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COS’È LA SPIRITUALITÀ? (Aforismi, frasi, riflessioni, citazioni)

 

LA SPIRITUALITÀ SECONDO KALIL GIBRAN

«Il risveglio spirituale è la cosa più essenziale nella vita dell’uomo, è l’unico scopo dell’esistenza»

«La solitudine ha morbide mani di seta, ma con forti dita afferra il cuore e lo fa soffrire. La solitudine è alleata del dolore come pure una compagnia di esaltazione spirituale»


LA SPIRITUALITÀ SECONDO ALBERT EINSTEIN

«Più l’uomo avanza nella sua evoluzione spirituale, più mi appare certo che il sentiero verso una religiosità genuina non passa per la paura della vita e la paura della morte, o per una fede cieca, ma attraverso gli sforzi compiuti in direzione di una conoscenza razionale»

«La religione del futuro sarà una religione cosmica. Trascenderà il Dio personale e lascerà da parte dogmi e teologia. Abbracciando insieme il naturale e lo spirituale, dovrà essere fondata su un senso religioso che nasce dall’esperienza di tutte le cose, naturali e spirituali come facenti parte di un’unità intelligente»


LA SPIRITUALITÀ SECONDO ALEJANDRO JODOROWSKY

«Quale è la gioia più grande di una persona illuminata? Incontrarsi con un altro illuminato e poter parlare allo stesso livello, sperimentare il piacere di essere di fronte a qualcuno non per parlare di sé, ma per vibrare insieme sullo stesso registro»

«Il più grande dono è il dono dell’invisibile»

«La finalità dell’arte è aprire lo spirito del pubblico, perché comprenda la richiesta della sua stessa anima»


LA SPIRITUALITÀ SECONDO PIERRE TEILHARD DE CHARDIN

«Noi non siamo esseri umani che vivono una esperienza spirituale. Siamo esseri spirituali che vivono una esperienza umana»

«È nel nostro dovere – di uomini e donne – comportarci come se i limiti delle nostre capacità non esistano. Noi siamo i co-creatori dell’Universo»


LA SPIRITUALITÀ SECONDO CLAUDIO LAMPARELLI

«Un Dio che avesse voluto far fallire l’uomo, gli avrebbe dato come meta la perfezione»

«La differenza fra religione e spiritualità? La prima incomincia dove finisce l’altra»


LA SPIRITUALITÀ SECONDO PAULO COELHO

«L’esperienza spirituale è soprattutto un’esperienza pratica dell’amore. E nell’amore non esistono regole»

«A te che non credi in Dio o che lo stai cercando dico: non temere, Lui crede in te e ti sta cercando da sempre»


LA SPIRITUALITÀ SECONDO ANTHONY DE MELLO

«La spiritualità non è sapere ciò che si vuole, ma capire ciò che non è necessario»

«Spiritualità significa risveglio: La maggior parte della gente dorme, anche se non lo sa. Nascono addormentati, vivono addormentati, addormentati si sposano, nel sonno crescono figli e, infine, muoiono addormentati senza mai svegliarsi. Non comprendono mai l’incanto e la bellezza di ciò che chiamiamo esistenza umana»


LA SPIRITUALITÀ SECONDO MORGAN SCOTT PECK

«Le persone spiritualmente evolute, in virtù della loro disciplina, padronanza e amore, sono persone di straordinaria competenza, e nella loro competenza sono chiamate a servire il mondo, e nel loro amore rispondono alla chiamata»

«La grande consapevolezza arriva lentamente, pezzo per pezzo. Il percorso di crescita spirituale è un percorso di apprendimento permanente. L’esperienza del potere spirituale è sostanzialmente un’esperienza gioiosa»


LA SPIRITUALITÀ SECONDO WAYNE DYER

«Per capire qualcosa spiritualmente c’è un solo modo: bisogna farne l’esperienza»

«Fidarvi di voi stessi vuol dire confidare nella saggezza che vi ha creato. Questo principio asserisce che siete una sola e identica cosa con l’universale forza di Dio»

La tua vita non sarà piatta e scialba se saprai che la tua lotta non avrà successo. Sarà molto più piatta se tu, combattendo per qualcosa di degno e di spirituale, pensi che lo dovresti anche ottenere. Hesse



E della spiritualità cosa rimane? Niente. Nessuno è più in grado di dire chi siamo e dove stiamo andando. (Volfango De Biasi)

Il cristianesimo è cattolico per definizione, vale a dire che per definizione abbraccia il mondo; ed una spiritualità cristiana che non sia radicalmente orientata all'edificazione del corpo mistico totale non è una spiritualità cattolica. (Jean Daniélou)

In realtà, non vediamo come la «vita sociale» nel significato prettamente profano inteso dai moderni, possa avere dei legami con la spiritualità, a cui, al contrario, non apporta che impedimenti; essa ne aveva invece quando si integrava in una civiltà tradizionale, ma è precisamente lo spirito moderno che li ha distrutti, o che mira a distruggerli là ove essi ancora esistono; e quindi cosa mai ci si può attendere da uno «sviluppo» il cui tratto caratteristico è proprio di andare all'opposto di ogni spiritualità? (René Guenon)

Io vedo quelli che sono sul sentiero spirituale come in una gara. Alcuni scattano; altri avanzano piano. Un certo numero di essi cammina persino all'indietro. (Paramahansa Yogananda)

L'assenza di paura è il primo requisito della spiritualità. I codardi non possono mai essere morali. (Mahatma Gandhi)

L'incapacità di scorgere la dimensione spirituale della vita umana ci rende incapaci di esplorare temi vitali. (Charles Taylor)

La spiritualità è la ricerca dell'essere autentico che è dentro dite: io devo conoscere qual è la mia realtà. Una volta conosciuta, termina qualsiasi ricerca di esperienze. Non occorre più cercare qualche nuova avventura. Quando conosci la vera realtà interiore, l'essere autentico, cessa ogni ricerca. (Osho Rajneesh)

La spiritualità – parlo sia ai credenti che ai laici – è un dono della grande madre natura ed è il quoziente dell'intelligenza e dell'emotività. (Andrea Gallo)

La vera spiritualità non consiste in una fede o in una credenza fisse, ma nel nobilitare l'anima nostra, sollevandoci al di sopra delle barriere della vita materiale. (Inayat Khan)

La vita spirituale comincia a decadere quando non riusciamo più a sentire la grandiosità di ciò che è eterno nel tempo. (Abraham Joshua Heschel)

Non si può dire quale delle due, quella che molto più tardi fu chiamata "teologia" o quella che ancor più avanti ricevette il nome di "spiritualità", sia stata prima sulla scena nella visione biblica. (Hans Urs von Balthasar)

Oggi un uomo che legga ad alta voce versi o testi spirituali, in solitudine, passa per squilibrato. (Guido Ceronetti)

Se un uomo non passa attraverso un risveglio spirituale, non può conoscere Dio. (Ramakrishna)

Senza l'intervento di autorità spirituali, spesso anche gli sforzi meglio intenzionati non riescono a impedire che la storia si faccia «sul banco da macellaio», come dice Hegel. (Charles Taylor)

Spiritualità personale significa vigilanza e apertura. Non solo io sono, non solo vivo, ma sono consapevole del mio essere e del mio vivere. E tutto in un unico atto. (Edith Stein)

Spiritualità significa risveglio. La maggior parte delle persone, pur non sapendolo, sono addormentate. Sono nate dormendo, vivono dormendo, si sposano dormendo, allevano i figli dormendo, muoiono dormendo senza mai svegliarsi. Non arrivano mai a comprendere la bellezza e lo splendore di quella cosa che chiamiamo esistenza umana. (Anthony de Mello)

Tutta la spiritualità orientale è nonviolenta, diversamente da quella ebraico-cristiana, che è invece un'immensa legittimazione della violenza. (Luigi Lombardi Vallauri)

Una delle grandi differenze tra il mondo europeo e il mondo orientale consiste nel fatto che nel mondo europeo la spiritualità esiste, ma in giardini chiusi, nei chiostri, presso comunità ristrette; è invece del tutto assente dalla pubblica piazza, non la si incontra per la via. (Jean Daniélou)


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spiritualità s. f. [dal lat. tardo spirit(u)alĭtas -atis]. – 1. Il fatto di essere spirituale, di avere natura o carattere spirituale: la s. dell’anima, degli angeli; la s. di un rapporto di amicizia. 2. Particolare sensibilità e profonda adesione ai valori spirituali: la sua s. lo porta a disinteressarsi dei problemi concreti; uomo, artista, scrittore di grande s.; per estens.: la s. di una composizione musicale; uno sguardo, un volto di intensa spiritualità. In partic., l’insieme degli elementi che caratterizzano i modi di vivere e di sperimentare realtà spirituali, sia con riguardo a forme di vita religiosa, sia con riferimento a movimenti filosofici, letterarî e sim.: la s. del cristianesimo, del buddismo; la s. francescana; i caratteri proprî della s. romantica.

