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Movimenti religiosi, gruppi spirituali, sette, etc. 1° Parte - DAL NEW AGE AL NEXT AGE






Elenco tratto dal sito Cesnur . com



DAMANHUR
new ageFederazione di Damanhur
Via Pramarzo, 3
10080 Baldissero Canavese (Torino)
Tel.: 0124-512236
E-mail: welcome@damanhur.it
URL: www.damanhur.org

Damanhur, inizialmente definitasi “città-stato” o “comunità dell’Acquario”, e oggi Federazione di Comunità, è nata nel 1976 in Valchiusella, a quaranta chilometri a Nord di Torino. All’origine, e prima della fondazione, si collocano le ricerche e le attività di Oberto Airaudi (1950-2013) e quelle del Centro di ricerche ed informazioni Horus di Torino che si occupano di parapsicologia, esoterismo e medicine naturali. Damanhur, il cui nome (“città della luce”) deriva da quello di un’antica città egizia consacrata al dio Horus, conta all’inizio poche decine di persone. Il progetto “secondo i fondatori” è realizzare un “esperimento sociale volto a dimostrare che solo attraverso una vita, gioiosamente mistica e comunitaria, è possibile oggi salvare l’umanità dal disastro morale ed ecologico cui l’attuale società postindustriale sta portando il nostro mondo. Damanhur sarà la città santa del futuro, la prima porta, il primo gradino, tramite i quali si potrà accedere ai grandi spazi della mente e dello spirito”.

Gli anni 1970 sono la stagione in cui nascono molteplici comunità e movimenti alternativi; ma Damanhur non vi si è mai confusa, proprio per la centralità che, in essa, hanno sempre avuto la dimensione spirituale e magica della vita e l’ottimismo religioso. La convinzione di vivere agli albori del New Age spinge i damanhuriani a creare una microsocietà autosufficiente, in armonia al suo interno e con la natura. Per esprimere questa unione con la natura e con tutte le forme di vita molti damanhuriani si sono dati, fin dall’inizio, il nome di un animale: Corvo, Sirena, Ariete, Gazzella, Fenice, Cicogna e così via. Con il crescere di Damanhur a oltre cento persone, è emanata la prima Costituzione; nascono i ministeri dell’agricoltura, del commercio, della cultura, degli interni, delle finanze; è coniata una moneta interna, il credito. Damanhur inizia a considerarsi una federazione di comunità, dotata di una propria bandiera, di servizi culturali, sanitari e scolastici per i bambini e i ragazzi.

Per lungo tempo, i residenti hanno appartenuto a Damanhur secondo quattro tipi di cittadinanza: cittadini residenti di livello A, cittadini residenti di livello B, cittadini non residenti di livello C, cittadini non residenti di livello D, a seconda del grado di presenza in Damanhur, di solidarietà e rispetto dei princìpi e delle leggi indicati nella Costituzione. Peraltro, la ricerca di formule di convivenza via via migliori è costante e frequenti sono le variazioni nell’assetto sociale. Con un tale sviluppo Damanhur si avvia a essere una comunità di riferimento per migliaia di visitatori e simpatizzanti che sono accolti in alcune foresterie dotate di servizi informativi, esposizioni e punti di vendita. A partire dal 2020 la cittadinanza è stata completamente rivista e prevede tre classificazioni: tutte le persone che frequentano con assiduità la Scuola di Meditazione sono “cittadini Vajne” (una parola della lingua sacra damanhuriana); chi vive in una propria abitazione nell’area geografica di una comunità damanhuriana, oppure è aggregato a una comunità – indipendentemente dalla vicinanza geografica – è definito con il termine “cittadino Vajne territoriale”, mentre chi vive nel nucleo abitativo di una comunità damanhuriana è definito con il termine “cittadino Vajne comunitario”.

Attualmente i cittadini di Damanhur, che nel frattempo hanno aggiornato più volte la loro Costituzione – quella attualmente in vigore, l’undicesima, è stata approvata nel 2019 –, vivono in 32 nuclei in Valchiusella e nella zona dell’Alto Canavese: 9 nuclei nella comunità Arca Tentyris, 8 nuclei nella comunità Damjl, 5 nuclei nella comunità Terre di Oropan e 10 nuclei nella comunità Etulte. Secondo dati aggiornati al 2021, e tenuto conto del fatto che fra il 2004 e il 2008 – nonché dopo la morte del fondatore – si è verificato un certo movimento di entrate e uscite “a porta girevole”, oggi ci sono 320 “cittadini Vajne comunitari” – che vivono quindi stabilmente nelle comunità –, 60 “cittadini Vajne territoriali”, che vivono stabilmente in zona e hanno scelto la loro comunità di riferimento, pur vivendo autonomamente, e circa 600 “cittadini Vajne”, che vivono altrove ma che seguono con assiduità il percorso della Scuola di Meditazione. Il rapporto di questi ultimi con Damanhur è variabile, nel senso che alcuni vivono esperienze di carattere comunitario nei rispettivi Paesi – in particolare Norvegia, Spagna, Croazia, Germania e Ungheria –, mentre altri hanno scelto una comunità di Damanhur come punto di riferimento e altri ancora partecipano solo alla Scuola di Meditazione.

È possibile anche fermarsi alcuni giorni a Damanhur o frequentare i molti corsi e stage che la University Damanhur – un tempo Libera Università di Damanhur, poi Università Olami Damanhur – promuove durante tutto l’anno in varie sedi, oltre a varie altre proposte di formazione e di partecipazione tramite i social damanhuriani. La University Damanhur offre programmi di studio ed esperienzali sullo sviluppo del potenziale umano, sulla spiritualità, sulla terapia e sulla sostenibilità. I suoi corsi toccano la ricerca interiore, le discipline di sviluppo della sensibilità e della percezione, la guarigione, l’arte e la socialità. I visitatori di Damanhur sono passati dai 7.000 circa del 1989, ai 50.000 del 1997, quando iniziano a essere visitabili i Templi dell’Umanità; nei decenni successivi il numero si è assestato su valori più contenuti, per arrivare ai circa 15.000 visitatori del 2019. A partire dall’autunno 2010 era stato avviato il progetto New Life, sorta di cittadinanza “a tempo” – la durata prevista era di un trimestre, al termine del quale si poteva accedere alla cittadinanza residente in prova oppure ritornare alla propria vita precedente – intesa ad accogliere a Damanhur le persone che desideravano risiedere non in quanto ospiti, ma come partecipanti alla vita sociale e spirituale delle comunità. Nel 2019 il progetto New Life è stato sostituito dal progetto Lab of Life – presentato come programma di esperienze nelle comunità damanhuriane organizzato in collaborazione con la ONG Damanhur Education –, che consiste in un mese di conoscenza diretta della vita comunitaria, con un programma che riprende il New Life Program.

Nella filosofia spirituale damanhuriana – in cui concetti e modalità di espressione hanno subito modifiche nel corso degli anni –, compaiono alcuni princìpi fondamentali, detti “quesiti”, che indicano le linee base sulle quali si sviluppa il percorso di crescita individuale e collettiva: la vita quale cammino evolutivo; l’azione come scelta continua, la ricerca di nuove logiche per intendere la realtà; l’integrazione tra il femminile e il maschile; la creatività e continua trasformazione; l’ampliamento della sensibilità, cioè dei sensi dei molteplici corpi dell’uomo; la capacità di esercitare il dubbio e affrontare l’incertezza; l’apertura agli altri; la scoperta della propria natura divina. Questa filosofia è oggetto di meditazione e ricerca, un autentico “work in progress”, che non esclude successive elaborazioni nel tempo.

Tutta la vita collettiva e individuale a Damanhur è accompagnata da simboli e da festeggiamenti che comprendono anche un momento rituale: quelli più complessi celebrano i due solstizi ed equinozi, il ricordo dei defunti e la fondazione della comunità (coincidente con il capodanno, posto al 31 agosto). Ma accanto a questi riti maggiori, si è anche formata una ricca ritualità riferita alla vita quotidiana, ai ritmi normali del tempo e del lavoro: riti per la purificazione dei cibi e delle case, riti per salutare gli spiriti, riti della campana e riti di buona morte. Il luogo più ricco di simboli e di riti sono però i Templi dell’Umanità: una grande costruzione sotterranea composta di sale, laboratori, corridoi. Iniziata nel più totale segreto nel 1978, la loro costruzione è stata rivelata nel 1992 da un ex damanhuriano. Nel 1996 il contenzioso legato ad accuse di presunti abusi edilizi è stato definitivamente risolto, e la costruzione può proseguire con soddisfazione della Federazione.

L’imponente costruzione, che i media hanno definito a volte “città sotterranea”, indica il tentativo di Damanhur di rappresentare in un luogo il suo “polo mistico”, cui tutti si riferiscono col pensiero e con la loro presenza simbolica. Chi visita, oggi, i Templi dell’Umanità rimane colpito dalla loro ricchezza di simboli e miti di religioni e tradizioni diverse: segni della “scrittura sacra” di Damanhur, sale della terra, dell’acqua, delle sfere, dei metalli, degli specchi. Dopo la fine del segreto dei Templi, le forme di partecipazione sociale e l’identità pubblica di Damanhur si sono ancora più accresciute, fino alla costituzione del movimento politico “Con te, per il Paese”, che alle elezioni amministrative del 2009 ha fatto eleggere 15 consiglieri in diversi comuni della Valchiusella; il fatto di maggiore spicco e di rilevanza politica e sociale in quest’ottica è la conferma di un sedicesimo damanhuriano alla carica di sindaco di Vidracco ‒ comune nel quale si trovano i Templi dell’Umanità ‒, centro che “Con te, per il Paese” amministra dal 1999. Nel 2021 “Con te, per il Paese” ha in totale 18 consiglieri in vari comuni della Valchiusella ‒ Baldissero, Vidracco, Issiglio, Vistrorio, Val Di Chy, Valchiusa ‒, oltre al sindaco di Vidracco. Ora, Damanhur si presenta sempre più come sistema differenziato in comunità, settori di ricerca, di produzione e di distribuzione. Di particolare rilievo è l’acquisizione di un ex stabilimento Olivetti, in Vidracco, trasformato in un Centro convegni, cultura e benessere con il nome di Damanhur Crea. I cittadini di Damanhur hanno creato varie realtà riconosciute dalle autorità civili quali associazioni di promozione sociale. Circa duecento cittadini damanhuriani sono volontari nella Protezione Civile, nei Vigili del Fuoco e nella Croce Rossa Donatori del sangue.

La dimensione comunitaria ha come sviluppo la tessitura di una rete di rapporti solidaristici, commerciali e culturali con esperienze analoghe, nel rispetto delle differenze – talvolta anche notevoli – fra un gruppo e l’altro. La Federazione di Damanhur aderisce perciò alle principali reti italiane e internazionali di comunità spirituali ed ecovillaggi come RIVE (Rete Italiana Villaggi Ecologici) e GEN-Europe (Global Ecovillage Network), ed è tra i soci fondatori del CONACREIS, il Coordinamento Nazionale delle Associazioni e Comunità di Ricerca Etica, Interiore e Spirituale. Damanhur organizza inoltre corsi pubblici sulla fondazione e lo sviluppo di realtà comunitarie e, dal 2011, è sede di corsi di formazione EDE (Ecovillage Design Education), un programma internazionale che sostiene la formazione sui modelli di vita sostenibili.

