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Metodo Senza Mente di Andrea Magrin, Riflessione personale e spiegazione metodo- 1° parte

 


Tempo fa una persona mi ha parlato del libro "Non penso dunque sono" di Andrea Magrin.



Da quel che ho letto e visto online, l'approccio di Magrin è interessante, simpatico ed efficace.

L'obiettivo, o uno degli obiettivi, è raggiungere e mantenere uno stato senza mente.

Questo approccio va benissimo e si avvicina a quello che ho utilizzato nella mia seconda trilogia (Mente Vuota in Corpo Pieno), ma non va confuso col Risveglio; al massimo può coincidere con una fase precedente che nei miei scritti chiamo disincanto momentaneo.

Avendo provato la tecnica e avendo interagito con chi ha sperimentato il metodo ho notato che spesso manca una componente che ritengo essenziale (almeno nel mio approccio): la disillusione.

Oltre alla disillusione a volte manca un'altra componente precedente al disincanto: la lucidità ininterrotta.

Dalle testimonianze viste online si evince che, sebbene i praticanti di quel metodo si siano svincolati da numerosi loop della mente ordinaria, in molti di loro rimangono ancora troppi incantesimi da rompere.

Comunque ribadisco che quel metodo è valido; è un ottimo punto di partenza, ma poi occorre spingersi più in là, prendere consapevolezza di aspetti sottili che sfuggono alla percezione dell'uomo comune.

Per chiarire la differenza tra questo approccio e quello del sottoscritto diciamo che io punto più che altro sul disvelamento della natura onirica del mondo esterno, o meglio del mondo delle apparenze esterne (o sogno planetario).

Fatta questa premessa ritorniamo all'approccio di Andrea e vediamo in cosa consiste il suo metodo e quali sono le sue idee salienti.


Tra i tanti esempi usati da Magrin per descrivere la mente vi è quello della famosa prigione invisibile in cui la mente viene considerata come una prigione senza sbarre (senza sbarre visibili).

Ma se è invisibile, come fai a riconoscere la prigione mentale?

Semplice, dai frutti riconosci l’albero.

Dai sintomi quotidiani riconosci cosa ti tiene ingabbiato e prigioniero della tua (inutile) sofferenza quotidiana.

Nei termini di Andrea i frutti di una mente condizionata sono chiamati "loop".



Loop = circolo vizioso di pensieri ed emozioni che si sostengono a vicenda, riattivandosi senza sosta e senza controllo.



Poiché questi loop sono (inizialmente) fuori dal nostro controllo, la mente dell'uomo comune viene chiamata "mente incontrollata".

Questa mente incontrollata è come la mano di un pazzo che non riesce a controllare la propria mano e quindi si infligge da solo numerose coltellate. L'uomo comune fa la stessa cosa: senza volerlo si autoinfligge sofferenza inutile e la infligge agli altri come se nulla fosse.

Si chiama sofferenza inutile perché potrebbe essere benissimo evitata, ma nonostante sia evitabile rimane il fatto che il 90% del dolore dell'uomo comune non è altro che sofferenza inutile prodotta da una mente incontrollata, folle e dunque una mente malata.


mente ordinaria (dell'uomo comune) = mente malata


Per individuare i sintomi della mente incontrollata (folle, malata) è opportuno osservarla, cioè localizzare i punti del corpo maggiormente colpiti dai loop (pensieri disfunzionali, emozioni tossiche).

Solitamente i sintomi emergono prevalentemente in tre parti del corpo:

testa

petto

stomaco

(ma su questo ci ritorneremo nei prossimi interventi...)


Così come una persona in uno stato di buona salute non utilizzerebbe la mano per accoltellarsi, allo stesso modo una mente allo stato naturale non produrrebbe pensieri al solo scopo di ferire il proprio corpo o quello altrui. A dire il vero, allo stato naturale non ci sarebbe alcuna mente (da qui l'espressione "senza mente"). O se preferite non ci sarebbe la mente incontrollata, folle e malata. Ci sarebbe solo pace, silenzio, tranquillità. Ma soprattutto ci sarebbe l'assenza di sofferenza inutile.


Detto ciò, esiste una soluzione alla penosa condizione dell'uomo comune?

Fortunatamente esiste più di una soluzione ma essa sfuggirà quando la si cerca nel posto sbagliato, cioè il piano dei problemi, il piano della mente ordinaria, il piano dei loop, il piano della sofferenza inutile.

Cercare di guarire usando la mente malata è pazzesco proprio come massaggiarsi con quella mano impazzita che continua a ferire noi stessi e gli altri, senza rendersi conto che l’unica soluzione a quella folle attività è quella di fermare la mano impazzita, disarmarla e rieducarla a muoversi soltanto come strumento del corpo.

Utilizzare la mente per risolvere i problemi generati dalla mente è come trapanarsi la testa per fermare i pensieri. E' più chiaro così?


La funzione dell'attività mentale è produrre pensieri, e in questo non c'è nulla di male.

Il problema è quando ci si identifica con quell'attività e si rimane vincolati a tutti i suoi sottoprodotti: aspettative, paure, fantasie, preoccupazioni.

Il problema è quando veniamo controllati da una mente incontrollata anziché avere il controllo sulla nostra mente. E se date un'occhiata là fuori, oppure lì dentro la vostra capoccia, vedrete quanto controllo viene esercitato dalla mente sulla vita umana.


La radice della sofferenza inutile è legata a questa identificazione, attaccamento e sottomissione ad una mente malata.

Se a questo punto abbiamo trovato il problema, adesso dobbiamo individuare la soluzione.

E la soluzione, non trovandosi sul piano dei problemi, si trova appunto al di là del problema... al di là della mente, al di là del loop.

Sembra paradossale ma per comprendere la mente devi prima smettere di utilizzarla, o meglio smettere di farti utilizzare da lei.

Solo così potrai trascenderla e ritornare ad utilizzarla a tuo piacimento.

Solo così potrai svincolarti dall'abituale e svilente dialogo interno.

Solo così potrai affrancarti dalle opprimenti emozioni negative.

Se ci riflettete non è nulla di sconvolgente.

Castaneda suggeriva di svincolarsi dal fare abituale mediante il non-fare, oppure di ottenere la conoscenza silenziosa fermando il dialogo interno (fermando la descrizione del mondo).

I taoisti la mettevano in termini di Wu-Wei...

Patanjali parlava di Citta Vritti Nirodha (cessazione dell'identificazione con dei vortici della coscienza)

Alcuni filosofi greci parlavano di Epochè (sospensione del giudizio).

Magrin parla di stato senza mente (sospensione della frenetica attività mentale).

Insomma, puoi cambiare approccio o tradizione ma alla fine siamo sempre lì.


Nei prossimi interventi approfondirò l'approccio di Andrea.

A presto.


(ZeRo)