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SPIRITUALITÀ – PRINCIPI E PRATICHE

tratto da: http://www.spiritualitatradotta .it/spiritualita/


Cos’ è la spiritualità e cosa significa essere una persona spirituale?

La spiritualità è una dimensione senza limiti dell’ esperienza umana.


Come tale, è difficile da spiegare e studiare con metodi tradizionali. Non ha strutture rigide o dogmi, ma piuttosto valori, pratiche quotidiane e un particolare approccio alla vita.


Può essere considerata spiritualità tutto ciò che ha a che fare con lo spirito, tutto ciò che appartiene ad un percorso di crescita e di ricerca interiore.


Si tratta di un modo d’essere che si distacca dalla materialità verso un livello più profondo dell’ esistenza e che porta armonia ed equilibrio tra corpo, mente e spirito.


Nel momento di risveglio spirituale di una persona, iniziamo ad essere interessati ad alcuni temi tra cui:


La ricerca del proprio scopo di vita

La gioia di vivere

Le sincronicità e coincidenze

La connessione del Tutto

La crescita personale

Vivere il presente

Il soprannaturale

L’autenticità e l’espressione di sé

Il lavoro energetico su sé stessi

La legge dell’attrazione

Quali sono i temi che vi attraggono di più?  


Per una lista di libri che può interessarvi cliccate qua!


Meditazione e preghiera

Cosa significa essere una persona spirituale?

Essere una persona spirituale significa avere come priorità l’amore per sé stessi e per gli altri.


Una persona spirituale si prende cura di sé, delle persone che ha intorno, degli animali e del pianeta. Cerca l’ armonia e la collaborazione e sente la necessità di rendersi utile alla comunità sfruttando le qualità e i talenti che lo rendono unico.


Sa che Tutto è connesso e che noi siamo un pezzo fondamentale di questo Tutto.


Essere spirituali non significa essere perfetti, né significa che sapremo incorporare tutti i valori e le pratiche spirituali in ogni momento della nostra vita. Significa semplicemente avere iniziato un percorso di crescita e cercare di affrontare nel modo migliore sia i successi sia i fallimenti.


Anche le persone spirituali sbagliano ! 😉


Le qualità che possiamo riscontrare un una persona che ha intrapreso un cammino spiritual sono:


Compassione

Gentilezza

Serenità

Gioia

Comprensione

Tolleranza

Voglia di contribuire

Fede in un entità superiore

Equilibrio

 


Il lavoro energetico nella spiritualità

Quando si parla di spiritualità si sente spesso parlare di Ascensione alla quinta dimensione, cioè di alzare la propria vibrazione ad un nuovo livello dell’ esistenza.


Ascendere significa allontanarsi da frequenze inferiori e lavorare sull’ espansione della propria coscienza. Per fare ciò dovremo imparare a capire la nostra energia e a sbloccarla nei momenti in cui si creano dei blocchi.


Si parla spesso di stare nel Flow, o nel flusso, e di non resistere ai cambiamenti ma accettare che la vita è fluida e noi ci siamo dentro. Questo significa fidarsi di un’ energia creativa più grande di noi, che ci spinge sempre avanti anche quando non conosciamo esattamente la direzione.


Saper allineare la propria energia con quella universale vuol dire potersi sempre fidare di ciò che ci succede. Avere l’ assoluta certezza che nulla capita per caso e che ogni nostro passo è fondamentale per la nostra crescita.


“La vita è una serie di cambiamenti spontanei e naturali. Non cercare di resistere a questi cambiamenti. Resistere crea solo dolore. Lascia che la realtà sia la realtà e che le cose prendano il loro corso naturale.” – Lao-Tzu


 

Ascensione

Perché la spiritualità ci può aiutare nei momenti difficili

Molte persone si avvicinano a temi di spiritualità e crescita personale nei momenti difficili della loro vita.


Purtroppo, spesso, per decidere di credere in qualcosa o di volersi migliorare dobbiamo subire un trauma che ci faccia voler percorrere un nuovo cammino.


Esprimere gratitudine verso ciò che ci circonda, tenere un diario personale o avere dei rituali spirituali può essere utile per ricentrarci e capire cos’è veramente importante per noi.


Conoscerci più a fondo ed imparare ad esprimere la nostra essenza senza dover sempre essere dipendente da giudizi esterni è fondamentale soprattutto nei momenti difficili.


E in particolare la fede in qualcosa di più grande, che uno lo chiami Dio, Universo, Energia ci incoraggi a superare le difficoltà e a cercare di farlo in modo collaborativo e positivo.


Ecco alcune pratiche che ti possono aiutare per intraprendere un cammino spirituale.


 

10 pratiche spirituali per alzare la propria vibrazione

La meditazione

Se non avete esperienza con la meditazione e non ne avete ancora scoperto i benefici, potete iniziare anche solo con qualche minuto al giorno e poi aumentare gradualmente.


La mindfulness

Possiamo vivere la giornata in modo presente e attento a ciò che ci capita, o possiamo seguire la nostra routine pensando che non sia accaduto niente di speciale. Mindfulness significa osservare e partecipare al momento presente senza giudicare, e rimanere aperti a cogliere ogni opportunità.


La gratitudine e il pensiero positivo

La nostra mente ha un grande potere creativo e ogni pensiero ha una sua frequenza. Per prendere consapevolezza della vibrazione dei propri pensieri puoi usare un diario o planner  in cui scrivere quotidianamente ciò che ci passa per la testa e appuntarsi alcuni momenti della giornata per cui siamo particolarmente grati.


La guarigione energetica

Possiamo sbloccare le energie dei nostri chakra affidandoci ad un operatore che sa incanalare energia guaritrice e ha studiato discipline come il Reiki.


Il digiuno

Il digiuno può essere un modo di purificare il corpo o di allontanarsi dalla materialità ed esercitare la propria forza di volontà.


Rituali con uso di piante, oli essenziali, cristalli o pietre

Il tema del rituale è molto importante nella spiritualità. Per rituale si intende un’ attività non straordinaria di per sé, alla quale però diamo una certa regolarità e un significato.


La lettura

Puoi leggere per esempio testi sacri, libri di elevazione spirituale o di crescita personale. Molto interessanti sono anche alcuni film che trattano questi temi.


Discipline come Yoga o Qui Gong

Queste discipline uniscono mente, corpo e spirito.


Incontri con altre persone spirituali o guide

Possiamo partecipare a gruppi di meditazione o chanting ( cantare mantra insieme) o semplicemente ad eventi con tematiche spirituali. L’ energia dei partecipanti e la riflessione su questi temi porteranno la nostra energia a una frequenza più alta.


Passeggiate in natura

Il contatto con la natura è un altro tema centrale della spiritualità. La connessione con il Sole, la Luna, gli animali e le piante sono fondamentali per portare la tua vibrazione su piani più alti.


Rituale spirituale

Libri sulla spiritualità

Ecco una breve lista di libri entrati nella storia nel mondo della spiritualità, cliccate sul link per trovare recensioni e contenuti.


Eckhart Tolle – Il potere di adesso

Rhond Byrne – The secret, la legge dell’attrazione

James Redfild- La profezia di Celestino

Neale Donald Walsh – Conversazioni con Dio

Dan Millman- La via del guerriero di pace

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Tratto da: https://lamente-emeravigliosa.it/



La spiritualità va oltre la psicologia

Non è facile definire la spiritualità. È una parola molto usata in religione, in cui è definita come quell’ambito della vita dove è presente Dio. Tuttavia, la religione non è l’unica sfera in cui si spiritualità; dal punto di vista filosofico, questa parola può avere altri significati. Oggi ci concentreremo proprio su di essi.



Al di fuori della religione è comune pensare che spiritualità e psicologia siano la stessa cosa. Da questo punto di vista, ciò che compone questa spiritualità sarebbero tutti i pensieri, i sentimenti e le emozioni che portiamo dentro di noi. Tuttavia, non è del tutto esatto: la spiritualità va al di là dell’aspetto psicologico.


Sono molte le filosofie e le pratiche che definiscono la spiritualità come tutto quello che provoca all’uomo un senso di trascendenza per la vita. In questa prospettiva, lo spirituale ha a che vedere con la pratica della virtù, con il proposito di raggiungere uno stato di libertà o liberazione o, in ogni caso, di maggiore evoluzione.



Essere spirituali al di fuori della religione

Non è necessario credere in Dio per essere spirituali. Ci sono persone che non si accontentano di essere bravi individui o cittadini modello, vanno ben oltre. Desiderano che la loro vita si trasformi in un riflesso delle grandi virtù umane o dei grandi propositi dell’umanità.



Questo, ovviamente, coinvolge il mondo della psicologia, ma lo supera. L’ambito spirituale è quello che si potrebbe chiamare la sfera dell’etica. Attenzione, non la morale, ma precisamente ciò che è etico. La spiritualità non cerca di portare a termine mandati sociali o morali, ma di portare i valori alla loro massima espressione.