Nel frattempo, oltre alle comunità che costituiscono la Federazione di Damanhur, sono sorte associazioni di promozione sociale che propongono l’esperienza di Damanhur in varie città italiane. I punti di rappresentanza di Damanhur in Italia si trovano a Milano, Verona, Modena, Bologna e Firenze; mentre all’estero sono in Croazia, Slovenia, Norvegia, Spagna, Australia (2), Austria, Giappone (2), USA (2), Israele, Germania, Svizzera e Ungheria.


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LA SCUOLA DI ILLUMINAZIONE RAMTHA
new age(Indirizzo internazionale:)
Ramtha School of Enlightenment
P.O. Box 14507
Yelm, Washington 98597 – USA
Contatti per l’Italia:
– Irene Rizzoli (Bolzano)
Tel.: 0471-953525; 345-1011278
E-mail: irene.rizzoli@rolmail.net
– Maria Laura (Aura) Premoli (Tatti, Grosseto) Tel.: 0566-912128
E-mail: aura.premoli@alice.it
URL: www.ram-europa.com
La Scuola di Illuminazione Ramtha (Ramtha’s School of Enlightenment) prende il nome da un’entità spirituale che parla tramite il channeling di J.Z. Knight, pseudonimo di Judith Darlene Hampton (1946-).

La Knight vive a Tacoma, nello Stato americano di Washington, quando nel 1977 Ramtha si manifesta per la prima volta. Nel corso del successivo anno e mezzo, la Knight sviluppa le sue doti medianiche come channeler e appare per la prima volta in pubblico nel novembre 1978. L’anno seguente inizia i suoi “dialoghi”: sessioni in cui Ramtha tiene un discorso e risponde alle domande del pubblico. Negli anni 1980 la Knight emerge come uno dei più famosi channeler all’interno del New Age, in gran parte grazie alla sua collaborazione con l’attrice Shirley MacLaine.

Libri tratti dai “dialoghi”, cassette registrate e videocassette diventano bestseller internazionali, almeno nel mondo di lingua inglese. Gruppi di seguaci degli insegnamenti di Ramtha cominciano a organizzarsi negli Stati Uniti, in Europa, in Australia e in Nuova Zelanda, e la Knight ha appena cominciato a viaggiare fuori degli Stati Uniti quando nel 1988 decide di mettere fine alle sue tournée (anche negli stessi Stati Uniti). Organizza la Scuola di Illuminazione Ramtha, definita una scuola misterica per gli “studenti” di Ramtha disposti a prendere sul serio il cammino proposto dall’entità. La Scuola insegna quello che definisce un cammino pratico per la trasformazione e l’illuminazione individuale. I corsi sono tenuti a Yelm, in una zona rurale nello Stato di Washington.

Ramtha è descritto come un guerriero vecchio 35.000 anni, che durante la sua incarnazione nell’antica Atlantide si mette in luce per le sue conquiste militari e – cosa più importante – durante la convalescenza dopo un fallito attentato alla sua vita sperimenta l’illuminazione, seguita poco dopo dall'”ascensione” a un livello più alto di realtà. Da allora non si è più reincarnato. È però “ritornato” nel 1977 per parlare esclusivamente tramite la Knight, che sarebbe stata una sua compagna ai tempi di Atlantide.

La Scuola non ha altri insegnanti oltre a Ramtha, che parla tramite la Knight in trance, trasmettendo nozioni dottrinali e guidando gli studenti a compiere “esercizi spirituali”. Gli insegnamenti di Ramtha hanno le loro radici nella tradizione dell’esoterismo occidentale, con temi che derivano dallo gnosticismo valentiniano e dalla filosofia di Plotino (205-270 d.C.), ma anche dai movimenti rosacrociani, dalla massoneria e dalla Teosofia.

Ramtha insegna che l’universo conosciuto origina in un oceano di pura potenzialità chiamato Vuoto. Nel Vuoto – che può essere descritto solo nei termini limitati di un linguaggio analogico – nulla esiste, ma dal Vuoto tutto è derivato. In un passato senza tempo, il Vuoto contempla se stesso, e da questa contemplazione scaturisce un punto di coscienza originario, il Punto Zero, cui è affidato il compito di trasformare in atto la potenza del Vuoto. Il Punto Zero a sua volta contempla se stesso e un secondo punto di coscienza appare nel Vuoto. Nell’intervallo fra i due punti emergono lo spazio e il tempo, e un flusso che include le particelle originarie di energia (simili alle particelle subatomiche) da cui nascono altri punti di coscienza (“entità”) e l’universo. L’esistenza, a questo stadio, è caratterizzata dalla frequenza molto alta alla quale vibrano i punti di coscienza e le particelle di energia. A un certo punto, desiderando esplorare ulteriormente il Vuoto, i punti di coscienza si allontanano dal Punto Zero. Questo movimento porta alla formazione di un secondo livello di esistenza caratterizzato da un rallentamento della frequenza alla quale vibrano i punti di coscienza e le particelle di energia.

Con modalità simili si formano cinque ulteriori piani di esistenza, ognuno caratterizzato da una frequenza di vibrazione sempre più rallentata. L’universo che risulta da questi movimenti delle entità può essere raffigurato come un triangolo di cui il Punto Zero è il vertice. Quando alcune entità arrivano al primo livello, iniziano il processo di creazione ed evoluzione che, dopo milioni di anni, si manifesta nella nostra attuale esistenza di esseri umani sulla Terra. L’universo così come lo conosciamo, grossolanamente materiale, rappresenta – secondo uno schema di evidente impronta teosofica – il più basso livello vibratorio.

Ramtha considera gli insegnamenti sulla creazione dell’universo, l’evoluzione dell’umanità, e la rivelazione che gli uomini sono divinità che hanno dimenticato la loro origine come mere approssimazioni filosofiche. Tuttavia, adottare questa filosofia è un utile strumento che aiuta gli “studenti” a riscoprire il loro status divino. Ma il cambiamento reale si verifica quando della filosofia come verità si fa personale esperienza, e questo è possibile solo tramite gli “esercizi spirituali” insegnati nella Scuola. Il principale è chiamato “consapevolezza ed energia” (consciousness and energy, C&E). Altri esercizi aiutano a praticare la disciplina C&E sotto forma di “giochi” (tirare con l’arco, cercare di uscire da un labirinto) con specifici obiettivi. Quando gli “studenti” si avvicinano allo scopo dell’esercizio, sperimentano la realtà dell’insegnamento di Ramtha come qualche cosa di vivo.

La Scuola di Illuminazione Ramtha è organizzata come un’accademia esoterica, con un suo preciso curriculum. I nuovi “studenti” partono da un “Fine settimana per principianti”, e imparano i rudimenti della Scuola attraverso ulteriori eventi nel corso di un anno. Alla fine, diventano “studenti”, ma per mantenere questa qualifica devono partecipare ad almeno due incontri all’anno, uno in primavera e uno in autunno. Gli “studenti” che vivono nelle vicinanze di Yelm partecipano a corsi e incontri molto più spesso. Ramtha si è costruito un seguito internazionale originariamente solo attraverso la circolazione dei libri e delle cassette, dapprima in lingua inglese poi in un buon numero di traduzioni (comprese quelle italiane), richieste dai gruppi che hanno iniziato a formarsi. Dopo dieci anni senza viaggi, la Knight ha ricominciato a offrire corsi e seminari in diverse parti del mondo nel 1998, e nel 1999 alla Knight si sono affiancati alcuni “studenti” della prima ora che si sono recati a incontrare i gruppi nei diversi paesi del mondo. L’Italia è stata inclusa nel programma del 1999 e in quello degli anni successivi, che prevede diverse serate introduttive e un seminario per principianti di nove giorni; dal 2001, peraltro, alcuni studenti della Knight si sono stabiliti a Spinello – una frazione del comune di Santa Sofia (Forlì-Cesena), sull’Appennino tosco-romagnolo –, dove risiedono stabilmente circa 70 persone, le quali hanno dato vita a un ritrovo dei discepoli di Ramtha, presso il quale si realizzano incontri che radunano circa 2.000 persone all’anno. I discepoli italiani degli insegnamenti di Ramtha sono organizzati nell’associazione Master Team (MT), con sede a Caldaro (Bolzano), che vede Irene Rizzoli nel ruolo di Coordinatrice RSE per l’Italia. I coordinatori sono studenti scelti e istruiti dalla Scuola di Illuminazione Ramtha con l’incarico di fungere nei rispettivi Paesi da punto di riferimento per tutti gli studenti e le persone interessate alla Scuola e di organizzare e coordinare gli eventi.

Ramtha e JZ Knight non sono sfuggiti alle controversie. Molti “studenti” dei primi anni non hanno gradito la fine dei “dialoghi” e la loro sostituzione con la Scuola; altri si sono lamentati dei costi troppo elevati, paragonandoli a quelli più moderati di altri maestri del channeling. Le controversie si sono in gran parte limitate agli Stati Uniti, con eco modesta all’estero, e sembrano diminuire negli ultimi anni. L’idea che la portavoce di Ramtha sia solo un’attrice (o una truffatrice) è diventata più difficile da sostenere dopo una serie di test medici e psicologici indipendenti del 1996, che hanno confermato come la Knight non sia cosciente di quanto le accade mentre è in stato di trance, e hanno nel contempo escluso qualunque situazione patologica. Nel frattempo, la Knight ha vinto in Austria una causa sul diritto d’autore del materiale trasmesso da Ramtha.

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PENSIERO POSITIVO 
Louise L. Hay (1926-2017), che discepoli e ammiratori definiscono “consulente e terapeuta metafisica”, è stata l’autrice di quindici volumi tradotti in ventitré lingue, che hanno avuto un notevole successo di vendite; il suo celebre Puoi guarire la tua vita ha venduto oltre quattro milioni di copie. Nata a Los Angeles (Stati Uniti d’America) e colpita all’età di quarant’anni da una rara forma tumorale, i medici dichiarano che le restano solo pochi mesi di vita; un’amica la invita a una riunione di una Chiesa del New Thought, la United Church of Religious Science, e da quel momento inizia in lei un cambiamento.

Louise comprende che ognuno di noi costruisce con il suo pensiero ogni attimo della propria vita ed è pertanto responsabile del proprio futuro. Quindi non si arrende e coglie quella che percepisce come la sfida del destino: dichiarando di modificare il suo modo di pensare e i suoi vecchi schemi limitanti – convinta che le malattie sono solo il sintomo di ben più radicate e antiche forme di “mal-essere”, frustrazione e rabbia repressa – applica anzitutto su di sé i principi e le tecniche della sua filosofia basata sul pensiero positivo e sull’amore per se stessi, giungendo – riferisce – a sconfiggere radicalmente la malattia.

In questo suo percorso di guarigione ricorre all’utilizzo delle affermazioni – fra gli strumenti più conosciuti nel filone del pensiero positivo, esse consistono in una frase, costruita al tempo presente e senza l’uso di negazioni, che enuncia un concetto recante in sé un messaggio positivo -, visualizzazioni ed esercizi allo specchio. Questi ultimi, in particolare, rappresentano la scoperta di Louise Hay: osservarsi allo specchio facendo particolari esercizi permette di mettersi di fronte a se stessi, guardandosi negli occhi, cioè nella profondità del proprio essere. Ben presto la sua esperienza personale si trasforma nella possibilità di guarigione per tante altre persone che si rivolgono a lei e la spingono a codificare per iscritto, nei suoi volumi, i frutti della sua esperienza e del suo pensiero.