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opere di ZeRo

1° TRILOGIA

2° TRILOGIA

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-Gaming Channel: La prigione senza sbarre Se sei come la maggior parte delle persone, sei convinto che ascoltare la vocina che senti nella testa sia normale; lei continua a parlare, continua a dire cosa devi fare, cosa è giusto o sbagliato, ti ricorda di sentirti in colpa almeno una volta al giorno e tu credi sia normale. Quella vocina ti dice se la persona che stai guardando non è vestita bene, o ti perseguita sin dal mattino presto per darti ragione sull’ultima litigata fatta. Insomma, quel dialogo interno incessante, frustrante, amico e nemico, che comincia appena ti svegli e finisce solo quando ti sei addormentato, è la più grande anomalia esistente sul pianeta. È la mente incontrollata, ed il fatto che ci identifichiamo con essa, la grande gabbia. Te lo spiego meglio perché è un concetto fondamentale: ogni persona con cui ho parlato è fermamente convinto che quella vocina che sente nella testa, che parla, dice, brontola costantemente, sia la sua voce, che parla, dice e brontola. In realtà, non c’è niente di più falso! Se ti liberi di questa convinzione, e ti rendi conto che quella voce non sei tu ma è uno strumento di cui hai perso il controllo, avrai libero accesso al tuo vero essere, alla tua essenza! Sì, ti sto dicendo che la voce che senti e che continua a parlare è l’anomalia e non sei di certo tu che stai parlando. Che bisogno avresti di parlarti? Di ripeterti le cose? Non basta una volta? Questa vocina, che chiameremo mente incontrollata, si può paragonare alla mano del pazzo con il coltello che senza volerlo si autoinfligge dolore e lo infligge agli altri come se nulla fosse. Sì, non si sente bene, sa che sta subendo dolore e lo sta provocando agli altri, ma anche lui usa una frase tipica dello schiavo: “Tutti fanno così, tutti dobbiamo soffrire”. Il dolore che provi quando sei triste, quando perdi qualcosa di estremo valore, il dolore che a volte provi nel petto, nello stomaco, nella testa, senza magari saperne il motivo, è unicamente frutto della mente incontrollata. Tutti hanno quella vocina nella mente, tanto che ci sono corsi che ti insegnano come indirizzarla per ottenere successo: è considerata una cosa normale. Invece no! Posso affermare con estrema certezza che la maggior parte della popolazione mondiale è vittima della peggior droga al mondo! Ed i risultati si vedono! Come dice Carlos Castaneda, “condividiamo lo stesso destino degli animali che alleviamo: loro non hanno la consapevolezza di essere in gabbia, piano piano perdono la capacità di capire cosa sia la vera libertà e quelli che vengono allevati in gabbia non possono neppure immaginare cosa sia l’erba fresca, l’aria pulita e il cibo naturale. Non si fanno neppure la domanda, la loro realtà è quella e per quanto scomoda, non sapendo che c’è qualcosa di diverso, non potendo accedere a qualcosa di diverso sono schiavi e così moriranno”. Non è colpa tua se sei un drogato Prima di tutto ci tengo a dirti che non è colpa tua: non ti stai drogando di tua spontanea volontà. È una cosa che fai d’abitudine e che fanno tutti. È l’utilizzo costante e continuo della droga chiamata mente incontrollata che genera qualsiasi sofferenza. “Ma anche quando penso positivo?”, ti chiederai. Sì! Anche se stai pensando positivo, ogni volta che non hai il controllo sulla tua mente c’è sicuramente sofferenza in arrivo. “Ma a me sembra di stare bene, in fin dei conti ho il mio lavoro, non mi manca nulla, che sofferenza starei provando?” È questo il punto: come fai a sapere che cos’è la libertà se non sei mai uscito dalla prigione? Molti si preoccupano delle scie chimiche, dei pesticidi sulla verdura, dei gas di scarico, dello scioglimento dei ghiacci, e dei drogati che si bucano alla stazione, senza minimamente accorgersi della peggior droga al mondo. […] Lo stato normale, per il pazzo di cui scrivevo prima, sarebbe quello di usare la mano per scrivere, dipingere ed accarezzare il figlio, non quello di farsi ferire da una mano incontrollata. “Ma che cos’è quindi la normalità secondo te?”, questa è un’ottima domanda e mi fa molto piacere avere una risposta da darti! Il silenzio, la pace, l’assenza di sofferenza e limiti di qualsiasi tipo! Questa è la normalità dello stato della nostra mente e tutto ciò che differisce da questo è in qualche modo una mente malata, vittima della più grande epidemia globale, di cui neppure si sospetta l’esistenza. Esiste una soluzione? Da sempre l’uomo cerca di risolvere i problemi usando la mente, usando proprio quella mano che continua a ferirlo ed a ferire gli altri, senza rendersi conto che l’unica soluzione è quella di fermare la mano, disarmarla e rieducarla a fare soltanto la mano. Utilizzare la mente per risolvere i problemi generati dalla mente è come avere nel nostro giardino un albero che vogliamo a tutti i costi rimuovere perché ci impedisce di uscire di casa. Per eliminare il problema potiamo i rami, cercando di farci spazio. Le foglie ricresceranno e nuovi rami nasceranno, rinvigoriti dalla potatura. Risolvere i problemi della mente con la mente vuol dire fallire sempre e comunque, perché finché non rimuoveremo le radici dell’albero non riusciremo mai ad essere liberi. È pazzesco, ma devi capire quello che ho detto prima: hai tra le mani la chiave per risolvere qualsiasi problema del mondo. Sì, perché la radice di ogni sofferenza è questa, tutto è legato a questo. Se conosci questo tema avrai già sentito parlare di rimedi più o meno validi per la mente incontrollata. Da millenni nelle sacre scritture di tutte le più importanti religioni si parla di argomenti che la mente non può capire, quindi la mente stessa (che non può comprendere l’assenza di sé, proprio come un cieco non può comprendere il colore rosso) ha reinterpretato le scritture, ed il risultato è stato la perdita del significato originale. Esistono tecniche e strumenti per fermare la mente? Come possiamo risolvere questo problema? L’unica soluzione è andare al di là del problema. Potrai capire cos’è la mente esclusivamente nel momento in cui avrai smesso di utilizzarla, o meglio di farti utilizzare da lei, come il nostro pazzo con il coltello potrà capire come utilizzare la mano solamente quando avrà posato l’arma a terra ed avrà imparato a controllare la mano a suo piacimento. Come fare allora? Quali soluzioni ci sono? Sì! La soluzione c’è, è possibile sia fermare il dialogo interno a tuo piacimento, sia prendere il totale controllo sulla mente, ma per poter procedere devi avere due o tre conoscenze di base. […] In realtà non dobbiamo migliorare nulla: come vedrai presto, l’unica cosa che abbiamo bisogno di fare è togliere pian piano ciò che non siamo fino a far risplendere ciò che siamo. Non c’è nulla da aggiungere a ciò che sei, tutto ciò che tenterai di aggiungere sarà quello che ti porterà ancora più distante da ciò che sei. Questo è quello che ho imparato in tanti anni di corsi e seminari. Ogni volta che “sentirai” che ti manca qualcosa, lì ci sarà sempre traccia della mente. […] Il più grande problema della mente è che non si sa dov’è. Come faccio a sistemare questa cosa? Come faccio a decidere io a cosa pensare? Come faccio a stare bene ed a calmare la mente? La domanda che mi frullava in testa continuamente, dopo aver scoperto questa gabbia invisibile, era: “Come è possibile controllare la mente? Se è vero che la nostra mente è la causa di tutti i mali, devo fermarla e osservare cosa succede, devo fare in modo che non sia più lei a controllarmi ma che sia io a controllare lei”. E continuavo: “Io chi? Chi è quell’io che continua a fare domande?” Quell’io che parlava e che continuava a fare domande era sempre e solo la mia mente, o no? Ed allora, come potevo uscire da questa trappola? Se ci fossi riuscito, sarei stato in grado di eliminare facilmente la sofferenza e per di più, a detta di tutti quelli che ci erano riusciti, mi sarei ritrovato in una condizione di profondissima pace. Come fare? È possibile fermare il pensiero? […] “Beh, che ci vuole”, mi sono detto, “basta smettere di pensare no? Proviamoci! Bene si! Ci sono riuscito, ora non sto pensando, o forse si? Ok, ci riprovo. Mm, ma deve stare proprio zitta?” Per quanti sforzi facessi, non riuscivo a zittire la mente per più di due secondi. E pensavo: “Com’è possibile farla stare zitta per sempre, se farlo per poco tempo è così difficile? Se fossi veramente libero, ci sarei già riuscito, no?” Inutile a dirlo, per quanto avessi capito che la mente era il problema e per quanto mi sforzassi di farla stare zitta, ogni tentativo era vano. In più, la vocina diceva: “Se non penso come faccio ad esistere? Io penso dunque sono, questo è quello che ho sempre sentito dire, quindi se smetto di pensare non sono più!” […] Il tentativo di fermare la mente, con la meditazione o con altre tecniche, potrebbe funzionare, ma il tempo necessario e lo stress per ottenere dei risultati soddisfacenti è altissimo. Un altro esempio di soluzione non efficace è tentare di usare la mente per risolvere i problemi della mente. Certo che funziona inizialmente, i risultati si vedono, puoi andare avanti, puoi raccontartela per un po’, ma alla fine tutto tornerà come prima, o per lo meno la sofferenza rimarrà nascosta lì, pronta per uscire tutta in una volta al momento meno opportuno e prendere completamente possesso di te. Sì, ho fatto anche io seminari in cui si camminava sui carboni ardenti, in cui si portavano le emozioni positive al massimo, ma ben presto ho fatto i conti con la triste realtà: dietro la faccia positiva della medaglia c’è SEMPRE la controparte negativa, che tu lo voglia o meno. Se hai partecipato ad uno di questi seminari saprai di certo come si sta dopo pochi giorni. Io chiamo questi seminari “distributori di droga legalizzata”. Le persone vengono drogate dalla testa ai piedi da sostanze stupefacenti assolutamente legali. Indovina un po’ come si chiamano? Sono le emozioni. Lo scotto da pagare è sempre altissimo, ma lo capirai meglio a breve, quando passeremo alla pratica. Quello che