Molti di coloro che esaltano la spiritualità nelle loro vite parlano di un “potere superiore”, ma non lo intendono necessariamente come un essere specifico. Quel potere superiore potrebbe essere la natura stessa, la libertà, la comprensione, l’umanità e un’infinità di altri concetti elevati.


L’importanza della spiritualità

La spiritualità va ben oltre la ricerca di un benessere psicologico. Non si tratta di un metodo o di un percorso per superare la depressione, l’ansia e tutti i problemi che affannano la mente di molte persone al giorno d’oggi. Non c’è dubbio, però, che uno dei risultati della spiritualità è effettivamente uno stato psicologico di maggiore equilibrio.



La spiritualità gioca un ruolo importante, per esempio, nella riabilitazione delle persone con dipendenze. Chi vive intrappolato in questi problemi tende a soffrire un processo di decadenza dei propri valori, della propria etica. Possono arrivare al punto di essere capaci di qualsiasi cosa pur di ottenere le droghe. Per questo motivo, buona parte della loro riabilitazione consiste nel dare di nuovo valore alle grandi virtù umane.


La spiritualità ha un enorme potere: conferisce la forza per raggiungere mete e obiettivi. È molto più che forza di volontà. Si basa piuttosto sulla convinzione e sul desiderio di superare livelli e di raggiungere maggiore trascendenza.



Molti dei grandi uomini e donne della storia hanno trovato nella spiritualità la forza per realizzare vere gesta. La loro adesione a certi principi è stata talmente forte, che sono stati capaci di superare grandi ostacoli pur di raggiungere l’obiettivo che consideravano trascendente.


La spiritualità nella vita quotidiana

Per stabilire una connessione genuina con quei valori in cui credete davvero, non dovete iscrivervi ad un corso di yoga né chiedere udienza al Dalai Lama. Il vostro proposito non dovrebbe neanche essere quello di cambiare l’umanità o di essere un modello di bontà. L’unica cosa che dovete fare, all’inizio, è ascoltare la vostra voce interiore.




In conclusione, si tratta di favorire il risveglio della vostra coscienza e comprendere qual è il vostro posto nel mondo. Al di là di essere padri o madri, siete educatori di un nuovo essere vivente. Al di là di essere lavoratori, siete un elemento che contribuisce al progresso della comunità, di un paese, di un pianeta. E non siete solo cittadini, fate parte di una storia le cui conseguenze del domani sono frutto delle azioni dell’oggi.


Essere spirituali è un modo di vedere, ma si traduce in un modo di essere. Aprire gli occhi per vederci e vedere il mondo che ci circonda conferisce infinita forza. Non si raggiunge questo stato da un giorno all’altro, ma è frutto di grandi riflessioni e di profondi confronti con sé stessi. Tuttavia, è senza dubbio anche il percorso più sicuro per dare un senso vero e profondo al nostro passaggio su questo pianeta.

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Tratto da: https://www.visioneolistic a.it/

Fisica quantistica e coscienza: tra scienza e spiritualità

di Simone Coglitore

Nella mia ricerca interiore, ho sempre cercato di studiare gli elementi in comune tra la scienza e la spiritualità per trovare una strada verso quella che potrei definire la “Verità”.



Oggi voglio parlarti di fisica quantistica cercando di fare un ponte con la spiritualità grazie al contributo video di Pier Giorgio Caselli (Scuola Non Scuola), raccontandoti un po’ del mio viaggio interiore tra scienza e coscienza, alla ricerca della Verità essenziale.


Ho sempre cercato di comprendere come funziona la vita e l’universo e in questo percorso (sia mentale che metafisico) mi sono ritrovato a cercare i pezzi in comune tra la scienza e la spiritualità. Cercavo di trovare una matrice comune che rispondesse in modo definitivo alle mie domande: perché vivo? Perché sono qua? E prima ancora, chi sono?

Domande fondamentali che mi hanno accompagnato nella mia ricerca tra scienza e spiritualità.


In questo fantastico viaggio ho trovato tanti pezzi del puzzle che mi hanno aiutato a “vedere meglio”.


Sii curioso come un bambino!  


Sommario: [nascondi]


Un po’ di fisica quantistica

La meccanica quantistica e l’entanglement

Max Planck

La materia è vuota al 99,9% e il tempo non esiste

Un salto nello spirito

Scienza e spiritualità

I miracoli “quantistici”

Un po’ di fisica quantistica

Per me la fisica quantistica è l’avanguardia della scienza, quella che più si è avvicinata di più a spiegare la realtà essenziale, ed è sorprendentemente in linea con la visione spirituale.


Wiki: la fisica quantistica è la teoria che descrive il comportamento della materia come fenomeno (dualistico) onda-particella.


Per non usare troppi tecnicismi, diciamo in breve che la fisica quantistica ha introdotto l’elemento dell’osservatore come parte fondamentale nel contesto della realtà, constatando così che è proprio l’osservazione a condizionare lo stato della materia.


La meccanica quantistica e l’entanglement

L’entanglement quantistico è un fenomeno dimostrato dalla fisica quantistica in cui due o più particelle che si sono trovate ad interagire per un certo periodo, anche se poi vengono separate, rimangono legate tra loro (entangled).


Inoltre la meccanica quantistica ha dimostrato – grazie al famoso esperimento della doppia fenditura – come la materia possa assumere sia lo stato di onda che di particella contemporaneamente.

Tradotto in altri termini significa che una determinata cosa è allo stesso tempo sia in un modo, che in un altro. Dipende da come guardiamo le cose! In questo senso, possiamo comprendere come che ogni cosa non è necessariamente giusta o sbagliata, liberiamoci dal dualismo…onda-particella!


La verità è che non c’è nulla di assoluto! Tutto dipende da chi guarda.


Insomma, grazie alla fisica quantistica oggi abbiamo l’opportunità di capire meglio il funzionamento dell’universo, della mente e forse anche dello spirito.


Max Planck

La nascita della fisica quantistica, in qualche modo, la dobbiamo a Max Planck, il fisico che nel 1900 ideò la teoria dei quanti.

Planck era un serio e rigoroso fisico tedesco, un tipo timido che si dice non ridesse mai. Chissà…tuttavia ciò che importa a noi è che Max Planck era alla ricerca di verità assolute.


“…avevo sempre considerato la ricerca come qualcosa di assoluto come lo scopo più elevato della mia attività e mi misi al lavoro con tutto me stesso…” – M.Plank


Grazie al lavoro sulla relazione tra entropia e probabilità, egli trova – quella che definiranno poi – la “costante di Planck”, che sancirà la fine della fisica tradizionale e la nascita della meccanica quantistica.


Wiki: l’entropia è una grandezza che viene interpretata come una misura del disordine presente in un sistema fisico qualsiasi, incluso, come caso limite, l’universo. Per dirla in poche parole, l’entropia è la tendenza all’equilibrio delle cose. approfondisci


Lo studio tra la fisica e la natura dell’Universo, spinge Planck ad una sublime ricerca tra mente e spirito che lo porterà a creare un vero e proprio “salto quantico” nella storia della fisica.


La sua opera ispirerà altrettanti menti eccelse come Einstein, Rutherford, Bohr, De Broglie, Schrödinger, Heisenberg e molti altri. Sarà proprio Einstein che, seguendo gli studi di Planck, presenterà poi la sua ipotesi dell’effetto fotoelettrico, sancendo la nascita ufficiale della fisica quantistica.


La materia è vuota al 99,9% e il tempo non esiste

Oggi sappiamo che la materia è fatta al 99,9% di vuoto! Quindi ciò che siamo abituati a considerare “reale” – in realtà – è vuoto per il 99,9%. La prima volta che sentii questa frase, rimasi scioccato… si aprì una porta e iniziai a domandarmi: ma che cos’è questo vuoto?


Non sarà – come dicevano i mistici e i filosofi – che la “realtà” è una proiezione della coscienza?


Sembra che ciò che crediamo reale sia solo una percezione della mente, così come lo scorrere del tempo, che in realtà non esiste. L’unico tempo che esiste è quello presente – “adesso” come direbbe Tolle – o per dirla alla Planck, il “tempo elementare” (che per la precisione è 10-44 secondi).


La coscienza crea la realtà!


Un salto nello spirito

Sono certo che gente come Planck o Einstein (come tutti gli artisti, i creativi, i geni, etc…) abbiano sviluppato l’intuizione, quella guida dell’anima che si manifesta spontanea nell’essere – come direbbe Yogananda – che gli ha permesso di decifrare l’Universo con il linguaggio della matematica e della fisica.


Una verità non può essere creata, può essere solo percepita. – P. Yogananda


Una piccola provocazione! – I pensieri sono i nostri? Da dove vengono? Dove vanno?


Tutti i pensieri vibrano eternamente nel cosmo e ognuno di noi li canalizza attraverso l’intuizione. Tutto, così anche i pensieri, sembrano essere nell’Akasha o memoria akashika, di cui parlano i testi antichi dell’induismo, che contiene e collega insieme ogni evento nello spazio-tempo.