Oltre ai libri Louise L. Hay pubblica le registrazioni audio e video dei propri corsi. Tiene alcune conferenze nel corso dell’anno, autorizzando – in varie parti del mondo – gli istruttori che partecipano al corso formativo a condurre i seminari basati sulle sue tecniche. In Italia vari centri organizzano corsi e seminari – weekend intensivi, corsi approfonditi e sessioni individuali – basati sul lavoro della Hay, affiancandoli in genere ad altri corsi mirati allo sviluppo del potenziale umano o alla guarigione olistica tipici degli ambienti New Age e Next Age: Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) – i cui corsi, come abbiamo già avuto modo di osservare, sono offerti oggi anche in altri ambiti e per i quali l’etichetta New Age non è di per sé adeguata –, firewalking, corsi permanager, gestione delle risorse umane, autostima, Fiori di Bach, e cos ì via. In particolare, il centro Suono di Luce di Jesi – dove operano insegnanti del metodo Hay certificati e autorizzati – presenta il seminario di due giorni con il titolo “Ama te stesso – Guarisci la tua vita”. Analogamente, Lucia Giovannini e Nicola Riva di BlessYou!, un’associazione fondata nel 1999 che si occupa di sviluppo personale per privati e aziende – entrambi insegnanti certificati del metodo di Louise L. Hay e autorizzati dalla Hay House, casa editrice statunitense con sede principale a  Carlsbad, in California, fondata dalla stessa Hay nel 1987 –, conducono il seminario “Il Potere è in Te, Guarisci la tua Vita”.

Il metodo della Hay, così come si esprime soprattutto nel workshop di due giorni, è stato messo a punto, attraverso un lavoro di due anni, dalla medesima assieme a un gruppo di psicoterapeuti e operatori olistici americani diretti da Patricia Crane, figura piuttosto nota nel campo della psicosomatica e della guarigione olistica. Gli obiettivi che il corso – concepito come un viaggio verso il cambiamento attraverso l’amore e la fiducia in se stessi – si propone sono vari: imparare ad amare se stessi, gli altri e ogni aspetto della vita con maggiore profondità; comprendere la potenza delle affermazioni positive e imparare a trasmetterle al corpo; lasciare andare le emozioni negative del passato responsabili del blocco della nostra capacità di cambiamento, creatività e felicità. Tali risultati si ottengono durante il seminario attraverso una successione di esercizi corporei, meditazioni guidate, visualizzazioni, dialoghi e condivisioni con il gruppo caratterizzate, nel loro insieme, da una progressione logica ed emozionale di equilibrio, potere e armonia.

Il “pensiero positivo” di Louise Hay si concentra attorno all’idea fondamentale che l’amore – in primo luogo l’amore per se stessi (autostima) – può compiere miracoli. Occorre riuscire a “giocare” con il proprio “bambino interiore”, accettando tutte le parti di noi che ci aiutano a essere ciò che ora siamo. Ogni pensiero che concepiamo crea il nostro futuro, e in questo senso la Hay afferma che ognuno è totalmente responsabile della propria vita e del proprio cambiamento e possiede l’innata capacità di “autoguarire” dalle malattie, ma anche da altri problemi quali ristrettezze economiche, difficoltà nelle relazioni con il prossimo, apatia e senso di insoddisfazione.

A partire dalla seconda metà degli anni 1990 Louise Hay si è interessata ai messaggi dell’entità angelica Kryon, “canalizzata” da un ex ingegnere e uomo d’affari californiano, Lee Carroll, incentrati sulla nozione di “bambini indaco” (indigo children) che risale alla parapsicologa Nancy Ann Tappe, la quale la propaganda nei circoli New Age fin dagli anni 1970. Si tratterebbe di bambini speciali con un’aura di colore indaco, descritti come più intelligenti e spirituali della media e perfino come preannuncio di uno stadio futuro di evoluzione dell’umanità, ma non compresi dalla società e dalla scienza ufficiale, che ritiene invece il loro comportamento inusuale derivato da un disturbo del comportamento, la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (attention-deficit hyperactivity disorder, ADHD). Louise Hay ha promosso la tesi, garantita dai messaggi di Kryon – oggi trasmessi da diversi “canali” e intorno ai quali sono nati seminari, gruppi e siti Internet attivi anche in Italia –, che ha incontrato parecchie critiche nella comunità medica, la quale teme che seduca genitori di bambini colpiti da ADHD inducendoli a rinunciare a ogni assistenza o cura da parte dei medici con conseguenze potenzialmente devastanti per i bambini stessi. Dal momento che l’esistenza stessa dell’ADHD è oggetto di controversie e che in particolare i gruppi “antipsichiatrici” contestano le cure farmacologiche del disturbo si comprende come la posta in gioco del dibattito vada al di là di Louise Hay e dell’entità Kryon, e s’inserisca all’interno di polemiche più vaste sulla psichiatria contemporanea e gli psicofarmaci.


“UN CORSO IN MIRACOLI”
new ageFoundation for A Course in Miracles
Sede centrale: 41397 Buecking Drive
Temecula (California, U.S.A.)
Tel: 001-909-2966261
Fax: 001-909-2969117
URL (sito italiano ufficiale): www.ucim.it
La storia di Un corso in miracoli inizia, così come è di solito raccontata, nel settembre 1965 in modo pressoché improvviso, quando Helen Schucman (1909-1981), una psicologa di origine ebraica ma atea quanto alle convinzioni religiose, in forza al Dipartimento di Psichiatria del Presbyterian Hospital, una articolazione della prestigiosa Columbia University di New York, sente una voce che continua a ripeterle: “Questo è un corso in miracoli. Per favore prendi appunti”. Dopo avere tentato di ignorare la voce, la psicologa si rivolge al suo diretto superiore accademico, il professor Bill Thetford (1922-1988), docente di psicologia medica alla Columbia University e agnostico, dopo che i suoi genitori avevano fatto parte della Christian Science e la avevano abbandonata. Alla domanda della sua collaboratrice: “Che cosa devo fare?”, Thetford risponde semplicemente: “Perché non prendi davvero appunti?”, finché Helen – vincendo le sue resistenze di atea – si convince.

Inizia allora a lasciarsi dettare dalla “Voce” – che solo a un certo punto lascerà intendere di essere Gesù Cristo – un voluminoso testo la cui “trascrizione” si protrarrà per sette anni, fino al 1972, e sarà seguita da un libro di esercizi per gli studenti e da un manuale per i docenti del Corso, “trasmessi” nello stesso modo. In realtà una certa preparazione non era mancata. Helen era stata tormentata da problemi religiosi fin dalla sua adolescenza, vagheggiando una conversione al cristianesimo, e sia suo marito, sia il superiore al cui fianco lavorava giorno per giorno – il professor Bill Thetford – avevano interessi esoterici.

Helen Schucman rappresenta un caso limite nell’atteggiamento condiviso anche da altri “canali” moderni, che considerano di buon gusto dichiararsi scettici di fronte ai messaggi che ricevono, pur negando energicamente di averli inventati. Sarà questa – fino alla sua morte nel 1981 – la posizione della psicologa di New York, così descritta nelle sue stesse parole: “Non credendo in Dio, ho avuto del risentimento contro il materiale che stavo ricevendo, e il forte impulso di attaccarlo e di mostrare che era sbagliato. D’altro canto ho dedicato parecchio tempo non solo a scriverlo, ma anche a dettarlo a Bill [Thetford], dal che è evidente che lo ho anche preso piuttosto sul serio. Sono arrivata a parlarne come del lavoro della mia vita, benché sia sempre rimasta poco convinta della sua autenticità e piuttosto infastidita al suo proposito. Come Bill ha notato, avrei dovuto crederci se non altro per averci discusso così a lungo. Era vero, ma non mi ha aiutato. Mi sono trovata nella posizione impossibile di non credere in quello che è stato il lavoro della mia vita. La situazione era chiaramente ridicola, e nello stesso tempo dolorosa. Ma da dove veniva lo scritto? Certo il soggetto in se stesso era l’ultima cosa al mondo di cui mi sarei aspettata di scrivere, e non ne sapevo nulla. Solo in seguito ho appreso che molti dei concetti e anche alcune parole precise del testo si trovano nel pensiero mistico sia orientale che occidentale, ma all’epoca non conoscevo nessuno dei due. Né ho mai capito l’autorità calma ma impressionante con cui la Voce dettava. È in buona parte a causa della natura stranamente vigorosa di questa autorità che la chiamo la Voce con la V maiuscola. Non capisco chi sia il vero autore dello scritto (…). In molti punti del testo la Voce stessa si esprime senza incertezze a proposito dell’Autore. La mia reazione personale a questi riferimenti, che all’epoca mi lasciavano incredula e sbalordita, è decresciuta in intensità finché ha raggiunto il livello di una mera indecisione. Non capisco gli eventi che hanno condotto al testo. Non capisco il procedimento e certamente non capisco chi sia l’autore. Sarebbe inutile per me cercare una spiegazione” (cit. in Robert Skutch, Journey Without Distance. The Story Behind “A Course in Miracles”, Celestial Arts, Berkeley 1984, pp. 134-135).

Di fatto né Helen Schucman né Bill Thetford penseranno a rendere pubblico il Corso – ne avranno piuttosto paura per le loro carriere -, lo riterranno soprattutto destinato in qualche modo misterioso anzitutto a sanare la loro difficile relazione personale e professionale (sembra – secondo recenti rivelazioni – senza successo) e lo mostreranno soltanto a pochissimi amici. Sarà grazie al lavoro di due fra questi amici – Kenneth Wapnick, uno psicologo ebreo convertito al cattolicesimo ed entrato in contatto con i due docenti tramite un loro allievo sacerdote cattolico, e Judy Skutch, una ex allieva della Columbia University di una prominente famiglia ebraica e attiva nelle ricerche parapsicologiche – che il Corso, garantendo per vari anni l’anonimato di Helen Schucman e di William Thetford, sarà sottoposto a un editing (opera, appunto, di Kenneth Wapnick) che lo renderà più leggibile, pubblicato nel 1975, tradotto in varie lingue e divulgato tramite seminari e videocassette.

Centinaia di gruppi di studio in tutto il mondo fanno oggi capo a due fondazioni americane impegnate a proteggere l’integrità del Corso: la Foundation for Inner Peace (FIP) e la collegata Foundation for A Course in Miracles (FACIM), che dall’originaria sede di di Roscoe (New York), dopo tredici anni si è trasferita presso Temecula, in California. Le citate fondazioni hanno ingaggiato da anni battaglie legali contro organizzazioni concorrenti – in particolare contro la New Christian Church of Full Endeavor, che fa capo alla Endeavor Academy, con sede a Lake Delton, nel Wisconsin, e il  Circle of Atonement (COA) di Sedona (Arizona) – per la tutela dei diritti di copyright del Corso. I diritti d’autore sul corso appartenevano fino al 1999 alla FIP, mentre la FACIM svolgeva un’opera di tipo divulgativo ed educativo; nel 1999 tali diritti sono stati ceduti dalla FIP alla FACIM (con, sullo sfondo, una licenza per vari paesi concessa per cinque anni nel 1996 al colosso editoriale Viking Penguin, ora Penguin Putnam, e ulteriori cause legali contro terzi).

Né Helen Schucman né Bill Thetford sono stati particolarmente attivi nella divulgazione del Corso, che pure hanno seguito con simpatia. Nel frattempo, altri esponenti del New Age e della professione psicologica (in particolare Gerald Jampolsky e Marianne Williamson) hanno cominciato a scrivere interpretando in vari modi A Course in Miracles, con l’approvazione o meno delle fondazioni “ufficiali”, con cui del resto non sono in contatto molti dei gruppi di studio che, anche in Italia, cominciano a configurare quello che in senso lato sembra proprio un movimento spirituale.

