SENZ’IO SI VIVE DA DIO – Premessa volume teorico

mercoledì 4 novembre 2020

 


Caro lettore,

la peculiarità di ciò che sto scrivendo sta nel fatto che non sto scrivendo a te.

Ciò che scrivo lo scrivo come se lo stessi scrivendo al ‘me’ pre-risvegliato (passami il termine), cioè a quella temporanea coscienza che sembrava rimasta incantata e incatenata alle apparenze esterne: a quel me che si è creduto ricercatore, al me che ha seguito un percorso spirituale, al me che cercava Sé, al me che desiderava questi messaggi. È con questo spirito che condivido queste informazioni, come se stessi inviando dal futuro delle lettere a quel giovane ricercatore alla perenne ricerca della verità.

So che dentro di te, nascosto da qualche parte, c’è il medesimo ragazzo che si è posto le stesse domande che mi ero posto io. Lì dentro di te c’è quella stessa presenza che spinse magicamente questa bio-macchina a sperimentare di tutto e di più.

Dentro di te c’è quella medesima presenza che vuole spingersi oltre!

Quella medesima presenza che prima o poi dirà basta!

Basta con l’io!

Ora, mentre sto scrivendo a te, è come se stessi conversando con quella giovane parte di me con cui mi identificavo anni fa; quella che voleva davvero andare oltre, con il leggero vantaggio che ora posso suggerirgli le mosse da fare, posso fornirle delle indicazioni più accurate, posso mostrargli come stanno le cose, come gli conviene organizzarsi, quali sono i meccanismi sottesi al gioco, come rompere i suoi incantesimi e così via.

Che situazione bizzarra il Risveglio: adesso che quelle conoscenze avrebbero potuto farmi comodo, non ne ho più bisogno, non mi servono più, non mi interessano più. Le condivido esclusivamente per il gusto di ammazzare un tempo inesistente, provando zero interesse nei loro confronti.

Ora mi restano zero scopi, zero intenzioni, zero ambizioni, zero pretese, zero aspettative.

Assumo spontaneamente questo atteggiamento perché ho la fortuna di poter guardare le dinamiche in gioco da una prospettiva particolare: da qui non c’è separazione, non c’è tempo, non c’è distanza.

Da qui c’è la piena consapevolezza che niente è davvero necessario.

Da qui è chiaro come il Sole che si tratta soltanto di puro intrattenimento tra ZeRo e infiniti numeri, tra Sé e Sé, tra Coscienza e Coscienza.

Tutto qui, caro giovane me.

Goditi il sogno planetario.


Saluti dall’apparente futuro.

ZeRo.




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