SE PER LA VIA INCONTRI UN MAESTRO , UCCIDILO !

mercoledì 26 settembre 2012

;  

dopo vedi anche -->  AFORISMI PER DISILLUSI

  USCITE DAL VOSTRO ORTICELLO DI COMODE CERTEZZE



mi raccomando: 
prendete bene la mira e poi premete il grilletto con fermezza !!

http://api.ning.com/files/yi7AHIGFs8vWlJ36HJhU*6ikK2Mj5-igpm5Lj*PqKN-oM7D6i2V0w04agBWtiOjZW0HYrhRDScJwbjO4nsij5X815ndpgCF8/Killing_the_Buddha_by_Dead_Logic.jpg


Cogliere l'attimo è teoricamente molto semplice:
il segreto è l'accettazione di tutto quello che si presenta ai tuoi sensi...
Accettando tutto ciò che ti accade (senza costringerti a cambiare te stesso, i tuoi difetti o gli altri) abbracci la vita nella sua interezza.

Nell'accettazione costringi indirettamente la tua mente ad abbandonarsi, ad
arrendersi di fronte all'istante infinitamente piccolo: Golia (il gigantesco Ego) viene  sconfitto da Davide (l'impalpabile istante).

Lottare contro il tempo è la battaglia più improduttiva che esista nella vita
di un uomo:
il tempo è divoratore per antonomasia (Kronos nella mitologia greca divorava i suoi figli).
Anche se i mistici sostengono che nel presente c'è la porta che ci congiunge all'infinito, all'eternità, alla non-mente, al distacco, al risveglio, alla rinascita, nei fatti le cose non stanno così:
tutto muta e perisce, il corpo, la materia, il mondo periscono e noi con loro...
Nella maggior parte dei casi l'illuminazione, il risveglio, il satori, moksha, il Nirvana sono delle convinzioni mistiche generate dalla mente umana: e come ben saprai la MENTE MENTE SEMPRE.

Forse ciò che esprime meglio questo concetto sono i koan dove, in un colpo
solo, maestro e discepolo perdono ogni velleità di illuminazione e percepiscono sulla propria pelle l'assurdità della ricerca di qualcosa che sia superiore alla natura della natura delle cose.
Il koan ti spinge ad abbandonare ogni metodo... anche la meditazione stessa che alla fin fine è pura attività mentale, meno caotica di quella ordinaria, ma sempre nella mente stiamo.

Un certo Goppala Krishnamurti - soprannominato l'antiguru - (avversario del
più noto Jiddu e di molti altri guru, come Osho , Castaneda o Gurdjieff) ha espresso molto bene il concetto della mente che mente, sostenendo che ogni ricerca spirituale (buddhismo incluso) è una pura forma di idolatria di massa
basata letteralmente sul nulla, sull'insensatezza, sull'irrazionalità, sulla fede cieca, sul desiderio di evadere dalla vita quotidiana.
Io più o meno la penso allo stesso modo (con sfumature diverse) per la semplice ragione che l'intelletto umano e l'intelligenza universale è troppo vasta e complessa per poter essere
semplificata in 4 nobili verità, in 8 sentieri, in 4 dhyana, in 10 voti o
precetti...

Altre cose che non quadrano sono i mondi celesti , le siddhi, le restrizioni 
monacali, che se forse potevano convincere i credenti di 2000 anni fa, ora non hanno più alcun senso:
Molti saggi hanno insegnato cose pregevolissime ma bisogna saper discernere gli uni dagli altri , rielaborare ciò che è compatibile e scartare ciò che non lo è più.
Il maestro zen Lin-tsi disse: 

QUANDO INCONTRI IL BUDDHA PER STRADA, UCCIDILO...

Ciò significa che ad oggi, avremmo dovuto fare una strage di guru e profeti e invece siamo ancora qui ad idolatrare gli spettri e le ombre del passato invece di entrare in contatto con noi stessi.
Invece di diventare noi stessi maestri di noi stessi, continuiamo ad affidarci, a correre dietro a tutti, a riflettere su tutto fuorché la nostra esperienza;
Bramiamo di più, vogliamo che ci sia di più, che ci sia dell'altro oltre il velo;
e invece dietro il velo c'è un altro velo e poi un altro ancora, così via al'infinito.

L'unica soluzione è arrendersi.