Il Corso offre anzitutto una nozione di Dio inteso come Spirito (Mind) impersonale e indifferenziato. Avvertendo che il suo uso di una terminologia cristiana (e non, per esempio, orientale) dipende dal contesto culturale in cui detta e in cui deve farsi comprendere, la “Voce” parla di “creazione”, ma si tratta di una “estensione” dell’essere di Dio e quindi piuttosto di una emanazione. Inoltre “Dio non ha creato il mondo”: la sua unica “creazione” è il Figlio di Dio. Nella sua autentica essenza, ciascuno di noi è una parte o un frammento dell’unico Figlio di Dio, che non può realmente essere separato da Dio. A questo punto il Corso inserisce un mito di sapore gnostico, e narra che il Figlio di Dio, per qualche ragione, “si addormenta” e “sogna” di voler diventare Creatore come Dio. Questo “sogno” è, già di per sé, una rivolta contro Dio, l’unico Creatore, con la conseguente nascita dell’ego che crede di essere separato da Dio. Dal canto suo, Dio si accorge che il Figlio si è addormentato e sognava, ma non conosce il contenuto del suo sogno. Pertanto “chiama all’esistenza” (emana) lo Spirito Santo, e lo incarica di “svegliare” il Figlio. Ma quest’ultimo interpreta la venuta dello Spirito come un giudizio destinato a mettere in luce la sua colpevolezza per essersi separato da Dio.

In realtà questa separazione – ultimamente impossibile – fa parte del contenuto del sogno, ma il Figlio, assalito da sensi di colpa, non se ne accorge e “proietta” la sua falsa credenza nella separazione da Dio in un illusorio “mondo fisico”, frammentando il suo ego di sogno in migliaia di ego che si identificano con la fisicità (a sua volta illusoria) dei loro corpi, e credono di essere anch’essi separati ciascuno dall’altro e, tutti, da Dio. Anziché svegliarsi, dopo la venuta dello Spirito Santo il Figlio di Dio cade ancora più in profondità nel suo sogno di separazione. L’esistenza dell’ego dipende dalla sua falsa credenza nella separazione da Dio, nonché nel peccato e nella colpa (che sono sinonimo della separazione, la quale esiste, ma soltanto nel sogno). Giacché il peccato e la colpa producono dolore e paura, l’ego li “proietta” sulla “realtà” (presunta) del mondo esterno e degli altri. È perché l’ego si sente colpevole e peccaminoso che giudica gli altri colpevoli e peccaminosi; è perché l’ego si sente (sempre a causa del sogno) corrotto che si inventa un mondo corrotto.

La dinamica del sogno dell’ego (che è sempre un frammento dell’unico sogno del Figlio di Dio) si nota in modo particolare nelle “relazioni speciali” con i familiari, con le persone che si amano e così via. La “proiezione” è evidente quando si tratta di relazioni di odio, ma non è meno presente nelle relazioni dette di “amore”, che sono semplicemente una proiezione egoistica dei propri bisogni che derivano dal sogno. Giacché – continuando il sogno – questi bisogni non possono mai essere veramente soddisfatti, l’amore ben presto si trasformerà in ansia, in risentimento e talora finalmente anche in odio. Se si risalirà la china, lo si farà soltanto manipolando l’altro e inducendo in lui un senso di colpa, il che permetterà di ricostruire una relazione falsamente chiamata “amore”.

Qui sta la radice dei mali del mondo. Per superarli lo Spirito Santo ci propone di “accettare la redenzione”, che è sinonimo di “correzione” della falsa credenza secondo cui siamo vittime del peccato e della colpa e, finalmente, risveglio dal sogno. La tecnica del risveglio è il “perdono”, il che tuttavia non significa affatto perdonare le colpe e i “peccati” degli altri. Questo significherebbe soltanto perpetuare il sogno secondo cui esistono colpe e peccati. Quando si crede di essere stati aggrediti o offesi da qualcuno, “il perdono riconosce che quello che hai pensato che il tuo fratello ti abbia fatto non è successo. Non perdona i peccati e li rende reali. Vede, semplicemente, che non c’è nessun peccato. E in questa visione tutti i vostri peccati sono perdonati”. L’esempio più chiaro di questo atteggiamento è la crocifissione di Gesù Cristo, che non è l’unico Figlio di Dio (tutti siamo frammenti dell’unico Figlio di Dio) ma solo il primo che si è ricordato di esserlo. Gesù non è affatto morto per i nostri peccati (non esistono peccati): “Il significato reale della crocifissione sta nell’apparente intensità dell’assalto di alcuni dei Figli di Dio contro un altro” e nella dimostrazione che “l’assalto che, giudicato dal punto di vista dell’ego, sembra il più oltraggioso, in realtà non conta”. “Non conta” perché in realtà il male e l’aggressione – anche nella forma più violenta mostrata dalla crocifissione – non esistono.

Già nel suo primo messaggio, la “Voce” afferma che “questo corso può essere riassunto in modo molto semplice in questo modo: Nulla di reale può essere minacciato. Nulla di irreale esiste. Qui si trova la pace di Dio”. Se ci si convince di questo non ci sarà più peccato, né male, né morte, perché tutto deriva dal “sogno”. Così, “non c’è morte, ma solo credenza nella morte” un’affermazione che riecheggia anche il New Thought e la Christian Science (in cui Bill Thetford era stato allevato nella sua prima giovinezza), benché i “miracoli” di cui parla il Corso – “trasmesso” in un ambiente di professori di psicologia – appartengano più al mondo della psiche che a quello dei corpi; si curano le relazioni umane difficili più di quanto non si curino le malattie.

La pubblicazione, nel 1999, di una traduzione italiana – di fatto, una delle oramai molteplici traduzioni ufficiali e autorizzate – del Corso a opera di Isabella Popani, Fulvio Merlino e Sergio Pestarino, ha costituito un importante avvenimento culturale per l’ambiente New Age del nostro Paese. Sarebbe però un errore pensare che il Corso rappresenti tutto il New Age. Infatti, accentua in modo tutto particolare l’aspetto gnostico e lancia un sospetto metafisico sulla materia e sul mondo che, qualunque cosa ne pensino certi critici del New Age, non è in realtà condiviso dall’intera corrente. Come dichiara la curatrice dell’edizione italiana Isabella Popani, la traduzione ha richiesto cinque anni di lavoro e molta fatica, tanto più a fronte delle linee guida espresse dalla FIP affinché la versione in una lingua differente sia la più aderente possibile all’originale inglese.

Oggi i traduttori del Corso – pur avvalendosi anche di altri collaboratori – svolgono il ruolo di referenti e contatti ufficiali per l’Italia della Foundation for A Course in Miracles: il principale strumento di riferimento e coordinamento è rappresentato dal sito Internet ufficiale e autorizzato dalla stessa Foundation for A Course in Miracles: Un Corso in Miracoli (UCIM), dove sono pubblicizzati i corsi e le iniziative organizzati su tutto il territorio nazionale e volti alla conoscenza o all’introduzione al Corso. La stessa Popani, autorizzata a insegnare Un corso in miracoli dalla Foundation for A Course in Miracles, è stata responsabile – insieme a Gabriella Delfante di Settimo Torinese (Torino) – dell’Associazione Inner Light con sede a Masate, alla periferia di Milano presso la stessa abitazione della Popani, finché quest’ultima – nell’aprile 2003 – si trasferisce a Massignano (Ascoli Piceno), con l’intento di realizzare un centro residenziale di ospitalità destinato a chi ha intenzione di approfondire i contenuti del Corso, di seguire le varie attività formative della Popani oppure di trascorrere un periodo di tranquillità.

Accanto alle attività direttamente legate a Un Corso in Miracoli, Isabella Popani – che è Resource Person (Persona di riferimento) della Findhorn Foundation in Italia dal 1986 e dal 1987 organizza viaggi per gli italiani che non conoscono l’inglese presso la stessa Fondazione – svolge attività di formazione, motivazione e sviluppo personale  sia presso il suo centro sia sul territorio nazionale. In particolare, le sue attività, oltre alla diffusione della conoscenza di Un Corso in Miracoli, si articolano nelle seguenti aree: gruppi di crescita personale e spirituale, counselling individuale, formazione sui nuovi approcci alla leadership, alla comunicazione, alla soluzione e mediazione di conflitti, team-building e – in particolare – Il Gioco della Trasformazione, ovvero un seminario (il cui marchio è registrato) nato nella presso la comunità di Findhorn (in Scozia) negli anni 1970, che ha lo scopo di riflettere – per citare la presentazione a cura della stessa Popani – “il modo in cui giochiamo la nostra vita: le risorse, gli ostacoli, i miracoli, i momenti di depressione o blocco… Ma qualunque sia la situazione in cui ci si trova, in un contesto amorevole, con un numero molto limitato di persone (6 max), troverai risposte insperate. Con l’aiuto ed il sostegno degli Angeli e tanto altro ancora”.


L’ISTITUTO MAITHUNA
new ageMaithuna -Istituto di Tantra
Località Upacchi, 51
52031 Anghiari (Arezzo)
Tel. e fax: 0575-749330
E-mail: info@maithuna.it
URL: www.maithuna.it

Nell’ambito del cosiddetto “Next Age” il benessere sessuale e l’armonia delle relazioni di coppia sono certamente uno degli aspetti più sottolineati e diffusi. La differenza fra le organizzazioni che propongono un miglioramento delle relazioni psico-fisiche all’interno della coppia attraverso semplici terapie e quelle che possiamo riferire all’ambito post-New Age o “Next Age” – benché, naturalmente, non esistano confini rigidi – consiste nel fatto che le seconde fanno esplicito richiamo a filosofie, dottrine, stili di vita che presentano anche un aspetto spirituale o religioso, senza che peraltro si possa parlare per questi gruppi di movimenti religiosi o di religioni. I gruppi più significativi fanno riferimento al tantrismo, una vasta corrente che nell’India medioevale coinvolge in modo “trasversale” l’induismo, il buddhismo e il giainismo. Oggi peraltro la stessa categoria di “tantrismo” è contestata da alcuni come mera etichetta. divulgata da orientalisti occidentali come Sir John Woodroffe (che scriveva sotto lo pseudonimo di Arthur Avalon, 1865-1936). per unificare in un’unica categoria fenomeni disparati e contraddittori. Costoro sono oggi spesso accusati anche di avere ricostruito il tantrismo sulla base o semplicemente di testi antichi ovvero di contatti con maestri che rappresentano una tradizione “colta” tipica delle classi (e caste) alte in India e in altri paesi, trascurando la ricca esperienza del tantrismo popolare, riproposta invece da studiosi come David Gordon White. È anche importante sottolineare che il tantrismo non si riduce a tecniche che utilizzano la sessualità, ma è un complesso sistema che ricerca una via all’illuminazione che passa per supporti “materiali”: non solo il corpo e il sesso ma suoni, luci, colori, stati alterati di coscienza.

Nel “Next Age” l’accostamento al tantrismo è in genere eclettico, e mette insieme spunti tratti da diverse scuole, sempre con un orientamento pratico inteso all’ottenimento, per chi frequenta seminari e corsi, di quei “benefici immediati” che sono tipici della “seconda fase”, individualistica, del New Age. Un’interessante organizzazione di questo tipo di diffusione del tantrismo è l’Istituto Maithuna di Anghiari (Arezzo), che si fonda su una lunga esperienza di contatti con scuole tantriche indiane dei coniugi Elmar e Michaela Zadra. L’Istituto offre corsi su tutti gli aspetti del tantrismo, ma lo scopo – e il risultato promesso – è sempre quello, attraverso una pluralità di tecniche, di una sessualità e di un’intimità più soddisfacente. Tipico dell’accostamento eclettico e “Next Age” (un’etichetta che peraltro l’Istituto non usa) è l’utilizzo, oltre al tantrismo tradizionale, di tecniche moderne come la Bioenergetica o la Biodanza. Che l’insegnamento sia radicato in una tradizione spirituale, e non semplicemente terapeutica, è confermato dal riferimento – negli ultimi anni sempre più prevalente – a Daniel Odier, un maestro francese che ha ricevuto iniziazioni in diverse scuole sia di buddhismo zen sia di tantrismo, in particolare nelle tradizioni Pratyabhijnâ e Spanda del Kashmir, le cui opere rendono assolutamente chiara la necessità di un fondamento religioso e filosofico esigente per potere ottenere risultati duraturi anche nel campo del benessere di coppia.



