Ashtavakra Gita

domenica 23 marzo 2014

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La Ashtavakra Gita, o Ashtavakra Samhita come è talvolta chiamata, è un testo sanscrito molto antico. Nulla sembra essere noto sull'autore, anche se la tradizione lo attribuisce al saggio Ashtavakra; da qui il nome.
Non c'è dubbio che sia molto antica, probabilmente risalente ai giorni del periodo classico Vedanta. Lo stile del sanscrito e la dottrina espressa sembra giustificare questa valutazione.
Il lavoro è stato conosciuto, apprezzato e citato da Ramakrishna e dal suo discepolo Vivekananda, come pure da Ramana Maharshi, mentre Radhakrishnan fa sempre riferimento ad essa con grande rispetto. Oltre a questo il lavoro parla da sé.
Esso presenta gli insegnamenti tradizionali dell’Advaita Vedanta con una chiarezza e una potenza raramente viste.
Qui la traduzione inglese è di John Richards e viene presentata al pubblico dominio con il suo affetto. Il lavoro è stato una costante ispirazione nella sua vita per molti anni. Che possa esserlo anche per molti altri.
John Richards
Stackpole Elidor, UK
La Ashtavakra Gita riporta il dialogo fra il giovane maestro Ashtavakra e Raja Janaka, il re di Mithila.
È una raccolta di brevi versi, esposta con una semplicità disarmante, senza compromessi. Essa rivela la verità più alta e descrive la vita in completa libertà, esprime gli insegnamenti più alti delle Upaniṣad, è l'essenza del Vedanta.
Non dà un'esposizione della verità con un ragionamento logico, ma è una descrizione della beatitudine sperimentata da un santo illuminato, un divino pazzo.
Il riadattamento in italiano è a cura di Govinda Das Aghori.
 





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