Arrendersi attimo dopo attimo, accettare la sconfitta, deppore l'armatura di don chisciotte e dare il ben venuto all'iprevedibilità, lasciare che l'ignoto resti ignoto, che il passato riposi laddove l'abbiamo sepolto, che il futuro ci sorprenda come è giusto che sia.
Tanto il presente non lo si può afferrare: possiamo stringere i pugni finché vogliamo ma resteremo sempre con un pugno di mosche.

il presente è un'illusione tanto quanto il passato e il futuro... ne consegue che qualsiasi cosa tu faccia per immergerti nel presente e
distaccarti da passatto e futuro, è un'ennesima illusione; la stessa convinzione di essere schiavo, libero, risvegliato o addormentato è un'illusione nell'illusione..
Il tuo credere di non vivere pienamente il presente è un'illusione come le altre...  [oppure è una mia illusione che s'intrufola nella tua testa...?]




Sul discorso vivere il presente molti filosofi greci hanno offerto spunti stimolanti
, come il tetrafarmaco di Epicuro che è un buon antidoto per evitare di  vagheggiare costantemente.
E' una striminzita versione greca delle 4 nobili verità, in pratica dice che:
- il bene, il piacere è facile da acquisire; se inteso in modo corretto è a disposizione di tutti
- il dolore è facile da evitare; o è di breve durata o può essere reso sopportabile
- è assurda la paura della morte: la morte non è una cosa di cui aver paura, perché quando lei c'è tu non ci sei più e viceversa, per cui è inutile preoccuparsene
- è vano il timore degli dei e dell'aldilà; le divinità sono cose estranee alla coscienza umana, per cui è inutile preoccuparsene

 
Detto altrimenti: 

Non possiamo controllare niente e nessuno, neppure noi stessi.
Il presente non lo puoi vivere, puoi solo farti vivere dal lui:
né tu né io viviamo il presente, è lui che vive in noi e attorno a noi, come vuole lui.

Il corpo ad esempio è un maestro immenso, ma quanti se ne accorgono?

Quanti capiscono che il corpo può darti informazioni di grande valore?
Quanti sanno che il corpo è una bilancia interiore, un barometro emotivo, un catalizzatore intuitivo, un mezzo per poter notare i disagi e le discrepanze?
Al contrario, oggi più che mai, tendiamo a mettere lo spirito sul piedistallo, dimenticandoci che senza il corpo lo spirito non canterebbe, non apprezzerebbe la pelle d'oca, non gusterebbe il sapore salato di una lacrima che accarezza il viso, non avvertirebbe il soave tepore del soffio vitale, non verrebbe rapito dal dolce contatto delle labbra,  non gioirebbe né proverebbe alcun sentimento,
comprese tutte le sfumature tra amore e sofferenza.


buona esplorazione della tua vita


(Autore: Un Buddha brutalmente assassinato dal buon senso) 

PS.

VIAGGIARE SU UN TRENO SENZA CONTROLLO

Anche se è bello credere di essere i maestri di se stessi, credo che anche questa credenza sia un'ennesio miraggio.

Io preferisco lasciare la guida della mia vita al caso,
a qualcun altro di totalmente ignoto.

http://sphotos-c.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/c0.0.400.400/p403x403/305063_504584729569832_754906423_n.jpg
Nella cabina di pilotaggio della mia locomotiva non c'è proprio nessun maestro, la mia locomotiva non ha destinazione, non ha binari paralleli su cui muoversi linearmente... va a zig zag
in lande sconosciute, in balia di un guidatore ubriaco, impazzito e pergiunta senza patente...

Il bello del viaggio è non sapere mai cosa ti attende...
tuffarsi, vivere gli istinti dell'ego allo stesso modo delle intuizioni del Sé, senza prediligere l'uno o l'altro, e correre serenamente il rischio di annegare nell'indistinto.

Questo vuol dire essere , in due parole, "Senza Idee"..
O per dirla alla F. Jullien, il saggio è sempre senza idee.


---


IL CANE CHE SI MORDE LA CODA

L'intera struttura della prigione mentale è creata da un pensiero viziato che sta cercando di uscire dalla trappola che si è creata da sola.

L'umanità è come un grosso cane che afferra la propria coda e la morde fino a farsi sanguinare le gengive, immaginandosi di mordere un osso secco anziché rendersi conto che l'osso è in realtà la sua stessa coda.
Per quanto gli facciano male le gengive non mollerà il suo osso immaginario...
aussì est l'umanitè


http://donnolatizia.myblog.it/media/02/02/57168987.jpg
 

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Zewale,

riguardo al modo di viaggiare nella vita ti segnalo questo passo de" L'importanza di vivere" di Lin YuTang.