voglio insegnarti io è, al contrario, qualcosa di veramente veloce e funzionale, e questo sarà solo l’inizio di tutto il cammino. […] Puoi fare quanti corsi vuoi, puoi leggere quanti libri vuoi, ma esiste solo una cosa che ti porterà beneficio: operare al di là della mente e smetterla di esserne schiavo. Tutto quello che ti insegneranno mettendo all’interno dell’equazione la mente come padrone, porterà sempre e solo sofferenza. Potresti essere felice all’inizio, le cose potrebbero andare bene per un po’, ma se nell’equazione c’è anche solo un pezzettino di mente incontrollata ci sarà sicuramente sofferenza. […] Quando un giorno finalmente ho deciso di tuffarmi al di là della mente, ho scoperto l’illusorietà della mente e delle emozioni negative. Quando mi sono seduto ed ho lasciato uscire la paura che avevo, fino all’ultima goccia, fino all’ultima emozione negativa e pensiero doloroso, ho visto un mondo senza limiti, senza sofferenza, dove tutto è possibile. Una volta che ho trovato questo posto, l’ho perso nuovamente e poi ritrovato varie volte. Ho scoperto come le emozioni negative possono sciogliersi come neve al sole di fronte alla consapevolezza di chi siamo in realtà. - Immagina la sensazione che si prova quando ci si innamora, moltiplica tutto per 10.000 e mescola con la pace: è solo l’inizio di quello che ti aspetta quando assaporerai lo stato Senzamente, e questa è solo una parte della metodologia. Ti piacerebbe vivere per sempre in questo stato? Ti piacerebbe essere immerso nella beatitudine più celestiale mentre affronti anche la sfida più dura della vita? Ti piacerebbe che la sfida più dura si trasformasse in una passeggiata? Attenzione però! Sì, ho una brutta notizia ora, prima che inizi a fare sul serio: c’è un però! Esiste una controindicazione e ci tengo che tu la sappia subito, prima di continuare, perché voglio che tu abbia la responsabilità totale della tua libertà. Non c’è via di ritorno! Hai capito bene: nel momento in cui avrai iniziato questo percorso, non sarà più possibile tornare indietro. Le parole che leggerai in questo libro risuoneranno per sempre in te e faranno in modo che, in un modo o nell’altro, tu possa trovare la pace che cerchi da sempre. Sì, ma dove sta la brutta notizia, mi dirai tu? In realtà non è una brutta notizia, almeno per te, ma dovrai separarti dalla droga più potente al mondo! Ed è lì il vero salto di qualità che farai. Ma perché finora non avevo sperimentato tutto questo? Perché non avevo mai messo piede su questo terreno? Ben presto mi ricordai le parole di un insegnante italiano che ad una conferenza disse: “Non è possibile fermare il pensiero. Non è possibile trovare quello che i monaci buddisti cercano. Non si può osservare il vuoto.” Io avevo sempre creduto a queste parole, fino al giorno in cui sperimentai l’esatto contrario. ; non solo, più riuscivo a contemplare il vuoto, più riprendevo controllo sul mio dialogo interno e sulla mia vita. Lo stato Senzamente diventava sempre più familiare, riuscivo ad osservare a volte il vuoto per un po’ di tempo, ma non dovevo fare nulla: dovevo stare fermo immobile. Un giorno, mentre ero in viaggio in auto e dovevo percorrere altre due ore di strada, sfidai me stesso: per quanto tempo sarei riuscito a rimanere senza pensare? O per lo meno, per quanto tempo sarei riuscito ad osservare quel vuoto che avevo iniziato ad intravedere? Ho provato, ho fallito, ho ricominciato, e solo dopo diversi tentativi divenne facile osservare solo l’assenza di pensieri: era avvenuto come un click a livello mentale. Sentivo una espansione pazzesca, mi sembrava di essere tutt’uno con l’auto e l’autostrada, mi sembrava di essere dappertutto. Straordinario! Un’esperienza indescrivibile a parole, anche perché lo stato di benessere che sentivo era come quello di 10.000 orgasmi messi assieme. Una cosa molto piacevole ed entusiasmante. Potevo rimanere in questo stato senza fatica, era qualcosa che non mi richiedeva più nessuno sforzo: non avevo più bisogno di nulla, paura di nulla, non c’erano più limiti di alcun tipo. Mi sentivo onnipotente! Sono uscito da quello stato che da quel giorno definisco come lo stato normale dell’essere umano. Dentro e fuori da quella sensazione esaltante finché sono riuscito a stabilizzarmi lì quasi costantemente. Se salivano emozioni negative o pensieri mi bastava osservarli per annientarli istantaneamente, non c’era più nulla che non andasse o non funzionasse nella mia vita, potevo scegliere qualsiasi strada ed avrei ottenuto successo. È meglio assumere droga e godere per poche ore o è meglio essere per sempre immerso nello sballo dello stato Senzamente? Potrai dirlo solo dopo che l’avrai sperimentato, ma ti assicuro che la seconda scelta ha talmente tanti vantaggi che il confronto non regge. Misurare (le sensazioni/emozioni), Attivare (lo stato Senzamente), Giocare (con le emozioni/sensazione), Rilasciare (i loop), Insistere, Neutralizzare. ci vuole tempo ed allenamento per leggere in modo scorrevole e senza errori. Anche qui dovrai mettere lo stesso impegno. Durante l’Attivazione dello stato Senzamente, potresti pensare che non puoi fermare i pensieri, perché finora non l’hai mai fatto. Potresti non sentire lo stato Senzamente o magari sentirlo in modo diverso dagli altri Nella fase Giocare, ti insegnerò a prendere le cose alla leggera. Nella fase di Rilascio (che secondo me ti lascerà a bocca aperta), potresti incontrare vecchie credenze tipo: “Viviamo in questo mondo per provare e mantenere emozioni, non possiamo toglierle, devo tenermela!” Questo è quello che succede al fumatore quando pensa che quella che ha in mano sarà la sua ultima sigaretta. Le emozioni sono droga, sostanze chimiche che si scatenano nel cervello: ora conosci la droga più potente al mondo. Nella fase che ho chiamato Insistere potresti peccare di scarsa determinazione, potresti pensare di mollare, dove sentirai di nuovo la tentazione di drogarti. Come tutti gli individui intossicati, anche questa fase è da tenere monitorata per fare in modo che tu ne sia completamente libero. Nella sesta e ultima fase, Neutralizzare, entrerai in quello che io chiamo stato Senzamente profondo. Alcuni pensano che è più facile che un cammello passi per una cruna di un ago piuttosto che un individuo possa sperimentare uno stato simile, ma io ti dico che è necessaria solo un’attenta osservazione per accedere a questo livello. Se non ami la tua libertà più delle tue emozioni, non riuscirai mai ad entrare in questo regno ed a gioire di tutti i tesori nascosti all’interno Arriverà un momento in cui ti accorgerai che non stai più pensando ma sei comunque ancora presente e vivo. per vivere senza limiti intendo: pensare a quello che vuoi ed osservare mentre arriva nella tua vita senza alcuno sforzo. I loop ti impediscono di restare senza pensiero, e fanno in modo di portarti in un’altra dimensione, da cui per il momento non riesci a liberarti. Ogni qualvolta non riesci a smettere di pensare, e non riesci ad osservare l’assenza di pensieri, sei vittima inconsapevole di un loop. “QUALE SARÀ IL MIO PROSSIMO PENSIERO?” prima di provare l’assenza di pensiero, non ero in grado neppure di immaginare cosa si trovasse di là, ero schiavo in una prigione senza sbarre e che non si vede… non riuscivo a capire cosa potesse essere il non pensiero. Ed è normale: come posso pensare a non pensare? Dobbiamo spostarci ad un nuovo livello. Ecco perché tutti gli esperimenti fatti finora non hanno portato ad alcun risultato: si cerca di comprendere l’assenza di mente con la mente. Ciò è impossibile! In nostro aiuto arriva una domanda molto potente… mentre la tua mente vaga di pensiero in pensiero, fatti questa semplice domanda: “Quale sarà il mio prossimo pensiero?” Poi, con la massima attenzione, osserva quello che succede alla mente e resta in attesa che arrivi il prossimo pensiero. Puoi ripetere nuovamente la domanda e restare in attesa del prossimo pensiero. Cosa è successo? Avrai notato anche tu che il flusso di pensieri si è arrestato per un attimo, in attesa del prossimo pensiero in arrivo. Ad alcune persone succede per alcuni istanti, ad altri addirittura per diversi minuti. Qualsiasi cosa succeda, ripeti la domanda e rimani in attesa, osservando lo spazio che c’è tra un pensiero e l’altro. Incredibile! La mente si è fermata! E se si è fermata per pochi istanti, per quanto si può fermare ancora? Questa era la mia domanda… “Quale sarà il mio prossimo pensiero?” Continua a ripeterti ad intervalli di 10 secondi questa domanda e porta la tua attenzione al vuoto che si crea tra un pensiero e l’altro. Fermati ancora un attimo e mentre fai l’esercizio per uno o due minuti ti chiedo di ascoltare attentamente, perché mentre ripeti la domanda ed osservi l’assenza di pensieri, la tua attenzione potrebbe scivolare su una strana sensazione piacevole che vaga lì in sottofondo, una sensazione come di relax, pace, gioia; qualsiasi sensazione piacevole salga mentre fai l’esercizio va bene. Prova ora, ti aspetto qui! Fallo per 2 minuti e poi ritorna con me. La cosa straordinaria avviene quando restiamo sintonizzati e presenti a questa sensazione intenzionalmente, dopo aver attivato lo stato Senzamente. Ovviamente più ti allenerai più sarà semplice rimanere in questo stato ed osservare tutto da lì. Dovrai diventare un esperto di questo stato perché ti aprirà le porte all’impensabile. La prima volta che ho pronunciato questa domanda, il mio pensiero si è arrestato e sono stato assalito dal terrore di non pensare più. Non riuscivo più a pensare e questo mi terrorizzava. Vuoi sapere perché? L’ho scoperto dopo, praticando e andando in profondità. La mente aveva perso tutti i riferimenti che costituivano il falso senso di chi ero. Non ero più Andrea Magrin, non ero più nessuno, non avevo nessun riferimento, ma chi provava paura non ero di certo io, ma la mente che temeva di morire. Incredibile, per la prima volta potevo osservare la mia mente dall’esterno e potevo capire cosa era. È impossibile capire lo strumento finché sei convinto di essere quello strumento. Osservare la mente e non esserne più schiavo mi ha dato una felicità ed