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Ikigai. Il metodo giapponese per trovare il senso della vita ed essere felici

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spunti di riflessione da: Ikigai. Il metodo giapponese Trovare il senso della vita per essere felici (Bettina Lemke)


In giapponese, questi quattro caratteri dal tratto elegante si leggono «ikigai».

Il concetto di ikigai affascina già soltanto per la molteplicità dei suoi significati.  Dal momento che ciascun carattere ha connotazioni complesse, il termine ikigai può abbracciare un ampio ventaglio di significati:

Ͻ Il senso della vita.


Ͻ Le ragioni per cui vale la pena esistere.


Ͻ Il pensiero che ci spinge ad alzarci dal letto la mattina.


Ͻ La gioia di fare le cose che rendono la vita degna di essere vissuta.


Ͻ La realizzazione di sé e l’automotivazione.


Ͻ Il fatto di sentirsi vivi.


Ͻ La propria personale ragion d’essere.


Ͻ La felicità e i traguardi individuali.


In altre parole, il termine ikigai rimanda allo stato d’animo di una persona che conosce il significato della propria esistenza e quindi sperimenta la gioia straordinaria di chi ha sempre di fronte a sé dei progetti ricchi di senso.

Chi ha preso coscienza del proprio ikigai prova un sentimento di amore per la vita e appagamento interiore, guarda al mondo con ottimismo e si sente carico di energia. È una persona entusiasta, motivata, dotata di una grande forza d’animo e di un’eccezionale resilienza.

Non ha bisogno di domandarsi qual è il suo scopo: lo sa e basta.

Il concetto di ikigai, però, non indica soltanto il senso di pienezza e appagamento che prova chi conosce il significato della propria esistenza, ma si riferisce anche ad attività concrete, situazioni di vita vissuta, rapporti con gli altri, atteggiamenti interiori, desideri o traguardi personali e molto altro. 

Semplificando, si potrebbe affermare che il nostro personale ikigai si articola in quattro grandi aree tematiche: 

Ͻ Quel che amiamo fare.


Ͻ I nostri punti di forza o le nostre capacità.


Ͻ Ciò di cui il mondo ha bisogno.


Ͻ Le cose per le quali veniamo remunerati, o potremmo esserlo, e le cose che potrebbero valerci una contropartita da parte di altre persone.

[...]

Il nostro ikigai, una volta scoperto, funziona come una bussola che ci indirizza verso le cose per le quali proviamo un entusiasmo sincero, quelle che rispondono davvero ai bisogni della nostra interiorità e che rispecchiano le nostre convinzioni più intime. Per questo motivo, quando si parte alla ricerca del senso della propria esistenza, è fondamentale fare breccia negli strati sovrapposti di idee e opinioni che abbiamo ereditato dagli altri, smascherare tutti gli obiettivi e le proiezioni che non ci rappresentano davvero.

...

L’ikigai di un insegnante di karate di centodue anni consiste nel trasmettere il suo sapere ai propri allievi.

L’ikigai di un pescatore centenario consiste nell’andare a pesca tre volte a settimana per nutrire la sua famiglia.

L’ikigai di una donna di centodue anni consiste nello stare con la sua bisbisnipote di sei mesi. Se le si chiede cosa provi quando tiene tra le braccia la bambina, risponde: «È una sensazione bellissima».

...

ho chiesto ad alcune persone: «Che cosa rende la tua vita degna di essere vissuta?» 

mi hanno dato le seguenti risposte.


Il mio ikigai è/sono:


Ͻ L’impazienza di scoprire che cosa la giornata ha in serbo per me.


Ͻ I miei amici e la mia famiglia.


Ͻ La compagnia delle altre persone.


Ͻ Mangiare bene.


Ͻ Fare sport.


Ͻ Essere una persona a modo e dedicarmi ad attività che mi rendono felice.


Ͻ Sfamare un porcospino denutrito che ho trovato in un angolo del mio giardino per consentirgli di sopravvivere all’inverno.


Ͻ Le persone, gli animali, le piante e la terra.


Ͻ Suonare con i miei amici e frequentare club alla moda.


Ͻ Creare idee nuove capaci di migliorare il mondo.


Ͻ Veder crescere i miei figli giorno per giorno.


Ͻ I primi raggi di sole che filtrano la mattina dalla mia finestra.


Ͻ L’amore del mio compagno/della mia compagna.


Ͻ Dedicarmi ad attività che mi entusiasmano.


Ridere con gli amici.


Ͻ Aiutare gli altri a trovare il senso della loro esistenza.


