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Scusi, Vorrei ottenere l’illuminazione...





L’Illuminazione ed errori simili -  libro di Karl Renz



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D.: Anche se sembra antiquato, vorrei ottenere l’illuminazione.
K.: Allora posso solo augurarti buona fortuna.
D.: Cosa vuol dire questo? Questo desiderio è una stupidaggine?
K.: No, non una stupidaggine, solo un po’ di magia immaginativa.
D.: Penso sia qualcosa di più.
K.: Illuminazione e non –illuminazione sono idee. L’illuminazione è in fondo un concetto nell’infinita sfilza di concetti di evoluzione personale o di ricerca ella felicità.
D.: E cosa c’è di sbagliato?
K.: E’inutile. Poiché per nessuno è mai esistita la necessità d’illuminazione.
D.: Ho qualche dubbio su questo.
K.: Chi vuole l’illuminazione?
D.: Come ti ho detto: io.
K.: Allora è l’Io che vuole luccicare.
D.: Naturalmente. E’ forse proibito?
K.: Dal punto di vista della sicurezza elettrica, senza dubbio.
D.: Come, scusa?
K.: Nutro un dubbio atroce che un Io possa sopportare questa energia. Quest’energia che porta a far luce. In quest’assoluta energia dell’essere brucia l’Io. Scoppia. E i resti evaporano. Se s’immettono diecimila volt in una lampadina, come se la cava la lampadina?
D.: Ha un orgasmo.
K.: Che essa non nota neppure.
D.:Questo vuol dire forse che sono una lampadina debole?
K.: Cosa vuoi dire con ‘Io’?
D.: La mia personalità. Me. Quello che sta seduto davanti a te. Quello che sono.
K.: Quello che sei non ha bisogno di illuminazione. Non è mai stato oscurato.
D.: Bene, allora lasciamo l’argomento illuminazione. Chiamiamolo risveglio.
K.: Non ha bisogno nemmeno del risveglio. Perché quello che tu sei non ha mai dormito. Non conosce né sonno né veglia. La veglia ed il sonno emergono in esso. Non esiste nemmeno un dormiente né un risvegliato. Nessuno illuminato o qualcuno che ha bisogno dell’illuminazione. Sono solo idee. Esse emergono e poi spariscono in quello che tu sei.
D.:Ma per poterlo vedere o per lo meno comprendere, dovrei sperimentare una sorta di risveglio.
K.: Non te. Non l’Io. Nel momento che tu sei quello che sei, la lampadina non ha più posto. E’ bruciata, evaporata, sparita. Come se non fosse mai esistita. E questo è lo scherzo: essa non è mai esistita effettivamente. Poiché dove c’è quello che è, non esiste altro che quello che è.
D.: Quello dove…quello… quello che… insomma dove rimango Io?
K.: Tu sei bruciato, evaporato, sparito. In apparenza. In realtà non c’eri mai stato prima. E non ci sarai mai in futuro.
D.: L’Io deve dunque sparire?
K.: Come può sparire ciò che non è mai esistito?
D.: Ma ci sono pure io qui. Eccomi qui seduto. La domanda è tutt’al più: per quanto tempo?
(suona un cellulare)
K.: Rispondi pure. Il tuo elettricista saprà se deve fornire la corrente.

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