.'Camminiamo senza meta, e ci fermiamo così, dovunque ci troviamo; e andiamo molto piano: forse dieci "li" al giorno,o forse anche venti, o anche trenta, quaranta o cinquanta. Ma non cerchiamo di fare troppo, per timore di sentirci stanchi. E quando arriviamo a montagne o corsi d'acqua e siamo incantati dalle sorgenti, dalle rocce bianche, dal germani e dagli uccelli montani, cerchiamo una baia in un'isoletta di qualche fiume, e ci sediamo su un sasso a contemplare il panorama. Quando poi incontriamo boscaioli, pescatori o rustici patriarchi, non chiediamo i loro nomi o soprannomi, né diamo i nostri, e neppur parliamo dei tempo che fa, ma chiacchieriamo sobriamente delle attrattive della vita agreste. Dopo un po' ci separiamo da loro senza rimpianto.'Nei periodi dei grandi caldi e dei grandi freddi dobbiam cercare ricovero, per timore di prendere i mali di stagione.Sulla via, ci teniamo da parte e lasciamo passar l'altra gente; ai traghetti a motore, aspettiamo che l'altra gente sia entrata prima di noi nel battello. Ma se fa burrasca, non proviamo ad attraversare il mare, e se la burrasca sopravviene a mezza traversata, calmiamo il nostro spirito, e rimettendoci al fato, con comprensione della vita, diciamo: 'Se dobbiamo annegare durante la traversata, è volere del cielo. Forse che potremmo scampare prendendocela?' Se non possiamo scampare, lì il nostro viaggio finisce. Se fortunatamente scampiamo, allora tiriamo avanti come prima. Se incontriamoqualche rozzo giovanotto per via, o, accidentalmente lo urtiamo, e se il giovanotto è un brutale, gli porgiamo,gentilmente, le nostre scuse. Se, malgrado le scuse, non possiamo sfuggire una rissa, allora il nostro viaggio finisce. Ma se la scampiamo, allora tiriamo avanti come prima. Se uno di noi si ammala, ci fermiamo per curare la malattia, e l'altro cerca di mendicare un po' per qualche medicina, ma il malato prende la cosa con filosofia, Guarda in se stesso e non ha paura della morte. E così una malattia grave, si muta in una leggera, e la malattia leggera si cura immediatamente. Se èdestino che i nostri giorni siano contati, allora lì il nostro viaggio finisce. Ma se la scampiamo, allora tiriamo avanticome prima. E' naturale che, durante le nostre peregrinazioni, destiamo il sospetto degli agenti di polizia, o delle guardie, e che possiamo essere arrestati come spie. Allora cerchiamo di scamparla, sia con la nostra astuzia, che con la nostra sincerità. Se non possiamo scamparla, allora lì il nostro viaggio finisce. Ma se la scampiamo, allora tiriamoavanti come prima. La notte, certamente, ci fermiamo o a una capanna di stuoie o a un rifugio di pietra, ma se è impossibile trovarlo, ci fermiamo la notte o sotto il portico di un tempio, o in una spelonca, o sotto le mura di qualchecasa, o sotto alberi alti. Forse gli spiriti della montagna, le tigri o i lupi ci spiano, e allora che fare? Gli spiriti della montagna non possono farci del male; però non siamo in condizione di difenderci contro le tigri ed i lupi. Ma il nostro fato non è forse controllato nel cielo? Perciò lasciamo decidere la cosa alle leggi dell'universo, e non mutiamo nemmeno il colore del viso. Se siam divorati, vuol dire che è il nostro destino, e lì il nostro viaggio finisce. Ma se lascampiamo, allora tiriamo avanti come prima...

"perfetto viaggiatore è chi non sa da dove viene e non sa dove va"

Lin Yutang

Questo è il vero viaggio della vita

Un abbraccio

Alex

Anonimo ha detto...