Così, le “nostre” idee sembrano non essere tali, ma essere intuite, percepite, canalizzate da questa fonte, in un altro piano.


In questi video, che voglio condividere con te, Pier Giorgio Caselli ci spinge domandarci se il pensiero sia una forma di energia, così come lo è la materia… e che cos’è l’energia?

Forse l’energia è coscienza condensata?


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Scienza e spiritualità

Stimo molto Pier Giorgio Caselli per la sua brillante capacità di collegare scienza e spiritualità, toccando temi come la fisica, la matematica ma allo stesso tempo parlando di esoterismo, di Gesù, Buddha e di altri maestri spirituali.


Mi piace questa visione olistica dove si ricerca la Verità con una consapevolezza scientifica, ma allo stesso tempo attraverso una visione spirituale.

Infatti, nel cercare di comprendere il mistero della realtà, ho incontrato sia maestri spirituali, sia uomini di scienza che mi hanno permesso di creare un collegamento tra mente e spirito.


Quella realtà mistica di cui parlava il Buddha, oggi può essere spiegata anche dalla fisica.


Così, studiando le proprietà sub-atomiche delle particelle, si arrivano a spiegare le storie mistiche che racconta Yogananda nella sua autobiografia di uno Yogi. Esperienze che – per molti “paranormali” o “cialtronerie” – per altri sono la manifestazione dello spirito nella materia, oggi comprensibili anche attraverso gli occhi della scienza.


Le scoperte della nuova fisica moderna vanno a braccetto con le tradizioni spirituali e ci permettono di avere una visione olistica dell’uomo e dell’universo.


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I miracoli “quantistici”

E’ possibile che lo stato di coscienza e la qualità della consapevolezza possa influenzare il mondo sub-atomico?

E’ possibile che uno stato di coscienza più elevato renda più alta la possibilità di modificare la realtà?


I miracoli potrebbero essere spiegati proprio con questa visione: è possibile che un individuo con un elevata consapevolezza, in uno stato di coscienza elevato, possa modificare la realtà materiale (come ad esempio una guarigione miracolosa).


In questo video di Scuola Non Scuola, Pier Giorgio ci racconta l’esperimento di cancellazione quantistica di Wheeler , attraverso il quale ci propone una nuova visione: è possibile modificare il passato!


Che significa che possiamo modificare il passato? L’atto di osservare – secondo l’esperimento di Wheeler – influenzerebbe lo stato passato della particella, la quale può “sentire” di essere osservata.

Che significa? Che l’intenzione e l’osservazione modificano la realtà?


Forse i mistici e i Santi quando “fanno un miracolo” cambiano il passato di quella persona? Forse lo stato di malattia non esiste più quando il passato viene cambiato?


Mmm… interessante!


E’ possibile che la fisica moderna possa iniziare a capire i miracoli?

E’ possibile che quando Gesù dice “I tuoi peccati ti sono perdonati”, si riferisca al passato che non c’è più? Può una coscienza elevata cambiare il passato (e quindi il presente) di una persona?


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SPIRITUALITÀ – PRINCIPI E PRATICHE

https://www.diventarfelici.ii/spiritualita/


Cos’è la spiritualità e perché è la strada per essere felici

Non siamo fatti solo di cellule, muscoli, ossa e sangue.


C’è di più. Voglio mostrarti cosa ho visto e sentito personalmente, svelarti il segreto più profondo della felicità che non finisce mai.


Possibile essere sempre felici?


Sì.


Ecco cosa troverai:


Lo spirito c’è e lo hai sentito anche tu!

Perché non riesci a cambiare la tua vita.

Cosa cambierà la tua vita nelle prossime ore.

Come iniziare un percorso spirituale.

Ho molte cose davvero importanti da dirti per cui iniziamo subito!


 



Spiritualità: immaginazione o realtà?

Spiritualità

Ci sono tre livelli che ritengo fondamentali:


Emozioni. La nostra vita emotiva ha un impatto enorme su di noi e quindi è un aspetto fondamentale da affrontare per vivere felici.

Mente. La mente è la più grande risorsa di cui siamo dotati, perché tutto passa da qui ed è con la mente che possiamo cambiare la nostra vita.

Spirito. Ciò che ha il ruolo più importante, però, è lo spirito. Non possiamo davvero trasformare la nostra vita ed essere felici senza lavorare sulla nostra spiritualità.

Il punto da cui voglio partire è porti la domanda più ovvia quando tocchiamo l’argomento spirituale: esiste qualcosa che va oltre la materia?


O hanno ragione piuttosto coloro che ritengono illusioni e superstizione tutto ciò che riguarda lo spirito?


Provare l’esistenza di qualcosa che non si può vedere o toccare e che non è dimostrabile scientificamente, è difficile, quantomeno.


Ma io non sono qui per dimostrati qualcosa, ma per condividere la mia esperienza, il mio percorso, quello che mi ha permesso di trasformare la mia vita.


Certo, non posso darti prove che esista lo spirito, ma posso suggerirti degli indizi che potrai valutare personalmente per decidere se quel che ti dico ha senso, per te, oppure no.


Innanzitutto ti consiglio di leggere la definizione che wikipedia offre della spiritualità.


È un inizio su cui riflettere.


 


I tuoi sogni

Non ti è mai capitato di sognare scene che poi hai vissuto realmente qualche giorno dopo?


Magari molto dettagliate al punto di darti una sensazione di déjà vu?


Alcuni sostengono che i sogni non sono altro che immagini immagazzinate dalla nostra mente e riproposte durante il sonno.


Ammesso che sia così, a volte vediamo immagini del tutto nuove, addirittura situazioni che non si sono mai verificate.


Questi possiamo chiamarli anche sogni premonitori, nel senso che vediamo qualcosa che ancora deve avvenire.


La nostra mente non può avere immagini del genere, dato che non le ha mai viste.


Immaginazione o fantasia?


Certo, ma che casualità immaginarsi nei minimi dettagli qualcosa che poi accade veramente!


Altre volte ti potrebbe essere capitato di fare dei sogni in cui erano protagoniste persone di tua conoscenza e magari vedere in loro un atteggiamento molto differente da quello reale.


Amici comportarsi male, o sconosciuti essere disponibili.


Spesso accade che le reali intenzioni e sentimenti di queste persone, nel tempo, si dimostrano proprio come quelle nel sogno e non come quelle apparenti che ci avevano mostrato fino a quel momento.


Quasi come se riuscissimo a vedere, in sogno, oltre l’apparenza dei comportamenti altrui.


Immaginazione anche in questo caso?


Forse in sogno elaboriamo stimoli che la mente non riesce a decifrare ma che sono evidenti nei comportamenti o nei gesti che ci sfuggono?


Forse, ma se hai avuto sogni del genere, o conosci chi ne ha avuti, ti rendi conto che c’è qualcosa di più del semplice inconscio.


 


Sensazioni inspiegabili

Quante volte ti è capitato di non aver voglia di fare qualcosa, di avere la sensazione che non fosse positiva una scelta, pur non avendo nessun vero motivo per comportarti in quel modo?


Quante volte questo ti ha fatto evitare situazioni pericolose o errori?


A volte pensiamo di aver avuto fortuna, altre che è stato il caso.


Resta però evidente che a volte sentiamo cosa è meglio fare e di solito riusciamo a prendere le migliori decisioni lasciandoci ispirare da queste sensazioni.


Più avanti ne parliamo meglio.


 


Cosa vuol dire tutto questo?

Una cosa molto semplice: siamo fatti di corpo e spirito.


Spesso queste sensazioni che non comprendiamo, questi sogni che sembrano avvisarci di qualcosa, sono un modo in cui questi due livelli comunicano.


La nostra parte spirituale che ci informa, avvisa, consiglia.


Ovviamente non dobbiamo confondere ogni sensazione, spesso figlia di schemi mentali, convinzioni o paure, con un messaggio speciale.


Più avanti ti mostro come distinguere queste due cose.


A collegarci al nostro spirito, a questa dimensione che non vediamo con gli occhi, è la nostra mente.


Un sogno passa da qui, una sensazione viene elaborata da qui.


La tua mente è il ponte tra le due metà del cielo.


La nostra mente elabora ogni stimolo esterno e questo può essere uno stimolo fisico, facile da capire e vedere, o uno stimolo immateriale, molto più difficile da cogliere, ma anche più importante.


 



La strada per essere felici: il vero significato della spiritualità

Spiritualità significato

Poiché la dimensione spirituale è importantissima nella nostra vita, ho avuto modo di leggere e confortarmi spesso su questo argomento.


La cosa che più mi colpisce è che spesso, proprio chi se ne occupa come una sua priorità, riduce lo spirito a servo del corpo.


I percorsi spirituali che vengono proposti hanno come obiettivo, più o meno evidente, di portare vantaggio al proprio corpo.


La parola d’ordine è “più” e l’applicazione di un cammino di spiritualità finisce quasi sempre su uno di questi punti:


Migliorare la propria condizione lavorativa.

