NON SEI UN LORO SIMILE

mercoledì 18 settembre 2019

Ho passato anni come un umano in borghese, gironzolando curiosamente in mezzo agli umani che sognavano fantasie spirituali sul divenire ciò che già erano.
Sapevo che ero nettamente diverso da loro. Sapevo che ci separava un abisso invalicabile, loro non erano come me, né io ero come loro… non ero più uno di loro, non ero un loro simile.
Sapevo che ero in grado di comunicare con loro solo nel senso più superficiale del termine. La mia comunicazione con loro si basava su ricordi che oramai erano in rapida dissolvenza: la loro lingua e le loro abitudini mi erano completamente estranee, a tal punto da sentirmi in imbarazzo – per loro, non per me – anche nelle circostanze più comuni. Sentivo il loro imbarazzo, lo stesso imbarazzo che un bruco prova di fronte ad una farfalla.
Quel che però mi ci volle un po’ a capire fu che la ragione per cui non ero più uno di loro era perché ero davvero qualcos’altro, e che la differenza tra noi non era relativa ma assoluta. In qualche modo avevo guadagnato l’ammissione ad una condizione del tutto nuova, ma fino ad allora non mi ero accorto di aver avuto accesso a quella condizione poiché nessuno mi aveva spiegato che questa sottile e profonda consapevolezza era quello che i bruchi umani intendevano quando parlavano del volo della farfalla, cioè di Liberazione, Illuminazione, Risveglio.



(ZeRo - Risveglio dal sogno planetario)

INVOLUCRI VUOTI

domenica 15 settembre 2019
Cosa accadrebbe se il rituale del 'parlare a vanvera' non venisse più rispettato?
Cosa accadrebbe se la gente smettesse di 'salutare', 'discutere', 'commentare', 'polemizzare'?
Crollerebbe il senso dell'io!
Cadrebbe l'illusione di essere degli individui speciali che hanno qualcosa di speciale da dire o qualcosa di importante da ridire!
Senza niente da raccontare, quasi tutti gli umani si sentirebbero degli involucri vuoti, e sarebbero costretti a vedersi per come in effetti sono. E questa autoimmagine ammutolita, priva di contenuto verbale, li terrorizza quanto la morte stessa.
Ed è proprio per questa ragione che le persone non riescono a stare zitte un attimo: temono che la loro identità fittizia venga smascherata o peggio ancora dissolta nel silenzio.
La stessa cosa vale per la società.
La società, per come la conosciamo, crollerebbe all'istante poiché la sua continuità dipende dalla continuità che le singole persone danno ai loro vaniloqui.
Vuoi fare un atto davvero rivoluzionario?
Cuciti quella fottuta bocca… o perlomeno riduci al minimo il tuo dialogo esterno e soprattutto sospendi il dialogo interiore; interrompi tutte quelle storie che ti narri nella tua testa.
Il 99% delle conversazioni che si svolgono tra te e te oppure tra te e gli altri sono assolutamente insignificanti.
Fattene una ragione, anzi finiscila anche con i tuoi inutili ragionamenti.
(ZeRo - Risveglio dal sogno planetario)

 

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1° TRILOGIA DI ZERO

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2° TRILOGIA DI ZERO



CHI O COSA TI TRATTIENE?

venerdì 6 settembre 2019


Qual è la cosa, la persona, la sensazione o l'esperienza a cui tieni maggiormente?
Qualsiasi cosa essa sia sappi che:
CIO' A CUI TIENI DI PIU' E' PROPRIO CIO' CHE TI TRATTIENE DI PIU'

… ti trattiene dall'AutoRealizzazione, dalla Liberazione, dal Risveglio!


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Risveglio dal sogno planetario - estratto primo volume

mercoledì 28 agosto 2019

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Ho passato i successivi anni cercando di dare un senso a questo risveglio nel sogno; vedevo un non-mondo nel quale un non-io sembrava risiedere.

Era come se il mondo fosse cambiato da dura solidità a miraggio scintillante. Potevo ancora vedere il mondo che avevo sempre conosciuto, ma non potevo più trovare la sua sostanza. Su qualsiasi cosa allungassi la mano per toccare, la mia mano l’attraversava. Qualsiasi cosa pensassi si dissolveva nella mia mente. Chiunque guardassi, gli vedevo attraverso come un vapore, incluso me stesso. Ho guardato il mio ridicolo personaggio ed era come la faccia che vedi in una nuvola prima che scompaia.