LA FONDAZIONE CHOPRA
new ageThe Chopra Foundation – The Chopra Center at La Costa Resort & Spa
2013 Costa Del Mar Road
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Fax: 001-760-4941608
E-mail: info@chopra.com
URL: www.chopra.com
– Hi-Performance (società che organizza i seminari di Deepak Chopra in Italia e gestisce corsi ed eventi i cui istruttori sono certificati direttamente da Deepak Chopra)
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00192 Roma
Tel. e fax: 06-36005152
E-mail: info@hiperformance.it
URL: www.hiperformance.it
Partendo da posizioni scettiche, il medico indiano Deepak Chopra scopre dopo il trasferimento negli Stati Uniti la Meditazione Trascendentale, di cui negli anni 1980 diventa uno dei dirigenti più affermati. A causa di diversi contrasti, Chopra rompe con la Meditazione Trascendentale nel 1993. Già in precedenza, tuttavia, alcuni suoi libri avevano un taglio decisamente personale, come Quantum Healing del 1989. Chopra è un autore estremamente prolifico. Forse uno dei suoi titoli più significativi è Le sette leggi spirituali del successo, del 1994.

Le regole per la guarigione del corpo ispirate a una branca di medicina tradizionale indiana (Ayurveda) diventano regole fondamentali per pretese molto più “forti”, come non invecchiare e superare non solo le malattie, ma anche l’infelicità psicologica e spirituale e la povertà. Per Chopra il cosmo e il corpo costituiscono un’unità. La comprensione di questa realtà – a sfondo sostanzialmente panteistico – dovrebbe permettere di non invecchiare (l’attrice Demi Moore, una delle più fedeli discepole del medico indiano, si dice certa di vivere fino a centocinquanta anni), e nello stesso tempo di raggiungere un livello superiore di consapevolezza spirituale e di felicità.

Chopra ha anche cercato di presentare le sue ricette di felicità come radicate in una tradizione spirituale secolare. In questa chiave si è accostato – anche tramite la narrativa – alla simbologia, oggi di moda, del Graal e della Tavola Rotonda. Dal ciclo arturiano ha ricavato un corso di spiritualità in venti lezioni, pubblicato nel 1995 con il titolo The Way of the Wizard (in italiano L’antica saggezza dell’anima), che ha ottenuto un notevole successo di vendita in tutto il mondo. Se alcuni degli insegnamenti di Chopra possono sembrare banali – quando raccomanda, per esempio, di seguire una dieta equilibrata o di fare un po’ di moto dopo i pasti – non si deve dimenticare che la stessa medicina ayurvedica è vissuta in India in un rapporto di continuo interscambio con dottrine di tipo occultistico o esoterico, e in particolare con una “alchimia interna” di tipo magico-sessuale.

Venuto in Italia nel 1997 sull’onda del successo – anche nel nostro Paese – dei suoi libri, Chopra ha scandalizzato alcuni new ager nostrani con dichiarazioni come: “La miseria non aiuta a essere spirituali. I poveri pensano ai soldi più dei ricchi”. Al di là della provocazione, emerge qui l’individualismo radicale tipico del Next Age: l’accesso alla consapevolezza è un obiettivo individuale, non sociale, e i poveri – molto semplicemente – non sono nelle condizioni psicologiche (e materiali) per potere perseguire questo obiettivo. Da un certo punto di vista, come si vede, il Next Age di Chopra è veramente “nuovo” per la sua rinuncia scandalosa all’utopia. Da un altro punto di vista, autori come Chopra dicono semplicemente in modo aperto quello che nel New Age molti già pensavano.

Negli ultimi anni l’organizzazione che – a livello internazionale – fa capo a Chopra si è sempre più andata avvicinando a un movimento spirituale, con alcuni caratteri simili alla Meditazione Trascendentale. Infatti gli “istruttori” autorizzati da Chopra (il primo italiano è stato il dottor Fabio D’Angelo) insegnano ora la “meditazione del suono primordiale” come tecnica “radicata nell’antica tradizione vedica indiana”. A ogni persona che segue un workshop è comunicato individualmente un mantra, che dovrebbe corrispondere alla vibrazione dell’universo al momento della sua nascita. Utilizzando il mantra, ciascuno impara a conoscere se stesso e ad accedere a stati superiori di coscienza. Ma rimane il taglio Next Age, perché l’uso del mantra – si assicura – garantirà, insieme certo alle soddisfazioni interiori, anche il successo “materiale” in tutte le sue forme.

Da ultimo, Chopra si è interessato direttamente – sia pure, insiste, in modo non legato specificamente ad alcuna religione – a Dio. Nell’opera How to Know God (Harmony Books, New York 2000), descrive sette “risposte biologiche” insite nel sistema nervoso umano che permettono sette livelli di esperienza di Dio. Chopra insiste sull’esistenza (che sarebbe stata dimostrata dalla fisica quantica) di un invisibile “campo mentale” o “campo della consapevolezza” che è il luogo dove Dio – concepito in modo vagamente panteistico – diventa co-creatore della vita con l’uomo. L’accesso ai misteri del “campo mentale” permette anche di spiegare i meccanismi che presiedono ai fenomeni cosiddetti paranormali, compreso il ricordo di vite passate. Chopra spezza una lancia a favore della reincarnazione e afferma che “se credete solo a una vita dopo la vita [e non anche a una vita “prima” della vita attuale], siete ristretti a una visione del tempo molto limitata e dualistica” (ibid., p. 238).


DRUNVALO MELCHIZEDEK, GARY SMITH E LA SACRA MERKABA
new age– Il Fiore della Vita
c/o Rodolfo Citro
Via Gen. M. Bracco, 20
84034 Padula (Salerno)
Tel.: 335-5285462
E-mail: info@merkabah.it
URL: www.merkabah.it
– Tecniche della Sacra Merkaba – Gary Smith
E-mail: italianworkshops@merkaba.org
URL (internazionale): www.merkaba.org
– Meditazione Merkaba – Orwin Avalon
Informazioni sui seminari in Italia e contatti tramite la versione italiana del sito: www.merkabah.net/ita/home.aspx
E-mail: orwin.avalon111@orange.fr
Bernard Perona, nato nel 1941 e residente a Sedona, in Arizona, è emerso dalla fine degli anni 1990 con il nome di Drunvalo Melchizedek come uno dei principali esponenti del movimento post-New Age chiamato negli Stati Uniti “Ascensione” e in Europa “Next Age”. La parola ebraica Merkabah indica nel libro di Ezechiele della Bibbia e nella tradizione mistica ebraica il carro di Dio guidato da quattro angeli. Nella speculazione cabalistica e hassidica la Merkabah assume una pluralità di significati, e rivela profonde verità sulla natura del cosmo e dell’uomo. Per Drunvalo Melchizedek la Merkabah o Merkaba è un campo di energia con un diametro di circa diciassette metri che ha al suo centro il corpo della persona che è riuscito a svilupparlo attraverso una particolare tecnica di meditazione, e comprende due tetraedri i quali ruotano continuamente a forte velocità purificando le persone e l’ambiente. Attraverso le tecniche della Meditazione Merkaba, insegnate attraverso seminari a pagamento, si entra anche in sintonia con l’universo, scoprendo molti segreti del passato – che riguardano tra l’altro Atlantide, Lemuria e la vita segreta di Gesù Cristo – e del futuro. Andando oltre le cosiddette profezie Maya relative al 2012, Drunvalo Melchizedek prevede un mutamento radicale della coscienza planetaria, talora chiamato Ascensione – reso possibile dalle attività del Dalai Lama, dei popoli indigeni del mondo con le loro cerimonie e anche di chi pratica la Meditazione Merkaba – che dovrebbe avvenire entro il 2014 e aprire un nuovo ciclo della durata di tredicimila anni caratterizzato dalla prevalenza dell’elemento femminile.

La Meditazione Merkaba si è diffusa ampiamente negli anni 2000 anche al di fuori della cerchia di Drunvalo Melchizedek e della sua organizzazione Flower of Life (Il Fiore della Vita), che opera anche in Italia con seminari e corsi, con modalità talora da lui disapprovate e contro le quali ha messo in guardia in una serie di lettere aperte del 2002. Tra questi insegnanti indipendenti il più noto su scala internazionale è Gary Smith, un ex commercialista e manager ed ex dirigente della Meditazione Trascendentale negli Stati Uniti. Smith – che nelle sue auto-presentazioni tende a non sottolineare il rapporto con Drunvalo Melchizedek ma sostiene di avere ricevuto l’insegnamento della meditazione che chiama Sacra Merkaba direttamente da Gesù Cristo, dall’Arcangelo Michele e da altre Entità Spirituali – afferma di avere avuto numerose esperienze mistiche, che gli hanno rivelato il suo ruolo come uno dei 144.000 abitanti della decima dimensione, quella dei Soli di Dio, venuti sulla Terra ad aiutare l’umanità in vista dell’imminente Ascensione, un ritorno collettivo a una dimensione celeste o paradisiaca.

Smith ha predisposto due corsi, uno di base e uno intensivo, per insegnare varie tecniche della Sacra Merkaba, tra cui una che mira a trasformare l’acqua in un potente veicolo di energia e occasionalmente perfino in vino come alle Nozze di Cana, le quali preparano all’Ascensione – di cui sono state previste ripetutamente date probabili – e rivelano informazioni della massima importanza spirituale. Alcune sono riservate agli iniziati e si riferiscono alla storia segreta del cosmo e agli extraterrestri, a Gesù Cristo e alla stessa vera natura di Gary Smith. Nel 2001 Smith – lamentando anche attacchi sempre più intensi e pericolosi da parte di forze sataniche planetarie e di governi terrestri corrotti – ha smesso d’insegnare, e nel 2006 è entrato in un isolamento pressoché totale – vive chiuso in casa nello Stato di Washington, dove un volontario gli porta da mangiare – da cui è uscito nel 2010 per alcune apparizioni pubbliche, collegate a eventi cruciali previsti per la data “Maya” del 2012. Le pretese sempre più elevate di Smith quanto alla sua persona hanno determinato anche forme di dissenso, tra cui l’abbandono della sua organizzazione nel 2003 da parte di un gruppo d’insegnanti attivi in Italia, dove i suoi corsi avevano cominciato a diffondersi.

Tra gli insegnanti formati da Gary Smith il più conosciuto nel nostro Paese è il francese Jean Spinetta, che si è formato nella Fratellanza Bianca Universale di Omraam Mikhaël Aïvanhov (1900-1986) e ha in seguito assunto il nome di Orwin Avalon. Spinetta combina gli insegnamenti di Gary Smith con la morfopsicologia dello psichiatra francese Louis Corman (1901-1996), erede della fisiognomica in quanto studio della personalità attraverso l’osservazione dei tratti del volto. Seminari di tre giorni con Spinetta e i suoi collaboratori sono periodicamente organizzati anche in Italia.