Avere più soldi e ricchezza per vivere meglio.

Avere relazioni più profonde e sincere con gli altri.

Ottenere la persona che desideriamo nella nostra vita.

Avere più salute, più forza, più benessere.

Detto che c’è qualcosa che va oltre ciò che vediamo, la domanda che dovremmo porci è: che ruolo ha nella nostra vita?


Il nostro spirito ci serve solo per avere di più ogni giorno e trarre più piacere dalle cose che facciamo?


O è solo un messaggero che ci offre qualche consiglio prezioso se lo ascoltiamo?


La mia esperienza, e non solo, mi ha portato a capire che questa è la strada per essere felici, perché lo spirito viene prima del corpo.


Non è che noi abbiamo anche uno spirito di cui interessarci.


In realtà noi siamo uno spirito che ha anche un corpo.


Siamo spirito che vive un’esperienza corporea, di passaggio.


Il corpo è materia, ha una sua durata e finirà. Lo spirito no, non ha fine e prosegue al di là del nostro percorso materiale.


Di solito succede invece che noi diamo tutta l’importanza al corpo e lasciamo da parte lo spirito.


Il corpo lo vediamo, sentiamo chiaramente disagi, emozioni e problemi.


È molto più immediato quel che percepiamo con i sensi e diventa ovvio che ci comportiamo in questa maniera.


In una cultura come la nostra, dove conta solo quel che vediamo, i comportamenti e la società, per lo spirito c’è poco spazio.


Per quale motivo, allora, dovremmo prendere una direzione completamente diversa e fare scelte che pochi, o nessuno, magari capirebbero o accetterebbero?


Perché vuoi essere felice, e la spiritualità ha il peso maggiore sulla tua felicità.

Perché gli occhi si ingannano facilmente, l’apparenza ci condiziona a fare spesso errori.

Perché se la tua dimensione spirituale è forte, anche mente e corpo lo diventano.

Il primo grande cambiamento, capace di trasformare la tua vita, di realizzare la tua crescita personale, è capire che bisogna ribaltare la visione che abbiamo della nostra esistenza.


È proprio quello che di solito non vediamo a contare più di quello che abbiamo sempre sotto gli occhi.



Percorso spirituale: aprire gli occhi non basta, ma aiuta

Percorso spirituale

Dobbiamo imparare a superare schemi mentali, condizionamenti, pregiudizi e preconcetti, paure, cultura e tanti altri filtri che usiamo normalmente.


Capire che lo spirito precede il corpo è un ulteriore passaggio fondamentale da fare.


Se non ammetti l’esistenza di una legge, ovviamente, non cercherai certo di capirla.


Ricorda che le grandi scoperte partono sempre da un cambiamento di pensiero: penso in modo diverso e quindi cerco e faccio cose differenti.


Il tuo obiettivo deve essere quello di ascoltare.


Se la tua mente è affollata di pretese e desideri che diventano chiodi fissi, di cose o persone di cui non puoi fare a meno, di paure o preoccupazioni quotidiane, di incertezze e ansia, difficilmente potrai entrare in contatto con la tua parte spirituale.


Ecco cosa fare:


Prima di tutto devi imparare a gestire le tue emozioni: saranno sempre l’anello debole se non controlli quelle negative capaci di paralizzarti.

Poi devi imparare ad avere obiettivi che non diventino pretese. Far dipendere la tua felicità da risultati che vuoi ottenere è una trappola distruttiva.

Devi imparare a eliminare le paure che ti bloccano e condizionano nelle scelte semplici come in quelle complesse.

Devi prendere consapevolezza degli schemi che condizionano la nostra vita.

Questo ti serve per liberare la mente da tutto quello che altrimenti ti impedisce di sentire chi sei veramente, di entrare in contatto con una dimensione spirituale che è sempre più soffocata dagli impegni quotidiani.


Quando prima ho sottolineato che non sempre una sensazione è un messaggio, mi riferivo proprio a questo.


Il tuo spirito è sempre in contatto con il corpo, ma solo se ascolti potrai sentire cosa dice.


Tutto il rumore che siamo abituati a portare sempre con noi è un immenso ostacolo a un vero percorso spirituale.


Spesso le persone mi chiedono consigli per migliorare la propria vita.


Vogliono sapere se divorziare o no, che lavoro fare, a che università iscriversi.


A queste domande è impossibile dare una risposta. Impossibile per me.


Tu conosci le risposte.


Trovare la propria strada o capire che direzione imprimere alla tua vita, spetta solo a te.


Più resti distante dalla tua dimensione spirituale, più rumore fai entrare nella tua vita, meno troverai la risposta che cerchi.


Il primo passo è eliminare questo rumore e tornare ad ascoltarci, ritornare sensibili ai messaggi che riceviamo continuamente.


Da questo cambiamento, poi, tutta la nostra vita di ogni giorno ne nascerà trasformata.


È davvero fondamentale tornare a sentire la parte più importante di noi stessi.


 



Quando l’allievo è pronto, il Maestro appare

Quando l'allievo è pronto il maestro appare

Questo è un proverbio orientale che per me significa una cosa molto semplice: chiunque potrebbe darti consigli, ma se tu non sei pronto, o pronta, ad ascoltarli, a rifletterci, a capirli, sarà tutto inutile.


Adesso ti presento il mio Maestro, Colui che mi ha guidato nel mio percorso Spirituale e mi guida ogni giorno: Gesù.


Voglio subito chiarire un paio di cose perché purtroppo, quando nomino Gesù o Dio, si fa sempre molta confusione.


Ecco cosa devi sapere:


Un Maestro Spirituale è colui che sa guidarti a comprendere la verità riguardo la tua vita, come spirito e come corpo.

Seguire Gesù e seguire la chiesa, o una delle tante, sono due cose diverse.

Non ti parlo di religione. Ti parlo di spirito e spiritualità. Gesù ha insegnato come viverla, che ruolo dare allo spirito, come rafforzarlo attraverso la nostra esperienza quotidiana.

Le chiese sono piene di dogmi e regole, appaiono spesso come strutture che impongono qualcosa. Gesù ha offerto la Sua via a coloro che la vogliono scegliere. C’è una bella differenza!

La spiritualità non è fatta di gesti formali, riti, celebrazioni, obblighi o regole. La verità rende liberi, se il tuo cammino apre i tuoi occhi e te la mostra, il resto viene spontaneo.

Sì, si può credere nell’insegnamento di Gesù e nel Suo essere figlio di Dio, senza credere in questa o quella chiesa.

A scuola avevi un maestro. Cosa faceva?


Ti insegnava le cose che non sapevi e ti mostrava come imparare a diventare forte, a scegliere meglio.


Gesù mi ha insegnato quale strada seguire, come distinguere bene e male nel senso che spiega come fare quello che produce felicità.


Gesù insegna come vivere la migliore esperienza possibile su questa terra.


Il corpo deve essere al servizio dello spirito.


Ecco cosa mi ha insegnato:


Avere fiducia in Dio come l’avremmo nella persona che più di tutte ci ama. Tutto quello che fa è per il nostro bene, per amore nei nostri confronti. Anche quando non capiamo.

Amare senza porre limiti. L’amore incondizionato è la strada che crea una gioia immensa, e Gesù la insegna come stile di vita.

Niente e nessuno può condizionare le nostre scelte. Dio ci offre ogni giorno forza a sufficienza per vincere ogni sfida, sopportare ogni problema o sofferenza. Basta chiederla.

Ciò che conta è il nostro cuore, non i comportamenti esteriori. Non è cosa facciamo il problema, ma le intenzioni, i reali sentimenti, la vera disposizione d’animo con cui viviamo.

La nostra vita materiale deve essere al servizio del nostro spirito, elevarlo invece di sporcarlo con comportamenti sbagliati, odio e sentimenti negativi. Solo così vivremo felici.

Se vuoi essere felice devi invertire le priorità: prima c’è lo spirito, perché tu sei spirito, poi il corpo che serve allo spirito per crescere, progredire, fare esperienza.


Questo ribaltamento è al centro del messaggio di Gesù, anche se tutti lo tralasciano.


Vorrei precisare però il primo punto dell’elenco: la fiducia in Dio è l’idea che nulla accade senza che Lui lo permetta.


Alcuni penserebbero che quindi Dio vuole le guerre o la morte dei bambini.


Immagina un padre che ama il proprio figlio. Pensi che sia felice nel vederlo in difficoltà o soffrire?


No, ovviamente, perché lo ama.


Ma sarebbe amore eliminare per lui ogni difficoltà e problema?


Sarebbe amore evitargli ogni sfida davvero difficile e magari dolorosa?


Non lo sarebbe, perché in questo modo il figlio non diventerebbe mai un uomo, non sarebbe forte e non riuscirebbe ad affrontare la vita.


Se un padre ama il figlio non gioisce quando sta male, ma sa che queste prove sono indispensabili per crescere e poter vivere felice.