La mia realtà attuale è una condizione di risveglio dallo stato di assuefazione dal sogno quotidiano, e questa è inesorabilmente la stessa condizione di chiunque sia arrivato a questa realizzazione.

Non ci sono maestri o allievi qui.

Non ci sono insegnamenti o credenze; no Hindu, Buddisti, Jnani o Advaitin, né Yogi, né Shanti né Ananda.

Nessuna entità incorporea, alti livelli di energie o esseri superiori.

Il Risveglio è il Risveglio.

Tutto il resto è tutto il resto, anzi tutto il resto appare ma non è...

 

(ZeRo - Risveglio dal sogno planetario)

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1° TRILOGIA DI ZERO

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2° TRILOGIA DI ZERO


AUTO-REALIZZAZIONE = SCOPERTA ACQUA CALDA

mercoledì 7 agosto 2019


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Il tipico ricercatore spirituale è come un ricercatore di petrolio che inaspettatamente scopre l'acqua calda... e solitamente il ricercatore abituale non si rende conto che quell'acqua calda scoperta in profondità vale più del petrolio cercato in superfice.

In pratica, Auto-realizzarsi è come Ri-scoprire l'acqua calda e Ri-conoscerne il profondo valore.

(ZeRo - Mente Vuota in Corpo Pieno - Volume Teorico)

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DAI IL BENVENUTO ALLA MORTE

venerdì 2 agosto 2019
Se desideriamo svegliarci – e questo è un grosso “se” – allora dobbiamo dare il bentornato nella nostra vita alla morte.
La morte è il nostro personale Maestro Zen, la nostra fonte di potere, il nostro percorso per la lucidità, ma dobbiamo smetterla di scappare da essa nel panico più cieco. Abbiamo solo bisogno di fermarci, girarci ed eccola lì, a pochi centimetri di distanza, che ci fissa con sguardo imperturbabile, col dito pronto, in ogni secondo delle nostre vite…
Non puoi uccidere il pensiero della morte, non puoi nasconderti e neppure scappare da essa, puoi solo girarti verso di lei. Se ti giri verso di lei, fai amicizia con lei, la abbracci pienamente, non superficialmente, come una parte essenziale della vita, allora la morte diventerà l’angelo che potrai cavalcare in ogni battaglia quotidiana.
 
Fai della morte un tuo amico, un partner della vita, la tua compagna quotidiana. Dalle il benvenuto, accettala, abbracciala, apprezzala. Comprendila, aspettala pazientemente e soprattutto smetti di giudicarla e resisterle.
 
La contemplazione della morte, della propria mortalità, è una meditazione molto potente. La consapevolezza della morte è vero zazen, è una pratica spirituale universale, l’unica che tutti necessitano e l’unica che tutti dovrebbero eseguire. Puoi fare qualsiasi cosa per portare questa consapevolezza nella tua esistenza. Prendi l’abitudine di pensare alla morte ogni volta che guardi l’ora, ogni volta che ti siedi a tavola, ogni volta che vai in bagno. Fai una passeggiata da solo tutti i giorni e pensa a cosa significhi essere vivo, camminare, vedere, sentire, respirare. Non è un esercizio, non è qualcosa che stai tentando di credere come un’affermazione. Questa consapevolezza dovrebbe essere qualcosa di fondamentale e determinante in ogni pensiero e azione.
Se sapessi che domani morirai, cosa faresti oggi?
E perché diamine non lo stai facendo?”
 
 
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IL SIGNIFICATO EMERGE DA SOLO... SENZA IL TUO INTELLETTO

giovedì 18 luglio 2019
Un po' tutti ci siamo posti domande del tipo:
Qual è il senso della vita?
Cosa significa questa situazione?
Perché è capitata questa cosa proprio a me?
Cosa vorrà dire questo evento?
Come dovrei comportarmi in questa circostanza?

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Ma invece di porre tali domande alla vita stessa, la gente le pone al proprio intelletto oppure si rivolge a una pseudo-autorità esterna (sia essa politica, religiosa, scientifica, spirituale, angelica).
almeno per una volta prova a fare questo: anziché chiedere al tuo limitato, ottuso e ristretto intelletto, prova a chiedere il significato di qualcosa all'esperienza stessa?
Vedrai che la realtà ti darà risposte che il tuo intelletto o il tuo Guru di riferimento non avrebbe mai potuto formulare.

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Non sforzarti di imporre il limitato significato che vuoi tu.
Lascia che il significato ti VENGA DATO dalla situazione stessa, dalla realtà, dal Flusso della vita.