HARA YOGA – DOJO SHEEDANA
new ageVia Savona, 10
20144 Milano
Tel. e fax: 02-89422500
E-mail: info@harayoga.it
URL: www.harayoga.it

Giò Fronti fonda Hara Yoga il 9 Settembre 1987 dopo oltre vent’anni di pratica e ricerca nell’ambito delle discipline, arti e vie spirituali orientali (zen, yoga, tantra, sciamanismo, arti marziali). Lo stesso Fronti si presenta come “studioso di mitologia comparata, soprattutto in riferimento all’arte e alla medicina antica”.

Grazie a viaggi intrapresi alla scoperta delle cosiddette “culture native e tribali”, Fronti entra in contatto con personalità di queste culture che lo aiutano a ritrovare i sentieri di conoscenza e di guarigione, posti nell’interdipendenza fra individuo e natura. Intraprende così un’intensa attività di terapista e guida dell’associazione Hara Yoga, la quale si occupa di “proteggere, diffondere e trasmettere in modo pratico i principi su cui si fonda il sentiero della Pratica di Hara Yoga”.

Fronti tiene corsi e seminari presso il Dojo Sheegana di Milano, ma anche presso altre sedi, ospitando spesso presso il suo centro i corsi di Cristòbal Jodorowsky – pittore, cineasta, poeta, scrittore e terapeuta esperto in spiritualità – sui temi della psicogenealogia, albero luminoso (trasformazione e guarigione del proprio albero genealogico), tarocchi, e così via.

L’Hara Yoga è una pratica che si propone di offrire una via che conduce ai “tre aspetti dell’equilibrio”: equilibrio fra cielo e terra, ovvero tra il sistema respiratorio e circolatorio e il sistema muscolare e scheletrico, tra ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, nel corpo come nell’anima; equilibrio fra territorio e individuo, cioè tra le molteplici rappresentazioni circostanti e se stessi, tra gli altri e noi, tra il mondo e la nostra visione del mondo; equilibrio fra mente e corpo, ossia tra la funzione psichica e l’insieme delle funzioni organiche, tra il proprio carattere e la sua manifestazione concreta.


LA SCUOLA VALERIO SANFO
new age
Un’iniziativa piemontese merita di essere ricordata nell’ambito di una presentazione dei movimenti post-New Age. Essa testimonia dello sviluppo in Piemonte, senza dubbio anche sulla scia del successo di Damanhur, di quello che il sociologo Luigi Berzano ha definito “terziario esoterico”

La Scuola Valerio Sanfo
Scuola Valerio Sanfo – A.E.ME.TRA. (Associazione Europea di Medicine Tradizionali)
Via Pier Dionigi Pinelli, 95/D
10144 Torino
Tel.: 011-4375669; 339-6501448
Fax: 011-19835580
E-mail: info@valeriosanfo.it ;  info@aemetra.it
URL: www.valeriosanfo.it ; www.naturopatiaeuropea.it

Valerio Sanfo nasce a Bra (Cuneo) il 18 febbraio 1945 e si laurea presso la facoltà di Magistero dell’Università di Torino, ottenendo il dottorato in Pedagogia con indirizzo sociologico, discutendo la tesi di Antropologia culturale dal titolo Aspetti di fisiologia tradizionale. Dopo una frequentazione dell’ambiente teosofico e post-teosofico torinese, nel 1981 fonda il Centro Helios, e nel gennaio 1996 dà vita all’Associazione Europea di Medicine Tradizionali (A.E.ME.TRA.).

Le attività e lo studio non si limitano alle medicine alternative. Secondo Sanfo, l’elemento che le medicine “tradizionali” hanno in comune è la nozione di un’energia che circola attraverso i “corpi sottili” dell’uomo. Quando tale circolazione è perturbata, nasce uno “squilibrio” nei corpi sottili, che si trasmette al corpo fisico. Le medicine “tradizionali” hanno lo scopo di restaurare l’equilibrio nei “corpi sottili” e il fluire armonico dell’energia nella persona. A questo fine, accanto a discipline alternative di tipo medico, operano l’alchimia, la meditazione e la riflessione sull’esoterismo, temi sui quali gli osservatori esterni hanno notato analogie con Damanhur. Una particolare attenzione è dedicata ai rapporti con l’ambiente e con le piante. Sanfo ha ideato apparecchiature per la comunicazione con le piante che gli sono valse una notorietà sulla stampa nazionale.

EVA PIERRAKOS E IL SENTIERO
new ageIl Sentiero (The Pathwork)
Via Campodivivo, 43
04020 Spigno Saturnia (Latina)
Tel.: 0771-64463
Fax: 0771-639121
E-mail: info@crisalide.com
URL (casa editrice:) www.crisalide.com/sentiero
Eva Wassermann nasce in Austria nel 1915. Figlia del famoso romanziere ebreo  Jakob Wassermann (1873-1934), cresce nell’ambiente degli intellettuali viennesi, diventa insegnante di danza e sposa il famoso scrittore Hermann Broch (1886-1951). Nel 1933, prima dell’invasione nazista, Eva riesce a lasciare l’Austria procurandosi un visto per gli Stati Uniti e trasferendosi a New York. Dopo un periodo di soggiorno in Svizzera, nel 1939 si stabilisce definitivamente negli Stati Uniti.

Già dal soggiorno in Svizzera, Eva si rende conto di possedere capacità medianiche che si manifestano attraverso la scrittura automatica e fenomeni telepatici. A questo proposito Judith Saly, curatrice del volume Il Sentiero del Risveglio Interiore, scrive: “Aprire il suo canale spirituale richiese un grosso lavoro interiore: cominciò a meditare, modificò la sua dieta, prese la ferma e sincera decisione di usare questo suo dono solo per aiutare gli altri, ed infine, riuscì a divenire uno strumento sufficientemente affidabile, attraverso cui un’entità di alto sviluppo spirituale, come la Guida, potesse esprimersi” (Eva Pierrakos, Il Sentiero del Risveglio Interiore, a cura di Judith Saly, trad. it., Edizioni Crisalide, Spigno Saturnia [Latina] 1991, pp. 268-269).

Dal 1957 al 1979 un’entità spirituale che non ha mai rivelato il suo nome – a sottolineatura del fatto che è il materiale trasmesso e non la sorgente a essere importante -, chiamata semplicemente “la Guida”, trasmette attraverso Eva ben 258 lezioni che trattano della natura della realtà psicologica e spirituale e del processo di sviluppo spirituale, costituiscono la base concettuale del lavoro di The Pathwork e sono raccolte in vari volumi. La Guida offre inoltre centinaia di consultazioni private e incontri in cui risponde a varie domande. La maggior parte di questi incontri sono soltanto verbali, sebbene alcune delle ultime lezioni siano “canalizzate” direttamente da Eva mentre scrive a macchina. Al termine degli incontri, la Guida risponde alle domande che le sono rivolte dai partecipanti; qualche traccia di questi scambi rimane nei testi che sono stati pubblicati.

Gli insegnamenti sono conosciuti come le “Lezioni della Guida” e il processo di trasformazione personale descritto costituisce The Pathwork, cioè “Il Sentiero”. Nel 1967 Eva incontra e in seguito sposa in seconde nozze John Pierrakos (1921-2001), medico e psicoterapeuta nato in Grecia ma residente a New York dal 1939, studente e collega di Wilhelm Reich (1897-1957) e fondatore – insieme ad Alexander Lowen – della terapia bioenergetica. Accostando gli insegnamenti della Guida al suo lavoro, John Pierrakos trasforma la Bioenergetica in Corenergetica (o Core-energetica), una psicoterapia corporea basata sulla psicologia del profondo e può essere intesa come uno sviluppo della prima disciplina, con una maggiore enfasi posta sull’aspetto spirituale dell’uomo.

La terapia corenergetica si occupa dell’energia originaria, che scorre come flusso vitale dalla parte più profonda dell’essere umano, il Core (“nucleo”), sorgente di ogni guarigione, saggezza, gioia e creatività. Il lavoro di John Pierrakos, che si concentra soprattutto sui centri (chakra) e sul campo energetico (aura) umani, consiste in un metodo diagnostico e terapeutico grazie al quale i disturbi psicofisici del paziente possono essere identificati e curati attraverso la lettura dell’aura e l’azione energetica sulla stessa.

John Pierrakos ha tenuto diversi corsi e conferenze in tutto il mondo e ha fondato nel 1973 l’Institute of Core Energetics, con sede a Mendocino (California), che dirige fino alla morte. Il centro organizza training professionali, workshop e corsi in vari Paesi del mondo (Stati Uniti, Messico, Brasile, Germania, Italia, Svizzera e Australia) ed è presente con una sede a Berlino (Germania) e nel nostro Paese con l’Istituto Italiano di Corenergetica, che ha riferimenti a Roma, Padova e Torino.

Se da un lato le “Lezioni della Guida” ispirano il passaggio dalla Bioenergetica alla Corenergetica, dall’altro l’introduzione del lavoro energetico nel processo di The Pathwork – che enfatizza la necessità di occuparsi della mente, delle emozioni, della volontà e del corpo a vari livelli – contribuisce all’efficacia degli insegnamenti della Guida stessa.

Tornata negli Stati Uniti dal soggiorno in Svizzera, intorno a Eva inizia a crearsi un piccolo gruppo, che si incontra due volte al mese. Nel corso degli incontri o delle sedute individuali Eva entra in uno stato di coscienza che definisce di trance leggera; allora la Guida parla attraverso lei offrendo i suoi insegnamenti, che sono registrati, trascritti e distribuiti ai membri del gruppo. Essendo sempre più numerose le persone attratte dalle “Lezioni della Guida”, nel 1972 The Pathwork si dà una struttura legale, diventando un’organizzazione educativa senza scopi di lucro. Nello stesso anno è costituito il Centro per l’Energia Vitale nell’area boschiva di Phoenicia, in una vallata delle Catskill Mountains, a circa trecento chilometri dalla città di New York, che opera come sede del gruppo per i membri della regione di New York. In seguito, una comunità si sviluppa anche presso il Centro di Seven Oaks, che si trova a Madison, in Virginia.

Nel 1979 Eva Pierrakos muore di cancro, lasciando come eredità le “Lezioni della Guida” e due comunità ormai avviate. Da allora The Pathwork si è sviluppato ulteriormente e oggi gli insegnamenti della Guida sono seguiti da migliaia di persone in tutto il mondo. Oltre che in numerose città degli Stati Uniti, vi sono centri in vari Paesi del mondo: Ghana, Argentina, Brasile (dove il gruppo ha una presenza in numerose città), Messico, Canada, Gran Bretagna, Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Russia. L’organizzazione centrale è costituita da oggi rappresentata da The Pathwork Foundation, un ufficio internazionale che ha sede a Charlottesville, in Virginia, e ha il compito di curare il copyright delle Lezioni della Guida, proteggere i marchi “Pathwork” e “Pathwork Press” – quest’ultimo è il marchio della casa editrice fondata appositamente per pubblicare volumi e altri materiali utilizzati per insegnare il metodo di The Pathwork -, promuovere e incoraggiare la diffusione degli insegnamenti attraverso libri, corsi e altri strumenti di comunicazione, autorizzare la fondazione di gruppi in tutto il mondo e controllarne le attività.