Dio è un padre che ama me quanto te, e se non ti risparmia difficoltà o problemi lo fa perché tu possa diventare forte e libero, o libera.


In ogni situazione difficile, in quelle che chiamiamo facilmente ingiustizie, alcuni vedono punizioni, altri prove, altri ancora disinteresse da parte di Dio per gli uomini, o peggio la Sua inesistenza.


Io non so dirti se siano punizioni o prove, ma so che sono opportunità.


L’opportunità più grande che Dio potrebbe concederci, perché è la sola occasione per vivere felici: scegliere di amare.


Ho scoperto che se non pretendo di stabilire se quel che accade è giusto, che se smetto di giudicare il disegno di Dio, posso scegliere di amare.


A cosa serve discutere se sia giusto che alcuni bambini soffrono? O se sia giusto che la guerra uccida milioni di persone?


Cambia le cose pormi queste domande? No.


Cosa posso fare io? Questo conta.


Come posso amare in situazioni come queste, nonostante quel che accade?


Come posso dare il mio contributo per rendere questo mondo migliore?


In ogni situazione ho imparato a vederci una grande opportunità: amare nonostante tutto, proprio laddove nessuno sarebbe disposto a farlo.


Questo farà la differenza nella tua vita, ti renderà libero, o libera, e soprattutto felice.


Ecco il senso del messaggio di Gesù: abbi fiducia perché Dio ti ama come un padre, e cogli ogni giorno le occasioni di amare che si presentano.


Questa è spiritualità, questa fiducia è una corazza contro la sofferenza, questo amore è il modo più sicuro per vivere una vita meravigliosa ed elevare il tuo spirito.


Tra poco ti mostro molte risorse con cui approfondire domande e dubbi.


 


Religione o spiritualità?

Alcuni dicono che sono la stessa cosa, o cose molti simili.


Altri intendono la spiritualità anche senza credere all’esistenza dello spirito, come diversa dalla materialità.


Io penso che la spiritualità sia legata alla natura umana in quanto siamo spirito, prima di tutto.


Come detto, Gesù è il mio Maestro spirituale, ma non appartengo a nessuna chiesa e non le seguo.


Che motivo hai di seguire coloro che seguono il Maestro?


Segui direttamente Lui!


Se pensi ai maestri spirituali orientali, la gente segue loro, non altri che se ne fanno portavoce.


Ecco cosa fa un Maestro spirituale: ti indica come entrare in contatto con la parte di te più preziosa e come comprendere la verità che altrimenti sfugge ai nostri sensi.


Da qui, c’è una ricaduta meravigliosa sulla nostra vita, in tutti i suoi aspetti.


Il Maestro è sempre uno solo.


Qualche anno fa vivevo una vita normale, quindi non ero sempre felice.


Poi ho iniziato a capire tante cose, a scoprire come funziona la mente e molto altro.


La svolta, però, è stata la mia scelta di seguire Gesù.

Se ti va, sarò felice di condividere il mio percorso spirituale con te.

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SPIRITUALITÀ – PRINCIPI E PRATICHE

https://w w w.jw.org/it/cosa-dice-la-Bibbia/domande/spiritualita/


La risposta della Bibbia

 Per come se ne parla nella Bibbia, la spiritualità può essere descritta come il forte desiderio di piacere a Dio e di adottare il suo modo di pensare. Una persona spirituale si impegna a vivere secondo le norme di Dio e a seguire la guida dello spirito santo * (Romani 8:5; Efesini 5:1).


 Per spiegare cos’è la spiritualità, spesso la Bibbia mette in contrapposizione chi è spirituale con chi non lo è. Ad esempio a differenza di una persona spirituale, “l’uomo fisico non accetta le cose dello spirito di Dio”, cioè gli insegnamenti di Dio (1 Corinti 2:14-16). E le persone carnali sono inclini a “gelosie e liti” piuttosto che a generosità e pace (1 Corinti 3:1-3). Ad esempio, coloro che diffondono calunnie e rovinano i rapporti tra buoni amici, sono definiti “uomini animaleschi, privi di spiritualità” (Giuda 19; Proverbi 16:28). *


In questo articolo


 Dove nasce la spiritualità?


 Perché la spiritualità è importante?


 Come posso coltivare la spiritualità?


 Devo appartenere a una religione per essere una persona spirituale?


 Idee errate sulla spiritualità


 Versetti biblici sulla spiritualità


 Dove nasce la spiritualità?

 Possiamo essere persone spirituali perché siamo stati fatti a immagine di Dio (Genesi 1:27). Quindi è naturale che la maggior parte delle persone sia alla ricerca di cose che non sono materiali o fisiche e le consideri importanti.


 Abbiamo la capacità innata di mostrare le stesse qualità che ha Geova * Dio, come ad esempio pace, misericordia e imparzialità (Giacomo 3:17). E Dio aiuta chi si sforza di ubbidire ai suoi comandi a diventare una persona più spirituale (Atti 5:32).


 Perché la spiritualità è importante?

 La spiritualità porta a “vita e pace” (Romani 8:6). Questi doni di Dio sono molto preziosi.


 Vita: Dio promette di dare vita eterna alle persone spirituali (Giovanni 17:3; Galati 6:8).


 Pace: si tratta della pace con Dio. Chi pensa solo ai propri bisogni fisici è nemico di Dio (Romani 8:7). Inoltre, Dio ricompensa chi coltiva la propria spiritualità dandogli quella che la Bibbia chiama “la pace di Dio che è al di là di ogni comprensione” (Filippesi 4:6, 7). Questo tipo di pace aiuta le persone a trovare la felicità (Matteo 5:3).


 Come posso coltivare la spiritualità?

 Impara quali sono i comandi di Dio e seguili. Puoi farlo leggendo la Bibbia, che contiene i pensieri di Dio scritti da uomini “mentre erano spinti dallo spirito santo” (2 Pietro 1:21). Quello che imparerai ti aiuterà ad adorare Dio “con spirito e verità”, cioè sotto la guida del suo spirito santo e in armonia con la sua volontà (Giovanni 4:24).


 Prega per ricevere aiuto da Dio (Luca 11:13). Dio ti aiuterà a manifestare le qualità che caratterizzano una persona spirituale (Galati 5:22, 23). Potrai anche ricevere la sapienza necessaria per affrontare le difficoltà della vita (Giacomo 1:5).


 Stai in compagnia di persone spirituali. Loro ti incoraggeranno a coltivare la tua spiritualità (Romani 1:11, 12). Stare invece in compagnia di persone che la pensano in modo completamente diverso da Dio può danneggiare la tua spiritualità (Giacomo 4:4).


 Devo appartenere a una religione per essere una persona spirituale?

 Il fatto di appartenere a una religione non significa necessariamente essere una persona spirituale. La Bibbia dice: “Se qualcuno pensa di essere religioso ma non tiene a freno la lingua, sta ingannando il proprio cuore, e la sua adorazione è inutile” (Giacomo 1:26, nota in calce).


 Comunque la Bibbia mostra che le persone spirituali adorano Dio nella maniera che lui approva. Riconoscono che c’è “un solo spirito”, lo spirito santo di Dio. E questo spirito le spinge ad adorare Dio come “un solo corpo”, cioè un gruppo organizzato che mantiene “l’unità dello spirito nel vincolo della pace” (Efesini 4:1-4).


 Idee errate sulla spiritualità

 Alcuni dicono: la spiritualità include qualunque percorso verso la realizzazione di sé e lo sviluppo del proprio potenziale.


 In realtà: la Bibbia parla della spiritualità come di un modo di vivere basato sui pensieri di Dio. Non promuove la realizzazione dell’individuo in modo indipendente da Dio. La persona spirituale trova la propria realizzazione riconoscendo che Geova è il Creatore e vivendo secondo la Sua volontà (Salmo 100:3).


 Alcuni dicono: una persona può coltivare la propria spiritualità imponendosi privazioni estreme o sofferenze fisiche.


 In realtà: una simile mortificazione del proprio corpo è una “autoimposta forma di adorazione” ed è frutto di un modo di pensare carnale (Colossesi 2:18, 23). La Bibbia associa la spiritualità alla gioia, non al dolore (Proverbi 10:22).


 Alcuni dicono: qualunque contatto con il reame spirituale, incluso lo spiritismo, promuove la spiritualità.


 In realtà: una forma di spiritismo si basa sulla convinzione che i morti possano comunicare con i vivi. Comunque la Bibbia insegna che i morti non sono coscienti (Ecclesiaste [Qoèlet] 9:5). In realtà lo spiritismo mette in comunicazione con creature spirituali che sono nemiche di Dio. Lo spiritismo provoca l’ira di Dio, e chi lo pratica non può diventare una persona spirituale (Levitico 20:6; Deuteronomio 18:11, 12).


 Alcuni dicono: tutti gli esseri viventi sono dotati di innata spiritualità.


