ANIMICI, PSICHICI E... VAMPIRI - precisazione doverosa

sabato 4 febbraio 2012









 Di  Eros Poesta  -->  http://erospoeta.blogspot.com/


 
Chi ha ascoltato alcune mie conferenze, potrebbe avermi sentito mentre uso i termini "animico", "psichico" e "vampiro", riferiti a tre tipologie di esseri umani.

Mi è stato fatto notare che possono indurre in confusione, stante la variabilità delle interpretazioni cui sono soggetti, interpretazioni che differiscono persona per persona...


Per questo motivo, e approfittando di uno scambio di messaggi con un amico, spiego brevemente.

E' una distinzione basata sull'aria fritta. In realtà sono entrambi la stessa cosa, seppur caratterizzati da comportamenti differenti. Li divido per mia comodità nell'affrontare alcuni discorsi antroposofici (nel senso letterale del termine, non nel senso "steineriano").

Mi esprimerò un po' come mi viene, per essere compreso in modo più intuitivo.

Qualcuno potrà anche considerarlo un delirio, ma altri invece lo comprenderanno benissimo.
In ogni caso, potete sempre prenderlo come un "parlare libero auto-terapeutico" da parte mia!... :)

Gli psichici parlano solitamente solo con altri psichici, oppure con i vampiri (il terzo tipo di persone). Dei vampiri li interessa, e adesca, l'apparente "saper vivere" o "saper scegliere".
 Essendo i vampiri esclusivamente razionali (come macchine), tendono infatti ad adescare la parte razionale degli psichici.
Ovviamente i vampiri "sanno vivere" allo stesso modo di un computer: seguendo regole.

Invece gli animici sono nemici dei vampiri; tendenzialmente anti-conformisti, gli animici considerano solitamente gli psichici come troppo concedevoli nei confronti dell'occulto.
Per questo motivo gli psichici non si confidano con gli animici, trovando il loro atteggiamento spiacevolmente inquisitore.

I vampiri braccano gli animici, perché per loro costituiscono un pericolo esistenziale di tipo assoluto e universale.

Non lo stesso invece nei confronti degli psichici, che possono addirittura essere sottomessi e sfruttati dai vampiri per vari scopi.

Nota: i vampiri devono il loro nome al fatto che nel loro mondo, l'unico modo di nutrirsi e procurarsi energia è quello di rubarlo ad altri viventi. Gli animici e gli psichici hanno invece anche altri modi, in loro connaturati, per nutrirsi.



In contro tendenza rispetto a quanto detto prima riguardo agli psichici, che vengono appunto disturbati da alcuni atteggiamenti degli animici, si ritrovano spesso coppie +/- composte da un animico e uno psichico!
Si tratta di una simbiosi che può rivelarsi anche vincente, e di grande utilità.
Lo psichico consente all'animico di vedere elementi ignoti, di spostarsi audacemente oltre le proprie possibilità, per affrontare sfide avvincenti.
L'animico restituisce coscienza del qui e ora allo psichico, aiutandolo a consolidare coscienza in esperienze che altrimenti rischierebbero di restare fantasmagoriche. Inoltre, l'animico è un buon educatore per gli psichici, se non vuole assurgere a "capo", ma resta ad un livello paritetico.





Quando uno psichico attua una simbiosi con un vampiro (per sbaglio, ma può capitare anche incidentalmente in un rapporto padre-figlio, ecc.), lo psichico si "divide in due", sviluppando tendenze bipolari nel comportamento e nella forma-mentis.
Significa che oscillerà frequentemente tra la bieca razionalità del profitto tipica dei vampiri, e la più insensata mancanza di controllo e coscienza (la "vispa Teresa"). In questo modo, il "bambino" intuitivo e sognante viene preservato, ma non matura. Mentre viene delegato ad un "adulto virtuale" (la parte della psiche educata ad interagire nel modo dei vampiri) il compito di decidere della propria vita, e di giudicare i relativi progressi.
Non è una simbiosi utile. Rende gli psichici pazzi, o apatici, oppure giunge ad atrofizzare la parte intuitiva.
L'unione tra due animici è molto burrascosa, difficile da gestire.
L'unione tra un animico e un vampiro è molto rara, e di solito nasconde una strategia da parte di uno dei due ("secondo fine") o è la conseguenza di obblighi sociali o... riproduttivi.


Credo inoltre che possano esservi situazioni tali da far modificare una persona, ad esempio da psichico ad animico, o viceversa, o diventare un vampiro...
Viceversa non credo, per una presunta monodirezionalità nell'espansione evolutiva dell'universo.

L'animico tenta sin da piccolo di far crescere e maturare la parte "psichica", e per far questo sin da subito entra in conflitto con la parte razionale. Se prevale quest'ultima, il bambino animico può diventare psichico, e iniziare a dare segni di "stranezza" agli occhi degli altri, e anche ai propri (divenuti razionali). Ma questo di solito accade a chi ha genitori vampiri.

L'animico sacrifica però sia la soddisfazione di vivere come un vampiro, che quella di restare bambino in eterno.

L'animico col tempo impara a non fidarsi delle visioni e della "ragione", in quanto è la porta verso una gestione razionale delle cose. Anche un "miracolo" o una "magia", spesso viene avvalorata, dentro di noi, da elementi razionali: "incredibile, non aveva nulla nella manica", oppure "alla sua sola presenza, mi sono sentito subito meglio". Eccetera.
Questo atteggiamento di "chiedere alla parte razionale se un miracolo è avvenuto o no", è tipico degli psichici bipolari.

Da notarsi che è molto raro trovare psichici NON bipolari. Solitamente, a meno di venir "preservati" dagli animici, gli psichici diventano bipolari, e spesso poi vampiri. A volte però, degli psichici solitari divengono spontaneamente ANCHE animici.

Se vogliamo considerare gli animici come prevalentemente Yang, e gli psichici come prevalentemente Yin, allora un esempio di essere umano autorealizzato, è colui che realizza dentro di se un TAO dei due, anima/psiche.



Le tre tipologie di esseri umani hanno, e hanno avuto, il loro senso di esistere.
Non si può dire come muterà la cosa nel tempo. Non è importante.
Come non è importante dire chi è buono e chi è cattivo.
Tuttavia, se riusciamo ad astenerci dal fare una "classifica" mentale di chi è meglio e chi è peggio, è già un buon segno.

In ogni caso, quest'argomento non può essere affrontato esaustivamente in queste quattro righe, però come riassunto mi sembra bastare.



PS: secondo voi, quale delle tre tipologie non riuscirà ad evitare di creare una classifica? ;)
PS2: secondo voi, sono forme alternative di essere o... complementari? ;;)





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