una gioia che per me erano impensabili. Sembra un gioco di parole, ma è impossibile pensare all’assenza di pensiero. Lo si può solo provare! Quello che abbiamo appena fatto è una delle basi portanti del nostro lavoro, impara a giocare con l’assenza di pensieri: ti divertirai così tanto che la vita di prima, in qualsiasi situazione tu sia ora, ti sembrerà un lontano e sbiadito ricordo. Stai insegnando alla mente come rimanere sintonizzata proprio sullo stato Senzamente. Più sei sintonizzato sullo stato Senzamente, minori saranno i pensieri, ma non solo: questo stato ha la capacità di trasformare ed interrompere i loop, togliendo loro energia, per depotenziarli e non esserne più succubi.MANO CUORE Appoggia la mano destra sul cuore, ripetendo 3 volte “Stato Senzamente” e facendo 3 bei respiri profondi. Dopo di che, procedi tamburellando con tutte le dita i punti che abbiamo già visto, lasciando scorrere una decina di secondi per ogni punto, dopo aver ripetuto la frase. Osserva quello che succede alla mente: Sopra la testa: “Quale sarà il mio prossimo pensiero?” Sopracciglio: “Quale sarà il mio prossimo pensiero?” Lato degli occhi: “Da dove arriverà il mio prossimo pensiero?” Sotto gli occhi: “Quale sarà il mio prossimo pensiero?” Sotto il naso: “Tra quanto arriverà il mio prossimo pensiero?” Continua ad osservare attentamente e porta la tua attenzione sulla sensazione piacevole. Mento: “Com’è sentire lo stato Senzamente?” Clavicole: “Tra quanto arriverà il mio prossimo pensiero?” Ora fa un bel respiro profondo con la mano sul cuore e porta tutta la tua attenzione alla sensazione piacevole che stai sentendo. Continua ad osservarla contemporaneamente all’assenza di pensiero. Continua ancora una volta a portare lì l’attenzione, torna a concentrarti sulla sensazione piacevole ogni 10 secondi circa. Attenzione: la sensazione piacevole, lo stato Senzamente potrebbe variare, potrebbe diventare più profondo, più intenso, o più leggero: non smettere di portarci l’attenzione, proprio come diceva Tolle, osservandolo come il gatto osserva la tana del topo in attesa che esca. DOPPIA MANO Porta la tua attenzione alla tua mano destra in questo momento, ascoltala con attenzione: puoi farlo anche mentre stai leggendo. Percepisci bene la tua mano destra. Per fare meglio questo esercizio ti puoi chiedere: “Come faccio a sapere che la mia mano esiste?”, non usare il senso della vista, senti la mano, percepiscila. Ottimo, continua a portare l’attenzione alla tua mano, sentirai una sensazione piacevole, una sorta di vitalità che la pervade. Senti che è viva. Percepisci qualsiasi sensazione arrivi dalla tua mano destra. Ora porta la tua attenzione alla mano sinistra. Fatti la stessa domanda: “Come faccio a sapere che la mia mano sinistra esiste?”, porta lì la tua attenzione e sperimenta qualsiasi cosa nasca dalla tua mano sinistra, senti anche qui vitalità, senti che è viva, senti ogni sensazione che riesci a percepire dalla tua mano sinistra. Ora porta la tua attenzione a tutte e due le mani contemporaneamente. Sentirai la stessa energia vitale, la stessa vitalità essere presente contemporaneamente in tutte e due le mani, osserva questa vitalità, questa sensazione, che è una sensazione piacevole, di vita: potrebbe esserci un po’ di pace, un po’ di relax in questa sensazione, percepisci contemporaneamente le mani e questa vitalità, porta ora tutta la tua attenzione alla vitalità, a questa sensazione e ascoltala contemporaneamente per le tue braccia, le spalle, la testa, tutti gli organi interni, i piedi, le gambe, il bacino, l’addome e tutto il corpo intero. Puoi sentire questa vitalità piano piano manifestarsi in tutto il tuo corpo, e senti come si sta bene immersi in questa sensazione. Ancora una volta, porta la tua attenzione qui e percepisci questa vitalità, questa sensazione piacevole che chiameremo ancora una volta stato Senzamente. Ora puoi lasciare il tuo corpo e osservare solo il tuo stato Senzamente, ancora una volta, ancora più in profondità. Ed è bello rimanere lì. __ Lo sapevi che lo stato Senzamente si può trasmettere? Immagina per un attimo questa scena: stai per entrare in una sala piena di persone e dentro c’è un’aria negativa, le persone sono arrabbiate, il luogo è denso di energie pensanti, ma succede qualcosa: varchi quella soglia ed istantaneamente l’energia cambia, le persone cominciano ad essere più felici e solari ed ogni volta che parli con qualcuno questo si riempie di gioia. Sembra quasi che quando parli alle persone, tu stia parlando da un nuovo livello, capace di alleggerire la vita degli altri. Come ti farebbe stare avere questo potere? È incredibile il potere del sole se ci pensi bene, ogni giorno si alza in cielo e brilla per tutti, che lo si voglia o meno. Anche tu da adesso puoi essere una stella che illumina, e che la gente lo voglia o meno non smetterai di brillare. Porgigli le mani con il palmo verso l’alto e fa in modo che appoggi le sue mani sulle tue. Quello che devi fare è semplicemente fare l’esercizio della doppia mano ed “osservare” lo stato Senzamente. L’altro verrà trasportato automaticamente con te attraverso la tua attivazione. Prova a far misurare il livello di stress del tuo amico come hai imparato e poi portalo nello stato Senzamente per due o tre minuti. Dopo di che chiedigli come si sente e quanto è lo stress, rimarrai stupito. Vuoi imparare a farlo a distanza? Sì! È possibile farlo anche per le persone che non sono fisicamente qui presenti! Chiama il tuo amico e fate una prova a distanza, ti divertirà un sacco. La tecnica è leggermente diversa: in questo caso si tratta di entrare nello stato Senzamente, percepirlo ed immaginare di sostenere il tuo amico tra le mani, come se fosse miniaturizzato. Puoi rimanere in questo stato quanto vuoi e puoi farlo alle persone quanto vuoi. Più lo fai e più si sentiranno meglio, te compreso. … “Ma devo avere il permesso della persona per farlo? Devo chiedergli qualcosa?” Io rispondo sempre così: “Devi avere lo stesso permesso che ha il sole di sorgere ogni giorno”. Senzamente non ha controindicazioni ed ha il potere di portare luce e pace laddove viene indirizzato. Fanne più uso che puoi e con più persone puoi, vedrai le persone cambiare ad una velocità incredibile con questo sistema. È uno stato che semplicemente esiste, un paradiso in terra, e non occorre che la morte sopraggiunga per entrare in paradiso. Sarà come morire prima di morire. TECNICA DELLA DOMANDA PER LA PROFONDITÀ Per entrare in profondità nello stato Senzamente utilizzeremo sempre le nostre straordinarie domande, che non fanno altro che indirizzare il focus della mente dove non è mai stata prima. La domanda che ho trovato più efficace per entrare ancora più in Senzamente è: “Come può essere più profondo di così?” “Come può essere più espanso di così”, oppure: “Quanto posso entrare in profondità, se volessi provarla tutta?”. Mentre ripeti la tua domanda, picchietta i punti che abbiamo già visto, e non dimenticarti di picchiettare anche le mani insieme dopo le clavicole. Questo ti permetterà di allenarti a sentire i confini del piacere che si può trovare in questa sensazione. Più entrerai negli abissi, più noterai che la mente diventerà calma, i pensieri meno insidiosi, il corpo più rilassato ed un meraviglioso senso di vitalità pervaderà tutta la tua essenza, portandoti ad un nuovo livello di vita mai sperimentato prima. Ricorda che in pochi secondi puoi entrare nello stato Senzamente più superficiale ed in altri pochi minuti di pratica in quello profondo. Il desiderio più profondo di qualsiasi essere umano è quello di entrare in contatto con Senzamente e di vivere immerso in quello stato, privo di desiderio e tempo. Ora che lo conosco, ora che sono in stretto contatto con lo stato Senzamente, mi sento di dire che se l’esistenza fosse priva di questo stato, per me non varrebbe la pena vivere, non avrebbe senso. E solo chi ha provato questo stato di benessere e pace sa cosa intendo, quindi allenati ed entra ancora più in profondità, è una strada di sola andata. __ Vediamo bene quali sono gli utilizzi di Senzamente e come utilizzarlo durante la giornata. Ti ricordo che siamo solo all’inizio ed anche se lo stato Senzamente è già di per sé una cosa straordinaria, è solo una parte del processo in 6 step: ci servirà per avere sempre un’ancora sicura per il lavoro che faremo successivamente. Uno degli esercizi che ti consiglio di fare è richiamare lo stato Senzamente durante il giorno. Come fare? Ti basterà usare una semplice domanda durante il giorno: “Dov’è il mio stato Senzamente?”, oppure: “A che profondità sono nello stato Senzamente?”