Ͻ Il mio violoncello.


Ͻ Sono volontario in un’organizzazione che tutela i diritti dell’uomo.


È un impegno che riempie di significato le mie giornate.


Ͻ Imparare la compassione e trasmetterla agli altri.


Ͻ La meditazione del mattino, appena dopo il risveglio. È diventata la base sulla quale poggia tutto il resto.


Ͻ Viaggiare, conoscere altre culture.


Ͻ Il mio cane Sam: il mio compagno più fedele e il mio migliore amico.


Ͻ Esplorare la natura in bicicletta o in kayak.


Ͻ Le risate dei miei piccoli allievi della scuola materna.


Ͻ Coltivare ogni giorno il mio orto.


Ͻ Insegno al ginnasio. Lavorare con i miei studenti mi ricarica ogni giorno.


Ͻ Imparare ad avere più fiducia in me stesso.


Ͻ Pormi degli obiettivi e tentare di raggiungerli.


Ͻ Dare libero sfogo alla mia creatività.


Ͻ Fare immersioni e scoprire le meraviglie del mondo subacqueo.


Ͻ Mi sono appena preso una pausa di tre mesi per studiare spagnolo a Barcellona. Attualmente il mio ikigai è questo.


PARTE PRATICA


Siete pronti a partire alla ricerca del vostro personale ikigai?

Il ciclo di esercizi che vi accingete ad affrontare vi dà la possibilità di intraprendere in modo creativo un viaggio di scoperta interiore.


Lasciarsi andare

Assumete una postura comoda, in piedi, seduti o sdraiati. Posate le mani sullo stomaco. Inspirate tre volte dal naso in modo lento e profondo e una quarta volta dalla bocca. Sentite la parete addominale sollevarsi e abbassarsi a ogni respirazione. A ciascuna espirazione espellete un po’ dello stress accumulato e della zavorra che vi grava sulle spalle. Ripetete mentalmente: «Mi lascio andare».

Immaginate che il vostro respiro porti via ogni tensione, ogni sentimento irrisolto, ogni peso.

Dimenticavo! Concludete l’esercizio con un sorriso.

...


E se...?

Nel prossimo esercizio sperimenteremo un altro stupefacente sistema per mettere le ali alla vostra immaginazione. Potrete, anzi dovrete, fantasticare a piacimento. Immaginate di ricevere in dono un’intera giornata libera da impegni lavorativi e da qualsiasi obbligo o dovere. Come scegliereste di viverla? Fate bene attenzione a escludere dalla lista tutte le cose spiacevoli.

Se avessi a disposizione un’intera giornata libera?

E se invece si trattasse di un’intera settimana? 

Domandatevi cosa vi piacerebbe fare, cosa vi rende felici, cosa vi fa battere il cuore o cosa vi comunica un senso di soddisfazione.

Se di punto in bianco avessi una settimana libera tutta per me, passerei il tempo a...


La prossima domanda assomiglia alle precedenti, ma è formulata in termini finanziari. 

Se poteste spendere 500 euro come vi pare e piace (e foste obbligati a farlo in soli tre giorni) per cosa utilizzereste quel denaro e perché? 

Prendetevi tutto il tempo che vi occorre per fantasticare a briglia sciolta, senza porvi alcun limite. L’unica condizione è che quella somma non venga usata per pagare conti, bollette o debiti.

Spenderei 600 euro in..., e lo farei perché...

E ora il grande colpo di scena: cosa fareste con un intero milione?

Immaginate di avere a disposizione una cifra del genere e godetevi il pensiero. Anche in questo caso vale la medesima regola: non un centesimo può essere utilizzato per pagare conti o appianare debiti, né la somma si può depositare in banca o investire in azioni e fondi speculativi.

 Immaginate di avere un mese intero per spenderlo. Cosa ne fareste? 

Potete annotare tutte le idee che vi vengono in mente: più sono, meglio è. Pronti? Via!

Spenderei un milione di euro in..., e lo farei perché...

...


Segnali preziosi

Le domande che seguono possono aiutarvi a fare un grosso balzo in avanti nella ricerca del vostro ikigai. Sono come dei preziosi segnali stradali che indicano la giusta direzione. 

Quali cose vi piaceva fare da bambini e perché? 

annotate almeno tre esempi.

eS. Da bambino mi piaceva arrampicarmi sugli alberi... Mi piaceva perché...


Ottimo! Vi trovate nel bel mezzo di un processo creativo. Probabilmente i ricordi hanno già scatenato nella vostra testa un’infinita successione di immagini. Approfittate di questo momento di ispirazione e procedete andando, senza perdere tempo, alla prossima domanda.