Mi spiace per quanto asserisci, si vede che il Buddha, non certo in carne e ossa, non lo hai mai incontrato, mai visto e mai hai conosciuto chi è, si dico E' perchè lui è veramente. Gotama è un ponte tra il Nibbana e il Miraggio illusorio di Maya, un ponte senza sosta per chi vuole tornare nel SE' STESSO PERMANENTE SEMPRE ESISTITO, il vero Io che esiste da sempre, mai generato e mai distrutto ne da dei ne da alcuna entità.
Non voglio accusarti di nulla ma ricordarti che Buddha deve essere compreso quale AMICO e non quale guida o capo di una setta o di una relgione, le parole Originali di Gotama "contrastano nettamente" con certe stupidaggini inventate da maestri che dicono di essere "buddisti e fanno il contrario di quanto indicato/consigliato (e non ordinato) da Gotama 2.600 anni fà.

Il sublime disse "Io qui non tornerò piu neanche dovessi rivestire il ruolo di Brahma re degli dei", ma questo non toglie che Egli viva e comunichi come ho detto.
La frase che cita lo Zen non l'ho trovata nel Canone Pali, unico testo di riferimento alle parole originarie di Gotama, ma anche fosse vera quelal frase, significa soltanto che "se un uomo dice di essere la mia reincarnazione STA' DICENDO UNA ENORME FESSERIA".

In fatti Gotama non si reincarna, è nel Nibbana ma è anche un ponte ed è anche qui, nel mondo degli dei e pure a casa del Maligno Mara.

Parola di Illuminato, ma veramente illuminato da Sè, esattamente come il Sublime Gotama.

Ciao, pasticcione!

Lancillotto2013

ANIM ALIBE ha detto...

Lancillotto2013

In primis grazie per la tua parcecipazione.


Piccola curiosità:
hai scritto -> Il sublime disse "Io qui non tornerò piu neanche dovessi rivestire il ruolo di Brahma re degli dei"

mi chidevo se quelle parole te le avesse sussurrate tale Maestosità al tuo orecchio ricettivo.
Beato te,
pensa che il mio grillo parlante è un gran burlone che sussurra senza sosta una sacco di barzellette su ciò che è veramente uscito dalla bocca del Buddha più di 2000 anni fa.
Ma essendosi lui confidato a te direttamente immagino tu sappia meglio di chiunque altro ciò che lui ha detto o non detto.

Inoltre immagino che nei canestri trasmessi dai monaci ci fossero tutte le esatte espressioni letterali del grandissimo illuminato.

E immagino pure che quando dici "Parola di Illuminato, ma veramente illuminato da Sè, esattamente come il Sublime Gotama"
Tu sappia cos'è l'illuminazione e ne abbia fatta esperienza, altrimenti è come comunicare con uno che non sa di ciò che parla.


Un abbraccio dal tuo amico pasticcione , evidentemente meno illuminato di te e del tuo Sublime dalle cui labbra tendi ^_^

Ps.
Lancillotto illuminato,
mi hai fatto una gaffe incredibile

il SE' STESSO PERMANENTE SEMPRE ESISTITO di cui parli, che io sappia, mi sembra incontrasto con la dottrina dell'Anatta, o sbaglio.
Grazia per la delucidazione, caro Maestro

Anonimo ha detto...

Vedi a me non interessa il chiacchiericccio, io ti porto la Consapevolezza e dei fatti che sono sia oggettivi che in una certa misura "oggettivi".
E non credo lo siano solo e unicamente per me, visto che ho trovato che Vishnu di cui Gotama il Buddha fù il nono e penultimo avaatara, è apparso a centinaia e centinaia di Guru, Maestri e persone con un minimo di buona fede e buona volontà spirituale.
Tu se i libero di fanciullarti nelle tue idee, che io rispetto credimi, pur limitate che siano e alquanto irriverenti (verso te stesso perchè a me non tocchi, tranquillo).
Io non sono ne buddista ne di nessuna religione, ho raggiunto l'obbiettivo grazie ai miei sforzi e grazie alla lettura e i ldicernimento di quanto espresso dal Buddha (che era ed è Vishnu).

Poi per me puoi attaccarti a qualsiasi pelo nell'uovo, sono fatti tuoi.

Io la strada la conosco, il vero anche e come percorrere e ritornare nella dimensione assoluta oltre alla Maya del Samsara nella quale molti (non solo te) annaspano e muoiono e poi rinascono soffrendo mille volte, inutilmente e nella completa ignoranza di Sè Stessi e dei molti.

Esiste in realtà Un solo Uomo Vero e Reale dal quale usciamo noi tutti come Io Individuali Egoici.