. Queste due semplici domande porteranno il tuo focus su Senzamente, è un allenamento per rimanerci il più possibile e goderne i benefici. Per ricordarti di farlo, puoi mettere un timer sul telefonino che te lo ricordi, oppure puoi mettere dei post-it al lavoro o in giro per la casa, in modo che appena li vedi tu sappia immediatamente dove sintonizzarti. Cerca di evitare la lotta con la mente: nel momento in cui tenterai di fermare i pensieri, diventerà impossibile, osserva invece l’assenza di pensieri, il vuoto che c’è dietro, usa le domande e porta lì il tuo focus.Gli scherzi della mente Se ti stai allenando e stai facendo delle prove per rimanere spesso nello stato Senzamente, potresti riscontrare che ogni tanto qualche pen- siero sale prepotentemente e succede che magari ti dici: “No, questo è importante, questo devo pensarlo a tutti i costi”. Beh, sappi che è una balla, una bugia della mente incontrollata. Spesso ti lancerà qualche amo per farti abboccare, perché qualche loop vorrà un po’ della tua consape- volezza e farà di tutto per attirarti al suo interno. Può succedere che un semplice pensiero, magari legato al pranzo che farai domani, ti possa portare a ricordarti quanto odi il tuo capo. Come è possibile? Nel mo- mento in cui darai attenzione alla tua mente incontrollata il gioco è fatto, è come un fiume in piena che ti trascinerà proprio dove vuole. Noterai spesso questa cosa all’inizio e sarà piacevole ricordarti che con una sem- plice domanda potrai ritornare nel mare della beatitudine del tuo stato Senzamente. Ti capiterà spesso all’inizio di avere “bisogno” di pensare. Il pensiero ti servirà solo per le cose pratiche: fissare un appuntamento, scrivere una email o un messaggio; il resto sarà solo una serie di trappole, di ami per farti abboccare a qualche loop e tirarti dentro. Presta molto attenzione a questi giochini, diventerai ogni giorno più esperto. Già ti vedo mentre sperimenti anche tu quello stato che io chiamo Limitless, assenza di li- miti. Uno stato in cui esiste assenza di sofferenza e di limiti. Ho conosciuto varie realtà e scuole; in alcune inse- gnano che nel momento in cui entri in contatto con la fonte, perdi la co- scienza ed i sensi. Mi sono imbattuto in persone che la pensavano in questo modo ed avevano difficoltà ad apprezzare la beatitudine di Senza- mente perché “aspettavano” qualcos’altro. Questo è un altro loop per te- nerti intrappolato. Mi raccomando, come ti ho suggerito all’inizio abban- dona tutte le tecniche e qualsiasi cosa hai fatto in passato, fino a che non hai sperimentato in profondità quello che ti sto facendo provare. Sarà molto più facile e divertente. Non puoi capire cos’è la mente finché ti utilizza Mi sono ritrovato spesso a parlare con gente incuriosita da quello che faccio, e molte volte, soprattutto all’inizio, cercavo di spiegare razio- nalmente cosa volesse dire lo stato Senzamente. Tentavo di farlo capire come meglio potevo, ma ho sempre miseramente fallito nel mio intento. È impossibile capire razionalmente cosa c’è al di là della mente. Imma- gina per un attimo il cielo perennemente coperto di nubi. Non hai mai visto il sole perché vivi in questa condizione, per quanto io mi sforzi di spiegarti il sole, come potrai anche per un solo istante percepire il dolce calore sulla pelle del primo sole di primavera? Come può capire la vista un non vedente, per quanto tu possa provare? Attenzione: non sto di- cendo che siamo meglio o peggio di un non vedente, ma semplicemente che è qualcosa che è impossibilitato a percepire. Spesso durante le sessioni che svolgo chiedo a qualcuno di riassu- mermi in una parola che cosa prova durante la sua connessione con lo stato Senzamente: a volte c’è una difficoltà enorme a trovare una parola per descrivere la sensazione. È impossibile dare un’etichetta a qualcosa di non etichettabile. Giocare con le emozioni Il gioco è la medicina più grande Lao Tzu Il giusto atteggiamento per essere liberi Ho inserito questa sezione perché, diciamoci la verità: molte persone lì fuori prendono le cose trop- po seriamente. Devo fare ore di meditazione, devo allenarmi, devo fare questo, devo fare quello. Ma se realmente tu fossi senza limiti, quante cose dovresti realmente fare? Quali obblighi avresti? la frase che mi sento dire più spesso è: “Se sto male, come posso divertirmi?”, ed in effetti è vero. Ecco perché abbiamo lo stato Senzamente: già lì dentro la sofferenza è inesistente e ci permette di iniziare a divertirci, ma come ti dicevo, questo è solo l’i- nizio: vedrai che il compito di questo libro è eliminare la sofferenza, ma vedrai che questo sarà solo l’inizio della nostra avventura, poi avremo un sacco di cose da fare assieme e ti stupirai di quanto puoi divertirti senza sofferenza. Arriveremo ad un punto dove ti ritroverai a rincorrere la sofferenza, a perseguitare le emozioni negative, a voler soffrire, anche se non riesci più. Sarà un divertimento assoluto constatare l’illusorietà della paura, ve- derne le fondamenta piantate sul nulla e percepire il sorriso che è rima- sto nascosto per troppo tempo nel tuo volto. Come divertirsi dunque? Bisogna sin da subito rievocare l’atteg- giamento che contraddistingue gli esseri che si divertono di più: i bam- bini! Quello che devi cominciare a fare è imbambinarti, verbo che ho coniato proprio ora. Quello che devi esaminare è l’atteggiamento dei bambini, quindi lo devi studiare, lo devi riprodurre, è la chiave necessaria per entrare ancora meglio in contatto con ciò che non sei e debellarlo definitivamente. Ricordati sempre che se non ti stai divertendo in questo viaggio, se lo stai rendendo troppo serio, rischi di metterci ancora più tempo di quello che hai preventivato, ma sta tranquillo, sono qui apposta per ricordartelo ogni qualvolta sarà necessario. Osserva la droga Concediti 5 minuti. Osserva il prossimo pensiero che ti sale e comin- cia a percepire quale emozione si sviluppa nel tuo corpo fisico. Dove si trova? Continua a fare questo per ogni pensiero che sale. Se sono pen- sieri ricorrenti noterai che hai già sentito altre volte quella sensazione: fa questo per ogni pensiero che sale, cerca sempre di individuare la sensa- zione. Questo ti permetterà di diventare sempre più sensibile e percepire sempre meglio le emozioni negative. La lista Questo è un esercizio preliminare che ti comincerà ad aiutare per fare chiarezza nella tua vita. Spesso ci sembra di avere tutto e tutti con- tro, sembra che non possiamo fare nulla per via della quantità di limita- zioni esterne che abbiamo: in realtà, come ormai avrai capito, le limita- zioni sono solo interne. Ti è mai capitato di non riuscire più a fare nulla, di rimanere bloccato, impantanato al pensiero delle mille cose che hai da fare? A me è successo molte volte di avere un sacco di cose da fare e non avere tempo, ma mi è successo anche un sacco di volte di mettere giù la lista delle cose da fare e sai una cosa? Ho scoperto che non erano poi così tante le incombenze, e mi sono sentito immediatamente molto più rilassato! Quello che faremo ora sarà di mettere per iscritto, secondo il mo- dello che abbiamo visto nel capitolo Misurazione, tutte le emozioni negative che ti impediscono ora di essere felice. Segna, secondo l’ordine di importanza che ritieni più opportuno, le paure, le emozioni negative, che hai sempre avuto, da quando eri bambino ad ora. Per fare presto ad individuarle potresti scrivere: “Cosa mi ha impe- dito di essere perfettamente felice da quanto ero bambino ad ora?” Qui ti è richiesto il massimo dello sforzo nel ricordare e nel trascri- vere più paure ed emozioni negative che puoi, soprattutto quelle che senti ancora vive in te. Mi raccomando, non saltare nessun esercizio: avrai una chiarezza mai sperimentata prima su di te, e la vita diventerà magica. Gioca con le emozioni negative, perché tra un po’ saranno solo un lontano ricordo.Scala delle priorità Alla fine, quando avrai rimosso sino all’ultima paura, sarai come una calamita che attira le persone e ti sarà impossibile non aiutarle. Come ti accennavo, sarai come quelle due bambine che cambieranno le persone solo per il fatto di esistere: immaginati cosa potrebbe succedere se decidessi di metterci anche un po’ di impegno nel cambiare gli altri. Boom! Sarai un super catalizzatore e non vedo l’ora di vedertelo fare. Ma prima di arrivare lì, promettimi che sarai focalizzato solo su di te, che lascerai in pace gli altri, che smetterai di alimentare il dolore negli altri. Se farai questo, ti garantisco che quello che ti tornerà indietro sarà così grande da non poterlo immaginare. Vediamo come dovrebbe essere una scala delle priorità nella vita: Prima vengo io: come ti dicevo fino a che ho messo al primo posto gli altri ho sempre fallito. Non puoi mettere al primo posto una persona schiava della mente. Prima o poi ti farà del male, stanne certo! In questo processo, tu non hai idea di come la tua mente farà di tutto per prendere il controllo su di te e riportarti allo stato di schiavitù, hai bisogno della massima energia, e ti serve tutta per te. Nel momento in cui sarai libero avrai così tanta energia per gli altri che non finirà mai più. Tranquillo, recupererai tutto il tempo perso. Ricorda bene queste parole, in questo viaggio sei solo con te stesso, se non sei così “egoista” da mettere te al primo posto, non ce la farai mai. Ed è meglio se viaggi da solo, perché, in alcuni casi tenderai ad incolpare gli altri dei tuoi insuccessi: tranquillo, fa parte delle cadute che dovrai superare. ________ Immagina di avere delle catene su tutto il tuo corpo e ad ogni catena è collegato un masso più o meno pesante. Ogni volta che tenti di fare un passo verso la direzione che hai scelto, devi trascinarti dietro sempre tutti i massi e tutte le catene. Che peso assurdo, che fatica immane per fare un passo. Ma siamo sicuri che questa sia la vita? Come sarebbe se lasciassi dietro di te tutte le catene ed i massi che ti tengono fermo? Sarebbe semplice andare in una direzione senza fatica e senza nessuna resistenza. Bene! Esatto! I massi sono i loop che hai ancorati nel tuo corpo. È inutile che chiedi qualcosa che ti fa paura, è inutile che vuoi il successo se hai il terrore di raggiungerlo, è inutile che tu chiedi il benessere se in realtà non lo vuoi. Ogni qualvolta hai un pensiero o un’emozione che ti limita, ricorda che hai una catena con un masso legato: per carità, senza dubbio se ci metti tutta la forza che hai, in qualche maniera ci arrivi ad ottenere quello che vuoi. Ma perché fare tutta questa fatica, dico io? Soprattutto perché scoprirai che massi e catene sono un’illusione pazzesca e si possono spezzare in pochissimo tempo. Ma io sono questo loop? Ogni capitolo ha un’estrema importanza, ma questo è quello che più di tutti velocizzerà il tuo processo di ritorno a casa. Si! Io di solito chiamo ritorno a casa il cammino di trasformazione verso l’assenza di sofferenza. È importante soffermarci per un attimo sulle emozioni, perché mi capita spesso di sentire dire: “Sono triste”, “Sono arrabbiato”, “Sono una persona svogliata”, “Sono lento”, “Sono fatto così”: questo la dice lunga sul livello di sottomissione ad alcuni loop. Ricorda una cosa e scrivila da qualche parte in modo che ti sia sempre visibile: “Qualsiasi cosa esce dalla mente senza il tuo consenso è una bugia”. Tu non sei la tua emozione, non puoi esserlo, per il fatto che sei molto di più di una semplice sensazione fisica, quello che sei va al di là di ogni comprensione della mente; come puoi essere triste, quando la tristezza è solo una sensazione? Usa la prossima volta questa espressione: “Ora mi sento triste”, “Sono