfinare nel piacere, come viceversa. Piacere e dolore sono due facce della stessa medaglia: l'illusoria percezione soggettiva.

In conclusione la sofferenza è inevitabile, non c'è via di scampo. L'unica decisione sensata riguarda il tipo di sofferenza: puoi scegliere quella utile oppure quella inutile.

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Nello scrivere l'articolo ho preso spunto da vari blog tra cui:
http://www.francescoamato.com
http://www.sviluppocoscienza.it/ouspensky.htm
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