Ma forse per te è meglio continuare sulla strada del buio.
Sappi che non ti bastera, come dicono Govinda e Shankara, neppure limare e pruificare la mente, per arrivare fuori da questa sfera.

Ti faccio cmq i miei auguri: l'intelligenza è un dono, chi la possiede la usi e.. le parole giuste sono nel Canone Pali.

Il resto è Maya, Sogno e illusione per chi, non ancora sazio di Inconsistenza, preferisce soffrire e continuare cosi.

Ma questo non fà per me, anche se a quanto pare và molto bene a TE.

Ciao piccolo. e rifletti.


Lancillotto


PS: Non sono maestro ne allievo di nessuno.



















ANIM ALIBE ha detto...

ok Lanci,
abbiam capito che sei troooopppoo avanti per star qui in questo pianeta di poveri esseri umani non illuminati come me.

Buone cose santone

ANIM ALIBE ha detto...

tra l'altro da quale manicomio vishnuista esci fuori?

No perché da come scrivi sembri parecchio svitato ed un pochetto esaltato. Ne ho conosciuti di mistici deviati, ma te sei proprio una bizzarra new entry.

Fumati meno "soma" e se riesci - tra una Nirvana e l'altro - ripigliati fratello, altrimenti fatti vedere da uno bravo...

Salutami Zio Vish

ANIM ALIBE ha detto...

A un fanatico come te di vishnu & co. (incluso tutto l'olimpo indù) , Yamamoto Tsunetomo, risponderebbe:

«Appena una persona possiede un po' di conoscenza si dà arie da sapiente: è una questione di inesperienza. Quando qualcuno sa veramente, non lo fa notare: un individuo simile è ben educato».

Anonimo ha detto...

io penso che U.G. Krishnamurti sia l esperienza stessa della liberazione da ogni forma di concetti e idee. paradossalmente i maestri che parlano di Nirvana stanno usando ancora degli espedienti per aiutare l allievo (vedi la citta fantasma del sutra del loto) invece chi annichilisce tutto e tutti in realtà ti fa entrare nel nirvana senza che tu te ne accorga. buona ricerca a tutti

Adolfo

Davide Manzone ha detto...

Trovo molto sensato l'articolo, soprattutto quando si fa riferimento al corpo come un gran maestro. Tutto la creazione si basa su leggi che agiscono allo stesso modo ad ogni livello, un po' come l'autosimilitudine frattale che crea gli stessi disegni a qualunque scala tu li osservi. Prendiamo il corpo umano, è fatto da diversi organi e tante cellule, e in ognuna di queste c'è tutta l'informazione del corpo intero (DNA) come in una sorta di ologramma. Un corpo è in salute quando ogni parte fa bene il suo dovere a favore del corpo intero,...in sostanza voglio arrivare a questo,...il funzionamento di un corpo in salute dovrebbe suggerirci la via per una società felice, in fondo la spiritualità è questo, creare un'unione tale tra le persone che arrivino a collaborare e a sentirsi cellule dello stesso "corpo". In ognuno di noi c'è il DNA di questo corpo spirituale, in ognuno di noi ci sono tutti gli altri,...dobbiamo solo riscoprirlo ;-)

Lancillotto2013 ha detto...

Se siam divorati, vuol dire che è il nostro destino, e lì il nostro viaggio finisce. Ma se lascampiamo, allora tiriamo avanti come prima...
"perfetto viaggiatore è chi non sa da dove viene e non sa dove va"
Lin Yutang Questo è il vero viaggio della vita
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No no mi spiace per Lin yutang, questo non è nessun viaggio e nessuna cosa concreta.

Il vero viaggio è scendere dentro di sé oltre corpo e mente pensiero, poi uscirne e attraversando tempo, spazio e vuoto nero infiniti, risorgere nel mondo Blù del Sé, ovvero del Brahman, là, fondendo la propria sfera e atman in Quello, allora si compie il vero viaggio: Un ritorno all'eternità Originaria di ogni essere visibile e invisibile, senziente e non senziente, di tutte le cose e le finte energie del Samsara e della Sfera di Maya o detta anche Ruota del Kamma.

A quel punto sparisce anche il kamma e il damma.

Tigri, foreste, lupi e leoni, betulle e fiumiciattoli .. restano a Mister Lin, ovviamente che credeva di aver capito qualcosa che non ha capito mai, a quanto leggo.

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