stato lento”, “Ora mi sento in colpa”. Vedrai che ci libereremo di tutta questa roba in men che non si dica, ma nel frattempo fai un favore a te stesso: presta attenzione al linguaggio e se senti qualcosa di diverso da una pace profondissima, sappi che è qualcosa legato a qualche loop e possiamo lasciarlo andare. Gli altri mi fanno soffrire Un altro dei temi con cui mi scontro spesso è: “Soffro perché lui mi fa questo/lui è così”. Come ti ho appena detto, dubita di ogni cosa che sale dalla mente, compresa questa! A scanso di equivoci, ti faccio vedere istantaneamente dove sta il problema, perché prima te ne rendi conto prima sarai libero. La tua felicità non dipende mai dagli altri, nessuno potrà mai renderti triste o renderti felice se non c’è un terreno fertile in cui seminare. La frase: “Trattenere la rabbia è come bere del veleno e sperare che l’altra persona muoia”, attribuita a Buddha, è molto significativa per noi. Perché ogni volta che tratteniamo in noi sentimenti diversi dalla pace assoluta siamo nel cammino della mente, e l’unica cosa a cui porta questo cammino è la sofferenza. Ricordati sempre: qualsiasi emozione negativa provi nei riguardi di altre persone, lasciala andare; avremo molti esercizi specifici su questo: mi raccomando, non ne esiste una che è il caso di “tenere”. Il piacere di soffrire Ora dirò una cosa che non ti piacerà sentire e ti prego di non lanciarmi i pomodori quando ci incontreremo: in realtà c’è un enorme piacere nella sofferenza; la gente vuole soffrire, alla gente piace stare male. Non fraintendermi, se provi qualsiasi tipo di sofferenza sappi che ti capisco, ci sono passato anche io, so quanto male si sta e so che vorresti uscirne. Ma sono in grado di dimostrarti tutto quello che è contenuto in questo libro in maniera scientifica. Se ci pensi bene, anche un fumatore in fin dei conti sa che fumare fa male, c’è scritto dappertutto, manca solo un tatuaggio sui polmoni per ricordare che fa male ed anche io, ex fumatore, lo sapevo. Ma perché continuavo? Perché continuavo a farmi del male sapendo che stavo solamente intossicando il mio corpo? Allo stesso modo, tu lo sai che ogni volta che fai un pensiero “negativo”, o provi un’emozione che ti fa soffrire, ti fa male, ma perché continui? Cosa ti spinge a farlo? La risposta è semplice: dipendenza! Sei dipendente da quella sensazione e la tua mente ne vuole provare sempre di più. La paura della paura Ecco, se potessimo riassumere il capitolo in una frase, sarebbe proprio questa. Abbiamo paura di provare paura, questa è la chiave dell’illusione della sofferenza. Uso paura per identificare la sofferenza, perché alla fine la sofferenza è paura, sempre. Quando ho scoperto questo, e per scoperto non intendo che l’ho letto, ma che l’ho sperimentato, ho fatto un urlo di gioia. Sono stato così felice che non stavo nella pelle all’idea di farlo conoscere al mondo. Ti rendi conto di questa affermazione? La sofferenza non esiste! È un’illusione. Tra un po’ lo sperimenterai anche tu, ma la mia felicità dipende da una altra cosa. Il fatto che “Siamo fatti così!”, il fatto che la sofferenza è un’anomalia dell’essere umano è stata per me una conferma. Ti ricordi la mia domanda ossessiva? Cosa succede se togliamo tutte le emozioni negative? Cosa resta? Il sapere ed il toccare con mano che la sofferenza è un’illusione ti darà un potere pazzesco. Prima però devi capire bene il motivo per cui le emozioni negative non se ne vanno, ma restano appiccicate a te facendoti soffrire. Cosa succede quando provi un’emozione negativa? Qual è il primo istinto? Se hai frequentato qualche corso di PNL, avrai sentito sicuramente parlare del fatto che noi, come esseri umani, ci allontaniamo dal dolore e cerchiamo di avvicinarci al piacere. In realtà non si sta descrivendo l’essere umano con questa affermazione, ma si sta descrivendo la mente. Ci sono molte tecniche della PNL che aiutano a stare meglio, ma rimaniamo sempre al solito problema: usiamo qualche trucco della mente per risolvere i problemi della mente, senza renderci conto che la soluzione è sempre stata lì sotto ai nostri occhi. Quale? Che l’unica paura che noi abbiamo è quella di provare dolore. Il motivo per cui soffriamo è solo uno: non vogliamo soffrire. Ora mi spiego meglio, perché ho trovato molte difficoltà a far comprendere questa cosa, soprattutto a chi ne sente parlare per la prima volta. Le obiezioni sono: “Ma che cavolo stai dicendo, vuoi provare tu a soffrire come soffro io? Te ne do un po’ e poi ne riparliamo ok?”. Calma, calma. Ti ho già detto che comprendo benissimo la sofferenza e sono passato dalla forma più pesante di depressione all’assenza totale di sofferenza, quindi credimi se dico che capisco perfettamente cosa vuol dire soffrire. Voglio rifarti la domanda: cosa succede quando hai la sensazione che sta salendo un’emozione negativa? La prima cosa che fanno quasi tutti è quella di cercare di allontanarla, di reprimerla, di eliminarla, di anestetizzarla in qualche modo. Mi prendo un bel bicchiere di vino e se ne parla appena mi è finito l’effetto, prendo magari qualche ansiolitico e poi si vedrà. L’importante è non sentire il dolore. Non è forse così? Magari mi distraggo con un film, con il cioccolato, con il sesso, ma l’unico obiettivo è quello di allontanare la sofferenza nel minor tempo possibile. Ecco perché c’è questo abuso di droghe e di cattive abitudini. Solo per non sentire la sofferenza. Gli effetti collaterali delle sostanze stupefacenti, soprattutto dell’alcool, sono devastanti. L’alcool farà in modo di non bastarti mai: ci sarà sempre, latente, il richiamo di bere ancora, questo ti porterà in un vortice in cui verranno installati ancora più loop e ti ritroverai ben presto senza apparente via di uscita. Questo vale per le sigarette e qualsiasi sistema tu utilizzi per tenere sotto controllo la sofferenza. Si! Anche l’essere drogati di sesso o mangiare senza fondo. Sto parlando arabo o riesci a comprendermi? “Si! Ma dov’è la soluzione?” ti sento dire. La soluzione sta nel non tentare di allontanare l’emozione negativa e lasciarla essere.Fatti una semplice domanda: “Cosa mi impedisce di essere perfettamente in pace ed in armonia ora?”, se hai capito bene quello che ho voluto dirti, non porterai l’attenzione all’esterno pensando: “Se faccio fuori mio marito allora la mia vita sarà fantastica”, ma porterai la tua attenzione all’interno e scoprirai che lì sepolta c’è un’emozione negativa nei riguardi di tuo marito, dei tuoi figli, del lavoro, di qualsiasi cosa. Queste sono le nubi che ti impediscono di godere, questi sono i loop che vanno rilasciati per essere finalmente libero da qualsiasi paura. Se anche tu hai qualcosa che ti impedisce di essere in pace assoluta, andiamo a fare un po’ di pulizia, che ne dici? Che cosa vuol dire rilasciare? Chiudi la mano, non ha importanza se destra o sinistra, ed inizia a stringere il pugno: senti in modo accurato la pressione che esercitano le dita sul palmo della mano, mentre continui a tenere stretto il pugno. Resta in questa posizione mentre leggi. Mi raccomando, non mollare la presa finché non te lo dico. Ora osserva bene: mentre stai tenendo la mano in questa maniera, immagina che all’interno del pugno tu abbia catturato un’emozione, e la tieni lì così. Dopo un po’ che stai tenendo (e mi raccomando di non diminuire la pressione che stai esercitando), il fastidio non è più così forte, ma c’è ancora. Ti accorgi che questo potrebbe rappresentare un loop, un’emozione che è dentro di te e ti fa soffrire. Dopo un po’ questa emozione riesci a sopportarla, non è più così pesante, sai che è lì, però non da più così tanto fastidio. Ora prova a stringere ancora più forte il pugno: questa sensazione è quando vuoi allontanare la paura, la sofferenza, più tenti di non provarla più si fa forte. Quando tenti di allontanare la sofferenza è come se stringessi più forte. Senti che fastidio? Premi ancora di più: questo è lo sforzo che fai quando tenti di mandare via l’emozione negativa. Il fatto è che se fai questo esercizio mentre stai guardando la tv, dopo un po’ non ti ricorderai più di avere il pugno stretto, e potrebbe equivalere alle distrazioni che ci sono nella vita di tutti i giorni. Il problema è che quando ritorni a focalizzarti sulla tua mano stretta a pugno, che rappresenta l’emozione negativa, eccola lì, è ancora presente e per allontanarla cercherai di stringere ancora di più i pugni. Bene, rimani ancora con la mano ben chiusa, perché vedremo ora la cosa più logica che devi fare se vuoi liberarti di un’emozione negativa. Ma prima ti chiedo: cosa succede se chiudi entrambi i pugni e rimani per anni in questa posizione? È possibile che diventi una normalità e ti impedisca di usare al meglio le tue potenzialità? Pensaci bene, quante cose avresti potuto fare con le tue mani, ma ora non puoi per via dell’emozione stretta nel pugno? E ora, passiamo al sistema che uso io. Fa così: in modo delicato, lascia che la mano si apra; all’inizio non sarà facile, ma delicatamente lascia che si apra da sola, senza fare fatica. Fatto? La prima cosa che noterai è che c’è una tensione che pian piano sta svanendo: istantaneamente tutta l’energia che dedicavamo al tenere stretta la mano viene usata per qualcos’altro e c’è un senso di pace che la avvolge, come se le cose fossero tornate alla normalità. Non è così? Appunto, la normalità! Dobbiamo tornare alla normalità, rilasciare qualsiasi emozione sia incastrata in un loop mente - emozione e dedicarci ad essere. Essere quello che realmente siamo nella nostra realtà. Dall’essere nascerà istintivamente il fare, che sarà il naturale godimento della nostra essenza, per vivere senza sforzo e condividere ciò che siamo con il mondo. Sai qual è la cosa bella delle emozioni che ti fanno soffrire? Che nel momento in cui andrai ad osservarle con la consapevolezza che sono un pugno che stai tenendo chiuso tu stesso, spariranno automaticamente e sarai libero senza fare fatica. Ci sarà un momento in cui non riuscirai più a soffrire, o per lo meno farai una fatica immane a trovare un motivo per soffrire. Non vedo l’ora di portarti lì, perché sarà lì che