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ego = bastoncino d'incenso, più si consuma, più emana la sua fragranza

Per consumare il bastoncino dell'ego occorre una fonte di calore. Questo fuoco può essere una pratica spirituale (meditazione vipassana) oppure una non-pratica (abnegazione, abbandono, silenzio, assenza di pensieri). Una volta appicciato il fuoco, il processo di "autocombustione/illuminazione" procede da sé... allora non sarà più necessario alimentare quel fuoco, l'ego-bastoncino emanerà automaticamente il profumo. - - -

Come raggiungere l'illuminazione spirituale: Garcia dentro il sogno

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Temple Grandin - Scene salienti dal film

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Balasso e Dio

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RICERCA SPIRITUALE = ANSIOLITICO

La pratica della cosidetta magia – chiamata dai politically correct “spiritualità” – ovvero l’insieme di atti finalizzati a un benessere interiore, non è altro che un’alternativa ai comuni ansiolitici o farmaci per ridurre i sintomi dell’ansia (agitazione, irritazione, squilibri psicofisici, disturbi del sonno, malumore, malinconia, etc.). Ciò che inconsciamente ricerchiamo attraverso attività spirituali (alchimia, tantra, sciamanesimo, pranoterapia, reiki, vipassana, etc.) non è l’illuminazione, l’autorealizzazione, l’unione bensì la semplice e fisiologica riduzione dell’ansia. Ci raccontiamo che puntiamo a qualcosa di superiore, di più sottile, di più sublime, ma sotto sotto tutti sappiamo che non è vero. In realtà abbiamo buttato via tempo, soldi ed energia per dei seminari, libri, video. Non abbiamo il coraggio di confessarlo, sarebbe la fine della ricerca. Una mancanza di rispetto nei confronti dei nostri guru e peggio ancora del nostro “io spirituale”. Non ci accor...

Umberto Eco: 'Come prepararsi serenamente alla morte. Sommesse istruzioni a un eventuale discepolo'

Non sono sicuro di dire una cosa originale, ma uno dei massimi problemi dell'essere umano è come affrontare la morte. Pare che il problema sia difficile per i non credenti (come affrontare il Nulla che ci attende dopo?) ma le statistiche dicono che la questione imbarazza anche moltissimi credenti, i quali fermamente ritengono che ci sia una vita dopo la morte e tuttavia pensano che la vita della morte sia in se stessa talmente piacevole da ritenere sgradevole abbandonarla; per cui anelano, sì, a raggiungere il coro degli angeli, ma il più tardi possibile. Recentemente un discepolo pensoso (tale Critone) mi ha chiesto: "Maestro, come si può bene appressarsi alla morte?" Ho risposto che l’unico modo di prepararsi alla morte è convincersi che tutti gli altri siano dei coglioni. Allo stupore di Critone ho chiarito. "Vedi," gli ho detto, "come puoi appressarti alla morte, anche se sei credente, se pensi che mentre tu muori giovani desiderabiliss...

STATO NATURALE - UG Krishnamurti

Un personaggio molto interessante è UG Krishnamurti (non Jiddu K.). Lui parlava dello "stato naturale" come la condizione di defualt di ogni organismo, condizione in cui la coscienza (vita?) si esprime liberamente e nel migliore dei modi, cioè sotto forma di ineccepibile intelligenza. Ciò che altri chiamano illuminazione (concetto da lui aspramente rifiutato) per lui era una "calamità". Una trasformazione biologica imprevedibile ed estremamente sgradevole, ma soprattutto un'esperienza assolutamente involontaria, un colpo di scena che ti colpisce all'improvviso - non perché hai accumulato meriti in seguito ad opere straordinarie. E' come una folgorazione, vieni fulminato senza un perché, il sistema nervoso si resetta e tutta la vecchia conoscenza (identità costruita negli anni) si dissipa in un nanosecondo, lasciandoti per alcuni istanti (anche giorni) in stato catatonico. Nulla a che fare con aggrazianti visioni luminose o incontri angelici....

QUAL E' IL MIGLIOR INSEGNAMENTO?

QUAL E' IL MIGLIOR METODO? IL TUO ! (Forse) Supponi che i metodi e i modelli siano come delle scarpe. Il Buddha indossava un paio di scarpe che gli consentivano di camminare bene. Queste scarpe sono state chiamate "Buddhismo" e miliardi di persone stanno tuttora cercando di indossare le scarpe del Buddha sperando di sentirsi bene (raggiungere la pace dei sensi). Ovviamente i tuoi piedi non sono come quelli del Buddha, il tuo metodo - il tuo stile di vita, la tua pratica - cioè le scarpe appropriate a te sono diverse. Sembra banale eppure molti indossano le scarpe degli altri e sperano così di sentirsi meglio. E poi magari danno la colpa ad altri. Cristo aveva un altro paio di scarpe (un altro tipo di insegnamento) e ad oggi miliardi di altri fenomeni ambulanti provano ad indossare le sue scarpe sperando nel "miracolo". Gurdjieff, Don Juan, Krishna  o un famoso pinco pallino qualsiasi indossava altre scarpe  - le aveva create da(l) Sé - ma poi s...

CHIAREZZA SULLo STATO NATURALE, IL SENSO DI ESISTERE, il non-io, falsa identità, etc.

*Percezione di sé * io = somma di sensazioni * insime di impressioni vaghe esempio pratico: Immagina qualcuno che ti dica "hai un naso bruttissimo", "mi fai schifo" "hai degli occhi bellissimi" "ti amo, sei un'anima speciale". Cosa accadrà? Tu - il tuo presunto io  proverà particolari sensazioni (sempre diverse) e quindi continuerà a cambiare. Emergerà un "io" irritato dalle prime due frasi e un "io" allegro grazie alle ultime lusinghe. Ma quali di questi "io" sei tu? Anzi, cosa sono questi io? E' ovvio che si tratta di semplici impressioni, sensazioni estemporanee. Ebbene se ci fai caso la tua vita è costellata di queste impressioni. La somma di queste impressioni costituisce ciò che in questa società chiamiamo stupidamente "io sono". L'io è una sensazione vaghissima che varia di momento in momento, in un certo senso non esiste un "io reale" cioè "stabile...
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