I centri di The Pathwork nel mondo sono di tre tipi: (1) “affiliati”: la maggioranza dei centri è costituita da organizzazioni senza fini di lucro che offrono molti programmi – per singoli e gruppi – basati sull’insegnamento di The Pathwork e formano i consiglieri e gli assistenti che aiuteranno altre persone ad accostarsi alle “Lezioni della Guida”; (2) “capitoli”: si tratta di organizzazioni meno formali rispetto ai centri affiliati, che devono avere nel loro organico almeno un assistente riconosciuto da The Pathwork Foundation, che offra sessioni, workshop e insegnamenti per singole persone e gruppi; (3) “gruppi informali”, che mantengono i contatti con The Pathwork Foundation, ma non sono ancora autorizzati a utilizzare il marchio: taluni svolgono in maniera regolare gli incontri e ricevono le visite degli assistenti, altri hanno un’attività meno regolare.

In Italia il centro principale ha sede presso le Edizioni Crisalide di Spigno Saturnia (Latina). I membri italiani hanno preferito adottare la traduzione del nome del loro gruppo, pertanto il “capitolo” italiano è denominato Il Sentiero. Le Edizioni Crisalide gestiscono anche un centro residenziale, Il Centro del Sentiero, che oltre alle attività del Sentiero, ospita le attività di altri gruppi che presentano affinità con gli orientamenti del centro stesso, e la scuola di pensiero che fa capo agli insegnamenti di Douglas Baker, medico inglese e autore impegnato a diffondere, con i  suoi scritti, il tema esoterico della “Saggezza Perenne” (ancient wisdom), ricalcando in verità argomenti tipici degli ambienti New Age e Next Age e in ogni caso più diffusi a livello popolare rispetto alle tematiche oggetto della speculazione esoterica classica e storica. Vari altri gruppi informali e contatti che fanno riferimento agli insegnamenti di Eva Pierrakos sono attivi in diverse città: Roma, Modena, Firenze, Cilavegna (Pavia). Milano, Pisa, Udine e Trento.

Eva Pierrakos sostiene di non essere l’autrice delle “Lezioni”, ma solo il “canale” attraverso cui esse sono trasmesse. Dal canto suo, la Guida suggerisce sempre di prestare attenzione al contenuto del materiale trasmesso e non alla sua fonte. Non è importante che si creda agli insegnamenti trasmessi, l’essenziale è applicarli, poiché – se messi in pratica – possono cambiare radicalmente la vita, in quanto aiutano a comprendere profondamente noi stessi, gli altri, il divino, la vita stessa, ma anche a trovare una reale pace e felicità interiore. La natura del Sentiero è duplice: un “sentiero completo” deve essere in grado di farci affrontare con successo sia le nostre frustrazioni personali, sia gli ostacoli che impediscono il nostro risveglio spirituale. Pertanto, le “Lezioni della Guida” mentre dal punto di vista psicologico promettono sia un’approfondita comprensione della negatività personale, delle sue origini e conseguenze, sia un processo per affrontarla e trasformarla divenendo così individui completi in grado di lavorare in modo significativo nel mondo stabilendo con gli altri rapporti basati sull’amore; dal punto di vista spirituale offrono un metodo per raggiungere l’unificazione con il vero sé, cioè con la scintilla divina che esiste in ogni essere umano.

B.: L’edizione italiana dei volumi pubblicati da The Pathwork Foundation – che contengono le selezioni delle “Lezioni della Guida” – è pubblicata, con altri volumi di Eva Pierrakos, dalle Edizioni Crisalide di Spigno Saturnia (Latina): Il Sentiero del Risveglio Interiore (1991), Il Male e come trasformarlo (1992), Unione Creativa. Il Sentiero della Coppia (1995). La stessa casa editrice, oltre ai numerosi volumi di Douglas Baker, pubblica il volume di John Pierrakos Corenergetica. Imparare ad amare ed a guarire, trad. it., 1994 e, negli anni 1996-1997, la collana (di sei volumetti) I Tascabili del Sentiero, in cui ciascun libro si occupa di un tema specifico tratto dagli insegnamenti della Guida. Interessante per comprendere la realtà di The Pathwork in Italia l’opuscolo di presentazione del “capitolo” italiano: Il Sentiero, Edizioni Crisalide, s.d.




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LA “CRISI” DEL NEW AGE
new age
Di “crisi” del New Age si parla, negli Stati Uniti, fin dall’inizio degli anni 1990. Contrariamente a quanto spesso si crede, i primi segnali di allarme non sono stati lanciati da osservatori accademici o da critici, ma dagli stessi portavoce più autorevoli del New Age. Insieme a William Irwin Thompson, il fondatore della Lindisfarne Association, David Spangler pubblicava nel 1991 un volume in cui si deprecava la “degradazione” del New Age, minacciata dal cinismo e dalla speculazione commerciale di troppi protagonisti. Qualche anno dopo gli osservatori accademici del New Age – primo fra tutti J. Gordon Melton – avrebbero cominciato a parlare della “fine” del fenomeno. Un intervento di J. Gordon Melton al convegno internazionale sulle nuove religioni e la nuova religiosità Rennord 1994 tenuto dal 22 al 25 agosto 1994 a Greve, in Danimarca, ha avuto – da questo punto di vista – una grande risonanza internazionale. L’analisi si fondava su elementi suscettibili di verifica empirica: librerie che chiudevano, riviste che cessavano le pubblicazioni, esponenti del mondo della cultura e della scienza che prendevano le distanze dall’etichetta “New Age” (precedentemente abbracciata con entusiasmo), mentre il prezzo dei cristalli crollava. L’ultimo elemento era tutt’altro che irrilevante se si considera che, secondo diverse analisi economiche, i cristalli – ben più dei libri – tenevano in vita librerie e servizi di vendita per corrispondenza che diffondevano entrambi i prodotti.

La tesi di J. Gordon Melton, naturalmente, ha ricevuto anche qualche critica – per la verità, almeno nell’area di lingua inglese, più fra i colleghi specialisti che nell’ambiente stesso del New Age -, fondata in genere su una diversa definizione del fenomeno. Se il New Age è – come abbiamo prima cercato di descrivere – essenzialmente un fenomeno sociale, un network, la sua crisi può essere verificata e misurata attraverso il venire meno di una parte di quegli ancoraggi – librerie, case editrici, circuiti economici, fiere e festival – di cui ogni network ha bisogno per continuare a esistere. Se invece il New Age – secondo altre prospettive – è una mentalità o un insieme di dottrine, allora parlare di “crisi” è probabilmente improprio. Lo stesso J. Gordon Melton fa notare infatti come – venuto ampiamente meno il network – dottrine e mentalità continuino a essere ben presenti, in altre forme.

La “crisi” del New Age non deriva, peraltro, soltanto dall’eccessiva commercializzazione. Certo, quando – come si è visto in Italia – la pubblicità si sfoga proponendo non soltanto il libro, il disco, il seminario ma anche il golfino, la scopa e perfino la birra del New Age è normale che qualcuno si chieda se l’etichetta ha ancora un senso compiuto. Ma la “crisi” ha anche una radice più profonda. Dal punto di vista della storia e della sociologia delle religioni il New Age era, tecnicamente, un movimento millenarista che annunciava un’età dell’oro. I millenarismi sono tradizionalmente distinti in premillenarismi (o millenarismi pessimisti, che vedono il mondo andare di male in peggio fino a una catastrofe finale da cui emerge un millennio di pace solo grazie all’intervento diretto e soprannaturale di Dio) e postmillenarismi (o millenarismi ottimisti, in cui l’età dell’oro è instaurata al termine di sforzi progressivi dell’umanità che fanno andare il mondo di bene in meglio). Per evitare alcuni equivoci legati alla terminologia tradizionale, la studiosa americana Catherine Wessinger ha proposto di parlare piuttosto di “millenarismo catastrofico” e di “millenarismo progressista”. Il millenarismo catastrofico si espone meno facilmente alle smentite della storia. Giacché il mondo è quello che è, chi prevede sventure potrà sempre dire che le sue previsioni si sono in qualche modo avverate. Il millenarismo progressista è più pericoloso per chi lo propone: chi annuncia “magnifiche sorti e progressive” si vede facilmente, presto o tardi, smentito dalla storia.

Nel New Age – come ha fatto notare J. Gordon Melton – per un certo periodo di tempo il disagio era risolto con il riferimento al channeling (di importanza assolutamente centrale nel fenomeno) e alle “entità” che nel channeling si manifestavano. Queste entità – spiriti saggi vecchi di migliaia di anni, maestri “ascesi”, extraterrestri – vedevano, letteralmente, da più in alto. C’era da credere che vedessero meglio, e fossero in grado di formulare previsioni che, a lungo termine, non avrebbero mancato di realizzarsi, nonostante le smentite di breve periodo. Anche questo espediente non poteva, tuttavia, durare in eterno. Nel mondo di lingua inglese il New Age non è poi così “nuovo”, dal momento che le sue origini risalgono ai primi anni 1960. Channeling o no, l’età dell’oro è stata annunciata per oltre trent’anni senza che si manifestasse neppure un inizio di avveramento di queste previsioni. L’AIDS, guerre sanguinose come quelle nella ex-Jugoslavia, le “nuove povertà” hanno piuttosto costituito altrettanti inviti a un brusco risveglio per chi sognava un mondo in cammino verso l’armonia e la pace universale. Non vi era nessuna ragione di prevedere che il New Age potesse sfuggire al destino che, presto o tardi, colpisce tutte le forme progressiste di millenarismo (e da cui, per le ragioni indicate, si salvano invece le forme catastrofiche, che possono prosperare anche per secoli). Si deve aggiungere che, fuori dell’area di lingua inglese, il New Age – così come è arrivato molto più tardi – manifesterà verosimilmente più tardi la “crisi” nella sua pienezza. Chi ritiene la crisi un’invenzione degli studiosi sembra dimenticare completamente che di “crisi” del New Age hanno parlato, per prime, persone che si esprimevano dall’interno, non dall’esterno del fenomeno. Ma – al di là delle polemiche – quello che conta è rilevare come il dibattito sia ormai aperto fra gli stessi new ager italiani.

Quali reazioni ha determinato, fra decine di migliaia di new ager di tutto il mondo, la crisi del New Age? Gli esiti possono essere i più diversi. Anzitutto, non è impossibile che qualcuno, deluso dal New Age, riscopra percorsi religiosi di tipo diverso e si riaccosti alle Chiese e comunità maggioritarie. Nel mondo cattolico – e, per la verità, anche in quello protestante – non mancano esempi anche clamorosi di conversioni. Da un punto di vista statistico, sembra peraltro che questo tipo di processi non riguardi un numero socialmente significativo di persone. Altre volte, venuto meno il network, nascono (e si consolidano) movimenti che organizzano le idee del New Age in strutture, gerarchie, comunità (mentre il New Age insisteva sulla sua natura di rete di gruppi autonomi, liberi, non strutturati e non gerarchici).

Damanhur, la grande comunità a qualche chilometro da Torino, è in questo senso un esempio di movimento che oggi è già post-New Age. Dopo Damanhur trattiamo qui la Scuola Valerio Sanfo (in precedenza nota come Centro Helios) che, pure diversa, interagisce con Damanhur nel “terziario esoterico” e nel mondo “acquariano” piemontese. Se Damanhur esiste da oltre vent’anni, la Scuola di Illuminazione Ramtha a Yelms, nello Stato di Washington, rappresenta l’esempio forse più evidente di movimento che emerge dal network del New Age per proporsi come vera e propria nuova religione, organizzata con una struttura e un corpus dottrinale preciso intorno a una figura già notissima fra i new ager degli anni d’oro come J.Z. Knight. Il caso della Scuola di Illuminazione Ramtha è tipico, in quanto ci si trova di fronte a un movimento che oggi prende le distanze dal New Age, di cui in passato J.Z. Knight era considerata una figura fra le più influenti. Infine, al New Age si sostituisce gradatamente un nuovo fenomeno – se si vuole, una nuova fase nello stesso fenomeno – chiamato con una varietà di nomi fra cui si va affermando “Next Age”, di cui tratteremo nel paragrafo successivo.