 In realtà: tutto quello che Dio ha creato gli dà onore (Salmo 145:10; Romani 1:20). Comunque, solo le creature intelligenti possono coltivare la spiritualità. Al contrario, gli animali agiscono per istinto e non possono diventare amici di Dio. Le loro azioni sono principalmente dettate da bisogni fisici (2 Pietro 2:12). Ecco perché la Bibbia mette in contrapposizione la spiritualità con modi di pensare e di agire animaleschi (Giacomo 3:15; Giuda 19).


 Versetti biblici sulla spiritualità

Matteo 5:3: “Felici quelli che sono consapevoli del loro bisogno spirituale”.


Cosa significa: chi coltiva la spiritualità è felice.


Galati 5:22, 23: “Il frutto dello spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benignità, bontà, fede, mitezza, autocontrollo”.


Cosa significa: la spiritualità genera qualità positive.


Galati 6:8: “Chi semina per lo spirito, dallo spirito raccoglierà la vita eterna”.


Cosa significa: Dio ricompenserà con la vita eterna le persone spirituali.


2 Timoteo 3:16: “Tutta la Scrittura è ispirata da Dio”.


Cosa significa: la Bibbia contiene i pensieri di Dio e tutto quello che serve per coltivare la spiritualità.



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Da wiki:


La spiritualità, che denota atteggiamenti, ideali e valori attinenti in generale allo «spirito», può avere diverse accezioni ed interpretazioni.[2]


Dal punto di vista più elementare, essa consiste in una prospettiva secondo cui esiste un livello della realtà, non percepibile coi sensi fisici, situato oltre quello della materia tangibile, dal quale quest'ultima trae vita, intelligenza o, per lo meno, lo scopo di esistere; può anche arrivare ad includere la fede in esseri o poteri soprannaturali (come nella religione), ma sempre con l'accento posto sul valore personale dell'esperienza.


Attribuire la caratteristica di spiritualità a una persona non implica necessariamente che quella persona pratichi una religione o creda, in generale, nei concetti tradizionali di anima o dello spirito; in questo caso la spiritualità è vista piuttosto come un "modo d'essere" che, a seconda delle diverse correnti spiritualiste, può denotare scarso attaccamento alla materialità, oppure un'attenzione non esclusiva al piano della materia, nella convinzione che spirito e materia siano due dimensioni che nell'esistenza umana devono essere integrate.


Spiritualità e religiosità


Lo spirito può venire spesso assimilato a un fuoco o un fascio di luci.[3][4]

Spesso i termini "religione" e "spiritualità" vengono trattati come sinonimi, il che è alquanto impreciso, dato che anche alcune persone non credenti rivendicano una propria dimensione spirituale. Peraltro bisogna anche dire che molte altre persone atee e agnostiche respingono proprio l'uso di questo termine perché deriva pur sempre da "spirito", nell'accezione sua propria di "immateriale", "superiore alla materia" etc.


Entrambi i termini si riferiscono alla ricerca dell'Assoluto o di Dio (o con qualsiasi altro nome Lo si voglia chiamare): si può dire che la differenza fondamentale consista nel fatto che la religione indichi un tipo di ricerca esteriore, formale, mentre per spiritualità si intende la ricerca di Assoluto all'interno di sé. Questo comporta che la spiritualità assuma, rispetto alla religione, alcune connotazioni tipiche: la fede assume un carattere più personale e meno dogmatico, più aperto alla sperimentazione e basato sull'esperienza personale.


Sempre parlando in termini di ricerca spirituale, un'altra connotazione tipica della spiritualità rispetto alla religione può essere la convinzione che esistano diversi percorsi spirituali, e che pertanto non esista alcuna verità oggettiva o assoluta in base alla quale decidere quale percorso sia meglio seguire; poiché ogni persona è diversa dalle altre, la scelta è spesso lasciata all'individuo, alla sua sensibilità e al suo discernimento.


Da questo punto di vista, religione e spiritualità non sono due concetti contrapposti che si escludono l'un l'altro, ma possono essere visti semplicemente come due tappe nella crescita interiore di ogni fedele o aspirante spirituale, tant'è che molti seguaci di religioni costituite considerano la spiritualità come un aspetto intrinseco e inscindibile della loro esperienza religiosa. Non esiste insomma una vera contrapposizione tra i due termini, dal momento che il rapporto fra religione e spiritualità è paragonabile al rapporto fra contenitore e contenuto, fra forma e sostanza, fra teoria e pratica.


Altri, sull'onda del fenomeno New Age, sostengono che la spiritualità non sia identificabile con una religione per sé, ma la connessione attiva e vitale ad una forza, una potenza o una percezione di un più profondo ”sé”.


Storia del significato


La colomba è un ulteriore simbolo dello Spirito soprattutto nel Cristianesimo.

Sin dall'antichità sono esistite tematiche spirituali di relazione col sacro e col divino. Forme di spiritualità non codificate in norme religiose sarebbero divenute esplicite nella tarda antichità.[5] Termini accostabili a quelli odierni di «spiritualità» sarebbero quindi sorti nel V secolo, entrando in uso solo verso la fine del Medioevo.[6]


Nella teologia cattolica la spiritualità ha assunto il significato di uno stile di vita originato e derivato dall'esperienza religiosa personale, vissuto nel concreto della propria esistenza, in una prospettiva soprannaturale a lungo termine.


In quest'ambito, i contenuti oggettivi della spiritualità sono quelli della rivelazione cristiana, dei dogmi, della liturgia e dei documenti del magistero della Chiesa; le modalità soggettive con cui quei contenuti sono vissuti nel concreto dell'esistenza provengono dalla vita interiore del credente, di colui che prega e cerca continuamente che si fatta la volontà di Dio.[7]


Il concetto di spiritualità ha poi permeato in Occidente diverse tradizioni esoteriche e filosofiche, sin da quella gnostica, per ritornare con l'età moderna nel Rosacrocianesimo, nei movimenti spiritualisti del Romanticismo, nella teosofia, nell'antroposofia e infine nella new age.


Cammino spirituale


Lo spirito di Dio che si manifesta a Mosè in un rovo ardente.[8]

La spiritualità, all'interno di una grande varietà di concezioni culturali e religiose, è spesso vista come un percorso, o cammino spirituale, lungo il quale si avanza per conseguire un obiettivo determinato, quale ad esempio un più alto stato di consapevolezza, il raggiungimento della saggezza o la comunione col divino in termini di trascendenza o di immanenza, il che solitamente presuppone una qualche forma di liberazione dalla materialità. Il mito della caverna di Platone, contenuto nel VII libro de La Repubblica, descrive in maniera efficace un siffatto cammino.


Il cammino spirituale è un percorso che presenta una dimensione primariamente soggettiva e individuale di tipo ascendente a qualcosa di più alto della materialità, da ciò la sua identificazione con l'ascesi. Per cammino spirituale si può intendere un percorso di breve durata, finalizzato ad un obiettivo specifico, o tutta una vita. Ogni avvenimento della vita è parte di questo cammino, ma in particolare vi si possono inserire alcune tappe o momenti significativi, come ad esempio la pratica di varie discipline spirituali (tra cui la meditazione, la preghiera, il digiuno), il confronto con una persona che si ritiene dotata di profonda esperienza spirituale (chiamata maestro spirituale, guida spirituale, direttore spirituale, o in altro modo, a seconda del contesto culturale), l'accostamento personale a testi sacri, ecc.


La spiritualità è anche descritta come un processo in due fasi: la prima relativa alla crescita interiore, e la seconda relativa alla manifestazione di questo risultato nell'esperienza quotidiana del mondo.


Spiritualità, in "Obbedienza e libertà" di Vito Mancuso 2012.


"La persona spirituale è tale perché lavora sulla propria interiorità, su ciò che nel linguaggio tradizionale chiamiamo "anima". Vi lavora anche a partire dal corpo, come appare nelle regole alimentari, nel digiuno e nell'astinenza, nel silenzio che disciplina la mente, nelle pratiche di preghiera e di meditazione, nei passi leggeri, nel lieve sorriso che sempre compare sul volto dei grandi spirituali, il così detto" mezzo sorriso". La persona spirituale è consapevole che per il suo essere corporeo dipende dalla natura e che per il suo essere sociale dipende dall'ambiente. Tuttavia sa che esiste una dimensione del suo essere non riducibile né alla materia né all'ambiente, e quindi non necessariamente determinata da ciò che è altro da sé. La persona spirituale ritiene cioè di essere libera, e che in quanto tale può agire, non solo re-agire, può cioè creare qualcosa che prima non c'era senza ripetere sempre la medesima struttura, può sfuggire alla rete di menzogne e di vanità in quel mondo si dibatte Non ripetere più gli stereotipi che tutti ripetono. La persona spirituale sa anche però che, precisamente a causa della sua libertà, può giungere a compiere ingiustizie, a mentire, ad agire per vanagloria, a non vedere e a non volere altro che se stessa, ad avere la mente colma di idee vane che possono portare persino a odiare e a uccidere nel nome della religione".


Note

^ Genesi, Gen 1, 1-2, su laparola.net..