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IL POTERE DELLE DOMANDE

domenica 14 luglio 2019

 

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Le domande ci fanno cambiare il focus e quindi stato d’animo.

 

Se la domanda è “perché sto così male?” (“perché sono così stupido, sfortunato, debole, solo?”  -- “Perché capitano tutte sempre esclusivamente a me?”), troverete un sacco di ragioni. E, nel pensare a tutte queste ragioni, starete ancora peggio!

Il motore di ricerca mentale andrà a cercare tutti i motivi, episodi, dettagli che rispondono alla tua domanda o che confermano i tuoi presupposti (sono stupido, sfortunato). La tua testa verrà impostata per trovare gli indizi della tua sfortuna, solitudine…

La tua testa CANCELLA tutte le altre informazioni positive, belle (ECCEZIONI, altre possibilità, episodi, persone, pregi) e vede soltanto quel lato della medaglia.

In pratica molte domande che non aiutano a migliorare la qualità della vita ma a peggiorarla.


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DOMANDE RISOLUTIVE (che dovreste imparare a porvi)

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            Cosa ti impedisce di comportarti diversamente, dire/fare questa cosa?   [fai come se l’impedimento non ci sia più, a quel punto cosa ti impedirebbe di…?]

                        [Sospendiamo l’idea che tu non possa fare” à “In questo momento cosa potrebbe essere possibile per te?”  +   “A cosa potresti pensare/dedicarti?”]

            Cosa ti manca per poter…?    [fai come se non ti mancasse, avessi quelle risorse, ti venissero fornite]

Cosa succederebbe se lo facessi/confessassi?             [immagina di farlo/dirlo… fingi che sia già fatto]

            à “In che altro modo puoi guardare a tutto questo?”

 

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            In cos’altro posso riuscire?                 [cos’altro posso apprendere?]

Dopo quel cambiamento, cos’altro può cambiare?                   [cosa può capitare di bello, incredibile?]

            Cos’è che non ho ancora considerato?   Quali altri risultati posso ottenere?          Quali alternative ci sono?

 

 

 

            Supponiamo che sei a 2 anni da oggi e da tempo hai già risolto la situazione, a quel punto cosa ti piacerebbe fare?  […a. cosa ti dedicheresti?   Cosa  vorresti conoscere, imparare?   ]

                        Cosa penserò tra 10 anni di quello che mi sta succedendo oggi?        [sicuramente ci riderò sopra…

allora perché aspettare 10 anni per riderci sopra? ]

 

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Cosa farei se fossi sicuro/a di non fallire?

            Se tutto fosse possibile, cosa chiederesti, vorresti sapere?

                        Se potessi realizzare dei desideri, quali sarebbero?

 

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Cosa hai imparato da questa esperienza?

Come ti piacerebbe rivedere o ripercepire quella situazione?   (se potessi tornare indietro, come vorresti sentirti?  )

            Se un domani dovesse ricapitare quella situazione come ti comporteresti? Cosa faresti per fare andare diversamente le cose?

 

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Cosa voglio, davvero?

Cosa è importante per me?

Quali ostacoli posso incontrare?  (disperazione, rassegnazione, perdizione, apatia)

Come posso superare gli ostacoli?  (preparazione, disciplina, pratica, concentrazione, Costanza, fiducia)

Quali sono le azioni che mi faranno stare meglio, ora?

Cosa posso fare per sentirmi meglio in questa situazione? Come posso utilizzare il mio tempo al meglio adesso?

Cos’altro posso fare?

Cosa farebbe un genio, guerriero, un Maestro, Cristo, Dio in questa situazione?

 

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Se la fobia dei colori è sorta con niente, può anche sparire con niente?   (domattina potresti svegliarti senza fobia dei colori?  Potrebbe accadere?)

Se alcune tendenze evitanti sono sorte all’improvviso, potrebbero andar via altrettanto all’improvviso?  (Così come sono comparse, possono anche scomparire, giusto?  … non importa come e quando, almeno sai che possono andar via, ne sei consapevole, giusto? Come qualcosa può accadere senza che tu sappia come sia accaduto, cosi qualcosa può finire senza che tu sappia in che modo è finito?… ti rendi conto che questa è una gran notizia, vero?)

Concentrarsi sul come mai ti sia accaduto, ti aiuta a stare meglio? No, ti fa solo rivivere l’accaduto.

 

Tanto per provare, ora potresti fare come se quella cosa non ci fosse più?  … o come se non ti desse più fastidio?   Solo per gioco… fai come se non esistesse più.

 


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