osserverai l’illusione della sofferenza. Sarà lì che ti accorgerai di aver provato dolore finora per nessun motivo, anzi un motivo c’è: quello di conoscere la realtà delle emozioni negative e la strada per il ritorno alla normalità. Forza campione! Vediamo come aprire il pugno! Tecnica del distruttore di loop In alcune occasioni in cui stavo trattando una persona, mi sono divertito a fare esperimenti di vario genere: uno di questi mi ha fatto aprire gli occhi sulle potenzialità del distruttore di loop. Uno strumentino che ho inventato e che ti servirà tantissimo. Per rinfrescarti la memoria, rileggiti bene che cosa è un loop nel capitolo 4. Si tratta del ciclo pensiero/emozione al quale dai energia, nel quale ti identifichi e del quale non riesci a liberarti. Bene! Ti piacerebbe avere uno strumento nel quale puoi buttare qualsiasi loop, questo se lo mangia e lo trasforma in energia pulita? Ora, immagina per un istante (lo puoi fare sia ad occhi aperti che ad occhi chiusi) di essere un genio pazzoide. Dai tuoi laboratori esce di tutto, ma oggi ti concentri su una speciale macchina, il famoso distruttore di loop. Questa macchina è uno strumento potentissimo, ogni qualvolta identificherai un loop e lo farai entrare nella macchina, il loop verrà disgregato e diventerà nulla. Hai a disposizione il tuo laboratorio, con infiniti materiali, e lo puoi costruire come vuoi tu. Potrai creare ad esempio un cubo con un imbuto sopra dove infilerai il loop (e poi vedremo come), mentre di lato c’è la valvola di sfogo da dove esce il nulla, praticamente il loop disgregato. Se sei molto visivo puoi immaginare una luce bianca davanti a te dove farai andare il loop e verrà sciolto in questa luce. Se ti piace di più, puoi immaginare un suono particolare, che quando viene emesso va a sciogliere il loop direttamente. Mia moglie, per esempio, preferisce immaginare di mettere i vari loop in sacchetti che poi fa esplodere. Come sai, non c’è limite alla fantasia, quindi dedica i prossimi 10 minuti a costruire mentalmente il tuo DL (Distruttore di Loop): una volta fatto ritorna qui da me. Non saltare la costruzione, è una cosa importante. Ci sei? Hai fatto? Ora passiamo alla parte pratica.Passa in modalità Misurazione. Osserva uno dei loop che hai precedentemente scritto sul tuo foglio di carta ed andiamo a rimuoverlo. Quello che ti chiedo di fare è cominciare a pensare all’evento che scatenerà l’emozione negativa. Ti chiedo di fidarti di me e di osservare quello che succede facendo questo splendido esercizio. L’unica cosa che potrebbe frenarti, come abbiamo visto, è la paura di provare l’emozione, ma con il distruttore che hai creato è tutto più semplice. Percepisci l’emozione negativa legata al pensiero e dagli un voto ora, in questo momento. Quanto è forte? Segnati il valore sul foglio ed inizia a processare l’emozione, quello che senti fisicamente immaginando che esca dal corpo ed entri nel tuo DL (Distruttore Loop) che hai appena creato. Mentre mandi tutta la tua emozione negativa all’interno del DL, cominci a sentirti più leggero, sempre di più, e più ti senti leggero più mandi la restante parte di emozione negativa all’interno del DL. Continua così fino a che non arriverai a 0, cioè quando, al pensiero dell’evento scatenante, non proverai più emozione negativa. Ottimo! Stai andando forte! Io aspetto qui, quando hai finito il processo continua con la lettura. Hai visto che roba? Incredibile, no? Emozioni negative che erano lì da parecchio tempo in pochi istanti se ne sono andate, puff! Sparite! Come è possibile? È stato il nostro DL, o più semplicemente il fatto che abbiamo scelto di aprire il pugno finalmente e di lasciare libere le nostre mani. Finalmente hai lasciato la presa, e se hai fatto bene l’esercizio, osserva bene: lì sotto da qualche parte potrebbe esserci sempre lei, la sensazione piacevole, il tuo Senzamente che ora magari riesci a sentire con ancora più intensità, o comunque era lì che ti aspettava. Mi spiace, caro mio: da questo momento farai molta fatica a liberarti del tuo stato Senzamente, sarà sempre al tuo fianco e se hai provato a fare l’esercizio su altri loop, più rilasci e più ti avvicini allo stato Senzamente puro. Interessante no? E non è tutto: la cosa bella dei DL è che si alimentano di Loop, appena gliene metti dentro uno si accendono tutte le luci ed inizia ad aspirarne sempre di più. Tecnica del centro dell’emozione Un’altra tecnica che uso proprio per dimostrare alle persone l’illusorietà delle emozioni negative e la loro innocuità è quella del centro dell’emozione. Quale abbiamo detto che è il motivo per cui soffriamo? Abbiamo paura di soffrire, giusto? Allora oggi ti porterò a soffrire un po’, per farti vedere che la sofferenza è costituita da nulla, non ha basi solide, non è retta da nulla. La paura è assolutamente priva di fondamenta, e grazie a questo piccolo particolare la potrai lasciare andare. Non è straordinario scoprire che la paura non è la tua vera natura? Entriamo nella nostra navicella e andiamo dritto al centro dell’emozione, al suo punto di origine. Pronto? Cominciamo a far salire l’emozione portandoci il pensiero, aumentiamo l’intensità, non importa come, tu sai come aumentarla. Ora con la tua navicella entra con ancora più intensità nell’emozione negativa, falla salire ancora di più. Solo per oggi, concediti di soffrire senza giudicare, ci sarà un momento in cui ti sembra che questa emozione sia al massimo, falla salire ancora di più senza pensarci. Ad un certo punto scoprirai che più vuoi far salire l’emozione, più vuoi farla aumentare entrando al suo centro, più questa tenterà di diminuire. Incredibile vero? Inseguila, non permettere che ti sfugga: tenterà di fuggire in giro per il corpo, ma tu inseguila fino a portarla a 0, semplicemente tentando di aumentarla, ed una volta a 0, osserva chi è pronto ad aspettarti? Sempre il tuo caro stato Senzamente. È sempre lì, dietro ogni loop. Non lo potevi osservare così bene prima perché era nascosto. Forte vero? La cosa straordinaria di questi esercizi è farlo in molte persone, quando lo faccio durante un seminario la potenza di rilascio è pazzesca e si percepisce un cambio energetico pazzesco. Spesso mi diverto con le persone che hanno paura a provare l’emozione negativa dicendo loro che oggi è la giornata mondiale della sofferenza. Oggi è il giorno in cui dovrai soffrire con tutta la tua forza ed energia. Le persone di solito mi guardano abbastanza preoccupate, prendendomi per un pazzo scatenato. Di solito gli dico: “Solo per oggi sei autorizzato a soffrire, mi fai vedere quanto forte riesci a portare questa emozione?” Finita la sessione, se anche gli puntassi una pistola alla tempia e obbligassi la persona a soffrire non ne sarebbe capace. Ti troverai anche tu in questa situazione, non avrai nulla per cui soffrire e ti divertirai come un matto a vedere che ciò accade davanti ai tuoi occhi. Un po’ ti dispiacerà, perché proprio nel momento in cui hai trovato un sistema per sbarazzarti della sofferenza velocemente, non ne avrai più. Tecnica del rilascio sopra la testa Le tecniche che ti propongo sono stampelle, che utilizzerai fino a che non imparerai a camminare perfettamente senza. Il rilascio sopra la testa è molto semplice. Prendi il tuo loop, sempre che tu non li abbia già finiti, ed osserva mentre l’emozione negativa questa volta sale sempre più su ed esce dalla sommità della testa, dal chakra della corona, ed appena fuori si dissolve in nulla. Domande per rilasciare meglio Una domanda che ho trovato utile in caso di resistenza è questa: “Vuoi tenerlo? Ti serve? o puoi lasciarlo andare?”. È molto potente, perché mette la persona con le spalle al muro che capisce di non volere più l’emozione negativa e può concedersi razionalmente di lasciarla andare. Mi interessa sapere cos’è? In alcuni casi potrebbe succedere che perdi per qualche motivo il pensiero agganciato all’emozione. Ti ricordo che può esserci un pensiero che scatena l’emozione o può succedere il contrario. Se ad esempio, mentre stai facendo questo lavoro di pulizia, senti un dolorino allo stomaco, un peso al cuore o qualsiasi sensazione non gradevole, rilasciala! Molto probabilmente se ne andrà da sola, perché ha perso il riferimento, ma molto spesso succede che andrà in cerca di un pensiero affine a quella vibrazione e ti ritroverai con il dolore legato ad un nuovo pensiero diverso da prima. Un loop farà di tutto per sopravvivere ed utilizzerà mille stratagemmi per rimanere “vivo”: non ti far fregare, non cercare di capire a cosa si riferisce una sensazione, non è quello il nostro obiettivo; rimani concentrato e focalizzato fino a che la sensazione diventa zero. Rilasciare le sensazioni piacevoli Beh, questa poi! Perché dovrei rilasciare le sensazioni piacevoli? Le emozioni, quelle che senti nel corpo fisico, hanno sempre la controparte appresso. Se provi rabbia sta tranquillo che ci sarà la sua assenza con lei e se provi felicità o eccitazione anche la sua controparte prima o poi ti farà visita. Rilasciare la gioia, la felicità e tutte le emozioni positive che trovi, ti farà sprofondare in un senso di pace ancora più profondo. Vuoi scommettere? Fai una prova! Costanza nel rilasciare Non voglio chiudere il libro prima di aver sottolineato che ci sono 2 cose importanti da effettuare con questa tecnica: se osservi bene sono l’utilizzare lo stato Senzamente ed il rilascio. Questa cosa deve avvenire costantemente. “Cosa mi consigli, di farlo un po’ al mattino ed un po’ alla sera?”, ti sento chiedere. Per iniziare non è male come idea, quello che suggerisco io è di farlo costantemente durante la giornata. Quando sale un’emozione negativa è il momento migliore per rilasciarla. Alcuni dei miei clienti fanno fatica a rievocare le emozioni di cui vogliono sbarazzarsi, quindi qual è il momento migliore per farlo? Quando l’emozione sale e riesci a percepirla. Vuoi sapere qual è il mio atteggiamento? Il mio approccio verso qualsiasi emozione negativa è questo: “Su, fammi vedere quanto sei forte, vediamo quando arrivi al massimo?”