^ Treccani, su treccani.it.

^ Blaise de Vigenère, Trattato del fuoco e del sale (1981), a cura di Stefano Andreani, trad. it. di Palmiero Perugini, pp. 74-75, Roma, Mediterranee, 1998.

^ Goerres, La mistica divina, trad. it. di Carlo Sainte-Foi, pag. 70, Napoli, Tipi di Vincenzo Manfredi, 1867.

^ Mariapaola Bergomi, Non-religious Spirituality in the Greek Age of Anxiety, in The Philosophy of Spirituality: Analytic, Continental and Multicultural Approaches to a New Field of Philosophy, a cura di Heather Salazar e Roderick Nicholls, pag. 143, Leida, Brill, 2018 ISBN 9789004376311.

^ L.G. Jones, A thirst for god or consumer spirituality? Cultivating disciplined practices of being engaged by god, in Spirituality and Social Embodiment, pp. 3–28, a cura di L. Gregory Jones e James J. Buckley, Oxford, Blackwell, 1997.

^ Spiritualità, su it.cathopedia.org.

^ Dipinto di Gebhard Fugel, 1920.


Bibliografia

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Borysenko, J. A Woman's Journey to God. New York: Riverhead Books, 1999.

Cannon, K. G. Katie's Canon: Womanism and the Soul of the Black Community. New York: Continuum, 1996.

Deloria, V., Jr. God is Red. 2d Ed. Golden, Co: North American Press, 1992.

Dillard, C. B.; Abdur-Rashid, D.; and Tyson, C. A. "My Soul is a Witness." International Journal of Qualitative Studies in Education 13, no. 5 (September 2000): 447-462.

Dirkx, J. M. "Nurturing Soul in Adult Learning." in Transformative Learning in Action. New Directions for Adult and Continuing Education No. 74, edited by P. Cranton, pp. 79–88. San Francisco: Jossey-Bass, 1997.

Eck, D. A New Religious America. San Francisco: Harper, 2001.

Ouspensky, P,D,Frammenti di un insegnamento sconosciuto, Astrolabio,1976

Desjardins,A, La via del cuore, Ubaldini editore, 2001

Pensa C. e Papachristou N.,Affrettati piano, Ubaldini editore,2018

English, L., and Gillen, M., eds. Addressing the Spiritual Dimensions of Adult Learning. New Directions for Adult and Continuing Education, No. 85. San Francisco: Jossey-Bass, 2000.

Taisen Deshimaru, La pratica della concentrazione, Ubaldini Editori 1982

Basho, Il romitaggio della dimora illusoria, Edizioni Se 1992

Hoseki Schinichi Hisamatsu, La pienezza del nulla, Il melangolo 1993

Comte-Sponville, A.,"Lo spirito dell'ateismo. Introduzione a una spiritualità senza Dio", Ponte alle Grazie 2007

Voci correlate

Ascesi

Conoscenza

Esoterismo

Meditazione

Misticismo

Ragione

Religione

Saggezza

Sarvadharma

Commenti

opi ha detto…
interessante riflessione tratta da: https://www.mimep.it/che-cosa-e-la-spiritualita/

by suor Dolores | Posted on 27 Ottobre 2014
La crescita spirituale è più importante della salute, dell’educazione, dello status sociale, perché una persona vuota spiritualmente non sa chi è, perché esiste.



L’essenza della spiritualità

La spiritualità è la capacità di una persona di comprendere se stessa, ossia la capacità di trovare le risposte alle domande: chi sono? da dove provengo? dove vado? quali legami e quali valori mi danno la possibilità di raggiungere il senso della mia vita? Grazie alla spiritualità una persona è in grado di avere un atteggiamento cosciente e responsabile riguardo a se stesso, gli altri, Dio e il resto del mondo. Solo una persona “spiritualmente attiva” sa pensare, amare e lavorare. Una persona senza una vita spirituale è impotente ed esposta ad ogni pericolo, come un animale privato del suo istinto. La vita spirituale è il centro di comando della vita umana. Gli ormoni regolano il corpo, la consapevolezza dà dimensione alla psiche, la coscienza alla sensibilità morale, la vita spirituale invece è responsabile della gestione di tutte le sfere dell’esistenza personale. La spiritualità vissuta in modi diversi (dal cristianesimo, dal buddismo, dall’ateismo) deriva dal modo di comprendere la persona e la sua esistenza con modalità estremamente diverse.



La spiritualità trascurata

È più probabile oggi desiderare la ricchezza materiale che non quella spirituale. Le necessità spirituali non sono così facilmente percepibili come i bisogni fisici, emotivi e materiali del nostro mondo. È più verosimile che un bambino chieda ai genitori di ricevere qualcosa da mangiare piuttosto che qualcosa da meditare. Sono molti i giovani ma anche gli adulti che hanno paura di farsi le domande su chi sono e perché vivono. Più una persona è immatura spiritualmente più è incapace di gestire in modo adeguato i beni materiali quando ne è in possesso. Una persona che ha tanti soldi ma nessuna vita spirituale è pericolosa per se stessa. Più essa è ricca più si convince che l’amore si riesce a sostituire attorniandosi da oggetti che la aiutino ad essere felice. La mancanza della vita spirituale comporta una ricerca della felicità fatta brancolando, oppure per mezzo di tentativi e di prove che conducono a risultati talvolta positivi ma spesso negativi. Quest’ultimo è un modo di agire estremamente pericoloso per la persona umana, perché da alcune prove non si torna più al punto di partenza.

Il corpo non può spiegare all’uomo il mistero della vita umana, perché non sa chi siamo e perché viviamo, e sa interpretare solamente gli impulsi e le necessità fisiche. Se nella vita di una persona prevale il dominio del corpo, allora diventa come un cancro che sottomette tutte le altre sfere dell’esistenza umana, vivendo a loro spese. Chi si ritiene solo come corpo fisico, focalizza tutto sulla fisicità e si sottomette alla dittatura del corpo. Una persona che si considera solo come corpo non è in grado di pensare in modo razionale, non sa essere matura nell’amore e responsabile nel lavoro. Essa è schiava del proprio corpo, invece di esserne padrona e saggia guida. Coltivare la vita spirituale non significa far prevalere lo spirito sul corpo, ma integrare la sfera spirituale e fisica. Il corpo senza lo spirito non è cosciente, sensato; lo spirito senza il corpo è disumano. La spiritualità comincia quando la persona, ragionando oltre il suo stato fisico, si domanda che senso abbia questa dimensione fisica, che senso abbia la vita stessa, ricevuta in dono.
- fine 2° parte
opi ha detto…
2° parte


La spiritualità in pericolo

Lo sviluppo spirituale è in pericolo quando con il termine “spiritualità” viene indicato qualcosa che in realtà non lo è. La crescita spirituale non è una sensibilità emotiva o estetica, l’amore per la natura, gli esercizi che aiutano la concentrazione, ecc… Queste sono tutte questioni di un certo valore e importanza, ma non garantiscono la comprensione, il senso della propria esistenza. Il vero pericolo della spiritualità è la spensieratezza, la mancanza di riflessione, la leggerezza. Una persona priva di vita spirituale è facilmente guidata dagli istinti, dalle emozioni, dalle manipolazioni della società, convinta che per essere felici bastano i soldi, il potere e la bellezza. Infatti molti individui belli, famosi, ricchi e spesso anche giovani, si suicidano, mentre numerosi vecchi, malati, poveri e apparentemente insignificanti, gioiscono della vita e sanno essere di sostegno per il prossimo.



La spiritualità matura

Una persona spiritualmente matura, in grado di riflettere e di amare, comprende che non può essere frutto della sola materia, della casualità, ma che è creata da Qualcuno capace di pensare ed amare ancora di più di essa. Una persona così, percepisce ciò che in lei ha più valore, ciò che nel suo prossimo ha più valore ma è nascosto agli occhi del mondo. Sa che la cosa più difficile da superare per l’umanità è la solitudine, il trovarsi senza forti legami basati su un impegno reciproco e costante. Comprende che non si può essere felici seguendo e appagando solamente una parte della propria persona, a spese delle restanti dimensioni del proprio essere. La serenità proviene dalla collaborazione di tutte le sfere della personalità umana: non si deve considerare soltanto il corpo, gli impulsi, gli istinti e le emozioni. Su questa terra la felicità non è facile da raggiungere, non vi si arriva senza notevoli sacrifici, senza disciplina, senza essere aiutati ed educati da Dio e da buoni consiglieri. Il frutto più grande della spiritualità matura è di donare e ricevere l’amore. La persona spiritualmente matura sa che senza l’amore, diventa per gli altri incomprensibile e insopportabile. Vivere nella costante crescita spirituale significa essere aperti all’incontro con Dio e all’azione dello Spirito Santo, che dona gli occhi per guardare il mondo. Ecco perché a chi si preoccupa della crescita spirituale tutto il resto sarà donato in abbondanza.

riflessione di Don Marek Dziewiecki

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