INVENTARIO DELL'USO DI ENERGIA

domenica 27 giugno 2010








L'ordine fondamentale in cui le tecniche possono essere usate è: risparmio, ridirezione e accumulo di energia. Per poter risparmiare energia, dobbiamo iniziare dal capire come e in che cosa la impieghiamo normalmente, il che in seguito ci permetterà di elaborare una strategia di risparmio appropriata. Perciò, la tecnica iniziale, che servirà come base per le altre, è:


INVENTARIO DELL'USO DI ENERGIA

L'idea generale dell'inventario consiste nell'elaborare una lista, che ci permetterà di rispondere alla domanda: in che cosa consumo la mia energia? La risposta più generale è che la consumiamo in tutto ciò che facciamo, sia a livello interiore che verso l'esterno. Pertanto, un inventario di energia è la lista particolareggiata di tutte le nostre azioni. È importante comprendere che non si tratta riferendo a un
esercizio di analisi mentale, o a un processo di riflessione. Questo non ci darebbe altro che un semplice rapporto dell'ego su se stesso, nel quale, naturalmente, cercherebbe di giustificarsi e quindi non ci riporterebbe un'accurata immagine della realtà. È un esercizio di agguato, che come tale è basato sull'osservazione.

La tecnica richiede i seguenti strumenti:
- Penna o matita e un taccuino.
- Un segnale scelto in anticipo, che richiami la nostra attenzione a vari intervalli (come la suoneria di un orologio che scatti ogni quindici minuti o qualsiasi tipo di segnale che tenda a prodursi ad intervalli più o meno costanti).
Passi da seguire:
1. Dividete le pagine del taccuino in tre colonne, intitolando ciascuna di esse con le seguenti domande, in quest'ordine:
- Che stavo pensando?
- Che stavo facendo?
- È questo ciò che voglio fare?

2. Programmate l'orologio in modo che squilli ogni quindici minuti (o trenta minuti). Programmare l'allarme a intervalli non facilmente prevedibili (non iniziare programmandolo a un'ora in punto).

3. Ogni volta che suona l'allarme, osservatevi per un momento e rispondete per iscritto sul quaderno a ciascuna delle domande. Non dovete analizzare, ma limitarvi a registrare i fatti. Le risposte devono essere brevi e concrete. Annotate anche l'ora dell'osservazione. Sforzatevi di farlo dovunque vi troviate. Ovviamente le domande si riferiscono al momento appena precedente a quello di annotare le risposte.

4. Prima di andare a letto, osservate le annotazioni del giorno e rispondete per iscritto su un altro foglio alle seguenti domande:
- I miei pensieri sono stati molto vari o ripetitivi?
- Qual era il contenuto dei pensieri più ricorrenti?
- Le mie azioni sono state varie o ripetitive?
- Quali sono state le più ripetitive?
- C'è stata una relazione tra pensieri e azioni?
- Che percentuale delle mie azioni corrispondeva a ciò che volevo fare?

Rispondendo a queste domande dal punto di vista del praticante dell'agguato ci darà un'idea di come abbiamo impiegato la nostra energia durante quel giorno.

5. Ripetete il procedimento per una settimana. Alla fine osservate le tre risposte di fine giornata di tutti e sette i giorni e usatele per rispondere alle domande del punto 4, ma applicandole alla settimana. 
Questo vi mostrerà come avete usato la vostra energia durante la settimana.

6. Ripetete il procedimento per quattro settimane, quindi osservate le risposte che avete dato alle domande settimanalmente usandole per rispondere alle domande del punto 4 applicandole al mese. Questo vi mostrerà come avete usato la vostra energia in quel mese.

7. Con i dati risultanti dalle annotazioni fate una lista il più dettagliata possibile delle azioni esterne (attività, routines, abitudini fisiche, dipendenze, eccetera) e interne (pensieri ripetitivi, abitudini emotive, malattie, stati d'animo, eccetera) che compongono la vostra vita. Questa lista è il vostro inventario di uso dell'energia.

8. Dividete gli elementi della lista in due colonne:
- Quello che è indispensabile per la sopravvivenza (mangiare, dormire, respirare, ecc.).
-Quello che non è indispensabile per la sopravvivenza (irritarsi, criticare, correre, disegnare, ecc.).
9. Dividete gli elementi della seconda colonna in altre due:
- Quello che fa bene e\o è conveniente continuare a fare (attività sportive, artistiche o culturali, un lavoro che piace, ecc.).
- Quello che non fa bene e\o non è conveniente continuare a fare (leggere la cronaca nera dei giornali, vedere film violenti, parlare di malattie, fumare, bere, discutere, irritarsi, autocompatirsi, tentare di essere accettato, ecc.).

10. Di nuovo, dividete gli elementi della seconda colonna (del punto 9) in altre due:
- Quello che non è possibile eliminare.
- Quello che senza difficoltà, o facendo uno sforzo non eccessivo, è possibile eliminare.

11. Scegliete alcuni tra gli elementi della seconda colonna del punto 10 e cominciate a sospenderli per un periodo specifico. Immediatamente, l'energia che veniva utilizzata in tali azioni si convertirà in energia extra. A1 termine del periodo, decidete se prolungarlo temporaneamente, indefinitamente o se smettere.


COMMENTI ALLA TECNICA

Durante il periodo di osservazione tendono a prodursi degli stati acuti di attenzione, che rientrano nella cosiddetta "consapevolezza intensa" e che possono avere vari livelli di profondità. Non bisogna spaventarsi, dato che sono molto utili.
Va ricordato che l'esercizio di osservazione punta alla registrazione dei fatti, non alla loro analisi. Bisogna realizzarlo nel modo più obiettivo e freddo possibile.
È una condizione comune tra le persone normali avere pensieri e abitudini ripetitive, che costituiscono l'asse della loro vita. La modifica di queste condizioni comporta perciò un cambiamento completo dell'esperienza di vita. I criteri per definire ciò che ci è indispensabile o che ci fa bene possono essere molto diversi, tuttavia ciascuno applichi il proprio, senza preoccuparsi troppo.

Riguardo alle azioni da sospendere per risparmiare energia, si può iniziare dalle più facili o dalle più difficili. Tutto dipende dall'intensità del lavoro che il praticante è disposto ad affrontare. È importante che i periodi di sospensione delle attività logoranti siano stabiliti con precisione ed è meglio che all'inizio non siano molto lunghi. Questo perché la decisione di smettere di fare qualcosa "per sempre" comporta un carico psicologico molto maggiore che decidere di smettere "per qualche giorno''. Inoltre i periodi definiti permettono di valutare periodicamente i risultati ottenuti e decidere se continuare o no con l'impegno.



 
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