. Con questo atteggiamento mi posiziono in maniera completamente diversa rispetto a quello che si fa normalmente con un’emozione negativa. Ti ricordi? La nostra paura è provare paura. Con questo atteggiamento, quello che succede è che faccio salire i loop e li lascio uscire istantaneamente. Ovviamente questo processo all’inizio è un po’ più difficile semplicemente perché non l’hai mai fatto. Ma con l’allenamento diventerà divertente.La legge di attrazione ed i pensieri positivi/negativi Il semplice voler essere felice è un’eresia. Come puoi volere qualcosa che hai già? Se la tua natura è assenza di sofferenza e pace profonda cosa ti manca? Ecco perché l’unica operazione saggia da fare è solo una: togliere ciò che non sei. Ecco perché non devi preoccuparti di ottenere le cose o ciò che vuoi, perché non sei tu a volerlo! È la droga che desidera per te. L’unica cosa che dobbiamo cercare è ciò che si cela al di là della mente e veramente potrai ottenere tutto ciò che vuoi. Al di là della mente non ci sono limiti, perché i limiti esistono contestualmente alla mente. Se osservi bene è la mente a creare i limiti e cosa sono i limiti se non loop che bloccano la tua creatività e ti dicono cosa devi o non devi fare? Rimuovi tutti i loop, neutralizzali tutti e riprenditi ciò che è tuo di diritto ed è sempre stato lì con te. Tutto il resto ti verrà dato in aggiunta. Non serve cambiare le convinzioni limitanti Le convinzioni, come tutto il resto, sono loop meno visibili, sono programmi che abbiamo accettato e che girano nella nostra mente. Sono inconsci semplicemente perché non siamo mai andati a vederli, non abbiamo mai avuto accesso per un semplice motivo: un marasma di loop più in superfice ed alla portata di mano non permettono di accedervi. Io cambiavo le convinzioni limitanti delle persone e molto spesso crollavano paure ecc., ma non veniva rimosso il problema principale o per lo meno non veniva identificato. Il mio consiglio? Non cambiare le convinzioni limitanti, non importa quale tecnica tu voglia usare, le convinzioni limitanti sono un’illusione, proprio come tutto il resto. Quello che ti serve è semplicemente ascoltare. Pensa a qualcosa che vuoi fare ma non riesci. Porta la tua attenzione a questa cosa, noterai sicuramente un particolare: c’è sicuramente un loop presente, una strana sensazione di disagio o di non posso. Semplice! Lasciala andare, non ti serve! Sai dove devi essere forte? Semplicemente nel ricordarti che è un’illusione e che puoi lasciarla andare. Sì, tutto ciò che esce dalla mente è un’illusione. Non crederci! Tutta l’ispirazione che arriva dal silenzio, da ciò che sta dietro alla mente, è la realtà. Applicare sugli altri Smetti di voler cambiare gli altri! Cosa non ti va della persona che vuoi cambiare? Cosa non ti piace? Neutralizza ogni loop legato a questa persona. Fai una prova ora; come vorresti che fosse? Dove lo senti? Cosa non va? Pensaci bene, ogni volta che vuoi che cambi sei all’interno di un portentoso loop. Osserva questo la prossima volta. Poi magari deciderai di identificarti con questo loop e di rimanerci intrappolato, ma almeno osservalo. Per applicare la tecnica sugli altri ti consiglio di fare un ottimo lavoro su te stesso, è importante che tu sia il più possibile pulito. È importante tenersi in mente questo perché tu non lavorerai con la persona, ma lavorerai con la mente della persona, che è cosa ben diversa. Lo stadio finale Esiste uno stadio finale? Fino a quando devo continuare? Sarai tu stesso a scoprirlo nel momento in cui lo raggiungerai. Questa cosa è diversa per tutti. Ma possiamo usare uno strumento di misura che si chiama Livello di pace personale. Da uno a dieci, quanto ti senti in pace? Quanto sei in profonda pace con te stesso? Quanto non vorresti cambiare “nulla” di quello che stai vivendo ora? Usa questa scala ed aggiornala dopo ogni lavoro che fai. All’inizio potrebbero esserci sbalzi notevoli su e giù perché come una cipolla, ci sono vari strati di loop che nascondono altri loop e dovrai divertirti a scovarli tutti. Tra un rilascio e l’altro ti concentrerai su Senzamente e sull’osservazione dell’assenza di pensieri. Fino a quando continuare? Fino a quando non senti che il significato di paura e sofferenza sarà solo una cosa razionale, ma non ne sarai più coinvolto personalmente. Le domande importanti da rivolgersi sono: Cosa mi impedisce ora di essere in profonda pace? Cosa vorrei in più? Di cosa ho bisogno? Rilascia tutte le sensazioni legate a questi pensieri. Quando sei arrivato a non stare più male, ma a sentire ancora qualche pensiero salire, allora ti potrai concedere immersioni ancora più profonde in Senzamente. Ci saranno molte fasi di liberazione, una di queste potrebbe essere un grande tonfo in un profondo mare di pace, una sensazione di non avere più bisogno di nulla, di avere già tutto ciò che ti serve, un’assenza totale di paura e sofferenza e la sensazione di poter fare tutto ciò che vuoi in totale armonia con l’universo e con gli altri. Conclusione L’insieme di tecniche che hai imparato sono strutturate appositamente dalla prima all’ultima per portarti al successo: rimanere in quello stato di assenza di pensiero e totale controllo della tua vita. Se osservi bene abbiamo creato un sandwich per i loop e ce li mangiamo. Come? Lo stato Senzamente è il pezzo di pane superiore con il quale facciamo pressione dall’alto e ci alleniamo a vivere osservando il vuoto, il nulla pieno di informazione dal quale proveniamo. Dall’altra parte abbiamo le tecniche di rilascio che costituiscono il pezzo di pane che sta alla base del nostro sandwich: grazie a queste strategie potrai liberarti velocemente da tutto ciò che ti opprime e ti impedisce di essere chi sei veramente. All’interno del nostro sandwich ci sono i loop, che saranno schiacciati dai due pezzi di pane, fino a che non ne rimarrà nessuno! La potenza di questi strumenti, messi assieme alla tua forza di volontà, ti faranno solcare cieli inesplorati e mari mai visti, ed hai già provato tutta la potenza che ne deriva. Rivediamo i sei passi segreti Ora vorrei ripassare assieme a te tutto ciò che abbiamo visto durante questo percorso fatto assieme, nei 6 passi della ricetta segreta: userò delle paroline che ti aiuteranno a ricordare: Misurare: abbiamo visto l’importanza vitale del prendere consapevolezza che sei intossicato dalla più potente droga al mondo, e che questa droga è causata dai famigerati loop che sono l’associazione di pensiero - emozione e che, instaurati nel tuo spazio, ti impediscono di essere libero. Sei in una prigione senza sbarre, ma se impari a misurare ed osservare tutto ciò sei già ad un passo dalla libertà. Attivare: hai imparato che esiste uno stato nuovo di percezione della realtà, lo stato Senzamente, una piacevole sensazione di leggerezza e benessere che si può attivare a tuo comando. Hai scoperto finalmente che è possibile fermare la mente e sai farlo volontariamente, consapevole che esistono varie tecniche per farlo. Ti sei accorto che puoi entrare intimamente in contatto con chi sei veramente e ora puoi finalmente vedere la mente come strumento e non più come qualcosa che ti comanda. Puoi trovare pace in qualsiasi momento, grazie a questo stato particolare, e lasciare passato e futuro alle spalle. Giocare: ricordati! Il giusto atteggiamento per fare questo lavoro è il gioco. Hai scoperto come osservare la droga del quale sei dipendente e come ha presa su di te, hai fatto inoltre una lista di ciò che non va ora nella tua vita capendone finalmente il vero significato. Hai giocato con le emozioni e hai fissato la scala delle priorità. Prima vieni tu! Ricordalo. Hai scoperto poi la differenza tra fare ed essere, mentre lì fuori tutti cercano di fare tu sei concentrato sull’essere, perché il fare è il godimento di ciò che hai deciso di essere ora. Rilasciare: hai imparato a rilasciare i loop ed a capire che tutti i problemi della tua vita non sono mai esterni a te. Ti rendi conto che la vera radice della sofferenza è la paura di provare la paura e ora sai come eliminare questo problema alla radice. Hai scoperto inoltre che c’è un piacere nascosto nel provare sofferenza, ma grazie alle potenti tecniche di rilascio come il Distruttore di Loop puoi sbarazzarti definitivamente di ciò che ti succhia energia. Puoi essere finalmente libero. Insistere: insistere è la cosa più importante in questo lavoro, incontrerai loop che ti faranno credere che non sei abbastanza e che non meriti di fare ciò che stai facendo, ma tutti saranno stanati dalla tua costanza e dedizione. La cosa più importante che devi fare è non “tenertene un po’”. Il momento giusto per lavorare con queste tecniche è sempre il qui ed ora. Non aspettare domani. Neutralizzare: la parola definitiva è assenza di pensiero, Non penso dunque Sono è la realtà di chi sei. Hai visto come non serve cambiare le convinzioni limitanti perché sei un essere illimitato e l’unica cosa che ti limita sono i tuoi loop. Hai finalmente capito come si può vivere senza limiti ed avviarsi verso lo stadio finale, che è assenza di sofferenza e assenza di limiti. Come sarebbe quindi per te vivere senza limiti? Non riesci a ricordarli? Tranquillo basta che ti ricordi di me! Se osservi bene le iniziali di Misurare, Attivare, Giocare, Rilasciare, Insistere e Neutralizzare scoprirai che compongono una parola particolare. Potremmo chiamarlo il sistema MAGRIN! Questo stratagemma ti servirà quando stai facendo l’intero processo, per ricordarti in modo preciso tutto quello che devi fare per portare a termine il tuo percorso di ritorno a casa, di ritorno a te stesso. Ricordati il sandwich, con lo stato Senzamente ed il rilascio che schiacciano i loop. Questa è l’immagine mentale che devi avere per giocare ad essere libero e vincere al gioco. […] A volte mi chiedo: “Ma perché sto facendo tutto ciò?” È un piacere enorme seguire la mia mission e so che non ne ho piacevolmente scampo. Sinceramente in questo momento non mi interessa fare altro che liberare quante più persone possibili, e questo è solo l’inizio. Ricordati: esiste un solo motivo per cui queste tecniche non funzionano, ed è il fatto che non le usi. .
   

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