NEXT AGE
L’espressione Next Age è emersa soprattutto in Europa per indicare la consapevolezza – ampiamente diffusa sia fra i new ager, sia fra gli osservatori esterni – del passaggio a una fase ulteriore del fenomeno un tempo noto come New Age. È certamente sbagliato sostenere che “Next Age” è una etichetta “americana”, dal momento che negli Stati Uniti questa espressione è pressoché ignota al grande pubblico e usata soprattutto in ambito musicale; coesiste del resto con altre assai più popolari, come Next Stage (“nuovo stadio”), Next Edge (“nuova angolazione”) e con altri termini ancora. Quello più utilizzato negli Stati Uniti, “Ascensione”, con riferimento all’ascesa dell’individuo a uno stato superiore – oggi presentata nel modo più tipico negli insegnamenti sulla Merkabah del maestro dell’Arizona Drunvalo Melchizedek e dei suoi numerosi imitatori – difficilmente si diffonderà in Paesi cattolici, dove sarebbe confuso con la festa liturgica. L’espressione “Next Age” si è affermata invece soprattutto nell’Europa continentale. Anche in Italia il termine Next Age – più facilmente comprensibile e traducibile – ha avuto successo anzitutto fra gli stessi new ager.

Il Next Age può essere descritto come il passaggio del New Age dalla terza alla prima persona singolare. Per il New Age il Pianeta Terra, nel suo insieme, entrerà (o è già entrato) in un evo di superiore consapevolezza, felicità, benessere. Dopo la delusione il Next Age ammette che forse per il Pianeta Terra, o per la società nel suo insieme, non è in vista nessuna gioiosa trasformazione. Le cose, anzi, potrebbero perfino peggiorare. Il singolo, invece, può entrare nel suo New Age personale e raggiungere uno stato superiore di prosperità, salute, soddisfazione (anche sul piano sessuale, che nel Next Age è spesso in primo piano). La società può anche andare alla rovina: ma la singola persona che ha accesso a determinate tecniche entrerà comunque in una sua età dell’oro personalissima e privata.

Come ha notato acutamente J. Gordon Melton, questo passaggio è accompagnato da dichiarazioni – da parte di alcuni portavoce importanti del New Age (ma non di tutti) – secondo cui, in realtà, il New Age non ha mai promesso una trasformazione sociale, globale o planetaria. Nel New Age l’elemento importante sarebbe sempre stato la trasformazione individuale. Si tratta, in realtà, di un semplice escamotage: uno sguardo anche superficiale alla letteratura del New Age negli anni 1980 e (soprattutto) 1970 mostra una forte carica di millenarismo progressista. Nell’abbandono della fase utopica e nel ripiegamento sull’individualismo – con accenti spesso narcisistici – il Next Age è effettivamente “nuovo” e diverso dal New Age. Il Next Age, naturalmente, è meno nuovo se si guarda alle tecniche e alle idee di fondo, che rimangono in gran parte le stesse. È anche vero che il Next Age – o la fase individualistica del New Age – è, a sua volta, garantito e convalidato dal channeling, in particolare attraverso le entità chiamate “Pleiadiani” che si sono manifestate tramite una pluralità di “canali” i cui messaggi sono tipici della nuova fase, e il cui contenuto tra l’altro diventa negli ultimi anni sempre meno ottimistico, in quanto denuncia un grande complotto delle entità rivali “Rettiliani” cui sarebbero collegati altri complotti storici fra cui quello, su cui esiste una vasta e spesso delirante letteratura, degli Illuminati.

Il Next Age rappresenta una corrente da sempre presente nel New Age, ma minoritaria nel New Age “classico” precisamente per il suo carattere individualistico, che si prestava ad accuse di disinteresse egoistico (e poco “politicamente corretto”) nei confronti delle prospettive utopistiche, planetarie e globali un tempo prevalenti. D’altro canto, il Next Age ha poi radici ancora più antiche, fra l’altro nel cosiddetto “pensiero positivo” e nel movimento del self-help. Un precursore – certamente riluttante, e oggi critico – dell’attuale Next Age è uno psicologo americano, il dottor Morgan Scott Peck (1936-2005), passato dal buddhismo zen a un battesimo cristiano “non denominazionale” ricevuto nel 1980. Nel 1978 Peck aveva pubblicato un volume famosissimo, The Road Less Traveled. Il testo – che esprime talora idee condivisibili, di semplice buon senso – insegna a concentrarsi sulle proprie azioni e responsabilità individuali, senza troppo preoccuparsi del contesto sociale.

La disciplina proposta da Peck comprende quattro tecniche. La prima consiste nel rimandare la gratificazione, “programmare” l’alternanza di piacere e dolore insita in tutte le realtà umane, in modo da sperimentare e superare prima il dolore, così che in una seconda fase rimanga soltanto il piacere. La seconda consiste nell’accettare la responsabilità per le proprie azioni, senza pensare che del nostro agire siano responsabili gli altri o la società. La terza tecnica è l'”impegno nei confronti della verità”, tenendo tuttavia conto del fatto che la verità è una sorta di bersaglio mobile: la realtà cambia continuamente, e così cambia la verità. La quarta tecnica è l’equilibrio (balance), che consiste nell’essere flessibili e nell’adattarsi alle circostanze che – come la verità – mutano continuamente.

Un elemento importante nel volume di Peck è l’analisi dell’amore, che ultimamente è sempre amore di se stessi. “Non faccio mai qualcosa per qualcun altro se non lo faccio anzitutto per me stesso” – insegna lo psicologo americano – “Un altro dei maggiori equivoci sull’amore è che consista nel sacrificio di sé […]. Quando pensiamo a noi stessi come a persone che fanno qualcosa per qualcun altro, stiamo negando in qualche modo la nostra responsabilità. Qualunque cosa facciamo è fatta perché scegliamo di farla, e compiamo questa scelta perché è quella che ci soddisfa di più. Qualunque cosa facciamo per qualcun altro, la facciamo in realtà perché soddisfa un nostro bisogno personale”. Anche se l’autore afferma che – ultimamente – facendo del bene a noi stessi aiutiamo anche il mondo che ci circonda, l’essenza del messaggio è strettamente individualistica: devi voler bene a te stesso, devi curare te stesso, devi fare centro sulla tua vita, sul tuo benessere, sulla tua felicità.

Negli stessi anni il New Age affermava che nella nuova era tutti sarebbero diventati felici in conseguenza dei cambiamenti planetari. Peck, invece, rovesciava il discorso, affermando che sono le persone a dover cambiare, e che – forse – da questo cambiamento nascerà anche una trasformazione sociale. Lo psicologo americano non è ancora un esponente del Next Age perché – attraverso la trasformazione individuale – l’obiettivo della trasformazione sociale rimane ben presente, anzi emerge in primo piano dopo il “battesimo non denominazionale” – qualunque cosa questo significhi – che avrebbe ricevuto grazie ai buoni uffici di una suora cattolica nel 1980. Questi temi emergono in People of the Lie del 1983, dove Peck rilegge in modo originale la figura di Satana e soprattutto in A Different Drum, del 1987, dove lo psicologo sotto l’influenza delle idee dell’ex-domenicano Matthew Fox – una figura chiave nel mondo del New Age – propone le sue idee sull’importanza delle comunità, dal livello locale fino a quello sovranazionale. L’opera più letta e diffusa di Peck – a prescindere dagli sviluppi successivi – rimane comunque The Road Less Traveled, che possiamo considerare una pietra miliare sulla strada che porta al Next Age.

I bestseller della metà degli anni 1990 nel mondo del New Age sono, a loro volta, momenti di passaggio che annunciano la successiva svolta individualistica. Così, la Profezia di Celestino di James Redfield, del 1993, può essere considerata sia l’apice del New Age, sia l’annuncio della sua crisi. L’esegesi che l’autore stesso ne fornisce nel successivo La visione di Celestino (1997) insiste infatti sul passaggio dalla visione planetaria degli anni 1980 all’attenzione alla cura di sé che è tipica degli anni 1990. Anche nel romanzo di Paulo Coelho L’alchimista – che passa, non a torto (e checché ne pensi il suo autore), per un classico del New Age – in luogo di un grande contesto storico e sociale è proposta una ricetta per la felicità individuale. Il protagonista, Santiago, è chiamato a realizzare la sua “Leggenda Personale”, il cui perseguimento – tramite l’attenzione tutta esoterica alle coincidenze – è il solo compito di ogni persona umana. James Redfield e Paulo Coelho (il quale da parte suo si considera piuttosto un cattolico sui generis e si dichiara lontano dai new agers) appartengono oggettivamente all’ultima generazione del New Age: una generazione che ne percepisce la crisi e che – pur mantenendo i piedi ben saldi nella tradizione del New Age “classico” – cerca di salvarsi insistendo sulla felicità individuale.

Un personaggio tenuto tipicamente in sospetto dal New Age “classico” – a causa del carattere individualistico e anti-utopistico del suo insegnamento – è Anthony Robbins, che si è formato in quella singolare zona di incontro fra tecniche per la felicità individuale ed esoterismo che è la Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) di Richard Bandler e John Grinder (che peraltro oggi conosce applicazioni anche in ambiti lontanissimi dal New o dal Next Age, di cui non può essere considerata parte). Dopo l’incontro con la PNL, nel 1983 Anthony Robbins comincia a tenere seminari caratterizzati dal firewalking, la camminata sui carboni ardenti (diffusa in diversi movimenti religiosi e magici), intesa a convincere i partecipanti che nulla nella vita è davvero impossibile. La conclusione da trarne è che ciascuno di noi può fare tutto quello che vuole, se crede veramente di esserne capace e se riesce a mobilitare la “magia” che già vive dentro ogni persona umana. Fra i suoi clienti e i frequentatori dei suoi seminari – vivi o defunti – Anthony Robbins cita celebrità come Bill Clinton, George W. Bush, Lady Diana Spencer (1961-1997), André Agassi. Insieme ad Anthony Robbins, la figura che si trova al centro dell’attuale Next Age è il medico indiano – residente da molti anni negli Stati Uniti – Deepak Chopra, intorno al quale sta nascendo negli ultimi anni quanto in ambiente Next Age assomiglia di più a un vero e proprio movimento. Analoghe considerazioni sembrano ormai valere per Louise Hay (1926-2017).

Vi è infine da notare come, in Italia, alcuni temi tipici prima del New Age e ora fatti propri dal Next Age siano spesso oggetto primario dell’attività di centri che – pur non rifacendosi ad alcuna linea dottrinale specifica e a nessun fondatore che apporti particolari elementi di novità a livello ideale, ma piuttosto attingendo da vari esponenti del mondo Next Age – si presentano come enti formativi o educativi in cui, attraverso corsi e seminari, si diffondono a un vasto pubblico insegnamenti ampiamente presenti nella medesima galassia del Next Age (dalla PNL ai corsi di carattere motivazionale, dai seminari per lo sviluppo del proprio potenziale alle diverse discipline olistiche quali reiki, Fiori di Bach, e così via). A titolo esemplificativo, è questo il caso di Hi-Performance, cui faremo cenno quale riferimento italiano delle attività di Chopra, e dello  Studio Pedagogico Olistico per la Crescita Personale  Fiume Azzurro – Arti Psicofisiche, con sede a Genova (Via Anfossi 1, tel. e fax 010-413721; e-mail: info@artipsicofisiche.it).

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