Quali cose vi piaceva fare da ragazzi e perché? Potete scrivere quello che volete. Forse adoravate sperimentare con Il piccolo chimico, andare in skateboard o passare interi pomeriggi a giocare con i videogame.


Quali hobby vi piaceva praticare insieme agli amici? Va bene qualunque cosa: anche attività in apparenza banali come ascoltare la musica, rimanere per ore a contemplare il mare o riconoscere delle figure nella forma delle nuvole.

E a diciannove o vent’anni? Che cosa vi piaceva fare all’epoca in cui avete iniziato a prendere in mano la vostra vita, siete andati ad abitare da soli ed è cominciata la vostra scoperta del mondo? Anche in questo caso indicate almeno tre cose.

Dopo quest’abbuffata di immagini e ricordi passiamo alla prossima fase, in cui sono richieste le vostre facoltà analitiche. Rileggete in successione le risposte che avete dato riguardo i motivi per cui le quelle attività vi piacevano tanto. Riscontrate dei temi ricorrenti? Che cosa ha conservato l’importanza che aveva allora e continua a sembrarvi in cuor vostro la cosa giusta per voi? Sottolineate con una matita colorata le parole chiave o i concetti salienti. Quando avete finito sarete pronti per affrontare l’ultima fase dell’esercizio.

Studiate le parole e i concetti che avete evidenziato e riflettete: che cosa se ne può dedurre? Cosa vi insegnano su voi stessi? Prendete nota delle conclusioni più significative ed elencatele nel Registro dei temi ricorrenti che trovate nella pagina accanto. 

Compilare liste di ricordi è come far rivivere dentro di noi un mondo pieno di colori, possibilità e promesse, ma soprattutto un mondo più chiaro di quello in cui viviamo. Un mondo la cui pienezza non sempre riusciamo a cogliere nella vita di tutti i giorni, perché la via d’accesso è sbarrata da mille incombenze, dalle nostre responsabilità, dallo stress, dai ritmi serrati e dai nostri continui «impegni».

...


L’ intelligenza del cuore

Ponetevi una o più delle seguenti domande:

Ͻ Sento in cuor mio che è la cosa giusta?

Ͻ Sarei pronto/a ad accettarla di tutto cuore?

Ͻ Il mio cuore dice di sì?


..


L’elenco dei pregi


Sono.../sono una persona...


Ͻ facile all’entusiasmo


Ͻ assetata di conoscenza


Ͻ tenace


Ͻ aperta


Ͻ autentica


Ͻ che impara facilmente


Ͻ onesta


Ͻ prudente


Ͻ socievole


Ͻ saggia


Ͻ abile nel comunicare


Ͻ assennata


Ͻ creativa


Ͻ molto preparata nei


Ͻ pragmatica


seguenti campi:


Ͻ empatica


Ͻ altruista


Ͻ leale


Ͻ carismatica


Ͻ coraggiosa


Ͻ resiliente


Ͻ umana


Ͻ un buon compagno di


Ͻ giusta


squadra


Ͻ diplomatica


Ͻ attenta ai dettagli


Ͻ capace di giudicare


Ͻ speranzosa


equamente


Ͻ ottimista


Ͻ generosa


Ͻ di buonumore


Ͻ che si trova a suo agio con


Ͻ curiosa


..


Minitest dell’ikigai


Non siete sicuri che una certa cosa sia davvero in sintonia con il vostro ikigai? 

Provate a rispondere alle domande di questo test: Ͻ Vi comunica un senso di energia?


Ͻ Vi rende più pronti e vivaci?


Ͻ Nutre la vostra motivazione?


Ͻ Vi sembra una buona ragione per alzarsi la mattina?


Ͻ Il cuore vi dice che è la cosa giusta?


Ͻ Vi fa sentire in tutto e per tutto voi stessi?


Ͻ Rende la vostra vita più variopinta, piena e appagante?


Ͻ Ha delle ricadute positive sulle altre persone o sull’ambiente circostante?


Ͻ Sentite di poterne parlare sempre con entusiasmo, al punto da contagiare e motivare altre persone?


Se continuerete a compilare queste liste a intervalli regolari sentirete cambiare (in positivo) il modo in cui percepite il mondo. Se ci avete preso gusto e volete trasformare questo esercizio in un’abitudine, procuratevi un quaderno o, meglio ancora, un album dalle pagine bianche, e usatelo per annotare via via le cose belle che vi capitano. Ogni giorno, se vi riesce.


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